Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 118 del 26/10/2023

Discussione e deliberazione su proposta di questione pregiudiziale riferita al disegno di legge:

(878) Conversione in legge del decreto-legge 15 settembre 2023, n. 123, recante misure urgenti di contrasto al disagio giovanile, alla povertà educativa e alla criminalità minorile, nonché per la sicurezza dei minori in ambito digitale (ore 11,13)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione e la deliberazione su proposta di questione pregiudiziale riferita al disegno di legge n. 878.

Ha facoltà di parlare la senatrice Malpezzi per illustrare la questione pregiudiziale QP1.

MALPEZZI (PD-IDP). Signor Presidente, sono un po' rammaricata, perché quando abbiamo presentato la questione pregiudiziale eravamo ancora in fase di conversione del decreto-legge, erano in corso le audizioni e, molto onestamente, ci aspettavamo un'azione da parte della maggioranza. (Brusio).

PRESIDENTE. Chiedo ancora una volta ai colleghi che desiderino uscire dall'Aula di farlo in assoluta serenità e tranquillità, per permettere alla senatrice Malpezzi di intervenire.

MALPEZZI (PD-IDP). Come stavo dicendo, quando abbiamo presentato la questione pregiudiziale, il decreto-legge era appena arrivato in Commissione, quindi dovevano partire poi tutte le audizioni e noi, molto onestamente, ci aspettavamo che la maggioranza, a fronte delle audizioni e quindi di un lavoro attento che come legislatori ci viene chiesto di fare nella fase di conversione del decreto, potesse migliorare un testo già nato male, in quanto prescinde da un principio che dovrebbe stare a cuore a tutti noi, che abbiamo la Costituzione come faro: questo decreto-legge parla di norme penali e le norme penali, signor Presidente, non si approvano con un decreto. (Applausi). Non si affrontano con un decreto-legge misure che limitano le libertà personali e su questo dovremmo essere tutti d'accordo.

Rispetto a quello che la maggioranza avrebbe potuto fare di fronte al decreto e non ha fatto, c'è però un'aggravante ulteriore: in questo caso, la limitazione della libertà personale va a toccare dei minori. Che cos'è successo, Presidente? Oltre a non aver ascoltato nessuna audizione e a non aver colto i suggerimenti forniti dagli auditi, pur invitati da tutte le forze politiche - devo dire con un percorso molto stretto, perché anche su un tema così importante avevate bisogno di mettere una bandierina e ci avete fatto correre, come sempre, lasciandoci lo spazio per pochissime audizioni e tante memorie che non so quanti abbiano letto - il Governo ha peggiorato la situazione, presentando emendamenti assolutamente nocivi. Uno in particolare, ignorando - lo ribadisco - tutto quello che gli esperti ci erano venuti a dire rispetto alla materia, ha ulteriormente stravolto in maniera peggiorativa il testo. La proposta in questione riguarda la messa alla prova per i minorenni, che è stata eliminata, rimuovendo così un principio che aiuta i minorenni e i ragazzi più giovani a uscire dalla difficoltà.

Per voi che siete per il panpenalismo, è importante che ci siano più pene e più reati e questi sono l'unico modo e l'unica ricetta con la quale affrontate i problemi della società. Anche con questo decreto-legge e in particolare con questo emendamento del Governo, che rappresenta un aggravio, al minore che sbaglia rispondete sostanzialmente che deve avere lo stigma, non c'è nient'altro: dev'essere colpevole e basta, non c'è alcuna possibilità di riscatto. (Applausi). Non solo avete fatto questo, ma non siete neppure intervenuti in modo incisivo su tutto il tema della prevenzione.

Ce la siamo fatta una domanda? Nell'ambito della discussione, abbiamo provato a sottoporvi la questione, che da subito ci era balzata agli occhi, quando è stato presentato il decreto-legge e ci aveva spinti a presentare questa questione pregiudiziale. Qual è l'elemento di base? Voi volete porre pene per i minori? Va bene, è importante la punizione, nessuno di noi dice che non lo sia, ma mettere in atto una punizione significa che qualcuno ha già commesso un reato, di cui qualcun altro è già stato vittima e, se non si mettono in atto misure di prevenzione, non si fa niente per prevenire quel reato e quindi per evitare che ci sia una vittima. Non avete voluto vedere la fotografia di quei ragazzi e di quei minori che a Caivano e in tante altre periferie d'Italia commettono poi quei reati.

Non è un atteggiamento buonista, dal nostro punto di vista. Non stiamo dicendo che chi delinque deve essere accarezzato; stiamo cercando di riportare al centro un principio sacrosanto, ossia che la persona che sbaglia deve essere messa nella condizione di recuperare, oltre che di pagare. (Applausi); e se è un minore, bisogna accompagnarlo, perché il minore ha tutta la vita davanti.

Dunque, bisognava forse fare un atto di coraggio, muoversi in una direzione diversa. A questa maggioranza abbiamo chiesto di andare nella direzione di dire: colleghi, ci siamo sbagliati, avete ragione, questa è una misura spot. Si può combattere il disagio e la devianza giovanile attraverso un decreto-legge? Siete convinti che si possa combattere attraverso un decreto? Non posso credere che siate convinti di questo.

Avreste potuto fare bella figura dicendo: azzeriamo tutto, ripartiamo insieme in un percorso che tenga il ragionamento sulla pena per chi sbaglia e il profondo importante ragionamento su come vivono i minori che sbagliano, riflettendo sulla loro condizione di partenza, sullo stato in cui si trovano, su come stanno le loro famiglie. Andiamo a vedere se lo Stato riesce a essere presente lì o se riesce a essere presente solo con la misura punitiva, dimenticando quello che ci ha detto don Claudio Burgio, il cappellano del carcere Beccaria, che ha lasciato una memoria che continuo a invitare i colleghi a leggere: abbiamo bisogno per questi ragazzi di un esercito di educatori; abbiamo bisogno di questo per capire perché hanno sbagliato. Abbiamo bisogno di pedagogisti, di psicologi, di esperti che stiano al fianco delle famiglie, di fronte alle quali voi alzate le mani. Quello che siete in grado di fare, anche nei confronti dei genitori, è la loro punizione, senza pensare che famiglie sono.

Anche in questo caso non c'è alcun atteggiamento buonista, ma forse andare a vedere qual è la fotografia era necessario per poter mettere in atto un provvedimento che fosse davvero utile. Invece ci avete praticamente detto: cari colleghi, non si possono fare misure di prevenzione; avete fatto emendamenti che chiedono di metterci i soldi? Non possiamo mettere i soldi su questo. Allora perché avete fatto il decreto-legge? Vi serviva mettere una bandierina? Perché avete fatto un decreto-legge se non siete in grado di dare una risposta reale? A tutte le nostre questioni riguardanti la prevenzione e l'educazione siete stati in grado di dirci solamente che non ci sono soldi.

Avete fatto una cosa ancora più grave perché, là dove avete provato a mascherare la vostra completa e totale assenza di attenzione verso la prevenzione e verso l'educazione, avete fatto misure che durano fino a dicembre, per esempio riguardanti il personale ATA, non docente (che vedrà i propri contratti prorogati per tre mesi, quindi fino a dicembre), e lo avete fatto utilizzando le risorse che erano state messe a disposizione per i Comuni alluvionati. Sapete cosa è venuto a risponderci il ministro Valditara, quando gli abbiamo chiesto perché ha messo a disposizione quelle risorse sottraendole ad altri? Ci ha risposto che erano risorse che erano avanzate. Vi sembra che la situazione in Emilia-Romagna sia terminata e che sia tutto a posto? Non c'era da pensare forse che quei fondi potevano servire ed essere considerati come tesoretto per quegli amministratori?

Non c'è solo questo. Altre misure che avete provato a raccontarci in questo decreto, come ad esempio una presenza di più insegnanti - pochissimi purtroppo, perché anche in questo caso servirebbe un esercito, e per pochissimi mesi - come sono state finanziate? Togliendo le risorse al fondo del funzionamento per le scuole.

Quindi, in quella coperta corta voi avete continuato a fare il gioco delle tre carte senza aggiungere un euro a disposizione della prevenzione. (Applausi). Questa è la fotografia con cui voi vi presentate in questo decreto.

Noi abbiamo presentato emendamenti per provare a farvi cambiare idea. Non ci siamo riusciti, visto il lavoro delle Commissioni che è ancora in corso. Proveremo a farvi cambiare idea in Aula. (Applausi).

PRESIDENTE. Nel corso della discussione potrà prendere la parola un rappresentante per Gruppo, per non più di dieci minuti ciascuno.

CUCCHI (Misto-AVS). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CUCCHI (Misto-AVS). Signor Presidente, voglio salutare gli studenti presenti in questo momento in Aula (Applausi) e voglio chiedere loro scusa. Ragazzi, vi chiedo scusa, perché non solo la nostra generazione vi sta consegnando una società sbagliata e direi quasi priva di punti di riferimento, ma addirittura la nostra maggioranza, il nostro Governo, vi dimostra giorno dopo giorno che voi siete il loro peggior nemico.