Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 118 del 26/10/2023
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GIORGETTI, ministro dell'economia e delle finanze. Signor Presidente, senatore Boccia, la vicenda dell'ILVA è molto complessa e si dipana negli anni. Con l'ingresso nel 2019 di ArcelorMittal e Invitalia è nato il gruppo Acciaierie d'Italia, ma non vorrei ripercorrere queste vicende, che credo siano ampiamente conosciute.
Devo dire che la pandemia e la crisi internazionale derivante dalla guerra in Ucraina, con il conseguente aumento dei prezzi dell'energia, hanno reso il percorso più complicato e richiedono un impegno aggiuntivo.
L'operazione di rafforzamento patrimoniale all'inizio del 2023, per complessivi 750 milioni, ha visto Invitalia contribuire con 680 milioni e ArcerlorMittal con 70 milioni, con possibilità per il socio pubblico di valorizzare l'apporto dei 680 milioni innalzando la propria partecipazione al 60 per cento, dall'attuale 38 per cento. Tale facoltà non è al momento esercitata. La volontà di salvaguardare la continuità aziendale dell'ex ILVA attraverso un disegno organico e presidiato dai plurimi interventi legislativi succedutisi è stata confermata con il decreto-legge salva infrazioni, che ha neutralizzato ogni effetto ostativo all'acquisto dell'azienda, prevedendo che l'operazione possa legittimamente compiersi, pur in costanza di provvedimenti di sequestro e confisca eventualmente ancora esistenti sugli asset aziendali alla data di scadenza del contratto d'affitto in essere tra Acciaierie d'Italia e ILVA in amministrazione straordinaria.
Attualmente, gli assetti di governance continuano a essere regolati dal contratto di natura privatistica che ha reso vincolante per i due soci l'accordo di coinvestimento del dicembre 2020 e che vede la maggioranza della partecipazione al capitale della società in capo a ArcelorMittal al 62 per cento, come già ricordato, a fronte del 38 per cento dello Stato tramite Invitalia. Pertanto, le dinamiche di effettiva calibrazione dell'entità delle risorse necessarie a consentire il prosieguo dell'attività della società sono in prima battuta quelle proprie degli schemi civilistici, secondo i quali l'assemblea degli azionisti delibera in merito alle azioni da intraprendere, prendendo parte, in ragione della propria quota di partecipazione al capitale sociale, agli interventi necessari a far fronte alle esigenze della società. Si attende quindi che il consiglio di amministrazione della società valuti l'esigenza di un nuovo apporto da parte dei soci e lo quantifichi, nonché che i soci, ad iniziare dal socio privato che detiene la maggioranza, assicurino il necessario supporto finanziario in coerenza con le rispettive quote, e cioè il 62 per cento di ArcelorMittal.
In questo quadro va visto l'impegno del Governo a negoziare con i soci privati le modalità di apporto delle necessarie risorse per il funzionamento e i futuri investimenti; impegno che ha coinvolto il ministro Urso, che proprio oggi ha ampiamente relazionato in Parlamento, nonché il ministro Fitto, nel quadro dell'integrazione con gli interventi previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza o finanziati con fondi di competenza del suo Ministero. (Applausi).
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Boccia, per due minuti.