Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 118 del 26/10/2023

MAGNI (Misto-AVS). Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire con tutta franchezza, come ho già detto in Commissione più volte, che la vicenda di Caivano ovviamente ha colpito tutti, almeno ha colpito me, ma colpisce anche la sicurezza che ho sentito in alcuni interventi, secondo cui l'unico modo per intervenire è quello di aumentare l'idea securitaria, cioè il pugno duro: aumentando le pene ai minori, risolviamo il problema, così dimostriamo forza, perché noi siamo duri e puri e siamo in grado di affrontare questo problema. È davvero un po' puerile questo ragionamento, lo dico con franchezza.

Io non ho queste certezze, ma mi domando e vi domando di riflettere: la colpa è dei ragazzi o magari di questa società, che propugna certi valori sbagliati? La responsabilità quindi dovremmo prendercela noi adulti, prima ancora di aumentare le pene ai minori, perché questo è il dato fondamentale. Allo stesso tempo, dobbiamo chiedere perché ci sono tali elementi di precarietà e di degrado e perché succedono cose che non dovrebbero succedere in una società cosiddetta normale.

Il dato fondamentale, prima di tutto, è che non c'è il lavoro e in alcune zone il Paese è in mano alla camorra, alla mafia o alla 'ndrangheta, che garantiscono un reddito che lo Stato, invece, non è in grado di garantire. Anzi, ci è stato tolto anche quello che era stato inventato, proposto e attuato. Se la mafia c'è e se la ndrangheta c'è, è perché hanno il consenso sul terreno economico.

E dove formano la loro forza? C'è ipocrisia fra di noi. La droga gira a vagonate dappertutto e noi mettiamo la testa sotto la sabbia, anziché depenalizzare, ad esempio, il piccolo spaccio, che viene utilizzato in tutte le periferie del nostro Paese. Non c'è solo Caivano: tutte le periferie vengono utilizzate in questo modo. (Applausi). Le mafie utilizzano questo strumento per garantire reddito. Questo è il dato fondamentale e bisogna intervenire legalizzando. So che a voi dà fastidio questo termine e vi fa venire l'orticaria, ma io che non mi sono mai fatto uno spinello in vita mia e ho una certa età penso che sia giusto affrontare questo problema con grande forza: è chiaro? (Applausi).

Noi abbiamo proposto emendamenti sul tema della diffusione della cultura, perché se c'è dispersione scolastica e c'è difficoltà, bisogna ridurre il numero dei ragazzi nelle aule e aumentare il personale, quindi gli educatori, gli insegnanti e i pedagogisti in grado di affrontare il tema.

Per questo ci vogliono le risorse, non i fichi secchi, e per questo non serve un decreto-legge. Si deve fare invece una discussione molto approfondita, perché la questione immediata non è che le Forze dell'ordine non si possono schierare in questo momento, non c'è bisogno di un decreto-legge per fare questo. Avete utilizzato il decreto per dare un segnale e avete individuato Caivano come enclave. Questo è il cosiddetto decreto Caivano, alcuni articoli riguardano il paese di Caivano, ma poi si liberalizza e si aumentano le pene in tutto il Paese. Avete utilizzato questo strumento per intervenire su questioni come la cosiddetta pirateria informatica.

Ma quale discussione stiamo facendo? Penso invece che bisogna approfondire, coinvolgere e far partecipare. Abbiamo presentato emendamenti, che cercherò di spiegare anche domani in Aula, che non costano niente. Certo, è importante fare un centro polivalente, ma anche fare una biblioteca e, come ho detto prima, potenziare la parte educativa, i pedagogisti e quant'altro; è importante coinvolgere il terzo settore, l'insieme della società. Di fronte a una simile situazione, non si può solo educare i ragazzi e le ragazze, ma bisogna affrontare il problema con l'insieme del Paese.

Le discussioni a volte ci sembrano inutili, perché sembra di parlare ai sordi. La destra ha una filosofia che noi non condividiamo, che è sostanzialmente "manettaria" e securitaria, poiché si pensa solo ad aumentare le pene. D'altronde, nella vostra mentalità bisogna armare le persone per difendersi; invece bisogna armarle di idee: le persone devono avere le idee forti e occorre battere sul terreno della cultura. Ma questa cosa non vi è propria e questo è il dato fondamentale. Capisco quindi che ci sia una diversità di opinioni, ma neanche le minime cose che abbiamo proposto sono state prese in considerazione.

Voi dite di essere un Governo politico e io ve lo riconosco; tra l'altro, vorrei che i Governi fossero sempre politici. Però, se questo è un Governo politico, non si ricorre sempre ai decreti-legge, obbligando la stessa maggioranza a difenderli per evitare di mettere in discussione il Governo: questo è infatti quello che si vede nella discussione. Facciamo invece una discussione aperta, alla fine della quale si possano trovare momenti di sintesi. Questo però non è nella vostra indole: volete imporre, perché pensate che adesso avete il potere e lo dovete esercitare imponendovi sugli altri. Vorrei però dirvi che in questo modo non si va da nessuna parte.

Il problema vero in questi casi è recuperare il Paese e la società, e a questo fine dovremmo interrogarci tutti insieme. Io non ho verità in tasca, ma dubbi; penso che bisogna problematizzare il ragionamento, perché solo così possiamo affrontare e risolvere, insieme alle comunità, i problemi. Se invece pensate che sia sufficiente che arriviate voi per salvare la società e risolvere questo problema, credo che avrete una grande delusione; sarà il tempo a dimostrarlo, ma credo che il tempo sia galantuomo e faremo i conti alla fine. (Applausi).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Lombardo. Ne ha facoltà.