Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 118 del 26/10/2023

UNTERBERGER (Aut (SVP-Patt, Cb, SCN)). Signor Presidente, signor Ministro, stando alla bozza di decreto legislativo, il Governo intende operare una forte stretta sul regime degli "impatriati", circoscrivendo l'incentivo al personale altamente qualificato e specializzato, definizione che già in passato ha comportato elevati problemi interpretativi. Questo nonostante l'Italia patisca una significativa carenza di manodopera specializzata, soprattutto nei settori della sanità e della formazione. Nei territori di confine come l'Alto Adige-Südtirol, che competono con mercati del lavoro in cui i salari sono più alti e il costo della vita più basso, questa problematica è particolarmente sentita. Su dieci studenti sudtirolesi di lingua tedesca che studiano all'estero, solo due tornano in Italia. La problematica richiederebbe una pluralità di interventi strutturali: aumento dei salari, politiche per l'accesso alla casa, strumenti di conciliazione vita-lavoro. Nel frattempo l'unica misura che ha avuto degli effetti positivi è quella in vigore.

Secondo il suo Ministero, nel 2021 il regime degli "impatriati" ha interessato oltre 21.200 lavoratori dipendenti. La stretta rischia di aggravare il fenomeno dei cervelli in fuga, disincentivando il rientro anche di chi lo aveva già programmato confidando sulla legislazione vigente e trovandosi adesso davanti a un quadro radicalmente cambiato. Questo vale a maggior ragione per le famiglie che si sono trasferite in Italia nel secondo semestre del 2023 e che quindi non maturano il trasferimento della residenza fiscale entro l'anno in corso.

Tutto ciò premesso, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non voglia risolvere, in sede di approvazione definitiva del provvedimento, le problematiche esposte, con particolare riferimento alla tipologia di lavoratori ammessi al beneficio; se non intenda prevedere un regime transitorio per quelle persone che si sono già trasferite in Italia, ma che matureranno la loro residenza fiscale solo a partire dal 1° gennaio 2024; se non voglia introdurre incentivi di questo tipo anche per gli studenti, soprattutto in materie come la sanità e la formazione che riscontrano una forte carenza di personale.

PRESIDENTE. Il ministro dell'economia e delle finanze, onorevole Giorgetti, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti.