Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 118 del 26/10/2023
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NASTRI, senatore Questore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a nome del Collegio dei questori e dei senatori Antonio De Poli e Marco Meloni, qui presenti, sottopongo all'esame dell'Assemblea il rendiconto delle entrate e delle spese del Senato per l'anno finanziario 2022 e il progetto di bilancio interno del Senato per l'anno finanziario 2023. Il primo bilancio di questa legislatura attesta, per il dodicesimo anno consecutivo, il trend positivo di decremento della spesa e conferma l'impegno incessante degli organi politici e amministrativi di questo ramo del Parlamento nella direzione di una gestione ancor più rigorosa e di buon senso delle risorse pubbliche.
I dati che emergono dal bilancio, votato ieri all'unanimità dal Consiglio di Presidenza, dimostrano agli italiani in modo inequivocabile che questa istituzione ha raggiunto gli obiettivi di contenimento della spesa, grazie ad un costante processo di revisione sistematica, strutturale e funzionale delle voci di bilancio. L'obiettivo principale sotteso ai documenti di bilancio è quello dell'economicità, che costituisce una delle principali articolazioni del principio costituzionale di buon andamento dell'azione amministrativa. L'economicità presuppone innanzitutto che la progettazione gestionale contenuta nel bilancio sia volta al miglior utilizzo delle risorse e dei mezzi a disposizione per lo svolgimento delle attività istituzionali.
Va osservato che in tale prospettiva il livello delle risorse economico-finanziarie utilizzate dal Senato deve sempre essere razionale e compatibile con la necessità di garantire l'efficace svolgimento dei compiti di tale organo costituzionale.
Il processo di contenimento emerge chiaramente analizzando cinque indicatori numerici costituiti dalla spesa complessiva, dalla dotazione e dal peso economico del Senato sulla finanza pubblica, dalla spesa di funzionamento, dalle spese di parte corrente ed infine dalle spese previdenziali. Il primo indicatore è sicuramente quello del saldo complessivo netto delle spese di bilancio 2023, che diminuisce di 10 milioni di euro rispetto al bilancio del precedente anno, risultando pari a 575 milioni di euro, nonostante un'inflazione il cui tasso ha superato anche la soglia del 10 per cento. Desidero evidenziare come dall'anno 2012 il peso finanziario del Senato sulla finanza pubblica si è ridotto di circa 397,3 milioni di euro, quindi non è una una tantum, ma una costante. Questo andamento virtuoso deriva dalla diminuzione del secondo indicatore, quello della dotazione, che è sceso di 21,6 milioni di euro rispetto al 2011, per un risparmio totale in dodici anni di 259,2 milioni di euro. I risparmi gestionali dal 2013 a oggi, inoltre, ammontano a 138 milioni di euro.
Altro obiettivo importante raggiunto sono i tagli al capitolo delle spese di funzionamento, che nel 2023 sono state preventivate nell'importo complessivo di circa 306 milioni, quasi 14 milioni di euro in meno rispetto alla spesa netta di funzionamento previsto nel bilancio del 2022. Questi risparmi sono stati conseguiti grazie alla razionalizzazione gestionale della spesa e alla riforma costituzionale relativa alla riduzione del numero dei senatori. Le spese di funzionamento sono un parametro significativo e importante, atteso che tutti i processi di ottimizzazione della spesa interna delle strutture pubbliche hanno l'obiettivo di ridurre in primis proprio queste spese ed in ogni caso quelle correnti. Come anticipato, questo risultato positivo è ancor più rilevante e significativo se si considera il fenomeno inflattivo in corso, che ha determinato l'aumento dello stanziamento di alcuni capitoli rispetto al bilancio 2022, compensati tuttavia da una riduzione di altre poste di bilancio, resa possibile da un processo di razionalizzazione gestionale.
Il quarto indicatore, quello della spesa corrente, evidenzia un altro risultato positivo raggiunto dal Senato: più di 10 milioni di euro in meno rispetto alla spesa di parte corrente registrata nel bilancio 2022. Al netto dei risparmi, quindi, la spesa corrente netta passa da circa 578 milioni del 2022 a circa 567 milioni di quest'anno.
Altro obiettivo strategico raggiunto rispetto allo scorso anno è quello della riduzione della spesa previdenziale riferita agli ex senatori ed ex dipendenti. La diminuzione della spesa pensionistica deriva da misure di contenimento delle prestazioni previdenziali adottate negli ultimi anni, che hanno consentito di risparmiare e di accantonare delle somme, i cui effetti virtuosi sono ravvisabili anche nell'anno in corso. Nel bilancio del 2022 la spesa previdenziale e contributiva di cui ai capitoli 1.26, 1.27 e 1.29, ammontava complessivamente a 252.460.000 euro, mentre nel bilancio 2023 tale spesa, riconducibile ai capitoli 1.19 e 1.20, si ridimensiona a 248.070.000 euro, con un'ulteriore riduzione importante di 4.390.000 euro.
Più nello specifico, nell'anno 2022 sono state corrisposte somme arretrate che erano state accantonate in presenza di ricorsi pendenti che hanno determinato un anomalo innalzamento della spesa nello scorso anno.
Oltre al bilancio 2023, l'Assemblea è chiamata oggi ad approvare anche il rendiconto relativo all'anno 2022. Per quel che concerne tale rendiconto, si fa presente che nel 2022 la spesa complessiva è stata di 487.709.312,83 euro, con un lievissimo scostamento del valore nominale del saldo complessivo rispetto all'anno 2021, di soli 185.000.280 euro. Va tuttavia sottolineato che il valore reale del saldo finale del rendiconto presenta invece un risultato ampiamente positivo rispetto al 2021, nonostante l'incidenza del fenomeno inflattivo che si è verificato nell'anno 2022.
Cari colleghi, avviandomi alla conclusione del mio intervento, rivolgo alcuni ringraziamenti ai colleghi Questori, Meloni e De Poli, al quale ultimo lascio l'illustrazione degli altri profili della gestione del bilancio interno. Insieme, tutti i giorni, condividiamo ogni scelta e decisione che i regolamenti ci affidano. Devo dire che in questi dodici mesi nel Collegio dei Questori non c'è stata mai alcuna delibera che non sia passata all'unanimità.
Ringrazio il presidente del Senato Ignazio La Russa per il modo in cui quest'anno ha presieduto l'Aula e per aver sempre tutelato tutte le forze politiche senza alcuna distinzione.
Non posso fare a meno di esprimere infinita gratitudine a tutta l'amministrazione del Senato che è il cuore e anche il motore di questa istituzione, a partire dal segretario generale, la dottoressa Elisabetta Serafin, dai vicesegretari generali dottor Federico Toniato e dottor Alfonso Sandomenico. Porgo uguali e sinceri ringraziamenti a tutti i direttori dei servizi, in particolare del polo medico sanitario, al dottor Federico Marini, ai dipendenti, agli assistenti parlamentari, al personale dei Gruppi, alle donne e agli uomini della Polizia di Stato, all'Arma dei carabinieri, dei Vigili del fuoco e della Polizia locale di Roma, che ogni giorno garantiscono la sicurezza e la tranquillità di questi meravigliosi Palazzi.
Saluto il presidente Centinaio, tutti i senatori oggi presenti al dibattito e in particolare quanti interverranno apportando i loro approfondimenti e anche - ci auguriamo - dei suggerimenti. Ringrazio ognuno di voi colleghi per aver condiviso questo primo anno intenso di legislatura che ha visto il Senato - lo ripeto ancora una volta - proseguire il cammino di razionalizzazione della spesa e di miglioramento della qualità dei servizi offerti, affinché sia sempre più efficiente. È importante la razionalizzazione, è importante ottimizzare, è importante il risparmio, ma non possiamo pensare di non dare un servizio. Per noi la cosa più importante è dare tutto questo, ma tutto deve essere meno oneroso per i nostri cittadini. (Applausi).
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire il senatore Questore De Poli. Ne ha facoltà.