Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 118 del 26/10/2023
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PIROVANO (LSP-PSd'Az). Signora Presidente, in questi giorni mi sono resa conto di essere veramente molto fortunata, come probabilmente molti di noi in quest'Aula. Per me che sono una ragazza di campagna, infatti, parlare di periferia è qualcosa che si vede nei film o al telegiornale, o che si legge sui giornali quando ci sono episodi drammatici come quelli che ci sono stati purtroppo anche a Caivano. Si tratta però di modi di vivere completamente incredibili per una persona che vive in un ambiente dignitoso e decoroso, insomma in una società civile, sia a livello di decoro urbano sia di sicurezza, con tutti i problemi che hanno i nostri piccoli paesi e le nostre cittadine.
Io ho ascoltato la testimonianza di don Patriciello, anche se sapevo alcune di queste cose, perché le avevo ascoltate o lette; tuttavia, sentirle dalla viva voce di una persona che ci vive e che conosce per nome e cognome quelle persone, quei bambini e quei ragazzi è stato veramente traumatico. Io credo che tutti se possibile, dovrebbero andarsi a rivedere le audizioni o comunque leggerne il resoconto, perché difficilmente ci si dimentica di quello che si è ascoltato.
Il presente decreto-legge è sicuramente anche la dimostrazione di una volontà di intervenire e di iniziare a mettere un tassello in qualcosa che è talmente grande che ancora oggi non è definibile per dimensioni, per importanza e per gravità.
Infatti il problema delle periferie italiane non è sicuramente solo Caivano, come ho sentito dire oggi ma anche nei lunghi interventi nelle Commissioni 1a e 2a riunite di questi ultimi giorni, e non è solo al Sud, non è solo nelle periferie del Sud perché ci sono esempi gravi anche nel Centro e nel Nord Italia; anche nella zona dove vivo, nella nostra Lombardia, ci sono casi abbastanza noti, quindi è un problema che riguarda tutto il Paese.
Proprio dopo aver ascoltato le testimonianze di Caivano e aver cercato di capire quali erano le proposte più interessanti che poi si sono trasformate in emendamenti, alcuni dei quali sono stati anche approvati, ho cercato di capire come si potesse almeno partire non per risolvere il problema, ma per conoscerlo, e mi sono resa conto che non esiste ad oggi una mappatura del territorio italiano per capire almeno quali siano le periferie con i problemi più gravi, perché poi ci sono diversi livelli di gravità, senza arrivare a Caivano, ovviamente. È nata così l'idea di presentare con il mio Gruppo un emendamento a mia prima firma, che sono davvero felice sia stato approvato, seppur con una riformulazione del Governo, che istituisce per la prima volta un osservatorio sulle periferie. Un osservatorio che non pensa di poter risolvere i problemi, sicuramente non nell'immediato, ma per cominciare a mappare la situazione delle periferie italiane, con degli obiettivi ben precisi che possono essere ovviamente poi declinati anche a livello a livello territoriale. Questo osservatorio, che è stato approvato proprio oggi in Commissione, va a monitorare le condizioni di vivibilità e di decoro, pensando a quella che potrebbe essere la riqualificazione, sia da un punto di vista sociale che urbano, senza ovviamente tralasciare la questione scolastica di cui abbiamo ampiamente dibattuto in questi giorni, che è presente nel decreto, ma soprattutto vuole promuovere la cultura del rispetto della legalità, in particolare per le nuove generazioni. Ovviamente il testo dell'emendamento lo potete leggere; ne abbiamo discusso quest'oggi. Credo che sia importante conoscere il fenomeno per poter capire quali interventi fare, perché ho l'impressione che in questi anni, da parte di tutte le maggioranze che ci sono succedute in quest'Aula ci sia stata la volontà di affrontare il problema, ma a volte gli interventi sono degli spot; ci sono dei bandi sulla riqualificazione per la parte sport, bandi per la riqualificazione e la rigenerazione urbana: sono state fatte delle cose, ma non basta. È importante il decoro di una città, è importante vivere in un in un ambiente dignitoso, decoroso e anche bello, come è stato detto anche da colleghi in Commissione, ma è importante anche la sicurezza. Quindi tutta la parte legata alla lotta alla criminalità, che riguardi adulti o minori - non entro nel dettaglio, perché sarebbe veramente troppo complicato e lascio il compito alla collega senatrice Stefani che farà la dichiarazione di voto domani - tutta la parte legata alla repressione, che è l'altra critica che è emersa in questi giorni in Commissione, non credo che possa essere separata dalla prevenzione e dalla volontà di costruire un futuro migliore soprattutto per le nuove generazioni, ma non solo, per chi vive in questi paesi, perché chi vive lì, quelli che sono stati chiamati durante le audizioni come eroi, che riescono a mantenersi puliti e ad avere il coraggio di non cadere nella spirale della delinquenza e della criminalità devono anche essere protetti (Applausi) e siamo noi che dobbiamo farlo affinché domani siano ancora vivi, per poter godere delle iniziative future che spero ci saranno dopo questo decreto.
Mi auguro che questo decreto sia l'inizio di un percorso. Sicuramente Caivano aveva bisogno di interventi, ma Caivano non dovrà essere dimenticato perché quando ci sarà il nuovo centro sportivo ex Delphinia, non dovrà fare la fine di quello che è stato abbandonato anni fa dal vecchio gestore da un giorno all'altro ed è stato completamente distrutto, lasciando addirittura l'acqua aperta per non so quanti mesi. (Applausi). Quindi è importante che si pensi già da oggi a come aiutare i cittadini di Caivano, soprattutto i giovani, ad agevolarli anche per i corsi e per usufruire di tutto quello che verrà fatto e anche di quello che ci sarà da fare in futuro per mantenere questi luoghi dignitosi.
Ci sono altre cose importanti, in questo provvedimento, che non riguardano solo Caivano, ovviamente, ma riguardano tutti i Comuni d'Italia, concernenti l'obbligo di frequenza scolastica. C'è una previsione importante, di cui si è parlato poco, contenuta in un emendamento, se non erro, del Governo, che riguarda un coinvolgimento maggiore della figura dei sindaci per incrociare i dati sull'effettiva iscrizione scolastica dei bambini che sono in età di scuola dell'obbligo e quelli dei registri dell'anagrafe. Questo credo che sia un buon inizio. Questa anagrafe incrociata dovrà essere implementata e saranno i sindaci che dovranno fare questo incrocio di dati per verificare che tutti i bambini nell'età dell'obbligo scolastico vengano iscritti a scuola, ovviamente con tutte le conseguenze che sappiamo essere comprese nel decreto per i genitori responsabili di questi bambini che non sono stati iscritti o comunque non frequentano senza giusto motivo. Un altro nostro emendamento a cui tengo, che è stato approvato, riguarda il coinvolgimento degli enti del terzo settore, una battaglia che hanno fatto anche diversi Gruppi, per contrastare la dispersione scolastica.
Ovviamente, sono tante le cose da dire e non posso entrare in tutti i dettagli. Ci tengo a dire però che se queste periferie così disagiate (senza arrivare agli estremi di Caivano, penso anche alle nostre cittadine che magari hanno più problemi giovanili) resistono e hanno resistito fino ad oggi e sopravvivono nell'attesa che qualcuno si decida ad aiutarle sul serio è perché oltre alle istituzioni che spesso, come è accaduto a Caivano, sono poco presenti - perché con Amministrazioni comunali commissariate prima per mafia, poi perché auto-sciolte, dove ogni due giorni arriva un nuovo commissario, è difficile gestire un Comune e ve lo dice un sindaco, perché avere un commissario o un sindaco eletto non è esattamente la stessa cosa - è perché ci sono associazioni, volontari e una rete territoriale composta che va dal volontario semplice alla parrocchia, alla scuola, al professore che magari nell'orario extrascolastico diventa a sua volta volontario sostituendosi agli assistenti sociali mancanti in quei Comuni che ne hanno solo tre (anche qui credo che le assunzioni siano sacrosante). Grazie a questa gente, sono certa che gli interventi nostri e del Governo saranno ancora migliori perché saranno loro a dirci dove intervenire con priorità, saranno loro a garantire che ci sia sempre un collante tra le istituzioni e i cittadini che si sono sentiti per tanto tempo dimenticati. Qui rivolgo un appello al Governo. Vedo il ministro Ciriani presente, che è stato assieme al sottosegretario Ostellari, qui dietro di me, sempre presente durante le Commissioni: impegniamoci tutti affinché questa non resti una goccia nell'Oceano e che sia l'inizio di un percorso per aiutare davvero tutti i nostri cittadini che non vivono come noi, almeno come me, in realtà dove ci si stupisce per una buca nell'asfalto e dove un omicidio è una cosa che si vede solo, per fortuna, ai telegiornali. Grazie, quindi, per la collaborazione, grazie anche alle opposizioni per il prezioso supporto, grazie al presidente Balboni, sempre gentile e disponibile in queste lunghe giornate. (Applausi).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Della Porta. Ne ha facoltà.