Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 335 del 30/07/2025
Azioni disponibili
STEFANI, relatrice. Signor Presidente, onorevoli senatori, la questione di cui trattiamo oggi riguarda un caso di richiesta di insindacabilità in relazione ad alcune dichiarazioni rese dal senatore presidente Gasparri.
La Giunta ha esaminato la questione e il senatore Gasparri ha fatto anche pervenire una memoria scritta. Il giudice per le indagini preliminari presso il tribunale di Roma riferisce che, con querela, il dottor Luca Tescaroli, all'epoca procuratore aggiunto della Repubblica presso il tribunale di Firenze, ha affermato di aver subito un reato di diffamazione aggravata con il mezzo della stampa per alcune dichiarazioni che paiono riconducibili al senatore Gasparri. L'oggetto riguarderebbe comunicazioni che sono state rese e diffuse da un'agenzia di stampa che riguardano la figura del Tescaroli. Il dottor Tescaroli ritiene che queste affermazioni insinuino sostanzialmente che l'esercizio della sua attività giudiziaria sia piegato e condizionato da presunti ideali di partito, presumibilmente di sinistra.
Il dottor Tescaroli le ritiene gravemente denigratorie della propria reputazione, in quanto prefigurano una violazione del principio costituzionale di imparzialità sul quale è fondata l'attività della magistratura. Ritiene, poi, diffamatorio un presunto accostamento a Salvatore Baiardo, già condannato in via definitiva per plurimi reati, quale favoreggiamento personale, procurata evasione, calunnia, truffa ed altri ancora.
Il giudice per le indagini preliminari, in accoglimento dell'istanza del pubblico ministero, ha ritenuto di sottoporre al Senato la questione dell'applicabilità dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione.
In punta di diritto, si fa presente che sono ravvisabili tre moduli ermeneutici nella giurisprudenza in materia di insindacabilità.
Uno richiede che vi sia una netta corrispondenza sostanziale di contenuto fra le opinioni espresse all'esterno e le opinioni espresse all'interno delle attività parlamentari e che comunque vi sia un legame temporale fra l'attività parlamentare e la simmetrica attività esterna.
Un secondo modulo ermeneutico, che è stato cristallizzato in sentenze della Consulta, prevede una sostanziale contestualità fra gli interventi esterni e gli atti tipici.
Vi è poi un terzo modulo, che fa riferimento invece a un altro caso, in cui i presupposti di coincidenza contenutistica si connotano esclusivamente come indici rivelatori del nesso funzionale fra le dichiarazioni rese e le attività del parlamentare.
Analizzando il caso che ci è stato sottoposto in Giunta, l'insindacabilità può essere riconosciuta al senatore Gasparri applicando sia il primo dei moduli ermeneutici, sia il secondo, sia l'ultimo, per cui vi è una totale corrispondenza tra l'impostazione prevista dalla Corte costituzionale e l'attività che è stata svolta da noi. Per certi versi, è quasi un caso da antologia sulla prerogativa dell'insindacabilità. Il nesso sussiste, in quanto il senatore Gasparri aveva già presentato nel 2023 un'interrogazione, rivolta al Ministro della giustizia, in cui si riferiva proprio all'attività del pubblico ministero Tescaroli. Il contenuto di questa interrogazione è già critico nei confronti del magistrato.
Per quanto riguarda l'attività extramoenia, la Consulta effettivamente non chiede un'identità terminologica tra gli atti intramoenia e gli atti extramoenia.
Nel corso dell'intervento che è stato fatto in Aula il 28 aprile 2023, nel commentare con toni critici nei confronti di alcuni magistrati una sentenza di assoluzione, il senatore affermava che «le accuse agli eroi della legalità rappresentano un capitolo di vergogna che non può finire qui». Poi sottolineava ancora maggiormente il suo pensiero: anche in occasione del ricordo delle vittime della strage di Capaci, il senatore Gasparri aveva già censurato la prassi di predisporre candidature di un certo schieramento politico e parlava, in quel caso, della Procura nazionale antimafia.
In una seduta di Assemblea del 17 gennaio 2024, in sede di discussione sulla relazione del Ministro della giustizia, il senatore Gasparri affermava: «Ci sono tante cose su cui vigilare. Colgo questa occasione e questi pochi minuti per dire che non ne possiamo più della procura di Firenze e di Tescaroli che continua a dire che Berlusconi ha fatto le stragi del 1993». Ancora insisteva nel confermare il suo pensiero.
In un'ulteriore seduta, del 13 febbraio 2024, in dichiarazione di voto su un disegno di legge che conteneva modifiche al codice penale, al codice di procedura penale, all'ordinamento giudiziario e al codice dell'ordinamento militare, il senatore Gasparri dichiara: «Abbiamo introdotto - senza che sia stato risolto - il tema dei test attitudinali;» - riferiti ai magistrati - «credo che tutti noi, quando saliamo su un treno o su un aereo, vogliamo che chi guida il treno o l'aereo sia integro. Mi chiedo allora perché devo affidare il giudizio della mia vita e della mia reputazione a una persona come quella che c'è a Firenze, per esempio, che crede che Berlusconi abbia fatto le stragi».
Pertanto non si esaurisce in pochi interventi, ma ritorna più volte il filone politico parlamentare del senatore Gasparri inerente alla critica delle attività svolte dalla procura di Firenze. Era già stato anticipato più volte.
Per questa ragione e tenendo conto di questi atti interni, possiamo veramente intendere che la critica che è stata svolta dal senatore Gasparri interviene all'interno di un contesto politico parlamentare specifico e caratterizzante.
Questo è confermato in realtà nella memoria che ha prodotto lo stesso senatore Gasparri, per cui la proposta della Giunta e del relatore è quella di riconoscere la prerogativa, che appare qui sicuramente configurabile.
Per questa ragione la Giunta propone all'Assemblea, a maggioranza, di deliberare che le dichiarazioni rese dal senatore Maurizio Gasparri costituiscono opinioni espresse da un membro del Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni e ricadono pertanto nell'ipotesi di cui all'articolo 68, primo comma, della Costituzione.