Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 335 del 30/07/2025
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BAZOLI (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BAZOLI (PD-IDP). Signora Presidente, voglio essere molto chiaro: noi consideriamo francamente inaccettabili le critiche, le accuse e le frasi pronunciate dal senatore Gasparri nei confronti del procuratore della Repubblica di Firenze Tescaroli: inaccettabili nei toni; inaccettabili per quello che insinuano; inaccettabili perché fanno parte di quella campagna di delegittimazione della magistratura che la destra ha intrapreso da parecchi mesi a questa parte e che si compone di accuse nei confronti dei magistrati, siano essi pubblici ministeri, giudici giudicanti, il collegio delle Sezioni unite della Cassazione civile o il massimario della Cassazione, ogniqualvolta la magistratura assume un provvedimento sgradito alla destra.
Questa è una campagna di delegittimazione che ha caratteristiche anche diffamatorie: ecco il nostro giudizio politico, che riguarda anche le considerazioni e le frasi pronunciate dal senatore Gasparri.
Detto questo, però, dobbiamo decidere se l'articolo 68 della Costituzione ha ancora una sua funzione oppure no. Se consideriamo che abbia ancora una sua funzione e quindi che sia giusto tutelare l'attività politica dei parlamentari da possibili interferenze esterne, dobbiamo valutare se le frasi pronunciate dal senatore Gasparri sono coperte secondo i criteri che sono stati consolidati nella giurisprudenza costituzionale, secondo i quali le frasi pronunciate che hanno contenuto diffamatorio, come queste pronunciate dal senatore Gasparri fuori dall'Aula parlamentare, sono coperte da insindacabilità quando il contenuto di quelle affermazioni è stato in qualche modo riportato anche in atti tipici parlamentari.
Ora, da questo punto di vista, la relazione che ha fatto la senatrice Stefani è abbastanza chiara ed evidente. Quelle critiche dal contenuto diffamatorio nei confronti della magistratura, che noi riteniamo del tutto inaccettabili, il senatore Gasparri le ha pronunciate ripetutamente anche in Aula, in interventi, interrogazioni, atti tipici e dichiarazioni di voto. Questo è esattamente ciò che chiede la Corte costituzionale per valutare se rientrino nell'ambito dell'insindacabilità prevista dall'articolo 68 della Costituzione.
Credo quindi che la serietà e la coerenza di una posizione a difesa dell'articolo 68 debba in questo caso portarci a considerare positivamente la relazione fatta dalla senatrice Stefani, anche se non possiamo non stigmatizzare ulteriormente il comportamento del senatore Gasparri che in Aula, a proposito proprio di queste accuse, ha sfidato il dottor Tescaroli a fare querele (con frasi del tipo: facciano le querele, ne faccio anche io), salvo poi - dopo aver invitato la persona diffamata a presentare querele - coprirsi con lo scudo dell'insindacabilità. Francamente, è un comportamento poco elegante da parte del senatore Gasparri.
Detto questo, noi comunque voteremo a favore della relazione.