Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 335 del 30/07/2025

Allegato B

Integrazione alla relazione orale della senatrice Testor sul disegno di legge n. 1565

Con l'approvazione dell'emendamento 5.10 (Garavaglia) viene prorogato il finanziamento per IRCCS di rilievo nazionale ed internazionale per le caratteristiche di specificità e innovatività nell'erogazione di prestazioni pediatriche con particolare riferimento alla prevalenza di trapianti di tipo allogenico (12 milioni per ogni anno dal 2025 al 2027), e 19 milioni dal 2025 al 2027 per strutture, anche private accreditate, eroganti trattamenti di specifiche neoplasie maligne mediante l'irradiazione con ioni carbonio e protoni di cui 16,33 milioni destinate ai centri di riferimento nazionale che praticano l'adroterapia con ioni carbonio e 2,67 milioni di euro destinate ai centri che praticano la protonterapia.

Mentre con l'approvazione dell'emendamento 5.35 (Murelli), e identici, si posticipa al 2027 l'entrata in vigore della rendicontazione del 75 per cento della quota relativa alla seconda annualità precedente, quale condizione per l'erogazione della quota annuale di spettanza del Fondo per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale. Una proroga che non appesantisce gli oneri contabili degli enti locali, consentendo un più facile accesso al Fondo per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale.

L'articolo 6 prevede, per l'anno 2025, un'integrazione al reddito di 40 euro mensili per le lavoratrici madri, dipendenti o autonome, con due o più figli, a condizione che il reddito individuale da lavoro non superi i 40.000 euro annui. Tale misura sostituisce, solo per il 2025, l'esonero contributivo parziale (differito al 2026) e si applica fino al compimento dei 10 anni del figlio più piccolo o, per madri con tre o più figli, fino ai 18 anni. Per le madri con tre o più figli, l'integrazione è riconosciuta solo per i periodi senza contratto a tempo indeterminato, poiché per tali lavoratrici resta in vigore l'esonero contributivo integrale (senza limiti di reddito) per il 2025 e 2026, come previsto dalla legge n. 213 del 2023.

L'approvazione dell'emendamento della Commissione 6.0.700, incrementa di 30 milioni di euro per il 2025 il Fondo contributo abitazione principale del mutuatario, esclusivamente per l'accesso al credito da parte delle giovani coppie o dei nuclei familiari monogenitoriali con figli minori, da parte dei conduttori di alloggi di proprietà degli istituti autonomi per le case popolari, comunque denominati, nonché dei giovani che non hanno compiuto trentasei anni di età.

Da segnalare, inoltre, l'approvazione dell'emendamento 6.0.15, nel testo 2, che prevede che quale nei riguardi delle cooperative sociali, delle organizzazioni di volontariato della protezione civile, nonché dei volontari della Croce Rossa Italiana, i coordinatori comunali delle attività di volontariato non possono in alcun modo essere equiparati al datore di lavoro o al dirigente con riferimento agli obblighi del datore di lavoro in materia di sicurezza sul lavoro.

L'articolo 7 modifica la disciplina del payback per le aziende produttrici di dispositivi medici per gli anni 2015-2018, riducendo al 25 per cento la quota di ripiano dovuta per lo sforamento del tetto di spesa regionale, prevedendo, inoltre, l'istituzione di un fondo di 360 milioni di euro per il 2025, che si aggiunge a quello di 1.085 milioni per il 2023, per coprire il superamento del tetto di spesa.

L'approvazione dell'emendamento 7.14 (Garavaglia), prevede che per le aziende che hanno già pagato il 48 per cento del dovuto, la quota eccedente il 25 per cento venga detratta dai versamenti che saranno eventualmente dovuti con riferimento alle annualità successive al 2018, compensando così la disparità di trattamento che ci sarebbe stata fra le aziende che ancora non hanno pagato, e che in virtù del decreto pagheranno il 25 per cento del dovuto, e quelle che invece hanno già pagato quanto dovuto.

Sempre in tema di payback, da segnalare l'emendamento 7.25 (Murelli), e gli identici approvati nella medesima riformulazione, che permette alle piccole e medie imprese soggetto al meccanismo del payback di poter accedere a linee di finanziamento garantite dal Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese.

L'articolo 8 dispone la proroga dal 1° luglio 2025 al 1° gennaio 2026 della data di entrata in vigore della Sugar Tax.

L'articolo 9 riduce dal 10 per cento al 5 per cento l'aliquota IVA per la compravendita di oggetti d'arte, d'antiquariato o da collezione. Esclude l'applicazione del regime del margine, che calcola l'IVA sulla differenza tra prezzo di vendita e acquisto (più spese accessorie), per tali beni usati se acquistati o importati con aliquota IVA ridotta. Si stabilisce così l'alternatività tra il regime del margine e l'aliquota IVA ridotta al 5 per cento per cessioni e importazioni di questi oggetti.

L'emendamento aggiuntivo 9.0.2 (Pucciarelli), sempre in materia fiscale, prevede per i soggetti che aderiscono al concordato preventivo biennale che si consideri tempestivo il pagamento della prima o unica rata anche, se questo avviene entro i 5 giorni successivi alla scadenza prevista, non determinando così la decadenza del soggetto dal beneficio fiscale.

Da segnalare poi l'articolo 14, che stanzia 44 milioni di euro per il 2025 e 38 milioni per ciascuno degli anni 2026 e 2027 per migliorare le condizioni abitative dei lavoratori del settore turistico. Le risorse finanziano sia la creazione e riqualificazione di alloggi da offrire a canone agevolato per almeno 5 anni, con una riduzione del 30 per cento rispetto al mercato, sia contributi per il pagamento degli affitti. Le risorse stanziate sono destinate a soggetti che dispongano in via esclusiva di immobili e che operino nei seguenti ambiti: gestione imprenditoriale di alloggi o residenze per lavoratori del comparto turistico-ricettivo; gestione di strutture turistico-ricettive; gestione di esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, come ristoranti, bar, pizzerie, gelaterie e locali similari.

Con l'emendamento 14.16 (Centinaio), si estende il contributo per lo staff housing anche al settore termale.

L'articolo 15 estende anche al MASAF la possibilità di rimodulare il programma nazionale di sviluppo rurale (PNSR) 2014-2022, al fine di massimizzare l'utilizzo delle risorse residue del FEASR, da impiegare entro il 31 dicembre 2025, aumentando inoltre di 47 milioni di euro per il 2025 la dotazione del Fondo per l'innovazione in agricoltura, istituito con la legge di bilancio 2023. Il Fondo sostiene progetti innovativi nei settori dell'agricoltura, pesca e acquacoltura, con particolare attenzione allo sviluppo di colture resilienti al clima, tecnologie per la produttività e competitività del settore primario, e la modernizzazione delle imprese agricole. Lo stesso articolo incrementa infine il fondo per il sostegno della filiera suinicola per un importo di 5 milioni di euro per il 2025.

Appare il caso di segnalare, infine, l'approvazione dell'emendamento 18.0.500 dei relatori e del subemendamento 18.0.500/1, con i quali si ripristina lo stanziamento per le emittenti radiotelevisive locali per il 2025, autorizzando un contributo straordinario di 16,5 milioni di euro da erogare entro il 31 dicembre 2025 (sub 18.0.500/1 Romeo), alle emittenti utilmente collocate nelle graduatorie approvate per l'anno 2025, in base ai criteri di riparto e con le procedure previste dal decreto del Presidente della Repubblica 23 agosto 2017, n. 146.

VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA

SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA

Nel corso della seduta è pervenuta al banco della Presidenza la seguente comunicazione:

Doc. IV-ter, n. 10

sulla votazione della proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, il senatore Cataldi avrebbe voluto esprimere un voto contrario;

Doc. IV-ter, n. 11

sulla votazione della proposta della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, la senatrice Zambito avrebbe voluto esprimere un voto favorevole.

Congedi e missioni

Sono in congedo i senatori: Barachini, Berrino, Bongiorno, Borgonzoni, Butti, Calenda, Castelli, Cattaneo, De Poli, Durigon, Fazzolari, Garavaglia, Iannone, La Pietra, Meloni, Mirabelli, Monti, Morelli, Nastri, Orsomarso, Ostellari, Patton, Rauti, Rubbia, Segre, Sisto e Verini.

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Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Borghi Claudio, Borghi Enrico, Mieli, Ronzulli e Scarpinato, per attività del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica.

Disegni di legge, annunzio di presentazione

Senatori Licheri Sabrina, Cataldi Roberto

Disposizioni in materia di patrocinio a spese dello Stato per le vittime di violenza domestica e di genere (1603)

(presentato in data 29/07/2025).

Disegni di legge, presentazione del testo degli articoli

In data 30/07/2025 la 5ª Commissione permanente Programmazione economica, bilancio ha presentato il testo degli articoli proposti dalla Commissione stessa, per il disegno di legge: "Conversione in legge del decreto-legge 30 giugno 2025, n. 95, recante disposizioni urgenti per il finanziamento di attività economiche e imprese, nonché interventi di carattere sociale e in materia di infrastrutture, trasporti ed enti territoriali" (1565)

(presentato in data 30/06/2025)

Camera dei deputati, trasmissione di documenti

Il Presidente della Camera dei deputati, con lettere in data 25 luglio 2025, ha trasmesso:

il documento concernente la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) 2021/691 per quanto riguarda il sostegno ai lavoratori la cui espulsione dal lavoro sia imminente in imprese in fase di ristrutturazione (COM(2025) 140 final), approvato, nella seduta del 23 luglio 2025, dalla XI Commissione (Lavoro) della Camera dei deputati, nell'ambito della verifica di sussidiarietà di cui all'articolo 6 del Protocollo n. 2 allegato al Trattato di Lisbona (Doc. XVIII, n. 24) (Atto n. 868);

il documento concernente la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica i regolamenti (UE) n. 1308/2013, (UE) 2021/2115 e (UE) n. 251/2014 per quanto riguarda alcune norme di mercato e misure di sostegno settoriale nel settore dei prodotti vitivinicoli e dei prodotti vitivinicoli aromatizzati (COM(2025) 137 final), approvato, nella seduta del 23 luglio 2025, dalla XIII Commissione (Agricoltura) della Camera dei deputati, nell'ambito della verifica di sussidiarietà di cui all'articolo 6 del Protocollo n. 2 allegato al Trattato di Lisbona (Doc. XVIII, n. 27) (Atto n. 869);

il documento concernente la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (UE) 2021/2115 per quanto riguarda il sistema di condizionalità, i tipi di intervento sotto forma di pagamenti diretti, i tipi di intervento in determinati settori, lo sviluppo rurale e le relazioni annuali sull'efficacia dell'attuazione e del regolamento (UE) 2021/2116 per quanto riguarda la governance dei dati e dell'interoperabilità, la sospensione dei pagamenti in relazione alla verifica annuale dell'efficacia dell'attuazione, i controlli e le sanzioni (COM(2025) 236 final), approvato, nella seduta del 23 luglio 2025, dalla XIII Commissione (Agricoltura) della Camera dei deputati, nell'ambito della verifica di sussidiarietà di cui all'articolo 6 del Protocollo n. 2 allegato al Trattato di Lisbona (Doc. XVIII, n. 28) (Atto n. 870).

Detti documenti sono depositati presso il Servizio dell'Assemblea a disposizione degli Onorevoli senatori.

Governo, comunicazioni dell'avvio di procedure di infrazione

Il Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, con lettera in data 23 luglio 2025, ha inviato, ai sensi dell'articolo 15, comma 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, la comunicazione concernente l'avvio delle seguenti procedure d'infrazione ai sensi dell'articolo 258 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) - notificate il 17 luglio 2025 - che sono trasmesse alle sottoindicate Commissioni permanenti:

procedura di infrazione n. 2025/2111, concernente il mancato rispetto dell'obbligo di notificare alla Commissione le denominazioni e i recapiti delle autorità competenti a norma dell'articolo 4, paragrafo 1, del regolamento UE 2024/1787 sulla riduzione delle emissioni di metano nel settore dell'energia e che modifica il regolamento UE 2019/942 - alla 4ª e alla 8ª Commissione permanente (Procedura d'infrazione n. 54);

procedura di infrazione n. 2025/2056, concernente il mancato rispetto degli obblighi di comunicazione e trasmissione dei dati doganali al sistema Surveillaince SURV3 ai sensi del codice doganale dell'Unione - Regolamento CDU n. 952/2013 - alla 4ª e alla 6ª Commissione permanente (Procedura d'infrazione n. 55);

procedura di infrazione n. 2025/4013, concernente la presunta incompatibilità del regime forfetario per le persone fisiche esercenti impresa, arti o professioni (Flat tax) con l'articolo 49 del TFUE e con l'articolo 31 dell'accordo SEE per trattamento discriminatorio nei confronti dei soggetti non residenti - alla 4ª e alla 6ª Commissione permanente (Procedura d'infrazione n. 56);

procedura di infrazione n. 2025/4015, concernente le aliquote ridotte della tassa sui rifiuti TARI e dell'imposta municipale unica IMU applicabili ai pensionati non residenti. Presunta incompatibilità con gli articoli 21, 45 e 49 del TFUE - alla 4ª e alla 6ª Commissione permanente (Procedura d'infrazione n. 57).

Governo, trasmissione di atti

La Presidenza del Consiglio dei ministri, con lettera in data 30 luglio 2025, ha inviato, ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni e integrazioni, la comunicazione concernente la proroga di incarico di funzione dirigenziale di livello generale alla dottoressa Antonella Iunti e al dottor Giuseppe Pierro, nell'ambito del Ministero dell'istruzione e del merito.

Tale comunicazione è depositata presso il Servizio dell'Assemblea, a disposizione degli onorevoli senatori.

Corte costituzionale, trasmissione di sentenze. Deferimento

La Corte costituzionale ha trasmesso, a norma dell'articolo 30, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87, le seguenti sentenze, che sono deferite, ai sensi dell'articolo 139, comma 1, del Regolamento, alle sottoindicate Commissioni competenti per materia:

sentenza n. 130 del 7 luglio 2025, depositata il successivo 25 luglio 2025, con la quale dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 628, quinto comma, del codice penale, nella parte in cui non consente di ritenere equivalente o prevalente la circostanza attenuante prevista dall'articolo 89 del codice penale, allorché concorra con l'aggravante di cui al terzo comma, numero 3-quater), dello stesso articolo 628 (Doc. VII, n. 146), alla 1a e alla 2a Commissione permanente;

sentenza n. 135 del 9 luglio 2025, depositata il successivo 28 luglio 2025, con la quale dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 13, comma 1, del decreto -legge 24 aprile 2014, n. 66 (Misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale), convertito, con modificazioni, nella legge 23 giugno 2014, n. 89, a decorrere dal giorno successivo alla pubblicazione della presente sentenza nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, nella parte in cui indica il limite massimo retributivo nell'importo di euro 240.000,00 al lordo dei contributi previdenziali ed assistenziali e degli oneri fiscali a carico del dipendente, anziché nel trattamento economico onnicomprensivo del primo presidente della Corte di cassazione, che rappresenta il parametro per l'individuazione del tetto retributivo da parte di un d.P.C.m., previo parere delle competenti commissioni parlamentari (Doc. VII, n. 147), alla 1a, alla 2a e alla 5a Commissione permanente.

Corte dei conti, trasmissione di relazioni sulla gestione finanziaria di enti

Il Presidente della Sezione del controllo sugli Enti della Corte dei conti, con lettere in data 28 e 29 luglio 2025, in adempimento al disposto dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, ha trasmesso le determinazioni e le relative relazioni sulla gestione finanziaria:

della Fondazione Biotecnopolo di Siena, per l'esercizio 2023. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5ª e alla 7a e alla 10a Commissione permanente (Doc. XV, n. 423);

della Giunta storica nazionale e Istituti della rete, per l'esercizio 2023. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5ª e alla 7a Commissione permanente (Doc. XV, n. 424);

del Fondo Agenti Spedizionieri e Corrieri (FASC), per l'esercizio 2023. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5ª e alla 10a Commissione permanente (Doc. XV, n. 425);

della Fondazione La Triennale di Milano, per l'esercizio 2023. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5ª e alla 7a Commissione permanente (Doc. XV, n. 426);

del Museo Storico della Fisica e Centro Studi e Ricerche "Enrico Fermi", per l'esercizio 2023. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5ª e alla 7a Commissione permanente (Doc. XV, n. 427);

dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), per l'esercizio 2023. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5ª e alla 8a Commissione permanente (Doc. XV, n. 428);

dell'Istituto nazionale di documentazione innovazione e ricerca educativa (INDIRE), per l'esercizio 2022. Il predetto documento è deferito, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5ª e alla 7a Commissione permanente (Doc. XV, n. 429).

Interrogazioni, apposizione di nuove firme

La senatrice Zampa ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-02089 del senatore Verini ed altri.

Interrogazioni

MISIANI, ROJC, CAMUSSO, TAJANI, LOSACCO, MANCA, GIACOBBE, ZAMBITO, RANDO, VERDUCCI, VALENTE, FRANCESCHELLI, LA MARCA, BASSO, MARTELLA - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e della salute. - Premesso che:

GPI S.p.A. è un'azienda italiana, partecipata da CDP Equity, che opera nel settore del software e si concentra sulla progettazione di soluzioni per i settori della sanità e dell'assistenza sociale. Quotata al segmento Euronext tech leaders di Borsa italiana, GPI tra l'altro si occupa di business intelligence e data warehousing, strumenti per siti web, sistemi di e-commerce e e-payment, soluzioni per la gestione integrata degli edifici, infrastrutture e servizi tecnici, soluzioni per call center e contact center sanitari, fornitura farmaceutica, domotica, assistenza domiciliare e sistemi informativi integrati. La società serve, tra gli altri, organizzazioni sanitarie locali, ospedali pubblici e privati, case di cura residenziali, cooperative sociali, enti locali, piccole e medie imprese, banche e grandi magazzini;

nel 2016 la Spac capital for progress 1 aveva comunicato la business combination con GPI portandola in borsa. Da allora, il valore del titolo, partito attorno ai 10 euro, è salito fino al massimo di 16,5 euro a inizio 2022 e il 16 luglio ha chiuso a 13,04 euro per 390 milioni di capitalizzazione, dopo aver guadagnato il 24,4 per cento da inizio anno;

secondo il sito della stessa GPI, gli azionisti che detengono partecipazioni superiori al 5 per cento dei diritti di voto sono FM S.p.A. (fa capo a Fausto Manzana) con il 47,94 per cento delle azioni e il 57,30 per cento dei diritti di voto, a seguire CDP Equity, che ha il 18,42 per cento delle azioni e il 22,32 per cento dei diritti di voto;

nel 2024, GPI ha registrato ricavi per 510 milioni di euro (più 17,7 per cento), con un EBITDA in crescita del 31 per cento a 105 milioni e un utile netto da attività operative pari a 15 milioni di euro;

considerato che:

diverse società statunitensi e inglesi avrebbero mostrato un forte interesse nei confronti di GPI. Tra queste la KKR & Co. L.P. starebbe valutando l'OPA e il delisting del gruppo italiano e ha incaricato l'advisor Rothschild di occuparsi della cessione. Secondo Bloomberg, se l'operazione andasse in porto, porterebbe un aumento delle operazioni di buyout in Europa, dove molte società di private equity stanno approfittando di valutazioni più contenute e di un ambiente finanziario più favorevole;

già a maggio 2025, la società statunitense aveva manifestato l'intenzione di espandersi fuori dagli Stati Uniti, puntando sull'Europa. Tra le operazioni più recenti del gruppo ci sono le acquisizioni di Karo Healthcare, in Svezia, e Osttra, ex joint venture fra S&P Global e CME group, specializzata in servizi post-trade;

tenuto conto che:

in una recente intervista Fausto Manzana, fondatore di GPI e attuale amministratore delegato del gruppo, ha riferito che "attualmente gestiamo una mole di dati sanitari importanti in tutta Italia e all'estero. Facciamo sistemi amministrativi della sanità, più di un terzo dei bilanci della salute italiana li gestiamo sui nostri sistemi, così come ci occupiamo di amministrazione delle produzioni, pronto soccorso e forme di accesso agli ospedali. Migliaia di operatori, medici, infermieri, assistenti, utilizzano le nostre cartelle cliniche digitalizzate. E ancora ci occupiamo di sistemi informativi territoriali, di vaccinazioni, psichiatria e tanto altro. Infine i dipartimentali, come radiologie, laboratori di analisi. E ancora forniamo i robot per le grandi farmacie degli ospedali, macchine in grado di prendere dagli scaffali in tempi velocissimi i farmaci necessari per un paziente";

la funzione istituzionale di CDP Equity è quella di sostenere lo sviluppo e la crescita delle aziende presenti nel proprio portafoglio azionario;

in caso di acquisizione della GPI S.p.A. da parte di una società estera, l'Italia sarà l'unico Paese occidentale a non avere aziende nazionali nel settore strategico del software e della progettazione di soluzioni per i settori della sanità e dell'assistenza sociale,

si chiede di sapere:

se il Governo sia a conoscenza dei fatti esposti e se sia stato tempestivamente informato dell'operazione da parte di CDP Equity, anche in considerazione della valenza strategica della GPI;

se intenda attivarsi al fine di evitare che l'Italia sia l'unico Paese occidentale a non avere aziende nazionali operanti nel settore strategico del software e della progettazione di soluzioni per i settori della sanità e dell'assistenza sociale;

se non ritenga necessario riferire tempestivamente sui possibili effetti negativi derivanti dal passaggio di GPI sotto il controllo di società estere, in particolar modo per quanto riguarda la sicurezza della notevole mole di dati sanitari degli italiani;

se preveda strumenti o clausole specifiche per la tutela della sensibilità delle informazioni detenute dal gruppo GPI.

(3-02090)

ZAMPA, ZAMBITO, CAMUSSO - Al Ministro della salute. - Premesso che:

con la sentenza n. 114, depositata in data 21 luglio 2025, la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale di parti dell'articolo 5, commi 1 e 2 del decreto-legge n. 73 del 2024 ("Misure urgenti per la riduzione dei tempi delle liste di attesa delle prestazioni sanitarie"), convertito, con modificazioni, nella legge n. 107 del 2024;

in particolare, la Corte costituzionale ha ritenuto che la disposizione di cui all'articolo 5, comma 2, secondo periodo, a mente della quale i «piani dei fabbisogni triennali per il servizio sanitario regionale predisposti dalle regioni (...) sono approvati con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, ai fini del riscontro di congruità finanziaria», violi i commi terzo e quarto dell'articolo 117 della Costituzione, illegittimamente comprimendo l'autonomia programmatoria e gestionale delle Regioni in materia sanitaria, come garantita dalle predette disposizioni costituzionali;

analogamente, è stata ritenuta costituzionalmente illegittima la disposizione di cui all'articolo 5, comma 1, secondo periodo; in particolare l'articolo 5, comma 1, prevede, al primo periodo, un incremento del 10 per cento annuo (nell'ambito del livello di finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard cui concorre lo Stato) dei valori della spesa per il personale delle aziende e degli enti del Servizio sanitario nazionale delle Regioni autorizzati per l'anno 2023; è altresì prevista la possibilità di un ulteriore incremento del 5 per cento, su richiesta della Regione; tuttavia, la disposizione di cui al secondo periodo del comma 1 prevedeva che tale ulteriore incremento fosse autorizzato con decreto del Ministro della salute, previa verifica della congruità delle misure compensative della maggiore spesa di personale; orbene, la Corte ha ritenuto che sia la fissazione di una condizione puntuale per l'incremento ulteriore (le misure compensative) sia l'accentramento del controllo sul loro rispetto mediante autorizzazione del Ministro della salute violi il riparto di competenze di cui all'articolo 117, comma terzo, della Costituzione e, più in generale, rappresenti «un accentramento di funzioni contrario ai principi di autonomia sanciti dagli artt. 5 e 119 Cost.»; più correttamente lo Stato avrebbe dovuto limitarsi ad «affermare il principio fondamentale dell'equilibrio economico e finanziario del SSR e della compatibilità con la programmazione regionale in materia di assunzioni»; infatti, affinché la fissazione di vincoli all'autonomia di bilancio delle Regioni «possa considerarsi rispettosa dell'autonomia delle regioni, può solo stabilire un limite complessivo della spesa, lasciando a queste ampia libertà di allocazione delle risorse fra i diversi ambiti e obiettivi (in tal senso, sentenze n. 45 del 2025, n. 70 del 2023, n. 43 del 2016, n. 417 del 2005 e n. 36 del 2004)»;

è stata invece rigettata la questione di legittimità costituzionale dell'articolo 5, comma 2, primo periodo del medesimo decreto-legge; tale disposizione affida al Ministro della salute la definizione, con proprio decreto, di una «metodologia per la definizione del fabbisogno di personale degli enti del SSN»; tale metodologia è adottata «ai fini della determinazione della spesa per il personale delle aziende e degli enti del SSN delle regioni, nell'ambito del livello del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard cui concorre lo Stato e fermo restando il rispetto dell'equilibrio economico e finanziario del Servizio sanitario regionale»;

nel ritenere che la definizione della predetta metodologia non violi l'autonomia regionale e gli ulteriori parametri costituzionali evocati (articoli, 3, 32 e 97 della Costituzione), la Corte ribadisce che la stessa afferisce, rimanendo ad esso strettamente vincolata, ad un quadro complessivo di programmazione (articolato mediante il piano sanitario nazionale e i piani sanitari regionali) assoggettato a principi ben precisi, i quali rinviano, in ultima analisi, all'esigenza di garantire che la considerazione delle esigenze finanziarie e di bilancio, pure necessaria, non vada a detrimento del «"fondamentale" diritto alla salute, di cui all'art. 32 Cost., che chiama in causa imprescindibili esigenze di tutela anche delle fasce più deboli della popolazione, non in grado di accedere alla spesa sostenuta direttamente dal cittadino»;

pertanto, la Corte ribadisce la necessità e l'urgenza dell'adozione di una nuova metodologia, che vada a sostituirsi a quella attualmente in essere, adottata con il decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'economia, 24 gennaio 2023, in modo tale da assicurare il rispetto delle condizioni di cui all'articolo 5 del decreto-legge n. 73 del 2024; al tempo stesso, si precisa che «la nuova metodologia dovrà determinare il fabbisogno di personale sanitario in relazione agli obiettivi fissati da atti programmatori adottati a monte, quali il piano sanitario nazionale (PSN) e quelli regionali (PSR), strutturati, questi ultimi, in funzione di profili variabili quali, ad esempio, fattori di contesto, che riguardano le caratteristiche socio-demografiche e i bisogni della popolazione, fattori organizzativi, tipi, volumi e costi delle attività erogate e di quelle che si intende erogare, strumenti tecnologici, caratteristiche professionali del personale sanitario già in forza e di quello che si reputa necessario acquisire»;

al tempo stesso, sia la definizione della nuova metodologia sia, a monte, la fase di programmazione devono farsi carico di assicurare l'effettività del diritto fondamentale alla salute in condizioni di eguaglianza, anche attraverso l'adozione di misure perequative, giacché «una distribuzione iniqua delle risorse determina una disparità di trattamento nell'accesso ai servizi sanitari, in quanto risorse insufficienti compromettono la capacità di fornire servizi sanitari adeguati, mettendo a rischio il diritto alla salute dei cittadini, garantito - quale diritto fondamentale dell'individuo e interesse dell'intera collettività - dall'art. 32 Cost.»;

tale esigenza, peraltro sollevata dal Partito democratico in sede di conversione del decreto-legge n. 73 del 2024, anche mediante la predisposizione di emendamenti esplicitamente diretti in tal senso (si veda ad esempio l'emendamento 5.10 al disegno di legge AS 1161, depositato nel corso dell'esame in Commissione), si pone ora, alla luce della sentenza della Corte costituzionale, quale compito imprescindibile per assicurare che la programmazione e, quindi, l'organizzazione e l'efficienza del servizio sanitario nazionale si articolino nel pieno rispetto degli articoli 3 e 32 della Costituzione,

si chiede di sapere con quale tempistica il Ministro in indirizzo intenda procedere all'adozione della metodologia di cui all'articolo 5, comma 2, del decreto-legge n. 73 del 2024 e in che modo intenda dare seguito alle indicazioni contenute nella sentenza n. 114 del 2025 della Corte costituzionale, con particolare riferimento all'esigenza di assicurare che la determinazione del fabbisogno di personale (cui la definizione della metodologia è preordinata) assicuri il pieno rispetto e la piena effettività degli articoli 3 e 32 della Costituzione.

(3-02091)

ZAMPA, ROSSOMANDO, MALPEZZI, ZAMBITO, TAJANI, GIACOBBE, CAMUSSO, PARRINI, GIORGIS, D'ELIA, BASSO, SENSI, ROJC, RANDO, LA MARCA, VERINI, IRTO - Al Ministro della salute. - Premesso che:

la malattia di West Nile o West Nile disease (WND) è causata da un virus a RNA appartenente alla famiglia Flaviviridae, genere Flavivirus, denominato West Nile virus (WNV). Tale malattia, generalmente, è trasmessa alle persone e agli animali attraverso la puntura di zanzare infette del genere Culex, e può decorrere in forma asintomatica o lieve, ma in alcuni casi evolve in forme neuroinvasive potenzialmente letali, in particolare nei soggetti immunocompromessi o anziani;

secondo l'Istituto superiore di sanità, nell'attuale stagione estiva è stato registrato un incremento anticipato della circolazione virale;

considerato che:

secondo quanto riportato nella circolare del Ministero della salute del 21 luglio 2025, "la sorveglianza dei casi umani ha registrato, al 20 luglio 2025, un totale di 10 casi d'infezione (di cui 7 casi nella regione Lazio, tutti nella provincia di Latina, 1 in regione Piemonte nella provincia di Novara, 1 nella regione Veneto in provincia di Padova e 1 nella regione Emilia-Romagna in provincia di Modena) con 2 decessi. La sorveglianza entomologica e veterinaria ha confermato la presenza del West Nile virus in 11 pool di zanzare, 7 uccelli appartenenti a specie bersaglio e in un cavallo campionato nell'ambito della sorveglianza passiva. Il virus USUTU è stato rilevato in due pool di zanzare. Attualmente le regioni in cui è stata confermata la circolazione di WNV sono: Emilia Romagna, Veneto, Piemonte, Lombardia, Sardegna e Puglia. La circolazione dell'USUV invece ha interessato finora la regione Emilia Romagna";

dopo un decesso in Piemonte nei mesi scorsi e la morte di una donna di 82 anni a Latina il 20 luglio, il 28 luglio si sono registrati altri 4 decessi nel Lazio e in Campania. Nello specifico, nel Lazio è morto un uomo di 77 anni ricoverato all'istituto "Spallanzani" di Roma, affetto da patologie croniche e che aveva soggiornato nell'ultimo periodo a Baia Domizia, in provincia di Caserta, dove sono stati confermati nei giorni scorsi altri casi dell'infezione. L'altro paziente morto è un uomo 80enne originario di Maddaloni e che era ricoverato all'ospedale di Caserta, affetto da gravi patologie pregresse. Nello stesso ospedale è ricoverato per West Nile anche un altro anziano, sempre di Maddaloni. Un uomo di 74 anni è deceduto venerdì scorso all'ospedale "del Mare" di Napoli ma la notizia si è appresa solo nelle ultime ore ed un altro uomo di 86 anni è morto in data odierna all'ospedale "Santa Maria Goretti" di Latina;

nel bollettino della Regione Lazio pubblicato in data 28 luglio, è riportato che "nel Lazio sono 16 i nuovi casi di positività al virus West Nile, confermati dalle analisi effettuate presso il laboratorio di virologia dell'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani, di cui 4 casi con sindrome neurologica e 12 casi con febbre da West Nile Virus", per cui "salgono a 44 le conferme diagnostiche di positività di infezione da West Nile Virus nel 2025, registrati in provincia di Latina (41 casi totali) e in provincia di Roma (2 casi) e 1 fuori Regione con probabile esposizione in provincia di Caserta";

al momento, 2 pazienti si trovano ricoverati in terapia intensiva;

considerato che:

la lotta contro la proliferazione delle zanzare, principali vettori del virus, è demandata agli enti locali, spesso con risorse limitate e in assenza di linee guida uniformi a livello nazionale;

il rischio sanitario è accresciuto dal fatto che il virus può essere trasmesso anche attraverso trasfusioni e trapianti, motivo per cui sono previste misure di sorveglianza su sangue, organi e donatori,

si chiede di sapere:

quali iniziative urgenti di competenza il Ministro in indirizzo intenda adottare per rafforzare la sorveglianza entomologica, veterinaria e umana;

se non ritenga fondamentale predisporre un piano di coordinamento nazionale, in collaborazione con le Regioni, per armonizzare gli interventi di prevenzione, controllo e gestione del rischio sanitario connesso alla diffusione del virus;

se non ritenga necessario stanziare risorse aggiuntive a favore degli enti locali per potenziare le attività di disinfestazione e controllo dei vettori, al fine di contrastare efficacemente la diffusione;

quali iniziative di competenza intenda adottare per garantire un'adeguata formazione del personale sanitario, in particolare nelle strutture ospedaliere prive di infettivologi in pianta organica, affinché sia garantita una corretta interpretazione dei dati diagnostici e clinici;

se siano state previste apposite campagne informative rivolte alla cittadinanza per aumentare la consapevolezza e l'adozione di misure di prevenzione individuale.

(3-02092)

ZAMBITO, ZAMPA, VERDUCCI, VALENTE, CAMUSSO, FRANCESCHELLI, LA MARCA, ROJC, BASSO, MARTELLA, D'ELIA, NICITA - Al Ministro della difesa. - Premesso che:

in data 24 luglio 2025, il quotidiano "Il Post" ha pubblicato un'inchiesta dettagliata che documenta l'addestramento, presso strutture militari italiane, di unità armate legate al generale libico Khalifa Haftar, leader delle milizie che controllano la parte orientale della Libia, non riconosciute come legittime dal diritto internazionale;

in particolare, l'inchiesta fornisce prove fotografiche, video e testimonianze dirette che dimostrano la presenza, almeno dal 2024, di membri della brigata "al Saiqa" e di altre unità dell'esercito nazionale libico (LNA) in corsi di addestramento militare a Pisa, presso l'aeroporto militare e altri impianti dell'Esercito italiano;

secondo quanto riportato, gli addestramenti comprenderebbero attività di paracadutismo, tecniche di pattugliamento e addestramento al combattimento in aree urbane, condotti con il coinvolgimento di militari italiani;

il Governo italiano ha finora mantenuto una linea ufficiale di sostegno all'unico Governo riconosciuto dalla comunità internazionale, quello con sede a Tripoli, e non ha mai annunciato pubblicamente alcun programma di collaborazione militare con le milizie del generale Haftar;

nonostante ciò, fonti del Ministero della difesa, come riportato da "il Post", avrebbero confermato informalmente l'esistenza di tale programma di addestramento, che sarebbe stato condotto senza adeguata trasparenza pubblica né comunicazioni parlamentari;

la base militare di Pisa riveste un'importanza strategica, anche per l'attività di proiezione all'estero delle forze italiane, ed è da tempo oggetto di attenzione da parte della cittadinanza e degli enti locali per l'utilizzo duale, civile e militare, delle sue infrastrutture;

l'eventuale coinvolgimento della base di Pisa in un'operazione opaca, in contrasto con le posizioni ufficiali dell'Italia sulla crisi libica, rischia di compromettere la credibilità internazionale del nostro Paese,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quale sia esattamente l'ambito e la durata del programma di addestramento che ha coinvolto soldati legati al generale Khalifa Haftar presso strutture militari italiane, e in particolare presso il centro di addestramento di paracadutismo a Pisa;

quali siano le ragioni che hanno portato all'adozione di programmi di addestramento di milizie che non appartengono al Governo legittimo della Libia e che, anzi, in passato hanno contribuito a destabilizzare il Paese anche attraverso operazioni militari contro Tripoli;

quali misure intenda assumere per chiarire la natura delle operazioni in corso nella base di Pisa, garantire il pieno rispetto del diritto internazionale e assicurare una gestione trasparente delle collaborazioni militari con Paesi terzi.

(3-02093)

DELRIO, MANCA, PARRINI, FRANCESCHELLI, RANDO, ZAMBITO, ROSSOMANDO, CAMUSSO, VERINI, ROJC, GIACOBBE, BASSO, TAJANI, MALPEZZI - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione. - Premesso che:

il mercato unico europeo, nato per rafforzare l'integrazione europea, eliminare le barriere commerciali, garantire una concorrenza leale e promuovere la cooperazione e la solidarietà tra gli Stati membri, ha consentito nel corso degli anni ai Paesi aderenti prima alla Comunità europea e poi all'Unione europea di accelerare il processo di espansione delle proprie economie oltre i ristretti confini nazionali e di posizionarsi al centro dell'economia mondiale per livelli di produzione, volume di scambi commerciali internazionali e capacità di innovazione. Nel corso degli ultimi due decenni, tuttavia, la spinta alla crescita ha subito un deciso rallentamento, in gran parte determinato dalla caduta della produttività europea;

nel corso degli ultimi mesi si è aggiunto un ulteriore fattore, che rischia di produrre un ulteriore rallentamento della crescita economica europea: le politiche commerciali della nuova amministrazione Trump e la paventata introduzione di dazi su un ampio ventaglio di merci europee destinate all'esportazione negli USA, di cui non si conosce ancora l'entità. La settimana scorsa il presidente gli Stati Uniti Donald Trump ha spedito una lettera alla Commissione europea indicando e minacciando di alzare i dazi all'Unione europea fino al 30 per cento. Le decisioni del presidente gli Stati Uniti non possono essere declassate a semplice tattica negoziale ma devono essere prese per quello che sono in realtà: un cambiamento sostanziale dell'ordine globale e delle regole multilaterali del commercio. Questa strategia sta creando molta incertezza nelle imprese direttamente e indirettamente interessate, costrette a riprogrammare produzioni, scorte, investimenti e quindi assunzioni. Ciò rischia di divenire un costo non aggirabile ed un rischio serio per l'economia europea, anche ammesso che si arrivi a una soluzione negoziale accettabile, tenuto conto della circostanza, rilevata anche da ultimo dall'ISPI, che già oggi la somma di dazi medi (10 per cento) e deprezzamento del dollaro comporta un dazio sostanziale del 18 per cento;

a fronte di questo scenario, l'Unione europea, per mantenere intatti i punti di forza del proprio modello socio-economico che ha finora permesso di coniugare alti livelli di integrazione economica e sviluppo umano con bassi livelli di disuguaglianza, è chiamata a trovare nuovi percorsi di crescita economica e di spinta verso una maggiore produttività. La crescita è una sfida esistenziale per la UE, senza la quale rischia di diventare inesorabilmente meno prospera, meno uguale, meno sicura e, di conseguenza, meno libera di scegliere il proprio destino. L'Europa sta tentando di coordinarsi per rispondere con una voce sola alle nuove sfide che emergono dallo scenario internazionale e per reagire in maniera adeguata ed unitaria. Il rapporto Draghi, presentato al Parlamento europeo il 17 settembre 2024 a valle di un incarico conferitogli dalla Commissione europea l'anno precedente, delinea gli orientamenti in risposta alle cause che hanno determinato la perdita di competitività nel corso degli ultimi 20 anni. "Il futuro della competitività europea" identifica tre aree principali di intervento per la UE al fine di rilanciare la crescita e gestire le grandi trasformazioni in atto: digitalizzazione, decarbonizzazione e cambiamenti geopolitici. Il fabbisogno finanziario necessario per raggiungere gli obiettivi è stimato nel rapporto in almeno 750-800 miliardi di euro di investimenti aggiuntivi annui, pari al 4,4-4,7 per cento del PIL della UE nel 2023. La quota di investimenti UE dovrebbe passare dall'attuale 22 per cento circa del PIL a circa il 27 per cento, invertendo un declino pluridecennale nella maggior parte delle grandi economie dell'Unione;

sul fronte delle nuove politiche commerciali dell'amministrazione Trump, a prescindere dalle eventuali contromisure che saranno adottate, occorre prodigarsi per implementare con maggiore fermezza e rapidità una strategia di lungo periodo che rafforzando l'Unione europea ne garantisca la crescita ed il futuro. Si tratta di un'esigenza imprescindibile avvertita dalla Commissione stessa, che ha avvertito che con le tariffe imposte dagli USA "siamo a un punto di rottura" nelle relazioni internazionali e che di fronte a queste sfide "stare fermi non è più un'opzione" per l'Europa che deve smettere di contare su Washington, o finirà trascinata nel declino altrui;

oltre alle sfide per il rilancio della competitività e all'opportuna e urgente risposta sul fronte esterno dei dazi, l'Europa dovrà concentrarsi anche sulle riforme interne necessarie a facilitare il percorso di rafforzamento della sua economia, del mercato unico e della sua coesione sociale. L'Europa deve imparare a camminare con le proprie gambe, anche sul tema dell'innovazione digitale e dell'energia e a conciliare il percorso di decarbonizzazione con l'esigenza di preservare la competitività della propria industria;

considerato che:

il Presidente della Repubblica, citando i Rapporti Draghi e Letta, ha ricordato che le conseguenze del "non fare" comportano arretramento economico, stallo tecnologico e vulnerabilità strategica. Il rapporto sul futuro della competitività europea del professor Draghi è stato sostenuto con mozioni dalle Camere ma pare essere andato "nel dimenticatoio" ed essere rimasto assente dall'agenda dei Governi nazionali;

finora l'Europa si è concentrata su obiettivi singoli o nazionali senza calcolarne il costo collettivo. Le barriere interne, non imputabili certo alla UE, sono un retaggio di tempi in cui lo Stato nazionale era la cornice naturale per l'azione ma è ormai chiaro che agire in questo modo non ha portato né benessere agli europei, né finanze pubbliche sane, né tantomeno autonomia nazionale;

l'eurozona è cresciuta a malapena alla fine dell'anno scorso, sottolineando la fragilità della ripresa interna e la dipendenza dell'economia dalla domanda estera. Le politiche macroeconomiche che hanno governato l'Europa dal 2008 in poi, sottolinea Draghi, sono state caratterizzate da "uno sforzo deliberato per reprimere la crescita dei salari, in modo da aumentare la competitività esterna ma hanno frenato i consumi e indebolito la domanda interna. Prima del 2008, la domanda interna nell'area dell'euro cresceva circa allo stesso ritmo degli Stati Uniti. Da allora, la domanda interna negli Stati Uniti è cresciuta a un ritmo più che doppio";

esiste l'incapacità di lunga data della UE di affrontare in particolare le sue elevate barriere interne e gli ostacoli normativi. Secondo il FMI "le barriere interne dell'Europa equivalgano a una tariffa del 45 per cento per la produzione e del 110 per cento per i servizi";

si osserva il freno alla crescita delle aziende tecnologiche europee per effetto della concorrenza proveniente dall'estero. L'Europa ha di fatto aumentato le tariffe doganali all'interno dei suoi confini e rafforzato la regolamentazione in un settore che rappresenta circa il 70 per cento del PIL,

si chiede di sapere:

se si intenda promuovere un'azione politica coordinata con altri Stati per la piena attuazione del rapporto sulla competitività perché in questa fase storica risulta urgente, anzi prioritario, che l'Europa agisca: stare fermi non è più un'opzione;

se si intenda armonizzare e semplificare le normative nazionali abbattendo le barriere interne;

se si intenda stimolare un coordinamento senza precedenti tra tutti i Governi e i Parlamenti agendo con una risposta rapida e sempre più come se si fosse un unico Stato come riporta il rapporto Draghi;

se si intenda lavorare per l'emissione di debito comune europeo per investimenti produttivi straordinari necessari alla competitività delle imprese italiane ed europee.

(3-02095)

PARRINI, ZAMPA, NICITA, TAJANI, FRANCESCHELLI, IRTO, VALENTE, D'ELIA, DELRIO, RANDO, CAMUSSO, MANCA, LOSACCO, VERINI, MALPEZZI, MARTELLA, ROJC, VERDUCCI, ROSSOMANDO, GIORGIS - Al Ministro della cultura. - Premesso che:

il presidente dell'Associazione familiari delle vittime del 2 agosto 1980, Paolo Bolognesi, ha segnalato la circolare del direttore generale degli archivi di Stato, Antonio Tarlasco, che vieta la visione delle sentenze sulla strage di Bologna del 2 agosto 1980;

la circolare è del mese di giugno 2024 e riguarda la "consultabilità delle sentenze" conservate negli archivi di Stato;

in particolare, si legge nella circolare, "il diritto alla conoscibilità degli atti giudiziari non può qualificarsi in termini assoluti", dal momento che "si contrappone al diritto alla riservatezza delle parti del processo";

la circolare richiama quindi le "norme speciali" già previste dal codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo n. 42 del 2004), che fissano dei limiti alla consultabilità degli atti archiviati;

il direttore ha poi invocato "limiti derivanti dalla disciplina della riservatezza" a seguito di "alcuni quesiti" su questo tema presentati alla stessa direzione degli archivi di Stato;

la piena disponibilità delle sentenze sulla strage di Bologna del 2 agosto 1980 e delle loro motivazioni rappresenta un patrimonio fondamentale per la nostra democrazia che deve essere pubblico e disponibile,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della suddetta circolare e quali iniziative intenda adottare al fine di garantire la piena consultabilità delle sentenze.

(3-02096)

Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento

MANCA, CAMUSSO, CRISANTI, D'ELIA, FINA, GIACOBBE, IRTO, LA MARCA, LORENZIN, LOSACCO, NICITA, RANDO, ROJC, ROSSOMANDO, TAJANI, VALENTE, ZAMBITO, ZAMPA - Al Ministro dell'interno. - Premesso che, a quanto risulta agli interroganti:

il centro di permanenza per i rimpatri di Palazzo San Gervasio (Potenza) è uno dei 12 CPR presenti in Italia, situato nella campagna tra Basilicata e Puglia; nel centro attualmente sono presenti 104 persone (in buona parte sotto i 25 anni) divise in 18 moduli e separate dal mondo esterno da tre livelli di grate, che vivono in spazi di 25 metri quadri adibiti per 4 persone, con letti e arredo in cemento e con uno spazio all'aperto costituito da una gabbia in metallo, che si affaccia sul piazzale interno del centro; i bagni sono privi di porte, i pavimenti sono di terra battuta e mancano spazi comuni ricreativi;

con un'inchiesta avviata dalla Procura di Potenza sulla gestione delle persone trattenute presso il centro sono state disposte 4 misure cautelari nei confronti di un poliziotto, due dirigenti dell'ente gestore e un medico, mentre le persone indagate sono circa 30, con accuse cha vanno dalla violenza privata pluriaggravata, al falso ideologico, calunnia, truffa aggravata ai danni dello Stato, frode in pubbliche forniture, maltrattamenti;

nell'indagine è riportata anche l'attività di ricerca svolta dai NAS dei Carabinieri, da cui risulta che sarebbero state prescritte a persone presenti nella struttura ben 1.315 confezioni di Rivotril in gocce e compresse nel periodo da gennaio a dicembre 2018 e ben 920 confezioni da gennaio ad agosto 2019;

per la Procura di Potenza alcuni dei trattamenti perpetrati nei confronti dei migranti, come la somministrazione forzata e contro la loro volontà di farmaci tranquillanti da parte del personale delle forze di polizia in servizio, allo scopo di calmarli e sedarli evitando così di fornire loro l'assistenza sanitaria cui avevano diritto, sono disumani e degradanti e possono configurare il reato di tortura;

in un altro filone dell'inchiesta della magistratura sarebbe emerso un vero e proprio monopolio dell'assistenza legale per i contenziosi per il rimpatrio, con parcelle, in un caso, anche di 700.000 euro, liquidate dallo Stato ad un solo studio legale;

l'ente gestore del centro, la Engel Italia S.r.l. (fino al giugno 2023), è lo stesso che ha gestito dal 2018 al 2023 anche il centro di via Corelli a Milano, sequestrato a dicembre 2023, e oggetto di un'inchiesta della Procura di Milano per violazioni dei diritti umani e diverse opacità nella gestione e nei servizi forniti;

dal 20 giugno 2023 Engel Italia non è più l'ente gestore del centro di Palazzo San Gervasio. Ad aggiudicarsi il nuovo appalto è stata "Officine sociali", cooperativa di Priolo Gargallo (Siracusa), che ha partecipato a diverse gare per la gestione di centri per il rimpatrio e grandi strutture di accoglienza nel corso degli anni;

in data 15 luglio 2025 il Ministero dell'interno ha rinnovato alla cooperativa un appalto da oltre 15 milioni di euro per l'erogazione dei servizi nella struttura, nonostante siano risultate nella precedente gestione biennale oltre 5.500 ore scoperte per mancanza di personale. Inoltre, dal mese di gennaio a quello giugno 2025, la cooperativa non avrebbe consegnato il pocket money né mantenuto un livello di pulizia adeguata e il cibo dato alle persone trattenute è stato ritenuto insufficiente;

nel centro, il 4 agosto 2024, è avvenuta la morte del diciannovenne Oussama Darkaoui e il 5 febbraio 2025 si è verificato il tentativo di suicidio da parte di un giovane migrante algerino;

come denunciato in altri atti di sindacato ispettivo presentati alla Camera dei deputati, risulta che la direzione non assicuri piena trasparenza circa la gestione delle persone in carico presso la struttura, osteggiando persino le prerogative e il potere ispettivo propri dei parlamentari nazionali;

considerato che:

nel report "L'affare Cpr", pubblicato nel 2023 dalla "Coalizione italiana libertà e diritti civili", il centro di Palazzo San Gervasio è definito la "Guantanamo italiana";

tutto ciò avviene in palese contrasto con quanto previsto dall'articolo 14 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, che prevede che lo straniero sia trattenuto nel centro "presso cui sono assicurati adeguati standard igienico-sanitari e abitativi, con modalità tali da assicurare la necessaria informazione relativa al suo status, l'assistenza e il pieno rispetto della sua dignità" e con i fondamentali diritti umani alla vita, alla salute e alla dignità,

si chiede di sapere:

come sia possibile che in un centro di permanenza del nostro Paese possano verificarsi fatti gravi come quelli riportati e quali iniziative urgenti il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di garantire che nel centro per i rimpatri di Palazzo San Gervasio sia garantito il pieno rispetto dei diritti umani delle persone trattenute;

quali iniziative urgenti intenda altresì adottare per fare piena luce sulla gestione del CPR e se non ritenga a tal fine doveroso avviare una sollecita indagine ispettiva;

quale sia l'importo complessivo dei finanziamenti pubblici a oggi destinati all'ammodernamento della struttura e quali interventi siano stati effettivamente realizzati con questi finanziamenti.

(3-02094)

Interrogazioni con richiesta di risposta scritta

MAGNI, CAMUSSO - Ai Ministri dell'università e della ricerca, della salute, del lavoro e delle politiche sociali e delle imprese e del made in Italy. - Premesso che:

in data 15 luglio 2025, la direzione di Nerviano medical sciences (centro di ricerca, con sede in Lombardia, unico polo del nostro Paese interamente dedicato alla ricerca oncologica) ha comunicato ufficialmente alle sigle sindacali FILCTEM CGIL, FEMCA CISL, UILTEC UIL, nonché al coordinamento delle rappresentanze sindacali unitarie, l'intenzione di chiudere le attività di ricerca del gruppo;

negli ultimi anni il controllo del centro è passato alla holding PAG-SARI, legata ad un fondo cinese che ha acquisito, nel 2024, il 100 per cento delle quote;

in particolare, il fondo proprietario ha comunicato l'intenzione di cessare le attività di ricerca e di avviare una procedura di licenziamento collettivo a partire da settembre 2025, che coinvolgerebbe oltre 100 ricercatori altamente qualificati, segnando un passaggio drammatico per il futuro del centro;

il centro è considerato l'ultimo polo italiano in grado di sviluppare integralmente farmaci oncologici, dalla fase di ricerca preclinica fino alla produzione industriale, ovvero una realtà strategica per il sistema sanitario e scientifico nazionale;

l'annuncio ha ovviamente scatenato forte preoccupazione tra i lavoratori, che temono non solo la perdita dei posti di lavoro, ma anche un progressivo smantellamento dell'intero gruppo;

nel corso dell'assemblea straordinaria convocata subito dopo l'incontro, i dipendenti hanno dunque deciso l'avvio dello stato di agitazione, con una serie di iniziative di mobilitazione pacifica per contrastare quella che non può che essere percepita come una scelta irreversibile e pericolosa; secondo i sindacati, infatti, quanto annunciato rappresenta solo il primo passo verso la dismissione dell'unico centro oncologico integrato rimasto nel nostro Paese,

si chiede di sapere quali iniziative urgenti i Ministri in indirizzo ritengano di intraprendere in relazione a quanto sopra, al fine di salvaguardare l'occupazione dei lavoratori coinvolti, scongiurare la chiusura dell'attività di ricerca, nonché tutelare la preziosa attività del centro Nerviano medical sciences, assolutamente strategico per il sistema sanitario ed industriale del Paese.

(4-02317)

RENZI, PAITA, SCALFAROTTO - Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. - Premesso che:

dal 15 novembre 2024 Alberto Trentini, cittadino italiano di 45 anni e cooperante internazionale, si trova in stato di detenzione in Venezuela, dove è stato arrestato, con accuse mai chiarite, mentre si recava da Caracas a Guasdalito per una missione umanitaria a supporto delle persone con disabilità nelle aree più remote del Paese;

in data 18 febbraio 2025 il Ministro in indirizzo veniva sollecitato con l'interrogazione 4-01840 (tuttora priva di risposta) a riferire circa le ulteriori iniziative adottate per garantire l'incolumità di Alberto Trentini, al di là della richiesta di chiarimenti avanzata dal Governo fino a quel momento, anche in ragione dei problemi di salute che interessano Trentini e che richiedono l'assunzione regolare di farmaci salvavita, sul cui approvvigionamento permane una sostanziale incertezza;

il 27 luglio il Ministro ha nominato Luigi Vignali inviato speciale per i detenuti italiani in Venezuela, affermando che la decisione sarebbe derivata dalla presenza di circa 15 cittadini italiani detenuti nelle carceri venezuelane e che l'inviato avrà il compito di dialogare con le istituzioni del Paese per verificare come ottenere la liberazione dei prigionieri politici che a parere degli interroganti non hanno commesso reati;

dopo circa 8 mesi di reclusione è fondamentale e urgente chiarire le condizioni di salute e di detenzione di Alberto Trentini e adottare iniziative concrete per la sua pronta liberazione,

si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo abbia adottato fino ad oggi e intenda adottare per garantire l'incolumità e la liberazione di Alberto Trentini.

(4-02318)

GAUDIANO, LICHERI Sabrina, NATURALE, LICHERI Ettore Antonio, MARTON, DAMANTE, CATALDI, PIRONDINI, CROATTI - Ai Ministri per la famiglia, la natalità e le pari opportunità, della salute e dell'istruzione e del merito. - Premesso che:

negli ultimi anni si è assistito a una diffusione massiccia dei social network, che rappresentano uno spazio fondamentale di socializzazione e formazione per le giovani generazioni. Tuttavia, si è anche registrato un preoccupante aumento di contenuti che promuovono modelli di femminilità basati sulla mercificazione del corpo e su stereotipi dannosi per l'autostima e il benessere psicofisico delle adolescenti;

in particolare, molte ragazzine si trovano esposte a influencer che veicolano immagini distorte e irrealistiche, spesso caratterizzate da eccessiva sessualizzazione, perfezione estetica irraggiungibile e messaggi che incoraggiano la dipendenza dall'approvazione esterna attraverso like e follower;

l'uso massiccio e precoce dei social network da parte di bambine e ragazze ha fatto emergere nuove e allarmanti emergenze sul piano della salute mentale e del benessere psicologico. Numerosi studi e segnalazioni cliniche evidenziano un incremento significativo di disturbi legati all'autostima, ansia, depressione, disturbi alimentari e comportamenti autolesionistici, strettamente connessi all'esposizione continua a modelli di femminilità irrealistici;

questi fenomeni assumono particolare gravità nelle persone in fasce di età più fragili, comprese bambine in età preadolescenziale, che si trovano esposte a stimoli complessi e potenzialmente dannosi, mettendo a rischio il loro sviluppo emotivo e identitario;

considerato che:

le istituzioni scolastiche spesso non dispongono di programmi adeguati di educazione critica ai media e ai social network, né di percorsi strutturati di educazione affettiva e sessuale;

le famiglie possono trovarsi impreparate a gestire la complessità di questi fenomeni e necessitano di strumenti efficaci per accompagnare i figli nell'uso consapevole delle nuove tecnologie;

le piattaforme social non sempre garantiscono un controllo efficace sui contenuti potenzialmente dannosi, soprattutto per i minori;

è indispensabile adottare una strategia coordinata e incisiva che coinvolga istituzioni, scuole, famiglie, piattaforme digitali e associazioni, al fine di tutelare i minori dall'esposizione a modelli distorti e promuovere contenuti positivi e inclusivi,

si chiede di sapere:

se il Governo intenda prevedere campagne di sensibilizzazione rivolte alle famiglie, al fine di supportare i genitori nel ruolo di accompagnatori consapevoli nell'uso delle nuove tecnologie da parte dei propri figli, fornendo strumenti concreti per riconoscere e gestire i segnali di disagio psicologico;

quali interventi normativi e di regolamentazione delle piattaforme social intenda promuovere per garantire una maggiore tutela ai minori, limitare l'esposizione a contenuti potenzialmente dannosi e implementare sistemi di monitoraggio efficaci;

se intenda favorire la diffusione di contenuti e modelli positivi, volti a valorizzare l'autostima, la diversità e l'empowerment femminile, anche attraverso partnership con enti del terzo settore, associazioni culturali e figure di riferimento riconosciute;

quali iniziative intenda promuovere per informare e formare in modo capillare educatori e operatori sanitari sui nuovi rischi psicologici legati ai social network, favorendo una collaborazione sinergica tra scuola, servizi sanitari e realtà associative;

quali iniziative intenda adottare per promuovere, nelle scuole di ogni ordine e grado, programmi di educazione critica ai media e ai social network, integrati da percorsi di educazione affettiva e sessuale, finalizzati a sviluppare una maggiore consapevolezza nei giovani rispetto ai modelli di femminilità e alla mercificazione del corpo.

(4-02319)

GASPARRI - Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'economia e delle finanze. - Premesso che:

AMO S.p.A. (Agenzia per la mobilità di Modena) è una società partecipata pubblica con compiti di pianificazione, programmazione e controllo del trasporto pubblico locale nella provincia di Modena;

la società, interamente partecipata da enti pubblici, gestisce fondi pubblici e ha una responsabilità cruciale nella gestione trasparente delle risorse, nonché nell'efficienza del servizio erogato ai cittadini;

i vertici della società hanno rilevato un'anomalia contabile il 16 aprile 2025 ed hanno presentato alla Procura della Repubblica di Modena solo il 25 giugno un esposto per la scoperta di un ammanco di circa 515.000 euro;

sarebbe stata utilizzata la carta dell'amministratore unico per pagamenti POS e prelievo di contante per un totale di 47.000 euro di spese ritenute non appropriate;

risulterebbero spese di rappresentanza e una missione all'estero non inserita nella contabilità della società partecipata;

non è chiaro che cosa abbia indotto gli amministratori a tergiversare ben 71 giorni prima di formalizzare la denuncia;

il Comune di Modena, socio capofila, ha annunciato un "reset dei vertici", ma ad oggi, a quanto risulta all'interrogante: il revisore dei conti è lo stesso; i tre membri del collegio sindacale sono invariati; la società di consulenza esterna è la medesima; il responsabile anticorruzione non è stato sostituito; il direttore generale è ancora in carica e la sua sostituzione è solo ipotizzata;

l'unico cambiamento effettivo, dettato però dalla scadenza naturale del precedente incaricato, è stato la nomina di un nuovo amministratore unico, non esperto di mobilità ma ex esponente politico, a giudizio dell'interrogante a conferma di una continuità politica anziché di un reale rinnovamento amministrativo;

vi è forte inquietudine sull'effettiva trasparenza della società, e preoccupazione sul fatto che, pur in presenza di fatti gravissimi, nessuna vera assunzione di responsabilità politica e amministrativa sia avvenuta;

vi è il rischio che le risorse stanziate anche dal Governo per il trasporto pubblico locale siano state utilizzate per finalità non congrue alla loro destinazione,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti;

se esistano ricadute dirette o indirette sull'impiego delle risorse pubbliche statali erogate per il trasporto locale nel territorio modenese, e se risultino segnalazioni, accertamenti o controlli in corso da parte della Regione Emilia-Romagna;

se, per quanto di rispettiva competenza, ritengano opportuno avviare una verifica amministrativo-contabile diretta presso AMO S.p.A., anche mediante l'invio di ispettori ministeriali.

(4-02320)

SBROLLINI - Ai Ministri per lo sport e i giovani e per le pari opportunità e la famiglia. - Premesso che:

Asia Cogliandro, pallavolista professionista del Perugia, ha denunciato a "La Stampa" di essere stata licenziata a causa della propria gravidanza, subendo, inoltre, da parte della squadra con la quale è tesserata, inaccettabili pressioni psicologiche, dopo l'annuncio al direttore sportivo;

come raccontato dalla stessa giocatrice, dopo aver comunicato la gravidanza alla società, la stessa le avrebbe comunicato di lasciare la casa messa a sua disposizione, nonché di restituire anche le mensilità dell'affitto già pagate: inoltre, sempre secondo la denuncia a mezzo stampa di Asia Cogliandro, la società le avrebbe proposto di mettersi in maternità anticipata, quando, invero, essa scatta a due mesi dal parto;

la giocatrice, pur di non perdere il posto di lavoro, si sarebbe proposta di aiutare la società a gestire i social media ovvero in alternativa di svolgere un lavoro d'ufficio per i mesi che mancavano, ricevendo, come risposta, un netto diniego e la minaccia che, qualora non avesse accettato l'accordo, non avrebbe più trovato una squadra;

in merito al caso, l'Associazione italiana pallavolisti, UIL e ASSIS hanno dichiarato, a mezzo comunicato stampa congiunto, profondo rammarico nell'apprendere le dichiarazioni relative alla vicenda che ha coinvolto l'atleta, condannando senza compromessi simili comportamenti e garantendole tutto il sostegno necessario a tutela della sua carriera sportiva e del suo diritto alla maternità;

è inaccettabile che la gravidanza diventi una causa di licenziamento, andando a ledere nel profondo la dignità delle donne e il loro diritto a conciliare carriera professionale e famiglia: di fatto, se la situazione che interessa Asia Cogliandro è potuta accadere significa che nello sport professionistico mancano ancora tutele adeguate: pertanto è necessario secondo l'interrogante che i Ministri in indirizzo si attivino rapidamente per colmare tali lacune, affinché non si ripetano più situazioni analoghe a quella descritta,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della situazione che riguarda la giocatrice di pallavolo professionista Asia Cogliandro e quali azioni intendano adottare per garantire alla giocatrice il sostegno necessario per il prosieguo della sua carriera sportiva e la tutela del suo diritto alla maternità;

quali misure normative intendano adottare affinché non si verifichino più situazioni analoghe a quella accaduta alla giocatrice professionista.

(4-02321)

CANTALAMESSA - Al Ministro dell'interno. - Premesso che:

l'articolo 63 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (testo unico degli enti locali), disciplina le cause di incompatibilità con la carica di sindaco;

in particolare, il comma 1 prevede l'incompatibilità per coloro che, direttamente o indirettamente, abbiano parte in servizi, forniture, incarichi o prestazioni professionali nell'interesse del medesimo ente locale;

dalle informazioni in possesso dell'interrogante, sembra che, nel Comune di Scisciano (Napoli), il sindaco eletto in occasione delle più recenti elezioni amministrative fosse, al momento dell'insediamento, formalmente costituito come avvocato per conto del Comune stesso;

tale circostanza, se confermata, potrebbe configurare una situazione di incompatibilità ai sensi della normativa vigente, con potenziali riflessi sulla legittimità dell'elezione e della permanenza in carica del primo cittadino;

il rispetto delle cause di incompatibilità è un principio fondamentale per la tutela della legalità, della trasparenza e dell'imparzialità della pubblica amministrazione;

il Ministero dell'interno, per il tramite del prefetto, ha competenza a promuovere accertamenti ed eventualmente ad attivare le procedure previste dagli articoli 69 e seguenti del testo unico,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e se intenda acquisire, tramite il prefetto territorialmente competente, gli atti e le informazioni necessarie a verificare l'eventuale sussistenza di cause di incompatibilità ai sensi dell'art. 63 del testo unico degli enti locali, al fine di garantire il rispetto della normativa vigente e tutelare l'integrità dell'amministrazione comunale.

(4-02322)

Interrogazioni, da svolgere in Commissione

A norma dell'articolo 147 del Regolamento, la seguente interrogazione sarà svolta presso la Commissione permanente:

7ª Commissione permanente (Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport):

3-02096 del senatore Parrini ed altri, sulla consultabilità delle sentenze relative alla strage di Bologna conservate negli archivi di Stato.