Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 118 del 26/10/2023
Azioni disponibili
PRESIDENTE. Il senatore Renzi ha facoltà di illustrare l'interrogazione 3-00758 sul regime di detassazione per i lavoratori "impatriati", per tre minuti.
RENZI (Az-IV-RE). Signor Presidente, signor Ministro, la collega Unterberger ha già posto il tema, con particolare riferimento all'Alto Adige-Sud Tirolo. Io vorrei allargare il ragionamento e dirle che nel 2015 il nostro Governo, con il ministro suo predecessore Piercarlo Padoan, fece una legge per aiutare a riportare i cervelli (e anche il resto del corpo) in Italia.
Nel 2023 il vostro Governo ha fatto diverse bozze e il suo vice ministro, Leo, non un passante, ha commentato queste bozze gettando nel panico coloro i quali già si erano organizzati per tornare. Sto parlando di persone che si sono dimesse dal proprio posto di lavoro a San Francisco, a Zurigo, a Shanghai, e stanno tornando in Italia contando sul regime fiscale che lei vuole cambiare.
Ora, signor Ministro, lei sa che c'è un'antica consuetudine di affetto e di simpatia nei suoi confronti, ma la simpatia può arrivare fino a un certo punto. Noi avevamo capito - noi opposizione - che il vostro Governo voleva bloccare l'immigrazione clandestina, voleva bloccare l'immigrazione dei barconi. Voi avete raddoppiato l'immigrazione dei barconi e state bloccando il ritorno dei cervelli. Le domando: ma è normale questo cambiamento di rotta totale? È vero che ci avete abituati a tutto perché la Presidente del Consiglio ha detto "Dio, patria e famiglia" e da quello che si legge - ne discuteremo in Aula - il disegno di legge di bilancio per la famiglia prevede più tasse sui pannolini, più tasse sugli assorbenti, più tasse sul latte in polvere. Meno male che la famiglia voi la difendete, pensa se l'aveste attaccata! Ritengo però che su questo tema lei debba dire una parola di chiarezza a chi sta aspettando. Io ho un grande rispetto per il vostro lavoro e mi fa piacere vederla anche in gentile compagnia del suo presidente di partito, signor Ministro. Mi piace vedervi insieme, quindi vedendovi insieme non parlerò di altro, a cominciare dalle pensioni, diciamo finché Fornero non vi separi. Ma questa storia, signor Ministro, è seria, perché questa storia riguarda la vita di almeno duemila persone. Io ho ricevuto duemila lettere - che le passerò - che sono di persone disperate. Le consegneremo una petizione, Ministro: almeno per i prossimi anni non tocchi la legge sul rientro dei cervelli dall'estero, anche perché forse il cervello in fuga è quello di chi non si rende conto che ci sono tante famiglie che su questa vicenda sono disperate. (Applausi).
PRESIDENTE. Il ministro dell'economia e delle finanze, onorevole Giorgetti, ha facoltà di rispondere all'interrogazione testé illustrata, per tre minuti.
GIORGETTI, ministro dell'economia e delle finanze. Senatore Renzi, le risponderò a braccio perché lei mi è troppo simpatico. Devo dire che quando lei ha concepito questa misura probabilmente non aveva in testa la piega che poi ha preso effettivamente. Se parliamo di rientro dei cervelli, questo Governo tiene al rientro dei cervelli. Abbiamo però applicato il nostro modesto cervello ad alcuni fenomeni assolutamente da censurare, tipo il fatto che magari qualcuno rientrasse e prendesse residenza al Sud per avere una maggiore detrazione e poi non contribuisse allo sviluppo del Meridione, ma andasse a lavorare da qualche altra parte, oppure quelle pratiche elusive adottate da certi gruppi che, pur rimanendo nel proprio perimetro societario, trovavano il modo di suddividere il vantaggio tra il dipendente e il gruppo per metterlo a carico dello Stato; o come il caso del rientro dei cervelli dei calciatori, su cui una riflessione andrebbe fatta, perché non c'è soltanto il vantaggio per i grandi campioni, ma l'effetto distruttivo nei confronti del vivaio dei calciatori italiani che trovano una concorrenza, questa sì, impropria da parte di soggetti che, entrando in Italia, costano esattamente la metà rispetto agli italiani sportivi professionisti.
Dico semplicemente che dei 24.450 "impatriati" i ricercatori e i docenti sono circa 1.200; gli altri sono top manager o manager o anche semplicemente delle persone che hanno sfruttato un'agevolazione che non è che non costi.
Ricordo che l'effetto sulle casse dello Stato di questo regime agevolativo è valutabile in 1,3 miliardi di euro annui e, nel momento in cui il mio modesto cervello si è applicato a redigere la legge di bilancio, si è applicato soprattutto ai redditi medio-bassi, che in questo momento sono quelli più colpiti dalla dinamica inflazionistica.
Concludo dicendo che le modifiche che il decreto legislativo che sarà portato in Parlamento conterrà presenteranno un regime agevolativo pari o addirittura migliore di quello praticato negli altri Paesi europei, ma comunque sicuramente agirà per eliminare le distorsioni che ho richiamato oggi e su cui alla fine tutta l'Assemblea - credo anche chi si approccerà alla materia con onestà intellettuale - non potrà che convenire. (Applausi).
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore Boccia, no anzi il senatore Renzi, per due minuti.
RENZI (Az-IV-RE). Signor Presidente, va bene che io e il senatore Boccia ormai siamo la stessa cosa, ma abbiamo querelato per molto meno.
Signor Ministro, la ringrazio per la serietà con cui ha risposto alla domanda. Non mi sfugge che c'è una componente aspirante dorotea nelle sue parole. È vero che i padani sono divisi fra comunisti padani, dorotei padani e altro, ma la verità, signor Ministro, è questa. Se lei vuol fare sul serio, noi ci stiamo. Se cioè lei vuole contrastare i fenomeni elusivi di questa norma, troverà nel Gruppo Italia Viva-Il Centro-RenewEurope la massima disponibilità. Il punto fondamentale è un altro, signor Ministro, ossia che lei non può considerare insignificante il fatto che ci sono migliaia di persone che hanno già deciso di rientrare - e se sono manager è un bene, se sono quadri medio-bassi è comunque un bene -, che vogliono tornare in Italia e che hanno già firmato i contratti partendo dal presupposto di avere questa agevolazione fiscale. La mia proposta, allora, è la seguente: noi le presentiamo tutte le lettere che abbiamo ricevuto e la petizione che abbiamo fatto. Lei con i suoi uffici ci dia un'occhiata, se però vuol cambiare le leggi sul calcio - e finisco con una battuta - io figuriamoci se non sono d'accordo. Le ricordo che lei è il Ministro che nella scorsa legge di bilancio ha messo 892 milioni di euro per un emendamento che le ha chiesto il senatore Lotito. Se riesce a convincere il senatore Lotito che il problema è il calcio, va bene. Io, che notoriamente non mi occupo troppo di calcio, preferisco pensare alle famiglie che in questo momento vivono con grande preoccupazione le vostre scelte. La prendiamo in parola; ci dichiareremo soddisfatti o insoddisfatti quando lei porterà il testo definitivo in quest'Aula. (Applausi).