Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 335 del 30/07/2025
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SCALFAROTTO (IV-C-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCALFAROTTO (IV-C-RE). Signora Presidente, i tre casi che stiamo per esaminare questa mattina riguardano l'articolo 68 della Costituzione, quindi quei casi in cui, secondo la Carta costituzionale, le opinioni espresse e i voti dati non possono costituire responsabilità, quindi il parlamentare non può essere perseguito dal punto di vista penale per aver espresso opinioni o dato voti.
È una norma che evidentemente rappresenta un'eccezione rispetto al nostro sistema giuridico, perché i nostri Costituenti hanno ritenuto di introdurre una guarentigia rispetto ai parlamentari e, in senso più ampio, all'intero Parlamento. Quando un parlamentare, nello svolgimento della sua funzione di rappresentanza democratica, esprime opinioni che possono o potrebbero quantomeno dare adito all'idea di essere diffamatorie o lesive di altri diritti, ebbene, il Costituente scrive che questi diritti, che in via ordinaria la legge tutelerebbe, possano essere sacrificati, perché l'interesse a che la dialettica democratica avvenga nella massima libertà è prevalente rispetto all'interesse di chi sia stato diffamato, si sia sentito tale o si sia sentito offeso. In un bilanciamento di questi due interessi, il Costituente fa prevalere quello della libertà della dialettica democratica.
Questa norma può piacerci o non piacerci, ma è in vigore e aggiungo che la Corte costituzionale con più sentenze ha guidato le Giunte di Camera e Senato e le due Assemblee indicando quali siano i limiti, quali siano le modalità e come fare a evitare che di questa guarentigia ci si approfitti o venga utilizzata scorrettamente.
Il nostro ruolo quindi è quello non di scendere nel merito delle dichiarazioni rese dal parlamentare, ma valutare se corrispondano a dichiarazioni rese nell'esercizio della propria funzione e proteggerle. Dico proteggerle in tutti i sensi, perché la domanda di risarcimento e di condanna potrebbe essere fatta anche in via temeraria. Immaginate un parlamentare che si vedesse recapitare 20, 30 o 40 richieste di risarcimento o querele per diffamazione; è chiaro che, per il solo fatto di dover affrontare un processo, sarebbe limitato nella propria libertà di espressione.
Dunque il nostro esame per questi tre casi deve non tanto riferirsi a ciò che è stato detto, ma deve verificare se le modalità nelle quali le cose sono state dette riflettono un'attività politico-parlamentare, così come descritta dai canoni della Costituzione. Io posso già dire che tutti e tre i casi che andremo ad esaminare questa mattina, pur con le loro differenze, sono quasi di scuola, perché, per quanto le dichiarazioni fatte possano essere urticanti, possano non piacerci e possiamo non concordare con esse, è fuori discussione che quelle parole, quelle dichiarazioni e quegli scritti, in uno dei casi di cui ci occuperemo, erano precisamente la declinazione di un'attività politica, sulla quale personalmente in alcuni casi non concordo affatto, ma non sta a me valutarne la fondatezza. Qui li stiamo valutando nella loro legittimità. Ebbene, in questi casi non c'è dubbio che l'articolo 68 della Costituzione debba applicarsi.
Delle dichiarazioni del senatore Gasparri sul dottor Tescaroli - lo ripeto - nel merito ciascuno penserà quello che ritiene, ma è fuori discussione che il senatore Gasparri le abbia espresse in più di un'occasione in Aula, in atti parlamentari, e dunque dobbiamo - ahinoi, in un certo senso - sacrificare il diritto di chi si è sentito offeso, perché la Carta costituzionale ci dice che in questo caso eccezionale il Costituente fa prevalere l'interesse della libertà del dibattito parlamentare anche oltre i limiti di ciò che sarebbe normalmente ammissibile nella vita di tutti i giorni. C'è questo interesse prevalente. Dunque il nostro compito non è di valutare le dichiarazioni del senatore Gasparri, ma di prendere atto che furono pronunciate all'interno di quest'Aula e dunque finiscono con l'essere coperte dalle garanzie dell'articolo 68 della Costituzione.
Per questi motivi, il mio Gruppo voterà a favore della relazione. (Applausi).