Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 335 del 30/07/2025

Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

MAGNI, CAMUSSO - Ai Ministri dell'università e della ricerca, della salute, del lavoro e delle politiche sociali e delle imprese e del made in Italy. - Premesso che:

in data 15 luglio 2025, la direzione di Nerviano medical sciences (centro di ricerca, con sede in Lombardia, unico polo del nostro Paese interamente dedicato alla ricerca oncologica) ha comunicato ufficialmente alle sigle sindacali FILCTEM CGIL, FEMCA CISL, UILTEC UIL, nonché al coordinamento delle rappresentanze sindacali unitarie, l'intenzione di chiudere le attività di ricerca del gruppo;

negli ultimi anni il controllo del centro è passato alla holding PAG-SARI, legata ad un fondo cinese che ha acquisito, nel 2024, il 100 per cento delle quote;

in particolare, il fondo proprietario ha comunicato l'intenzione di cessare le attività di ricerca e di avviare una procedura di licenziamento collettivo a partire da settembre 2025, che coinvolgerebbe oltre 100 ricercatori altamente qualificati, segnando un passaggio drammatico per il futuro del centro;

il centro è considerato l'ultimo polo italiano in grado di sviluppare integralmente farmaci oncologici, dalla fase di ricerca preclinica fino alla produzione industriale, ovvero una realtà strategica per il sistema sanitario e scientifico nazionale;

l'annuncio ha ovviamente scatenato forte preoccupazione tra i lavoratori, che temono non solo la perdita dei posti di lavoro, ma anche un progressivo smantellamento dell'intero gruppo;

nel corso dell'assemblea straordinaria convocata subito dopo l'incontro, i dipendenti hanno dunque deciso l'avvio dello stato di agitazione, con una serie di iniziative di mobilitazione pacifica per contrastare quella che non può che essere percepita come una scelta irreversibile e pericolosa; secondo i sindacati, infatti, quanto annunciato rappresenta solo il primo passo verso la dismissione dell'unico centro oncologico integrato rimasto nel nostro Paese,

si chiede di sapere quali iniziative urgenti i Ministri in indirizzo ritengano di intraprendere in relazione a quanto sopra, al fine di salvaguardare l'occupazione dei lavoratori coinvolti, scongiurare la chiusura dell'attività di ricerca, nonché tutelare la preziosa attività del centro Nerviano medical sciences, assolutamente strategico per il sistema sanitario ed industriale del Paese.

(4-02317)

RENZI, PAITA, SCALFAROTTO - Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. - Premesso che:

dal 15 novembre 2024 Alberto Trentini, cittadino italiano di 45 anni e cooperante internazionale, si trova in stato di detenzione in Venezuela, dove è stato arrestato, con accuse mai chiarite, mentre si recava da Caracas a Guasdalito per una missione umanitaria a supporto delle persone con disabilità nelle aree più remote del Paese;

in data 18 febbraio 2025 il Ministro in indirizzo veniva sollecitato con l'interrogazione 4-01840 (tuttora priva di risposta) a riferire circa le ulteriori iniziative adottate per garantire l'incolumità di Alberto Trentini, al di là della richiesta di chiarimenti avanzata dal Governo fino a quel momento, anche in ragione dei problemi di salute che interessano Trentini e che richiedono l'assunzione regolare di farmaci salvavita, sul cui approvvigionamento permane una sostanziale incertezza;

il 27 luglio il Ministro ha nominato Luigi Vignali inviato speciale per i detenuti italiani in Venezuela, affermando che la decisione sarebbe derivata dalla presenza di circa 15 cittadini italiani detenuti nelle carceri venezuelane e che l'inviato avrà il compito di dialogare con le istituzioni del Paese per verificare come ottenere la liberazione dei prigionieri politici che a parere degli interroganti non hanno commesso reati;

dopo circa 8 mesi di reclusione è fondamentale e urgente chiarire le condizioni di salute e di detenzione di Alberto Trentini e adottare iniziative concrete per la sua pronta liberazione,

si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo abbia adottato fino ad oggi e intenda adottare per garantire l'incolumità e la liberazione di Alberto Trentini.

(4-02318)

GAUDIANO, LICHERI Sabrina, NATURALE, LICHERI Ettore Antonio, MARTON, DAMANTE, CATALDI, PIRONDINI, CROATTI - Ai Ministri per la famiglia, la natalità e le pari opportunità, della salute e dell'istruzione e del merito. - Premesso che:

negli ultimi anni si è assistito a una diffusione massiccia dei social network, che rappresentano uno spazio fondamentale di socializzazione e formazione per le giovani generazioni. Tuttavia, si è anche registrato un preoccupante aumento di contenuti che promuovono modelli di femminilità basati sulla mercificazione del corpo e su stereotipi dannosi per l'autostima e il benessere psicofisico delle adolescenti;

in particolare, molte ragazzine si trovano esposte a influencer che veicolano immagini distorte e irrealistiche, spesso caratterizzate da eccessiva sessualizzazione, perfezione estetica irraggiungibile e messaggi che incoraggiano la dipendenza dall'approvazione esterna attraverso like e follower;

l'uso massiccio e precoce dei social network da parte di bambine e ragazze ha fatto emergere nuove e allarmanti emergenze sul piano della salute mentale e del benessere psicologico. Numerosi studi e segnalazioni cliniche evidenziano un incremento significativo di disturbi legati all'autostima, ansia, depressione, disturbi alimentari e comportamenti autolesionistici, strettamente connessi all'esposizione continua a modelli di femminilità irrealistici;

questi fenomeni assumono particolare gravità nelle persone in fasce di età più fragili, comprese bambine in età preadolescenziale, che si trovano esposte a stimoli complessi e potenzialmente dannosi, mettendo a rischio il loro sviluppo emotivo e identitario;

considerato che:

le istituzioni scolastiche spesso non dispongono di programmi adeguati di educazione critica ai media e ai social network, né di percorsi strutturati di educazione affettiva e sessuale;

le famiglie possono trovarsi impreparate a gestire la complessità di questi fenomeni e necessitano di strumenti efficaci per accompagnare i figli nell'uso consapevole delle nuove tecnologie;

le piattaforme social non sempre garantiscono un controllo efficace sui contenuti potenzialmente dannosi, soprattutto per i minori;

è indispensabile adottare una strategia coordinata e incisiva che coinvolga istituzioni, scuole, famiglie, piattaforme digitali e associazioni, al fine di tutelare i minori dall'esposizione a modelli distorti e promuovere contenuti positivi e inclusivi,

si chiede di sapere:

se il Governo intenda prevedere campagne di sensibilizzazione rivolte alle famiglie, al fine di supportare i genitori nel ruolo di accompagnatori consapevoli nell'uso delle nuove tecnologie da parte dei propri figli, fornendo strumenti concreti per riconoscere e gestire i segnali di disagio psicologico;

quali interventi normativi e di regolamentazione delle piattaforme social intenda promuovere per garantire una maggiore tutela ai minori, limitare l'esposizione a contenuti potenzialmente dannosi e implementare sistemi di monitoraggio efficaci;

se intenda favorire la diffusione di contenuti e modelli positivi, volti a valorizzare l'autostima, la diversità e l'empowerment femminile, anche attraverso partnership con enti del terzo settore, associazioni culturali e figure di riferimento riconosciute;

quali iniziative intenda promuovere per informare e formare in modo capillare educatori e operatori sanitari sui nuovi rischi psicologici legati ai social network, favorendo una collaborazione sinergica tra scuola, servizi sanitari e realtà associative;

quali iniziative intenda adottare per promuovere, nelle scuole di ogni ordine e grado, programmi di educazione critica ai media e ai social network, integrati da percorsi di educazione affettiva e sessuale, finalizzati a sviluppare una maggiore consapevolezza nei giovani rispetto ai modelli di femminilità e alla mercificazione del corpo.

(4-02319)

GASPARRI - Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'economia e delle finanze. - Premesso che:

AMO S.p.A. (Agenzia per la mobilità di Modena) è una società partecipata pubblica con compiti di pianificazione, programmazione e controllo del trasporto pubblico locale nella provincia di Modena;

la società, interamente partecipata da enti pubblici, gestisce fondi pubblici e ha una responsabilità cruciale nella gestione trasparente delle risorse, nonché nell'efficienza del servizio erogato ai cittadini;

i vertici della società hanno rilevato un'anomalia contabile il 16 aprile 2025 ed hanno presentato alla Procura della Repubblica di Modena solo il 25 giugno un esposto per la scoperta di un ammanco di circa 515.000 euro;

sarebbe stata utilizzata la carta dell'amministratore unico per pagamenti POS e prelievo di contante per un totale di 47.000 euro di spese ritenute non appropriate;

risulterebbero spese di rappresentanza e una missione all'estero non inserita nella contabilità della società partecipata;

non è chiaro che cosa abbia indotto gli amministratori a tergiversare ben 71 giorni prima di formalizzare la denuncia;

il Comune di Modena, socio capofila, ha annunciato un "reset dei vertici", ma ad oggi, a quanto risulta all'interrogante: il revisore dei conti è lo stesso; i tre membri del collegio sindacale sono invariati; la società di consulenza esterna è la medesima; il responsabile anticorruzione non è stato sostituito; il direttore generale è ancora in carica e la sua sostituzione è solo ipotizzata;

l'unico cambiamento effettivo, dettato però dalla scadenza naturale del precedente incaricato, è stato la nomina di un nuovo amministratore unico, non esperto di mobilità ma ex esponente politico, a giudizio dell'interrogante a conferma di una continuità politica anziché di un reale rinnovamento amministrativo;

vi è forte inquietudine sull'effettiva trasparenza della società, e preoccupazione sul fatto che, pur in presenza di fatti gravissimi, nessuna vera assunzione di responsabilità politica e amministrativa sia avvenuta;

vi è il rischio che le risorse stanziate anche dal Governo per il trasporto pubblico locale siano state utilizzate per finalità non congrue alla loro destinazione,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti;

se esistano ricadute dirette o indirette sull'impiego delle risorse pubbliche statali erogate per il trasporto locale nel territorio modenese, e se risultino segnalazioni, accertamenti o controlli in corso da parte della Regione Emilia-Romagna;

se, per quanto di rispettiva competenza, ritengano opportuno avviare una verifica amministrativo-contabile diretta presso AMO S.p.A., anche mediante l'invio di ispettori ministeriali.

(4-02320)

SBROLLINI - Ai Ministri per lo sport e i giovani e per le pari opportunità e la famiglia. - Premesso che:

Asia Cogliandro, pallavolista professionista del Perugia, ha denunciato a "La Stampa" di essere stata licenziata a causa della propria gravidanza, subendo, inoltre, da parte della squadra con la quale è tesserata, inaccettabili pressioni psicologiche, dopo l'annuncio al direttore sportivo;

come raccontato dalla stessa giocatrice, dopo aver comunicato la gravidanza alla società, la stessa le avrebbe comunicato di lasciare la casa messa a sua disposizione, nonché di restituire anche le mensilità dell'affitto già pagate: inoltre, sempre secondo la denuncia a mezzo stampa di Asia Cogliandro, la società le avrebbe proposto di mettersi in maternità anticipata, quando, invero, essa scatta a due mesi dal parto;

la giocatrice, pur di non perdere il posto di lavoro, si sarebbe proposta di aiutare la società a gestire i social media ovvero in alternativa di svolgere un lavoro d'ufficio per i mesi che mancavano, ricevendo, come risposta, un netto diniego e la minaccia che, qualora non avesse accettato l'accordo, non avrebbe più trovato una squadra;

in merito al caso, l'Associazione italiana pallavolisti, UIL e ASSIS hanno dichiarato, a mezzo comunicato stampa congiunto, profondo rammarico nell'apprendere le dichiarazioni relative alla vicenda che ha coinvolto l'atleta, condannando senza compromessi simili comportamenti e garantendole tutto il sostegno necessario a tutela della sua carriera sportiva e del suo diritto alla maternità;

è inaccettabile che la gravidanza diventi una causa di licenziamento, andando a ledere nel profondo la dignità delle donne e il loro diritto a conciliare carriera professionale e famiglia: di fatto, se la situazione che interessa Asia Cogliandro è potuta accadere significa che nello sport professionistico mancano ancora tutele adeguate: pertanto è necessario secondo l'interrogante che i Ministri in indirizzo si attivino rapidamente per colmare tali lacune, affinché non si ripetano più situazioni analoghe a quella descritta,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione che riguarda la giocatrice di pallavolo professionista Asia Cogliandro e quali azioni intendano adottare per garantire alla giocatrice il sostegno necessario per il prosieguo della sua carriera sportiva e la tutela del suo diritto alla maternità;

quali misure normative intendano adottare affinché non si verifichino più situazioni analoghe a quella accaduta alla giocatrice professionista.

(4-02321)

CANTALAMESSA - Al Ministro dell'interno. - Premesso che:

l'articolo 63 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (testo unico degli enti locali), disciplina le cause di incompatibilità con la carica di sindaco;

in particolare, il comma 1 prevede l'incompatibilità per coloro che, direttamente o indirettamente, abbiano parte in servizi, forniture, incarichi o prestazioni professionali nell'interesse del medesimo ente locale;

dalle informazioni in possesso dell'interrogante, sembra che, nel Comune di Scisciano (Napoli), il sindaco eletto in occasione delle più recenti elezioni amministrative fosse, al momento dell'insediamento, formalmente costituito come avvocato per conto del Comune stesso;

tale circostanza, se confermata, potrebbe configurare una situazione di incompatibilità ai sensi della normativa vigente, con potenziali riflessi sulla legittimità dell'elezione e della permanenza in carica del primo cittadino;

il rispetto delle cause di incompatibilità è un principio fondamentale per la tutela della legalità, della trasparenza e dell'imparzialità della pubblica amministrazione;

il Ministero dell'interno, per il tramite del prefetto, ha competenza a promuovere accertamenti ed eventualmente ad attivare le procedure previste dagli articoli 69 e seguenti del testo unico,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e se intenda acquisire, tramite il prefetto territorialmente competente, gli atti e le informazioni necessarie a verificare l'eventuale sussistenza di cause di incompatibilità ai sensi dell'art. 63 del testo unico degli enti locali, al fine di garantire il rispetto della normativa vigente e tutelare l'integrità dell'amministrazione comunale.

(4-02322)