Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 118 del 26/10/2023

SALLEMI (FdI). Signora Presidente, non sono stati mesi semplici, questi, per il Paese. Si è dovuto far fronte a situazioni difficili in cui il Governo è dovuto intervenire in casi di straordinaria necessità e urgenza e Caviano è uno di questi. Il Parco Verde ha messo innanzi a tutti noi una delle emergenze più gravi e complesse della nazione, ossia quello delle periferie degradate e della criminalità minorile.

Al riguardo dobbiamo dire chiaramente che le periferie italiane sono state per troppo tempo abbandonate da parte delle istituzioni e mi dispiace che chi ha governato sino a qualche mese fa oggi ci accusa di essere fuori dal mondo, di aver fatto di Caivano uno spot. Ebbene, ricordo che dicevate la stessa cosa per il decreto-legge cosiddetto rave e se i risultati sono quelli che sono, ossia che in Italia non esiste più un solo rave, vuol dire che siamo sulla strada buona, vuol dire che quello che il Governo ha fatto e che sta facendo su Caivano è la strada giusta. (Applausi).

Caivano non dovrebbe dividere e per questo parto dalle parole di don Patriciello. Mi chiedo come sia stato possibile - dice il religioso - da parte dello Stato permettere che questi quartieri, come il rione di Parco Verde, potessero esistere. Ci vuole poco per rendersi conto che questi non potevano che produrre questi frutti. Sulle periferie è stato sbagliato approccio, in primo luogo architettonico, urbanistico e conseguentemente sociale. Penso alle periferie della mia Regione, la Sicilia, alla ZEN di Palermo o a Librino a Catania: non ha funzionato l'idea urbanistica, non ha funzionato l'idea sociale (Applausi) e non ha funzionato la contromisura dello Stato, quindi non ha inciso il sistema giustizia.

Il decreto-legge al nostro esame dice chiaramente basta con chi sino ad oggi ha fatto come Ponzio Pilato, ossia se n'è lavato le mani. È un decreto che ha fatto centro e ce lo dicono, Presidente, non i giornali, le televisioni o i vari sondaggi; ce lo dicono le "stese", la paura evidente della camorra di perdere territorio, don Patriciello e la resistenza dei giovani (Applausi), che nel quartiere lottano e rimangono piuttosto che andarsene e questo per noi è un segnale importante, perché vuol dire che era questo il messaggio che si voleva avere in quelle zone.

Lo stupro di Caivano fa emergere la necessità di arginare la criminalità minorile. Io vengo da Vittoria, Presidente, una città del Sud, in provincia di Ragusa, nella quale qualche settimana fa un ragazzo albanese è stato aggredito e pestato barbaramente all'interno di un locale pubblico, mentre il tutto veniva volutamente ripreso dagli amici dell'aggressore, per poi mettere il video sui social. E proprio sui social questo Governo sta effettuando una stretta importante, facendo capire che la musica è cambiata anche da quel punto di vista (Applausi), tentando di garantire i nostri giovani e facendo capire che quello non è un campo dove ci si può muovere liberamente. Quel ragazzo aggredito è venuto a trovarmi. Ha ancora fiducia nello Stato e nella gente perbene e noi non tradiremo la sua fiducia, né quella dei giovani di Caivano che hanno preferito restare e lottare in quel territorio. (Applausi).

Il decreto-legge in esame ha questo scopo: una stretta sulla criminalità minorile, con misure che facilitano il carcere per i minori che commettono reati; c'è la galera per l'arresto in flagranza di reato per i ragazzi dai quattordici ai diciotto anni; c'è il Daspo urbano per chi ha più di quattordici anni, con il divieto di accesso e di avvicinamento ai locali pubblici e ai pubblici esercizi; ci sono misure importanti contro la mala-movida, vera e propria piaga per medi e grandi centri urbani; ci sono misure che prevedono il divieto di accesso ai pubblici esercizi e locali di pubblico trattenimento, il cosiddetto Daspo Willy, per i soggetti denunciati per il reato di porto abusivo di armi improprie o quello di violenza o minaccia ad un pubblico ufficiale. È stata aumentata la reclusione per chi infrange questi divieti - sino a tre anni - e anche la sanzione pecuniaria, fino a 24.000 euro.

Questo decreto, Presidente, non è però solo repressione, che è comunque essenziale, decisiva e determinante. Ci sono prevenzione e contrasto all'evasione scolastica. I meccanismi di difesa dell'obbligo scolastico si sono alzati: due anni di reclusione per i genitori in caso di dispersione assoluta, con la conseguenza della perdita dell'assegno di inclusione. Nel luogo in cui qualche partito ha messo 30 milioni di euro di reddito di cittadinanza, senza cavare un ragno dal buco (Applausi), noi diciamo che se non si rispettano le regole dello Stato si va incontro a sanzioni. È inoltre previsto un aumento di sei milioni di euro per il fondo per il miglioramento dell'offerta formativa.

Cari colleghi, nelle Commissioni riunite 1a e 2a abbiamo avuto il piacere di ascoltare in audizione don Patriciello: dobbiamo dire che è stata una lezione incredibilmente utile, perché ci ha presi idealmente per mano e ci ha condotti nel cuore dei problemi di Caivano, che sono per gran parte quelli delle tante periferie urbane abbandonate a sé stesse. (Applausi). Don Patriciello non può essere lasciato solo. Sa di avere lo Stato al suo fianco e che l'azione sulle periferie, partendo da Caivano, è appena iniziata e non si limiterà ad azioni spot per racimolare qualche titolo di giornale. (Applausi).

Come ha detto il presidente Meloni, questo è un Governo di legislatura, che agisce nell'arco di cinque anni e per lasciare una traccia profonda di cambiamento, senza guardare al consenso nell'immediato ai sondaggi, ai trend sui social. Questo percorso quindi sarà costante, fatto di leggi incisive e di credibilità che deve riacquistare lo Stato nei confronti delle famiglie che sono state messe per troppo tempo ai margini e non al centro della sua azione.

In conclusione, signor Presidente, da siciliano, in un'occasione del genere, non posso non menzionare un altro grande e coraggioso sacerdote: padre Pino Puglisi (Applausi), che a Brancaccio, con il centro Padre Nostro, divenne il principale punto di riferimento e di aggregazione per le famiglie e soprattutto per i giovani: il coraggioso sacerdote, con determinazione e tenacia, era riuscito a sottrarli gradualmente ai tentacoli della criminalità organizzata, auspicando per loro un futuro libero da collusioni e illiceità.

Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha messo la faccia a Caivano, lo abbiamo detto subito. Abbiamo voluto dare un segnale importante di presenza dello Stato. Dietro alla faccia del Presidente del Consiglio c'è quella di ogni singolo parlamentare di questa maggioranza (Applausi), a sostegno di un quartiere difficile, di una parte difficile dell'Italia che, a specchio, rappresenta tantissime altre parti difficili. Caivano non è un'isola. Caivano è un collegamento di tanti problemi. Noi faremo la nostra parte, abbiamo continuato a farla e la faremo nell'interesse di Caivano, delle tante Caivano e della Nazione soprattutto. (Applausi).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Magni. Ne ha facoltà.