Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 118 del 26/10/2023

Discussione congiunta e approvazione dei documenti:

(Doc. VIII, n. 1)Rendiconto delle entrate e delle spese del Senato per l'anno finanziario 2022

(Doc. VIII, n. 2)Progetto di bilancio interno del Senato per l'anno finanziario 2023

(Relazione orale) (ore 10,13)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione congiunta dei documenti VIII, nn. 1 (Rendiconto delle entrate e delle spese del Senato per l'anno finanziario 2022) e 2 (Progetto di bilancio interno del Senato per l'anno finanziario 2023).

Il relatore, senatore Calandrini, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta.

Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore.

CALANDRINI, relatore. Signor Presidente, ringrazio anzitutto il collegio dei questori. Noi ieri abbiamo avuto una riunione con tutti i Presidenti delle Commissioni per svolgere l'adempimento legato alla discussione sul bilancio interno del Senato. Come ogni anno l'Assemblea del Senato si trova ad esaminare gli atti relativi al bilancio interno dell'Istituzione che tutti rappresentiamo. Questa volta si tratta del rendiconto delle entrate e delle spese del Senato per l'anno finanziario 2022 e del progetto di bilancio relativo all'anno in corso, che il Consiglio di Presidenza ieri ha deliberato nella riunione all'unanimità, limitandosi ad un esame parziale di questi due documenti contabili.

Iniziando dal rendiconto relativo allo scorso esercizio finanziario, osservo innanzitutto come la spesa complessiva effettiva, al netto dei risparmi da versare allo Stato e degli accantonamenti, sia risultata pari, nel 2022, ad euro 487.700.312,83. Va inoltre considerato che questo dato di riduzione della spesa, essendo espresso in termini nominali, non tiene conto della dinamica inflazionistica, che nel 2022 è risultata pari all'8,1 per cento. Tra l'altro, le entrate del Senato evidenziano che la dotazione finanziaria è rimasta invariata dal 2012, nella misura di circa 505 milioni di euro. Per conseguenza, rispetto alla dotazione richiesta nel 2011, pari a euro 526.960.500, si registra una riduzione annua di 21,6 milioni di euro. Questa costante riduzione della spesa negli ultimi anni si è dunque accompagnata a una sostanziale stabilità della principale entrata del Senato, con assestamento però di quest'ultima su un livello significativamente più basso rispetto agli anni antecedenti alla crisi del 2011. Il saldo complessivo netto delle uscite previste in bilancio è risultato pari a 575 milioni di euro, con un risparmio di 10 milioni di euro rispetto all'anno precedente.

Tutti questi indicatori specifici, ossia quello relativo alle spese di funzionamento, quello relativo alle spese di parte corrente ed infine quello attinente alle spese previdenziali, confermano quindi un trend positivo, rilevante soprattutto in un contesto come quello attuale, caratterizzato da un tasso di inflazione molto rilevante. In particolare, per quel che concerne il valore netto della spesa di funzionamento del Senato indicato nel bilancio 2023, si evidenzia che lo stesso risulta pari a 306.550.000 euro, a fronte di una spesa di funzionamento dell'anno 2022 pari a 320.390.534 euro.

A fronte di una significativa riduzione della spesa, come quella registrata a partire dal 2012, la sfida evidentemente è stata ed è tuttora quella di rendere compatibili i risultati finanziari conseguiti, che testimoniano la partecipazione del Senato allo sforzo di stabilizzazione della finanza pubblica compiuto negli ultimi anni, con il mantenimento di un elevato standard qualitativo dei servizi erogati.

PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire il senatore Questore Nastri. Ne ha facoltà.

NASTRI, senatore Questore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a nome del Collegio dei questori e dei senatori Antonio De Poli e Marco Meloni, qui presenti, sottopongo all'esame dell'Assemblea il rendiconto delle entrate e delle spese del Senato per l'anno finanziario 2022 e il progetto di bilancio interno del Senato per l'anno finanziario 2023. Il primo bilancio di questa legislatura attesta, per il dodicesimo anno consecutivo, il trend positivo di decremento della spesa e conferma l'impegno incessante degli organi politici e amministrativi di questo ramo del Parlamento nella direzione di una gestione ancor più rigorosa e di buon senso delle risorse pubbliche.

I dati che emergono dal bilancio, votato ieri all'unanimità dal Consiglio di Presidenza, dimostrano agli italiani in modo inequivocabile che questa istituzione ha raggiunto gli obiettivi di contenimento della spesa, grazie ad un costante processo di revisione sistematica, strutturale e funzionale delle voci di bilancio. L'obiettivo principale sotteso ai documenti di bilancio è quello dell'economicità, che costituisce una delle principali articolazioni del principio costituzionale di buon andamento dell'azione amministrativa. L'economicità presuppone innanzitutto che la progettazione gestionale contenuta nel bilancio sia volta al miglior utilizzo delle risorse e dei mezzi a disposizione per lo svolgimento delle attività istituzionali.

Va osservato che in tale prospettiva il livello delle risorse economico-finanziarie utilizzate dal Senato deve sempre essere razionale e compatibile con la necessità di garantire l'efficace svolgimento dei compiti di tale organo costituzionale.

Il processo di contenimento emerge chiaramente analizzando cinque indicatori numerici costituiti dalla spesa complessiva, dalla dotazione e dal peso economico del Senato sulla finanza pubblica, dalla spesa di funzionamento, dalle spese di parte corrente ed infine dalle spese previdenziali. Il primo indicatore è sicuramente quello del saldo complessivo netto delle spese di bilancio 2023, che diminuisce di 10 milioni di euro rispetto al bilancio del precedente anno, risultando pari a 575 milioni di euro, nonostante un'inflazione il cui tasso ha superato anche la soglia del 10 per cento. Desidero evidenziare come dall'anno 2012 il peso finanziario del Senato sulla finanza pubblica si è ridotto di circa 397,3 milioni di euro, quindi non è una una tantum, ma una costante. Questo andamento virtuoso deriva dalla diminuzione del secondo indicatore, quello della dotazione, che è sceso di 21,6 milioni di euro rispetto al 2011, per un risparmio totale in dodici anni di 259,2 milioni di euro. I risparmi gestionali dal 2013 a oggi, inoltre, ammontano a 138 milioni di euro.

Altro obiettivo importante raggiunto sono i tagli al capitolo delle spese di funzionamento, che nel 2023 sono state preventivate nell'importo complessivo di circa 306 milioni, quasi 14 milioni di euro in meno rispetto alla spesa netta di funzionamento previsto nel bilancio del 2022. Questi risparmi sono stati conseguiti grazie alla razionalizzazione gestionale della spesa e alla riforma costituzionale relativa alla riduzione del numero dei senatori. Le spese di funzionamento sono un parametro significativo e importante, atteso che tutti i processi di ottimizzazione della spesa interna delle strutture pubbliche hanno l'obiettivo di ridurre in primis proprio queste spese ed in ogni caso quelle correnti. Come anticipato, questo risultato positivo è ancor più rilevante e significativo se si considera il fenomeno inflattivo in corso, che ha determinato l'aumento dello stanziamento di alcuni capitoli rispetto al bilancio 2022, compensati tuttavia da una riduzione di altre poste di bilancio, resa possibile da un processo di razionalizzazione gestionale.

Il quarto indicatore, quello della spesa corrente, evidenzia un altro risultato positivo raggiunto dal Senato: più di 10 milioni di euro in meno rispetto alla spesa di parte corrente registrata nel bilancio 2022. Al netto dei risparmi, quindi, la spesa corrente netta passa da circa 578 milioni del 2022 a circa 567 milioni di quest'anno.

Altro obiettivo strategico raggiunto rispetto allo scorso anno è quello della riduzione della spesa previdenziale riferita agli ex senatori ed ex dipendenti. La diminuzione della spesa pensionistica deriva da misure di contenimento delle prestazioni previdenziali adottate negli ultimi anni, che hanno consentito di risparmiare e di accantonare delle somme, i cui effetti virtuosi sono ravvisabili anche nell'anno in corso. Nel bilancio del 2022 la spesa previdenziale e contributiva di cui ai capitoli 1.26, 1.27 e 1.29, ammontava complessivamente a 252.460.000 euro, mentre nel bilancio 2023 tale spesa, riconducibile ai capitoli 1.19 e 1.20, si ridimensiona a 248.070.000 euro, con un'ulteriore riduzione importante di 4.390.000 euro.

Più nello specifico, nell'anno 2022 sono state corrisposte somme arretrate che erano state accantonate in presenza di ricorsi pendenti che hanno determinato un anomalo innalzamento della spesa nello scorso anno.

Oltre al bilancio 2023, l'Assemblea è chiamata oggi ad approvare anche il rendiconto relativo all'anno 2022. Per quel che concerne tale rendiconto, si fa presente che nel 2022 la spesa complessiva è stata di 487.709.312,83 euro, con un lievissimo scostamento del valore nominale del saldo complessivo rispetto all'anno 2021, di soli 185.000.280 euro. Va tuttavia sottolineato che il valore reale del saldo finale del rendiconto presenta invece un risultato ampiamente positivo rispetto al 2021, nonostante l'incidenza del fenomeno inflattivo che si è verificato nell'anno 2022.

Cari colleghi, avviandomi alla conclusione del mio intervento, rivolgo alcuni ringraziamenti ai colleghi Questori, Meloni e De Poli, al quale ultimo lascio l'illustrazione degli altri profili della gestione del bilancio interno. Insieme, tutti i giorni, condividiamo ogni scelta e decisione che i regolamenti ci affidano. Devo dire che in questi dodici mesi nel Collegio dei Questori non c'è stata mai alcuna delibera che non sia passata all'unanimità.

Ringrazio il presidente del Senato Ignazio La Russa per il modo in cui quest'anno ha presieduto l'Aula e per aver sempre tutelato tutte le forze politiche senza alcuna distinzione.

Non posso fare a meno di esprimere infinita gratitudine a tutta l'amministrazione del Senato che è il cuore e anche il motore di questa istituzione, a partire dal segretario generale, la dottoressa Elisabetta Serafin, dai vicesegretari generali dottor Federico Toniato e dottor Alfonso Sandomenico. Porgo uguali e sinceri ringraziamenti a tutti i direttori dei servizi, in particolare del polo medico sanitario, al dottor Federico Marini, ai dipendenti, agli assistenti parlamentari, al personale dei Gruppi, alle donne e agli uomini della Polizia di Stato, all'Arma dei carabinieri, dei Vigili del fuoco e della Polizia locale di Roma, che ogni giorno garantiscono la sicurezza e la tranquillità di questi meravigliosi Palazzi.

Saluto il presidente Centinaio, tutti i senatori oggi presenti al dibattito e in particolare quanti interverranno apportando i loro approfondimenti e anche - ci auguriamo - dei suggerimenti. Ringrazio ognuno di voi colleghi per aver condiviso questo primo anno intenso di legislatura che ha visto il Senato - lo ripeto ancora una volta - proseguire il cammino di razionalizzazione della spesa e di miglioramento della qualità dei servizi offerti, affinché sia sempre più efficiente. È importante la razionalizzazione, è importante ottimizzare, è importante il risparmio, ma non possiamo pensare di non dare un servizio. Per noi la cosa più importante è dare tutto questo, ma tutto deve essere meno oneroso per i nostri cittadini. (Applausi).

PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire il senatore Questore De Poli. Ne ha facoltà.

DE POLI, senatore Questore. Signor Presidente, colleghi, come ha evidenziato qualche minuto fa il senatore Questore Gaetano Nastri, e anche chiaramente a nome del collega senatore Questore Marco Meloni, i numeri del bilancio virtuoso del Senato della Repubblica sono una realtà tangibile e concreta. Negli ultimi anni, dal 2012, come ricordava il collega Nastri, grazie a una seria e parsimoniosa opera di razionalizzazione della spesa a 360 gradi, abbiamo conseguito importanti risparmi: 397,3 milioni di euro complessivamente, e quest'anno abbiamo avuto una minor spesa di 31,6 milioni, dei quali 10 milioni di risparmi e 21,6 milioni di minore dotazione da parte dello Stato. Sono cifre, ma dietro queste cifre vi è una gestione virtuosa importante della macchina amministrativa.

In questi anni stiamo portando avanti un ragionamento strutturale; nonostante i risparmi abbiamo continuato a investire per migliorare la nostra istituzione, che è la culla della democrazia per tutti i nostri cittadini. Questo vuol dire ottimizzare la spesa, andare oltre la logica dei tagli fini a se stessi, che, cari colleghi, non hanno dietro una strategia, un pensiero e una visione. Fare questo, invece, fa la netta differenza. Il Senato è oggi un esempio di buona amministrazione e lo si evince da diversi elementi, di cui farò una excursus molto veloce per ragioni di tempo.

Ad esempio, le procedure di gara sono effettuate ricorrendo per la maggior parte alla piattaforma elettronica della pubblica amministrazione e questo ha significato che negli ultimi anni non c'è stato alcun ricorso e alcun contenzioso per tutti gli affidamenti che abbiamo previsto. Questo significa che ci siamo sempre attenuti ai princìpi di trasparenza, economicità ed efficacia dell'azione amministrativa.

Un altro aspetto virtuoso della macchina amministrativa del Senato è che questa istituzione nel 2023 ha pagato le fatture ai propri fornitori entro trenta giorni, e credo che questo sia un altro degli aspetti importanti che al Senato stiamo curando. (Brusio).

PRESIDENTE. Mi scusi, senatore De Poli, vorrei chiedere ai colleghi la gentilezza di lasciarci ascoltare il suo intervento. È una richiesta che viene non solo dal banco della Presidenza, ma anche da altri colleghi che vorrebbero ascoltare, altrimenti, in queste condizioni, diventa difficile riuscire a lavorare. (Applausi).

DE POLI, senatore Questore. La ringrazio, signor Presidente.

Vorrei fare anche un breve cenno alle attività di rimozione delle barriere architettoniche, un segnale concreto che anche le nostre istituzioni sono chiamate a dare per ricordare l'importanza dell'inclusione sociale.

Tra le altre cose, ci contraddistingue anche l'impegno sulle politiche green: nei nostri Palazzi c'è un utilizzo responsabile delle risorse energetiche, penso ad esempio all'adozione diffusa di lampade a basso consumo di ultima generazione praticamente in tutti i locali. Altrettanto avviene sul fronte dell'efficienza energetica con il nostro impianto fotovoltaico presso il centro logistico di via del Trullo: in dieci anni l'impianto ha generato oltre 2.000 megawatt di energia.

Vorrei richiamare l'attenzione anche sulle nuove tecnologie che servono per migliorare tutti i nostri processi con le tecnologie cloud e anche questo ci ha consentito di realizzare non soltanto un risparmio economico, ma soprattutto, in un'ottica green, un risparmio reale e concreto, dal 2016 ad oggi, di 20 milioni di euro. I processi interni sono resi più veloci, efficienti e performanti. Lo stesso riguarda l'implementazione della web TV del Senato, passata da sette a otto canali in contemporanea, assolvendo a un compito rilevante in termini di pubblicità dei lavori e di trasparenza, con 1.200 eventi in diretta streaming in questo primo anno di legislatura, in tutte le sedute del Senato, in 370 sedute delle Commissioni, con più di 650 eventi live. Oggi il canale Youtube di Palazzo Madama conta 50.000 iscritti e ha totalizzato più di un milione di visualizzazioni negli ultimi dodici mesi. Il digitale, dunque, è al servizio della democrazia.

Possiamo dire che il nostro è un Parlamento che si avvicina sempre più a un contesto 5.0. Grazie all'introduzione di queste infrastrutture informatiche, abbiamo realizzato in questi anni un notevole risparmio, ma soprattutto si è determinato un fattore di trasparenza importante e fondamentale per tutti i nostri cittadini. Abbiamo chiaramente dato un impulso per la realizzazione di nuove procedure e sistemi per quanto riguarda la presentazione in digitale degli atti parlamentari, in modo particolare degli emendamenti. Chiaramente l'obiettivo è snellire le procedure.

Ancora, segnalo l'impiego di videoconferenze: 2.500 video meeting per un totale di 18.000 ore di conferenza.

Credo che questo sia uno degli aspetti importanti che abbiamo raggiunto.

Come dicevo all'inizio, occorre spendere meglio le risorse per raggiungere i target previsti: come per le aziende private, anche la nostra istituzione segue lo stesso metodo. Tutto ciò, come abbia già sottolineato, vuol dire ottimizzare la spesa.

Concludo anch'io con dei ringraziamenti di cuore e non retorici al presidente del Senato Ignazio La Russa, che ha condotto questo primo anno in maniera importante ed efficace. Il mio ringraziamento va anche al vice presidente Centinaio, che oggi presiede l'Assemblea. Un ringraziamento va in particolare all'Amministrazione, partendo dal segretario generale, dottoressa Elisabetta Serafin, ai vice segretari generali Federico Toniato e Alfonso Sandomenico, ai direttori dei servizi, al nostro direttore del polo sanitario, dottor Marini, a tutte le Forze dell'ordine di polizia, carabinieri, vigili del fuoco e polizia locale, nonché a tutto il personale e agli assistenti che qui in Aula sono sempre al nostro fianco per mantenere l'ordine. A tutta l'Amministrazione completa vorrei fare veramente un grande applauso, perché senza di essa non potremmo essere qui nemmeno noi. E di questo vi ringrazio. (Applausi).

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione congiunta.

È iscritta a parlare la senatrice Pirro, la quale nel corso del suo intervento illustrerà anche l'ordine del giorno G1. Ne ha facoltà.

PIRRO (M5S). Signor Presidente, innanzitutto mi unisco ai senatori Questori per il ringraziamento a tutto il personale del Senato, che ci accompagna e aiuta quotidianamente nel nostro lavoro.

Mi preme portare all'attenzione dell'Assemblea il nostro ordine del giorno G1, che riguarda i vitalizi ante 2011. Come sapete, nel 2018, nei primi mesi della scorsa legislatura, il Consiglio di Presidenza aveva approvato una delibera che modificava il calcolo dei vitalizi pregressi e lo rendeva più conforme agli standard previsti per la popolazione generale, secondo un meccanismo contributivo che andava a rivedere, in alcuni casi anche in maniera sostanziosa, gli assegni erogati fino a quel momento.

Successivamente, nel 2020, la Commissione contenziosa ha di fatto annullato quella decisione; un giudizio poi confermato dal Consiglio di garanzia in prorogatio il 12 luglio 2023. Il Consiglio di garanzia aveva però confermato la ratio della decisione del Consiglio di Presidenza, ritenendo che ci dovesse comunque essere una revisione nel calcolo dei vitalizi precedenti alla riforma che, come tutti sappiamo, ha trasformato questo strumento in una pensione contributiva di fatto.

Tale ripristino porterebbe a un aggravio dei costi del Senato che da dodici anni, come ci hanno riferito i senatori Questori, vede un trend in discesa e che non vorremmo invertire, soprattutto in una situazione generale del Paese, come ci viene ripetuto da più parti, di sacrifici e difficoltà. Pertanto non ci sembra corretto che sia una norma così iniqua a pesare sulle casse dello Stato. Oltretutto, la Camera dei deputati aveva adottato una delibera pressoché identica rispetto a quella del Consiglio di Presidenza del Senato del 2018, e recentemente ha riconfermato quei princìpi e quel tipo di calcolo del vitalizio.

Con questo ordine del giorno chiediamo dunque al Consiglio di Presidenza di impegnarsi alla predisposizione e presentazione di un disegno di legge volto alla razionalizzazione della materia di cui abbiamo discusso e al bilanciamento tra l'aspettativa legittima degli ex parlamentari e l'esigenza di contenimento della spesa pubblica, al fine di addivenire a una rimodulazione definitiva dei vitalizi, dando così anche attuazione a quanto stabilito dal Consiglio di garanzia. (Applausi).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Nicita, il quale nel corso del suo intervento illustrerà anche l'ordine del giorno G2. Ne ha facoltà.

NICITA (PD-IDP). Signor Presidente, intervengo solo per confermare il giudizio che è stato dato anche dal Presidente della Commissione bilancio sulla presentazione di questo bilancio, che tiene conto evidentemente della riforma che è stata fatta e ci dà un quadro che evidenzia, sulle diverse poste di bilancio, il forte impulso alla razionalizzazione delle spese, così come la possibilità di individuare alcune forme di risparmio, per esempio attraverso iniziative comuni con la Camera dei deputati (penso al centro di documentazione), assieme alla capacità che si è mostrata e viene documentata nel bilancio di tenere ferma la dinamica della spesa, nonostante la forte spinta inflattiva di oltre il 40 per cento. Quindi, complessivamente ci sembra un lavoro molto dettagliato e ben documentato sulle varie questioni.

Due temi meritano un successivo approfondimento e un incoraggiamento in quest'attività: nella trasformazione dettata dalla riforma bisogna tener presente anche le nuove esigenze di tipo organizzativo. La riduzione del numero dei parlamentari non comporta automaticamente una riduzione delle spese, perché - lo dico da senatore alla sua prima legislatura - c'è un grande tema da considerare: la concentrazione dell'attività, soprattutto in un momento in cui c'è una pioggia di decreti-legge da parte del Governo, evidentemente cambia l'organizzazione dei lavori delle Commissioni e del Parlamento. Questo significa anche una necessità di approfondimenti legislativi, di attività di Gruppo, di coordinamento, di documentazione, di audizioni e così via. Dobbiamo anche tener conto dell'impatto della riduzione del numero dei parlamentari sul carico di lavoro delle Commissioni, al fine di poter esercitare un'attività efficiente nell'interesse pubblico.

Abbiamo poi presentato l'ordine del giorno G2, che fa riferimento alla possibilità di riprendere il discorso che fu affrontato tempo fa in relazione alla condizione dei collaboratori, in modo da avere una situazione analoga a quella della Camera dei deputati. Infine, vi è la necessità di guardare all'impatto organizzativo nel complesso.

Mi ha fatto molto piacere poter vedere un bilancio, anche perché di questi tempi, per noi componenti della 5ª Commissione, è un'ambizione difficilmente soddisfatta (Applausi), motivo per cui ringrazio anche il presidente Calandrini.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione congiunta.

La Presidenza dichiara improponibili, ai sensi dell'articolo 97, comma 1, del Regolamento, in quanto estranei all'oggetto del bilancio interno del Senato, il secondo capoverso della premessa e il primo capoverso dell'impegno dell'ordine del giorno G5, l'ordine del giorno G6, le premesse e il secondo capoverso dell'ordine del giorno G7.

Ha facoltà di parlare il senatore Questore Nastri, che invito anche ad esprimere il parere sugli ordini del giorno in esame.

NASTRI, senatore Questore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, esprimo parere favorevole sugli ordini del giorno G1, G2 e G4, nonché sugli ordini del giorno G5 e G7, a condizione che siano riformulati eliminando le parti improponibili.

Esprimo parere favorevole sull'ordine del giorno G8, con la seguente riformulazione: nell'ultimo capoverso, sostituire le parole «a valutare soluzioni logistiche e funzionali» con le parole «a valutare fattibilità logistiche e funzionali come in regime di convenzione».

Esprimo parere favorevole all'accoglimento come raccomandazione dell'ordine del giorno G10, qualora fosse accettata la seguente riformulazione: invece di «a valutare modalità», «a valutare fattibilità». Esprimo parere favorevole all'accoglimento dell'ordine del giorno G11 e, come raccomandazione, dell'ordine del giorno G12, qualora fossero aggiunte le parole «nel rispetto delle previsioni della legge n. 124 del 2007».

ROMEO (LSP-PSd'Az). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ROMEO (LSP-PSd'Az). Signor Presidente, l'ordine del giorno G1 rivolge un invito ai componenti del Consiglio di Presidenza a farsi promotori della predisposizione di un disegno di legge volto alla razionalizzazione della materia dei vitalizi, di cui abbiamo sentito parlare prima, per realizzare un bilanciamento tra l'aspettativa legittima degli ex parlamentari e l'esigenza di contenimento della spesa pubblica, al fine di addivenire a una loro rimodulazione definitiva, dando così attuazione a quanto stabilito dal Consiglio di garanzia.

Ricordo che già nella scorsa legislatura avevamo messo in evidenza il fatto che su questo tema la soluzione più corretta e più giusta fosse quella di approvare una legge. Avevo portato a testimonianza l'esperienza di ciò che avevamo portato avanti in Regione Lombardia: ispirandoci ai criteri della Corte costituzionale, ossia il principio di temporaneità e di ragionevolezza nel taglio, in Regione Lombardia avevamo predisposto una normativa che aveva retto anche a fronte dei ricorsi alla Corte costituzionale. Pertanto, il modo più ragionevole e più corretto per affrontare questo tema, a nostro avviso, è la predisposizione di un disegno di legge.

Per tale ragione, ci esprimiamo a favore dell'iniziativa presentata dai colleghi del MoVimento 5 Stelle.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il relatore, senatore Calandrini.

CALANDRINI, relatore. Signor Presidente, esprimo un parere conforme a ciò che ha anticipato il senatore Questore anziano.

Desidero altresì ringraziare ulteriormente i Collegi dei Questori, l'attuale, ma anche il precedente. Ricordo infatti che stiamo approvando anche il Rendiconto delle entrate e delle spese del Senato per l'anno finanziario 2022, che ha visto protagonista il senatore De Poli come Questore anziano nella scorsa legislatura e attualmente il senatore questore Nastri, insieme al senatore questore Meloni. Rivolgo quindi un doppio ringraziamento al vecchio e al nuovo Collegio per questa significativa attività di riduzione della spesa, che ha rappresentato un fatto molto importante, considerando che anche l'istituzione che noi rappresentiamo deve sforzarsi di dare un'ulteriore stabilizzazione alla finanza pubblica nazionale, tenendo sempre conto (e concordo con ciò che diceva il collega Nicita) del mantenimento di uno standard adeguato a tutto ciò che rappresentiamo, in riferimento ai servizi che vengono erogati da questa Istituzione. Ringrazio nuovamente i senatori Questori e il Presidente.

PRESIDENTE. Chiedo ai presentatori degli ordini del giorno G8, G10 e G12 se accettano la riformulazione proposta dal senatore Questore.

PIRRO (M5S). Sì, signor Presidente.

DI GIROLAMO (M5S). Sì, signor Presidente.

BORGHI Claudio (LSP-PSd'Az). Sì, signor Presidente.

PRESIDENTE. Essendo stati accolti e poiché i presentatori non insistono per la votazione, gli ordini del giorno G1, G2, G4, G5, G7, G8 (testo 2) e G11 non verranno posti ai voti, così come gli ordini del giorno G10 (testo 2) e G12 (testo 2) accolti come raccomandazione.

Gli ordini del giorno G3 e G9 sono stati ritirati.

L'ordine del giorno G6 è improponibile.

Passiamo alla votazione dei documenti.

DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DE CRISTOFARO (Misto-AVS). Signor Presidente, intervengo solo per dichiarare il voto favorevole del Gruppo e ringraziare i senatori Questori per il lavoro svolto.

SCALFAROTTO (Az-IV-RE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SCALFAROTTO (Az-IV-RE). Signor Presidente, mi consenta in premessa di ringraziare moltissimo il Collegio dei senatori Questori, ma anche la segretaria generale, la dottoressa Serafin, e tutti gli Uffici per il grande lavoro che fanno in supporto all'attività del Senato.

Voglio dire che voteremo in senso favorevole al progetto di bilancio interno del Senato, ma mi permetto di prendere pochi minuti soltanto per svolgere una riflessione. La ragione per la quale voteremo a favore non è che stiamo risparmiando dei soldi. Stiamo anche risparmiando dei soldi, ma ho davvero desiderio di dire che non è sul risparmio che si misura il bilancio di una Camera, ma neanche quello di un'azienda o di qualsiasi comunità che debba funzionare in modo efficace.

Ciò che conta non sono tanto i costi. Quello che conta è il rendimento: quello che conta è quanto una comunità operativa riesce a mettere a frutto le risorse che utilizza per creare valore. Ed è ciò che siamo chiamati a fare anche noi, signor Presidente, nonostante la retorica pessima che ci ha appestato, forse per gli ultimi vent'anni, almeno sulla casta, sui costi della politica e sugli sprechi, quando si è sempre chiesto se lo spreco fosse quanto si investiva e non quanto fosse il ritorno sull'investimento.

Non possiamo mettere la testa sotto la sabbia e non accorgerci di quanto questa retorica, davvero di infima qualità, abbia fatto male alla democrazia e a queste Camere, che sono e restano la casa della rappresentatività popolare. Se noi infatti depotenziamo il ruolo delle Camere, spostiamo la sovranità popolare da questi luoghi ad altri. C'è stato forse chi pensava di portare la sovranità popolare in qualche società di consulenza informatica nel centro di Milano e di utilizzare i server di qualche azienda privata al posto delle urne. Come al solito, però, corre in nostro soccorso il buon Winston Churchill, il quale diceva che la democrazia sarà pure una pessima forma di Governo, ma non ce n'è una migliore.

Quello che dovremmo fare complessivamente e che ritengo questo bilancio faccia è aiutarci a lavorare meglio, perché la sciagurata decisione della riduzione dei parlamentari sta impattando moltissimo sul nostro lavoro. Tutti i Presidenti di Commissione, a partire dalla Commissione giustizia, della quale faccio parte, fanno fatica a mettere insieme le agende dei nostri lavori. Essendo stati diminuiti di un terzo, senza che sia diminuito il carico di lavoro, è evidente che l'organizzazione è andata in sovraccarico.

Per qualsiasi processo organizzativo, se gli strumenti vengono ridotti, a partire dalle risorse umane, senza che esso venga modificato, è fatale che la macchina vada in panne. Ed è appunto quello che stiamo vedendo.

Come si risolve questa questione? Credo ci siano due filoni da battere ed uno è la digitalizzazione. Prima il questore De Poli diceva che si sta lavorando sulla digitalizzazione dei processi. Devo dire che, in questa Camera, ancora si stampa, circola e si spedisce troppa carta. Per esempio, una piattaforma elettronica per la presentazione degli atti di sindacato ispettivo e di iniziativa legislativa, che già esiste alla Camera dei deputati, dovremmo averla anche noi. Sarebbe giusto che facessimo questo sforzo.

Si è poi deciso di ridurre i parlamentari, misura alla quale non sono contrario a priori, ma penso che non si possa ridurre solo questo. Faccio un esempio: nel Senato degli Stati Uniti, a fronte di trecento milioni di persone, siedono cento senatori. Voi sapete, però, quanto investe il Senato degli Stati Uniti su ogni singolo senatore? Un milione e mezzo di dollari. Ogni senatore ha cioè uno staff di venti persone, che gli consente di essere la faccia di un lavoro di squadra. C'è una macchina che lavora e che consente, dal punto di vista legislativo, un approfondimento dei testi.

Ciò è ancora più importante in una situazione come quella nostra di oggi. Stiamo convertendo il quarantatreesimo (o quarantaquattresimo) decreto-legge della legislatura e stiamo introducendo norme penali, che incidono sulla libertà delle persone, per decreto-legge e con emendamenti del Governo che arrivano all'ultimo minuto.

Siamo costretti a esaminare disegni di legge penali che - lo ribadisco - nel giro di pochi istanti si trasformano in leggi che incidono sullo stato di libertà dei cittadini. Se quantomeno ci fosse uno staff che ci consentisse in tempo reale di approfondire ciò che si fa, saremmo nelle condizioni di produrre una normativa che incide con consapevolezza sulla vita dei nostri concittadini. Quello che stiamo vedendo sul cosiddetto decreto Caivano è tutto il contrario di un legislatore che legifera con consapevolezza.

Penso pertanto che sia necessario insistere sulla digitalizzazione. Penso altresì che dobbiamo riflettere sull'ammodernamento di questa organizzazione, dato il taglio aprioristico e aritmetico dei parlamentari, cui non è seguita una riforma effettiva o almeno efficace. È vero infatti che la riforma del Regolamento della scorsa legislatura ha ridotto il numero delle Commissioni, ma se poi si fa parte di una Commissione che si occupa del doppio degli argomenti, non si è risolto granché. Ci si va, ma se ci si deve occupare di agricoltura e di industria insieme, di affari esteri e Difesa insieme, perché le Commissioni sono state accorpate, si è messa una pezza su un problema, che però è rimasto preciso e identico a com'era prima.

Voteremo quindi a favore del progetto di bilancio e ringraziamo ancora una volta gli uffici, la Segretaria generale e il collegio dei Senatori Questori, ma rimane la necessità di un tema di efficacia dei nostri lavori. Dobbiamo dirci che il re è nudo e lavoriamo male: se lavoriamo male, è un problema, perché il lavoro che si fa qui dentro è delicatissimo e di importanza fondamentale per tutto il Paese.

BIANCOFIORE (Cd'I-NM (UDC-CI-NcI-IaC)-MAIE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BIANCOFIORE (Cd'I-NM (UDC-CI-NcI-IaC)-MAIE). Signor Presidente, vorrei anzitutto ringraziare gli uffici, il collegio dei Senatori Questori e il segretario generale, dottoressa Serafin, che sono chiamati a fornire questo fondamentale ruolo di supporto per quanto riguarda i lavori dei nostri uffici e soprattutto il nostro lavoro parlamentare.

Ha ragione il collega che ci ha preceduto: in altre Assemblee, gli strumenti messi a disposizione dei senatori, dei deputati e dei rappresentanti del popolo e della democrazia sono sostenuti da ben altre strutture. Tali strutture andrebbero riviste e implementate, a maggior ragione vista e considerata la riduzione dei parlamentari e la difficoltà che incontriamo tutti quanti, tutti i giorni, nell'espletare il nostro lavoro.

Ciò anche per ridare dignità alle istituzioni, perché in questi ultimi anni, diciamocelo seriamente, esse sono state svilite e questo non è un bene per il Paese, per la democrazia e per il ruolo che ricopriamo, ma soprattutto per il popolo che siamo chiamati a rappresentare.

Esprimo ancora il mio ringraziamento, annunciando il voto favorevole del Gruppo.

DAMIANI (FI-BP-PPE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DAMIANI (FI-BP-PPE). Signor Presidente, come ogni anno questa è l'occasione per fare il punto non soltanto sul bilancio interno del Senato, ma anche per rivolgere, da parte del Gruppo parlamentare Forza Italia che mi onoro di rappresentare, un ringraziamento al Segretario generale, all'Ufficio di Presidenza e ai senatori Questori, che sono sempre vicini alle attività e alle richieste di tutti noi senatori.

È questa la prima occasione successiva alla riforma che ha visto il taglio dei parlamentari e mi fa piacere che da ogni Gruppo parlamentare emerga, a distanza di un anno da tale riforma, un check sulle attività che svolgiamo.

Mi fa piacere che sia emerso da parte di tutti i Gruppi - ed anche quello di cui faccio parte lo evidenzia - come, a distanza di un anno, dal punto di vista organizzativo dei lavori ci sia la necessità di rivedere alcuni aspetti di tale organizzazione, perché stiamo facendo un lavoro importante e non mancano provvedimenti e proposte su cui lavorare.

È necessario secondo me guardare anche all'organizzazione necessaria per lavorare tutti bene e per avere carichi di lavoro che siano, sì, importanti, come stiamo facendo ai fini della copertura di tutte le Commissioni permanenti, ma soprattutto per fare un buon lavoro.

Mi complimento con i senatori Questori per il lavoro che è stato fatto e per le stesse risultanze di bilancio, perché, a prescindere dal taglio del numero dei parlamentari, è stato fatto un lavoro di riduzione e di parsimonia delle risorse del bilancio del Senato. Grazie e buon lavoro. (Applausi).

PATUANELLI (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PATUANELLI (M5S). Signor Presidente, intervengo molto brevemente per annunciare il voto favorevole del MoVimento 5 Stelle su entrambi i documenti, il rendiconto del 2022 e il progetto di bilancio interno del 2023. Vorrei ringraziare il Collegio dei questori per l'ottimo lavoro svolto e per le interlocuzioni che hanno voluto avere con tutte le forze politiche, al fine di addivenire a un voto unanime; credo che questo sia un bel segnale.

Non posso non ringraziare sentitamente l'Amministrazione del Senato, a partire dal Servizio dell'Assemblea, che supporta e sopporta il lavoro di noi senatori. Per il tramite del Segretario generale, vorrei portare un ringraziamento a tutta la squadra, a tutto il personale del Senato, che con grande competenza, professionalità e gentilezza svolge il suo lavoro. Devo dire che in queste settimane abbiamo visto incrementare la dotazione, con nuove persone che stanno iniziando il percorso dentro quest'Amministrazione. A loro va ovviamente il nostro saluto e il nostro augurio di buon lavoro.

Non mi addentro in ragionamenti sul tema dei costi di funzionamento, perché credo che avremo altre sedi per parlarne. Per il tramite della Presidenza, vorrei però dire al collega Scalfarotto, che vedo impegnato in questo momento, che in parte condivido pure il suo ragionamento sui costi della democrazia, su cui recentemente mi sono pubblicamente esposto. Mi è dispiaciuto però questo scivolamento un po' populista, che non mi aspettavo dal senatore Scalfarotto, sui server di Milano, che ritengo comunque meno pericolosi per la democrazia di Mohammed bin Salman. (Applausi).

TESTOR (LSP-PSd'Az). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

TESTOR (LSP-PSd'Az). Signor Presidente, mi associo anch'io ai ringraziamenti al Collegio dei Questori, al senatore Nastri, al senatore De Poli e al senatore Meloni.

Credo che oggi sia stato dato un segnale molto importante, quello di mostrare, tramite il bilancio, che si può razionalizzare la spesa e tener conto anche dei momenti difficili che il nostro Paese sta passando; questo è sicuramente un segnale molto forte. Vi ringrazio non soltanto per aver realizzato questa riduzione della spesa che non è una tantum, ma per averla resa strutturale, come avete esposto nella vostra relazione partendo dal 2012 e arrivando ad oggi. È stato fatto un lavoro continuo per ridurre la spesa di funzionamento, mantenendo però il servizio e l'efficienza della struttura.

Vorrei ringraziare soprattutto la segretaria generale Serafin, il vice segretario Toniato, tutti gli uffici e gli assistenti parlamentari, a cui va un particolare ringraziamento (Applausi), perchého partecipato spesso alle visite guidate all'interno dei palazzi del Senato, nelle quali devo dire che hanno dimostrato grande professionalità e che sono un momento davvero importante, perché grazie ad esse le persone si avvicinano alle istituzioni. Da poco si sono svolte le elezioni in Trentino e devo dire che si parla spesso di poca partecipazione alle elezioni. Credo che tali visite, avvicinando le persone alle istituzioni e spiegando bene quello che noi facciamo al loro interno, rappresentino un modo per avvicinare la gente alla politica.

Per questo vi rivolgo quindi un grande ringraziamento.

Ringrazio altresì tutte le Forze di polizia e i Carabinieri per il loro operato per la sicurezza delle nostre strutture e anche per aver posto rimedio all'incresciosa situazione successa quando è stato imbrattato il nostro Senato, perché nel giro di poche ore è stato ripulito e ripristinato e gli è stata restituita la sua dignità. (Applausi).

Pertanto, ringraziando tutti anche per il segnale positivo nei confronti dei cittadini, annuncio il voto favorevole del Gruppo Lega Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione sui documenti in esame. (Applausi).

NICITA (PD-IDP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

NICITA (PD-IDP). Signor Presidente, sono già intervenuto prima in sede di discussione generale, quindi le considerazioni positive che abbiamo espresso sono quelle che ho già anticipato.

Tocca anche a noi ringraziare, evidentemente, attraverso i massimi rappresentanti delle istituzioni, tutti i dipendenti del Senato per un'attività che ci fa ricordare il senso delle istituzioni anche quando incontriamo gli studenti, come diceva poco fa la senatrice Testor, e spesso questo serve anche ai nostri rapporti tra maggioranza e minoranza.

Come dicevo prima, sul tema dei costi della democrazia siamo d'accordo con quanto è stato detto; vi è però un punto sul quale torniamo. Siamo in una fase di transizione, quindi prendiamoci il tempo della programmazione; è stata presentata anche una programmazione di tipo triennale proprio per poter godere appieno dei benefici di una transizione anche attraverso tutte le spinte alla digitalizzazione che sono state presentate e programmate.

Il voto del Gruppo Partito Democratico è quindi favorevole.

IANNONE (FdI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

IANNONE (FdI). Signor Presidente, desidero complimentarmi con il senatore Questore anziano, il senatore De Poli, unitamente al senatore Questore Nastri e al senatore Questore Meloni, per il lavoro che è stato realizzato e che ha incontrato la condivisione e il favore di tutti, perché già ieri, nel corso del Consiglio di Presidenza del Senato, sia il rendiconto sia il bilancio di previsione sono stati votati all'unanimità del Collegio dei Questori.

Credo che ci siano elementi di assoluta e oggettiva positività, che tutti quanti noi possiamo e dobbiamo riconoscere. Penso innanzitutto a quello che veniva dichiarato dai senatori Questori che sono intervenuti, cioè all'impegno nella razionalizzazione della spesa, che non significa operare tagli lineari, ma contrarre l'utilizzo di risorse pubbliche in maniera intelligente, garantendo il pieno funzionamento di questa alta istituzione italiana che è il Senato e che - lo dico a dispetto di una certa propaganda populista - oggi rappresenta appena lo 0,04 per cento della spesa complessiva dello Stato, con un impegno che ha portato praticamente al dimezzamento di questa spesa, che diciassette anni fa ne rappresentava lo 0,08 per cento.

Dico questo anche perché condivido quanto è stato affermato prima da un lato e dall'altro, perché è vero che la democrazia ha un costo, se si vogliono avere istituzioni efficienti e in grado di fare il proprio lavoro, ma è anche vero che tale costo dev'essere morale, soprattutto nel momento in cui gli italiani sono chiamati con le loro famiglie a fare tanti sacrifici.

Credo che siamo nella direzione giusta, anche per una serie di risposte che il nostro Senato è nelle condizioni di dare. Voglio ricordare che paghiamo i nostri fornitori entro trenta giorni: il Senato è un buon pagatore e credo che possa essere un esempio per tutte le altre Istituzioni e gli enti locali che ci sono in Italia, che purtroppo non sempre hanno la stessa capacità di risposta, con una grave sofferenza soprattutto per le imprese, ma per i cittadini in generale.

Voglio sottolineare anche, però, che non bisogna cedere a una certa vulgata e alla demagogia, perché vedevo proprio ieri impazzare e diventare virale sui social la foto del solito scontrino che risale a dodici anni fa, che presenta un pasto completissimo al costo di appena 7 euro. Noi abbiamo una mensa, un'ottima mensa, per la quale paghiamo una cifra assai morale, dunque ritengo che si debba stare molto attenti nel lanciare questi messaggi e molto scrupolosi nel proporli, perché non corrispondono assolutamente alla realtà attuale, che viviamo e interpretiamo nell'espletamento nella realizzazione di una nobile funzione, quella della rappresentanza, che è fatta per i cittadini e che proprio in quanto tale serve allo Stato.

Annunciando quindi, il voto favorevole del Gruppo Fratelli d'Italia, desidero ringraziare sentitamente la burocrazia del Senato, a partire dal Segretario generale, la dottoressa Serafin, al dottor Toniato e al dottor Sandomenico. Mi sia consentito di ringraziare tutti i dipendenti del Senato della Repubblica (Applausi), che lavorano per lo Stato e per gli italiani e che per noi rappresentano un supporto imprescindibile per realizzare tutta la nostra attività istituzionale. Un grazie sentitissimo dalle più alte espressioni della burocrazia fino ai dipendenti tutti che concorrono, con la loro opera, a realizzare e a portare avanti la grande storia della nostra Nazione. (Applausi).

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del rendiconto delle entrate e delle spese del Senato per l'anno finanziario 2022 (Doc. VIII, n. 1).

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del progetto di bilancio interno del Senato per l'anno finanziario 2023 (Doc. VIII, n. 2).

(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).