Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 335 del 30/07/2025

ROSSOMANDO, relatrice. Signora Presidente, riprenderò alcuni punti della relazione, che, ovviamente, è a disposizione dei colleghi.

Anche in questo caso, siamo in tema di espressione di opinioni e comportamenti, con una citazione a giudizio in sede penale da parte di Alessandro Brutto, amministratore della società EKRÒ, e dei titolari di quote sociali della stessa EKRÒ, Luigi e Giovanni Vrenna.

In sostanza, l'accusa - che, ove si procedesse, dovrebbe essere ovviamente provata - è che la senatrice Corrado avrebbe affermato falsamente che la discarica gestita dalla predetta società EKRÒ tratterebbe rifiuti sanitari, comportando in questo modo rischi maggiori per il personale ivi operante, che presso quell'impianto risulterebbe nuovamente fuori uso il sistema di aspirazione e che i lavoratori non avrebbero percepito lo stipendio del mese di marzo 2021.

In un secondo comunicato, sempre la senatrice Corrado avrebbe affermato che le istanze punitive avanzate dal Brutto a suo carico avrebbero avuto una finalità intimidatoria e delegittimatrice della sua credibilità e infine che i lavoratori dell'impresa in esame sarebbero sottoposti a condizioni lavorative non consone e che la reale situazione dei fatti è nascosta dai media compiacenti con le odierne parti offese, definite, sempre dalla senatrice Corrado, soggetti danarosi e spregiudicati, che senza imbarazzi intrattengono rapporti con massoneria deviata e/o criminalità in giacca e cravatta.

Ora bisogna ricordare - oltre ai confini e alle caratteristiche dell'articolo 68 invocato che, essendo già stati illustrati nei casi precedenti, richiamo - la sentenza della Corte costituzionale n. 104 del 2024 in materia, con la quale, oltre ad acquisire quello che era già consolidato nella giurisprudenza costituzionale, e cioè che le dichiarazioni esterne possono rientrare nell'articolo 68 quando hanno finalità divulgativa di opinioni espresse nel corso dell'attività parlamentare - quindi, sotto il profilo sia del legame temporale, sia del contenuto, non è richiesta una coincidenza esatta tra quello che si dice o si fa dentro queste mura, in quest'Aula, e quello che si dichiara fuori - c'è stata un'ulteriore apertura. La Corte costituzionale ha detto cioè che l'articolo 68, in alcuni casi particolari, può trovare applicazione anche a dichiarazioni rese extramoenia, non necessariamente connesse ad atti parlamentari, ma quando si ritiene sussistente un evidente e qualificato nesso con l'esercizio della funzione parlamentare. Possono essere quindi dichiarazioni che si iscrivono in un contesto politico connotato quali opinioni funzionali all'esercizio dell'attività parlamentare, ossia come opinioni che incanalino nel processo politico interessi rappresentativi ai sensi dell'articolo 67 della Costituzione.

Sostanzialmente la Corte non ha detto che basta essere parlamentari perché ci sia il collegamento funzionale. Ha detto che in casi particolari, collegandosi anche all'articolo 67, in quanto il parlamentare può agire ritenendo di tutelare interessi rappresentativi della Nazione, possono essere presi in considerazione.

Perché ho voluto sottolineare questo aspetto, con il quale concludo il richiamo alla Corte costituzionale? Vorrei rivendicare la nostra coerenza in tutte le determinazioni che abbiamo preso, e prenderemo a riferimento fatti oggetto di valutazione della Giunta e poi di quest'Assemblea, che sta anche nel fatto che la Corte costituzionale va rispettata sempre. Nel momento in cui la Corte costituzionale dà cioè un'indicazione, che è un'interpretazione della norma, rientra esattamente nella dialettica tra i poteri dello Stato che venga rispettata, in questo e anche in altri contesti.

Lo dico perché ho sentito dire a volte anche in quest'Aula che, in un certo qual modo, rientrerebbe nelle prerogative parlamentari bypassare la lettura orientata della Corte, quando i canali sono ovviamente altri. Questo fa parte della dialettica delle democrazie liberali.

Veniamo rapidamente al merito. Numerosissimi sono gli interventi effettuati in Parlamento dalla senatrice Corrado con riferimento all'argomento in oggetto, il tema dello smaltimento dei rifiuti, il carattere di pericolosità e, a volte, di illeceità di quest'attività. Ne enumero alcuni che poi richiamerò soltanto per date, perché sono davvero molto numerosi. Li potete ovviamente trovare nella relazione che è agli atti.

Il 29 novembre 2018 la senatrice Corrado denunciava in Aula la promozione da parte del TGR, quindi del servizio pubblico, di un libro intitolato «Zio Luigi, l'ultimo uomo d'onore», scritto da un ex calciatore del Crotone e del Cosenza, nel quale si celebrava la figura di Luigi Vrenna, morto nel 1992, capoclan della 'ndrina locale dei Vrenna-Ciampà-Bonaventura-Corigliano. Cito questi nomi perché sono quelli che hanno promosso la denuncia-querela da cui scaturisce il capo d'imputazione.

In quell'intervento la senatrice si chiedeva come fosse possibile che il TGR si fosse prestato a una così esplicita captatio benevolentiae nei confronti della dirigenza del Football club Crotone, imparentata con il capo indiscusso della 'ndrina storica locale dei Vrenna-Ciampà-Bonaventura-Corigliano.

È evidente che qui si fa un riferimento molto diretto e di peso: si parla di imparentamento con il capo della citata 'ndrina.

Tutti gli interventi, che sono stati messi a disposizione e sono agli atti della Giunta, fanno un esplicito e mirato riferimento all'interesse per il settore dello smaltimento dei rifiuti dal punto di vista nazionale, perché esamina molti casi nazionali. La ex senatrice Corrado si sofferma molte volte però proprio sulla realtà territoriale della Regione Calabria e, in modo esplicito, sulle realtà gestite dal gruppo Vrenna. In alcune interrogazioni, del 17 dicembre 2019 e del 19 dicembre 2019, si cita la realtà più difficile della discarica della Sovreco SpA, società del gruppo Vrenna. La senatrice esponeva dubbi sul ruolo di una società crotonese che non era iscritta all'albo dei gestori ambientali, nei confronti della quale avanzava il sospetto che fosse una «derivazione del gruppo Arcuri, peraltro già legato al gruppo Vrenna nella società consortile Politecno, cessata nel 2007».

Nell'intervento del 9 gennaio 2019 sui rifiuti nella regione Calabria evidenziava che c'erano carenze progettuali e ed erano state commesse irregolarità. Il 12 febbraio 2019 esprimeva una critica molto pesante sull'operato della Giunta regionale della Calabria, con riferimento a un voto di scambio e collegamenti con la criminalità organizzata, tra l'altro assicurando il suo impegno ai cittadini del crotonese. Il 5 agosto 2019 svolgeva un altro intervento in Aula, sempre sulle discariche in Calabria. Ancora, è del 10 ottobre 2019 l'interrogazione sulle discariche collegate al gruppo Vrenna. Nell'interrogazione a risposta orale del 22 novembre 2018 al Ministro dell'ambiente e in successive interrogazioni si esaminavano questioni riguardanti l'altissimo tasso di malattie e gravissime situazioni in alcune zone della Calabria, sempre con riferimento alla questione rifiuti. Cito poi l'interrogazione a risposta orale dell'11 luglio 2019, l'interrogazione del 24 marzo 2021 e l'interrogazione a risposta scritta al Ministro della giustizia, proprio sul tema dello smaltimento illecito di rifiuti, sulle discariche, sulle illegalità denunciate, sempre in riferimento alla Regione Calabria. Trovate tutti i numerosi atti di sindacato ispettivo nella relazione scritta.

Vi sono poi altre interrogazioni orali sulla questione delle white list e l'interpellanza del 22 ottobre 2019, sempre su questi argomenti. C'è poi una serie di atti successivi, che ritrovate tutti nella relazione. Tra l'altro, c'è un suo intervento in audizione in sede di Commissione d'inchiesta sul fenomeno delle mafie, il 30 gennaio 2020, sempre sulla questione dei rifiuti e sui rischi di infiltrazione mafiosa, oltre a una serie di altre interrogazioni, che trovate nella relazione.

Cito un'altra questione per titoli. Sempre la ex senatrice Corrado si è fatta promotrice e autrice di esposti e denunce alla Polizia giudiziaria e a organi amministrativi. Tali atti sono stati esplicitamente fatti dichiarando la qualità di senatrice: ha dichiarato che presentava denunce ed esposti in quanto senatrice, in quanto attività politica, rilevante ai sensi della sentenza della Corte costituzionale che ho citato, tra l'altro facendo riferimento, relativamente a questo tipo di funzioni, addirittura al fatto che il parlamentare ricopre, in questi casi, anche la veste di pubblico ufficiale, tenuto al dovere di denuncia, di cui all'articolo 331 del codice di procedura penale.

Da tutto quanto esposto, è evidente che le dichiarazioni che sono state diramate a mezzo stampa e che sono oggetto dell'addebito in sede penale rientrano a pieno titolo nella prerogativa di cui all'articolo 68 della Costituzione, in particolar modo alla luce della sentenza n. 104 del 2024, ripresa anche da sentenze successive sempre nel 2024.

Presidenza del vice presidente CENTINAIO (ore 11,40)

(Segue ROSSOMANDO, relatrice). Quindi, le dichiarazioni oggetto della nostra disamina non fanno riferimento a una specifica frase riportata in atti del Parlamento e del Senato. La copiosità dei documenti che ho citato e soprattutto il merito di questi documenti che fanno riferimento all'argomento Regione Calabria, con una serie di episodi e fatti denunciati, fanno ritenere che in questo caso possa essere ricorrente l'articolo 68 e che quindi debba essere consentita l'insindacabilità. Per completezza, colleghi, voglio ancora far presente che la procura, nella persona del pubblico ministero, aveva chiesto inizialmente l'archiviazione per questo procedimento.

Per tutti questi motivi, come ha già anticipato la Presidente, la Giunta propone a maggioranza all'Assemblea di deliberare che le dichiarazioni rese dall'onorevole Margherita Corrado, senatrice all'epoca dei fatti, oggetto del procedimento penale pendente presso il tribunale di Crotone, costituiscano opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni e ricadano pertanto nell'ipotesi di cui all'articolo 68, primo comma, della Costituzione. (Applausi).