Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 118 del 26/10/2023

CUCCHI (Misto-AVS). Signor Presidente, preannuncio ovviamente da subito il voto favorevole di Alleanza Verdi e Sinistra sulla questione pregiudiziale. Voteremo a favore, perché riteniamo che il decreto-legge in esame costituisca non solo l'ennesimo caso di abuso da parte del Governo dello strumento della decretazione d'urgenza, ma pensiamo che stavolta, rispetto alla precedente, si sia passati ad un livello addirittura ulteriore. Ci sembra innegabile che questo Governo abbia la capacità di stupirci: ogni volta che pensiamo sia stato raggiunto un limite, questo viene sistematicamente superato.

Questo decreto-legge non solo è stato adottato in barba alle prerogative che la Costituzione riserva al Parlamento, non solo introduce misure in materia penale, non solo ha un contenuto del tutto eterogeneo, ma soprattutto riguarda per una grande parte la categoria di persone che più di tutte andrebbe tutelata e protetta - i minori - e fra i minori riguarda quelli che vivono in situazioni di disagio sociale, disagio sociale di cui noi adulti - voglio ricordarlo - siamo gli unici responsabili.

Il decreto-legge al nostro esame è la risposta del Governo a un gravissimo fatto di cronaca, di inaudita violenza, da condannare con tutta la forza di cui siamo capaci, ai danni di due ragazze giovanissime; fatto avvenuto nel Comune di Caivano, dal quale è stata fatta discendere l'ennesima emergenza, quella della criminalità minorile, che - come ci hanno detto chiaramente nelle Commissioni congiunte - non esiste. Esiste invece il disagio sociale ed è grave. Esiste il disagio sociale ed esiste il disagio giovanile, che non riguardano però solo l'area territoriale di Caivano, ma molte periferie del nostro Paese, da Nord a Sud, e andrebbero affrontati con interventi infrastrutturali di sostegno sociale ai giovani e anche agli adulti, investendo per risolvere le radici del disagio, non di certo con lo stravolgimento del processo minorile. Con questo decreto-legge, Presidente, si sceglie invece di rispondere al disagio giovanile con strumenti di eccezione, comprimendo il dibattito, impedendo di ragionare su princìpi e, non ultimo, trascurando numeri, dati statistici, competenze specialistiche che dovrebbero rappresentare il punto di partenza per ogni intervento di riforma, tanto più in un settore delicato come quello, appunto, del processo minorile.

Il decreto-legge in esame interviene a gamba tesa su importanti istituti del processo minorile, stravolgendoli; impone una brusca virata rispetto ai princìpi del moderno sistema penale minorile, frutto di decenni e decenni di elaborazione e di interventi di studiosi, esperti, giudici e operatori, che anche in tempi recenti hanno censurato scelte di penalizzazione ed automatismi rispetto a questa speciale categoria di autori di reato, che sono appunto i minori, categoria non certo irresponsabile, ma evidentemente particolarmente vulnerabile, come posto in evidenza dalla lettera dell'articolo 31 della Costituzione.

È poi l'ennesima volta che il Governo invoca requisiti di necessità e urgenza, utilizzando a pretesto un fatto di cronaca, per intervenire grossolanamente sul sistema penale e su quello processuale penale, senza rispettare il dettato costituzionale in materia.

Il decreto-legge in esame costituisce, infatti, una evidente violazione dell'articolo 77 della Costituzione, posto che nessuna disposizione del provvedimento presenta un carattere di urgenza ed emergenza tale da giustificare l'inserimento in un decreto-legge invece che in un provvedimento legislativo ordinario e, soprattutto, nessuna di esse rispetta la caratteristica della straordinarietà dell'intervento governativo, come richiesto dal comma 2 dell'articolo 77 della Costituzione. Disposizione, questa, che, come tante volte abbiamo ripetuto in quest'Aula, subordina l'esercizio del suddetto potere al presupposto imprescindibile, previsto dai Costituenti per limitare il rischio di possibili abusi da parte del Governo, della preesistenza di una situazione di fatto che sia straordinaria, requisito preliminare che permette e consente, ma solo in caso di necessità e urgenza appunto, di utilizzare uno strumento come il decreto-legge, che produce immediatamente effetti normativi. Solo entro questi limiti precisi l'Esecutivo è autorizzato ad esercitare funzioni di normazione primaria, per intervenire su esigenze che non potrebbero altrimenti e tempestivamente essere soddisfatte con l'ordinario procedimento legislativo avviato in Parlamento.

Nello specifico, destano fortissime perplessità le imponenti modifiche al codice del processo minorile e l'introduzione di nuove misure penali, in alcuni casi già previste per gli adulti, ma oggi estese anche ai minorenni, talvolta anche ai minori di quattordici anni. Mi riferisco, in particolare, agli articoli 5, 6, 7 e 8 del presente decreto-legge. Dubbi e perplessità evidenziati anche dalle tante professionalità intervenute nell'ambito delle audizioni svolte in Commissioni congiunte.

Inoltre, come abbiamo già premesso, il decreto-legge in esame riguarda materie che fra loro sono del tutto eterogenee. Accanto alle già citate modifiche al processo minorile, ci sono infatti nuove fattispecie penali, alcune delle quali introdotte con emendamenti del Governo e sulle quali non abbiamo raccolto neppure le audizioni nelle Commissioni congiunte. Vi sono poi misure infrastrutturali dedicate al Comune di Caivano, gli articoli 15 e 15-bis che riguardano Agcom e, a quanto pare, anche gli interessi del calcio di Serie A.

Signor Presidente, una così imponente riforma in un settore così delicato come quello penale minorile, denso di conseguenze sul futuro dei giovani coinvolti, non può essere effettuata attraverso la procedura della decretazione d'urgenza e senza coordinare la nuova disciplina con quella preesistente, pena la violazione degli articoli 25, 31, 70 e 77 della Costituzione e pena la violazione del principio di organicità degli interventi normativi, oltre che dei princìpi posti a fondamento del moderno sistema penale.

Per questi motivi ribadisco, Presidente, il voto a favore della questione pregiudiziale QP1. (Applausi).