Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 118 del 26/10/2023

Passiamo alla votazione dei documenti.

DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Signor Presidente, intervengo solo per dichiarare il voto favorevole del Gruppo e ringraziare i senatori Questori per il lavoro svolto.

SCALFAROTTO (Az-IV-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SCALFAROTTO (Az-IV-RE). Signor Presidente, mi consenta in premessa di ringraziare moltissimo il Collegio dei senatori Questori, ma anche la segretaria generale, la dottoressa Serafin, e tutti gli Uffici per il grande lavoro che fanno in supporto all'attività del Senato.

Voglio dire che voteremo in senso favorevole al progetto di bilancio interno del Senato, ma mi permetto di prendere pochi minuti soltanto per svolgere una riflessione. La ragione per la quale voteremo a favore non è che stiamo risparmiando dei soldi. Stiamo anche risparmiando dei soldi, ma ho davvero desiderio di dire che non è sul risparmio che si misura il bilancio di una Camera, ma neanche quello di un'azienda o di qualsiasi comunità che debba funzionare in modo efficace.

Ciò che conta non sono tanto i costi. Quello che conta è il rendimento: quello che conta è quanto una comunità operativa riesce a mettere a frutto le risorse che utilizza per creare valore. Ed è ciò che siamo chiamati a fare anche noi, signor Presidente, nonostante la retorica pessima che ci ha appestato, forse per gli ultimi vent'anni, almeno sulla casta, sui costi della politica e sugli sprechi, quando si è sempre chiesto se lo spreco fosse quanto si investiva e non quanto fosse il ritorno sull'investimento.

Non possiamo mettere la testa sotto la sabbia e non accorgerci di quanto questa retorica, davvero di infima qualità, abbia fatto male alla democrazia e a queste Camere, che sono e restano la casa della rappresentatività popolare. Se noi infatti depotenziamo il ruolo delle Camere, spostiamo la sovranità popolare da questi luoghi ad altri. C'è stato forse chi pensava di portare la sovranità popolare in qualche società di consulenza informatica nel centro di Milano e di utilizzare i server di qualche azienda privata al posto delle urne. Come al solito, però, corre in nostro soccorso il buon Winston Churchill, il quale diceva che la democrazia sarà pure una pessima forma di Governo, ma non ce n'è una migliore.

Quello che dovremmo fare complessivamente e che ritengo questo bilancio faccia è aiutarci a lavorare meglio, perché la sciagurata decisione della riduzione dei parlamentari sta impattando moltissimo sul nostro lavoro. Tutti i Presidenti di Commissione, a partire dalla Commissione giustizia, della quale faccio parte, fanno fatica a mettere insieme le agende dei nostri lavori. Essendo stati diminuiti di un terzo, senza che sia diminuito il carico di lavoro, è evidente che l'organizzazione è andata in sovraccarico.

Per qualsiasi processo organizzativo, se gli strumenti vengono ridotti, a partire dalle risorse umane, senza che esso venga modificato, è fatale che la macchina vada in panne. Ed è appunto quello che stiamo vedendo.

Come si risolve questa questione? Credo ci siano due filoni da battere ed uno è la digitalizzazione. Prima il questore De Poli diceva che si sta lavorando sulla digitalizzazione dei processi. Devo dire che, in questa Camera, ancora si stampa, circola e si spedisce troppa carta. Per esempio, una piattaforma elettronica per la presentazione degli atti di sindacato ispettivo e di iniziativa legislativa, che già esiste alla Camera dei deputati, dovremmo averla anche noi. Sarebbe giusto che facessimo questo sforzo.

Si è poi deciso di ridurre i parlamentari, misura alla quale non sono contrario a priori, ma penso che non si possa ridurre solo questo. Faccio un esempio: nel Senato degli Stati Uniti, a fronte di trecento milioni di persone, siedono cento senatori. Voi sapete, però, quanto investe il Senato degli Stati Uniti su ogni singolo senatore? Un milione e mezzo di dollari. Ogni senatore ha cioè uno staff di venti persone, che gli consente di essere la faccia di un lavoro di squadra. C'è una macchina che lavora e che consente, dal punto di vista legislativo, un approfondimento dei testi.

Ciò è ancora più importante in una situazione come quella nostra di oggi. Stiamo convertendo il quarantatreesimo (o quarantaquattresimo) decreto-legge della legislatura e stiamo introducendo norme penali, che incidono sulla libertà delle persone, per decreto-legge e con emendamenti del Governo che arrivano all'ultimo minuto.

Siamo costretti a esaminare disegni di legge penali che - lo ribadisco - nel giro di pochi istanti si trasformano in leggi che incidono sullo stato di libertà dei cittadini. Se quantomeno ci fosse uno staff che ci consentisse in tempo reale di approfondire ciò che si fa, saremmo nelle condizioni di produrre una normativa che incide con consapevolezza sulla vita dei nostri concittadini. Quello che stiamo vedendo sul cosiddetto decreto Caivano è tutto il contrario di un legislatore che legifera con consapevolezza.

Penso pertanto che sia necessario insistere sulla digitalizzazione. Penso altresì che dobbiamo riflettere sull'ammodernamento di questa organizzazione, dato il taglio aprioristico e aritmetico dei parlamentari, cui non è seguita una riforma effettiva o almeno efficace. È vero infatti che la riforma del Regolamento della scorsa legislatura ha ridotto il numero delle Commissioni, ma se poi si fa parte di una Commissione che si occupa del doppio degli argomenti, non si è risolto granché. Ci si va, ma se ci si deve occupare di agricoltura e di industria insieme, di affari esteri e Difesa insieme, perché le Commissioni sono state accorpate, si è messa una pezza su un problema, che però è rimasto preciso e identico a com'era prima.

Voteremo quindi a favore del progetto di bilancio e ringraziamo ancora una volta gli uffici, la Segretaria generale e il collegio dei Senatori Questori, ma rimane la necessità di un tema di efficacia dei nostri lavori. Dobbiamo dirci che il re è nudo e lavoriamo male: se lavoriamo male, è un problema, perché il lavoro che si fa qui dentro è delicatissimo e di importanza fondamentale per tutto il Paese.

BIANCOFIORE (Cd'I-NM (UDC-CI-NcI-IaC)-MAIE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BIANCOFIORE (Cd'I-NM (UDC-CI-NcI-IaC)-MAIE). Signor Presidente, vorrei anzitutto ringraziare gli uffici, il collegio dei Senatori Questori e il segretario generale, dottoressa Serafin, che sono chiamati a fornire questo fondamentale ruolo di supporto per quanto riguarda i lavori dei nostri uffici e soprattutto il nostro lavoro parlamentare.

Ha ragione il collega che ci ha preceduto: in altre Assemblee, gli strumenti messi a disposizione dei senatori, dei deputati e dei rappresentanti del popolo e della democrazia sono sostenuti da ben altre strutture. Tali strutture andrebbero riviste e implementate, a maggior ragione vista e considerata la riduzione dei parlamentari e la difficoltà che incontriamo tutti quanti, tutti i giorni, nell'espletare il nostro lavoro.

Ciò anche per ridare dignità alle istituzioni, perché in questi ultimi anni, diciamocelo seriamente, esse sono state svilite e questo non è un bene per il Paese, per la democrazia e per il ruolo che ricopriamo, ma soprattutto per il popolo che siamo chiamati a rappresentare.

Esprimo ancora il mio ringraziamento, annunciando il voto favorevole del Gruppo.

DAMIANI (FI-BP-PPE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DAMIANI (FI-BP-PPE). Signor Presidente, come ogni anno questa è l'occasione per fare il punto non soltanto sul bilancio interno del Senato, ma anche per rivolgere, da parte del Gruppo parlamentare Forza Italia che mi onoro di rappresentare, un ringraziamento al Segretario generale, all'Ufficio di Presidenza e ai senatori Questori, che sono sempre vicini alle attività e alle richieste di tutti noi senatori.

È questa la prima occasione successiva alla riforma che ha visto il taglio dei parlamentari e mi fa piacere che da ogni Gruppo parlamentare emerga, a distanza di un anno da tale riforma, un check sulle attività che svolgiamo.

Mi fa piacere che sia emerso da parte di tutti i Gruppi - ed anche quello di cui faccio parte lo evidenzia - come, a distanza di un anno, dal punto di vista organizzativo dei lavori ci sia la necessità di rivedere alcuni aspetti di tale organizzazione, perché stiamo facendo un lavoro importante e non mancano provvedimenti e proposte su cui lavorare.

È necessario secondo me guardare anche all'organizzazione necessaria per lavorare tutti bene e per avere carichi di lavoro che siano, sì, importanti, come stiamo facendo ai fini della copertura di tutte le Commissioni permanenti, ma soprattutto per fare un buon lavoro.

Mi complimento con i senatori Questori per il lavoro che è stato fatto e per le stesse risultanze di bilancio, perché, a prescindere dal taglio del numero dei parlamentari, è stato fatto un lavoro di riduzione e di parsimonia delle risorse del bilancio del Senato. Grazie e buon lavoro. (Applausi).

PATUANELLI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PATUANELLI (M5S). Signor Presidente, intervengo molto brevemente per annunciare il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle su entrambi i documenti, il rendiconto del 2022 e il progetto di bilancio interno del 2023. Vorrei ringraziare il Collegio dei questori per l'ottimo lavoro svolto e per le interlocuzioni che hanno voluto avere con tutte le forze politiche, al fine di addivenire a un voto unanime; credo che questo sia un bel segnale.

Non posso non ringraziare sentitamente l'Amministrazione del Senato, a partire dal Servizio dell'Assemblea, che supporta e sopporta il lavoro di noi senatori. Per il tramite del Segretario generale, vorrei portare un ringraziamento a tutta la squadra, a tutto il personale del Senato, che con grande competenza, professionalità e gentilezza svolge il suo lavoro. Devo dire che in queste settimane abbiamo visto incrementare la dotazione, con nuove persone che stanno iniziando il percorso dentro quest'Amministrazione. A loro va ovviamente il nostro saluto e il nostro augurio di buon lavoro.

Non mi addentro in ragionamenti sul tema dei costi di funzionamento, perché credo che avremo altre sedi per parlarne. Per il tramite della Presidenza, vorrei però dire al collega Scalfarotto, che vedo impegnato in questo momento, che in parte condivido pure il suo ragionamento sui costi della democrazia, su cui recentemente mi sono pubblicamente esposto. Mi è dispiaciuto però questo scivolamento un po' populista, che non mi aspettavo dal senatore Scalfarotto, sui server di Milano, che ritengo comunque meno pericolosi per la democrazia di Mohammed bin Salman. (Applausi).

TESTOR (LSP-PSd'Az). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

TESTOR (LSP-PSd'Az). Signor Presidente, mi associo anch'io ai ringraziamenti al Collegio dei Questori, al senatore Nastri, al senatore De Poli e al senatore Meloni.

Credo che oggi sia stato dato un segnale molto importante, quello di mostrare, tramite il bilancio, che si può razionalizzare la spesa e tener conto anche dei momenti difficili che il nostro Paese sta passando; questo è sicuramente un segnale molto forte. Vi ringrazio non soltanto per aver realizzato questa riduzione della spesa che non è una tantum, ma per averla resa strutturale, come avete esposto nella vostra relazione partendo dal 2012 e arrivando ad oggi. È stato fatto un lavoro continuo per ridurre la spesa di funzionamento, mantenendo però il servizio e l'efficienza della struttura.

Vorrei ringraziare soprattutto la segretaria generale Serafin, il vice segretario Toniato, tutti gli uffici e gli assistenti parlamentari, a cui va un particolare ringraziamento (Applausi), perchého partecipato spesso alle visite guidate all'interno dei palazzi del Senato, nelle quali devo dire che hanno dimostrato grande professionalità e che sono un momento davvero importante, perché grazie ad esse le persone si avvicinano alle istituzioni. Da poco si sono svolte le elezioni in Trentino e devo dire che si parla spesso di poca partecipazione alle elezioni. Credo che tali visite, avvicinando le persone alle istituzioni e spiegando bene quello che noi facciamo al loro interno, rappresentino un modo per avvicinare la gente alla politica.

Per questo vi rivolgo quindi un grande ringraziamento.

Ringrazio altresì tutte le Forze di polizia e i Carabinieri per il loro operato per la sicurezza delle nostre strutture e anche per aver posto rimedio all'incresciosa situazione successa quando è stato imbrattato il nostro Senato, perché nel giro di poche ore è stato ripulito e ripristinato e gli è stata restituita la sua dignità. (Applausi).

Pertanto, ringraziando tutti anche per il segnale positivo nei confronti dei cittadini, annuncio il voto favorevole del Gruppo Lega Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione sui documenti in esame. (Applausi).

NICITA (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

NICITA (PD-IDP). Signor Presidente, sono già intervenuto prima in sede di discussione generale, quindi le considerazioni positive che abbiamo espresso sono quelle che ho già anticipato.

Tocca anche a noi ringraziare, evidentemente, attraverso i massimi rappresentanti delle istituzioni, tutti i dipendenti del Senato per un'attività che ci fa ricordare il senso delle istituzioni anche quando incontriamo gli studenti, come diceva poco fa la senatrice Testor, e spesso questo serve anche ai nostri rapporti tra maggioranza e minoranza.

Come dicevo prima, sul tema dei costi della democrazia siamo d'accordo con quanto è stato detto; vi è però un punto sul quale torniamo. Siamo in una fase di transizione, quindi prendiamoci il tempo della programmazione; è stata presentata anche una programmazione di tipo triennale proprio per poter godere appieno dei benefici di una transizione anche attraverso tutte le spinte alla digitalizzazione che sono state presentate e programmate.

Il voto del Gruppo Partito Democratico è quindi favorevole.

IANNONE (FdI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

IANNONE (FdI). Signor Presidente, desidero complimentarmi con il senatore Questore anziano, il senatore De Poli, unitamente al senatore Questore Nastri e al senatore Questore Meloni, per il lavoro che è stato realizzato e che ha incontrato la condivisione e il favore di tutti, perché già ieri, nel corso del Consiglio di Presidenza del Senato, sia il rendiconto sia il bilancio di previsione sono stati votati all'unanimità del Collegio dei Questori.

Credo che ci siano elementi di assoluta e oggettiva positività, che tutti quanti noi possiamo e dobbiamo riconoscere. Penso innanzitutto a quello che veniva dichiarato dai senatori Questori che sono intervenuti, cioè all'impegno nella razionalizzazione della spesa, che non significa operare tagli lineari, ma contrarre l'utilizzo di risorse pubbliche in maniera intelligente, garantendo il pieno funzionamento di questa alta istituzione italiana che è il Senato e che - lo dico a dispetto di una certa propaganda populista - oggi rappresenta appena lo 0,04 per cento della spesa complessiva dello Stato, con un impegno che ha portato praticamente al dimezzamento di questa spesa, che diciassette anni fa ne rappresentava lo 0,08 per cento.

Dico questo anche perché condivido quanto è stato affermato prima da un lato e dall'altro, perché è vero che la democrazia ha un costo, se si vogliono avere istituzioni efficienti e in grado di fare il proprio lavoro, ma è anche vero che tale costo dev'essere morale, soprattutto nel momento in cui gli italiani sono chiamati con le loro famiglie a fare tanti sacrifici.

Credo che siamo nella direzione giusta, anche per una serie di risposte che il nostro Senato è nelle condizioni di dare. Voglio ricordare che paghiamo i nostri fornitori entro trenta giorni: il Senato è un buon pagatore e credo che possa essere un esempio per tutte le altre Istituzioni e gli enti locali che ci sono in Italia, che purtroppo non sempre hanno la stessa capacità di risposta, con una grave sofferenza soprattutto per le imprese, ma per i cittadini in generale.

Voglio sottolineare anche, però, che non bisogna cedere a una certa vulgata e alla demagogia, perché vedevo proprio ieri impazzare e diventare virale sui social la foto del solito scontrino che risale a dodici anni fa, che presenta un pasto completissimo al costo di appena 7 euro. Noi abbiamo una mensa, un'ottima mensa, per la quale paghiamo una cifra assai morale, dunque ritengo che si debba stare molto attenti nel lanciare questi messaggi e molto scrupolosi nel proporli, perché non corrispondono assolutamente alla realtà attuale, che viviamo e interpretiamo nell'espletamento nella realizzazione di una nobile funzione, quella della rappresentanza, che è fatta per i cittadini e che proprio in quanto tale serve allo Stato.

Annunciando quindi, il voto favorevole del Gruppo Fratelli d'Italia, desidero ringraziare sentitamente la burocrazia del Senato, a partire dal Segretario generale, la dottoressa Serafin, al dottor Toniato e al dottor Sandomenico. Mi sia consentito di ringraziare tutti i dipendenti del Senato della Repubblica (Applausi), che lavorano per lo Stato e per gli italiani e che per noi rappresentano un supporto imprescindibile per realizzare tutta la nostra attività istituzionale. Un grazie sentitissimo dalle più alte espressioni della burocrazia fino ai dipendenti tutti che concorrono, con la loro opera, a realizzare e a portare avanti la grande storia della nostra Nazione. (Applausi).

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del rendiconto delle entrate e delle spese del Senato per l'anno finanziario 2022 (Doc. VIII, n. 1).

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del progetto di bilancio interno del Senato per l'anno finanziario 2023 (Doc. VIII, n. 2).

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).