Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 118 del 26/10/2023
Azioni disponibili
DELLA PORTA (FdI). Signor Presidente, colleghe e colleghi,rappresentante del Governo, il decreto Caivano è prima di tutto un atto di orgoglio che pone un principio e stabilisce un metodo che varrà anche per il futuro, come ha chiaramente affermato il nostro Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Uno Stato che torna a fare lo Stato, che non gira il viso dall'altra parte e che non pone l'altra guancia ai criminali è uno Stato che si riappropria del suo territorio e che ripristina la legalità dove fino ad oggi ha regnato imperturbata la delinquenza. Prima di entrare nel merito di un provvedimento così complesso, però, voglio rispondere a qualche affermazione e ad alcune considerazioni emerse durante il dibattito, soprattutto in Commissione, partendo da questa affermazione che voglio leggere per intero. «Si accoglie con favore l'intervento normativo capace di affrontare il tema da diverse prospettive in un approccio interdisciplinare che dovrebbe ispirare e caratterizzare ogni decisione inerente all'infanzia e all'adolescenza». Chi dice questo non è un facinoroso uomo di destra, ma è Carla Garlatti, il garante per l'infanzia e l'adolescenza, per rispondere a chi addita il provvedimento di essere securitario e repressivo.
A chi dice che non c'è solo Caivano rivolgo due considerazioni. È vero, di aree degradate in Italia ce ne sono molte, ma da qualche parte bisogna pur cominciare. Caivano con le sue "stese", il suo spaccio e la sua violenza esiste da tanti anni, anche quando al Governo c'eravate voi, che evidentemente giravate la faccia dall'altra parte. Caivano può essere un modello di cambiamento per il futuro delle aree degradate, un esperimento fatto con il cuore e con la testa, per cercare di capire come si possono affrontare e vincere sfide in contesti così difficili.
Quello in discussione è un provvedimento che, contrariamente a quanto affermato da alcuni, indica una via e confeziona strumenti che agiscono in maniera preventiva, tanto che le norme in esso contenute sono state il frutto di interlocuzioni avute con chi si occupa da anni di questi temi, come i giudici minorili; sono misure in larga parte sollecitate, come ho appena detto, dai giudici minorili, dalle Forze di polizia e da chi, come don Patriciello, vive il territorio con spirito di servizio e di tutela verso i più deboli. Non è un caso che sia stato nominato commissario per il risanamento e la riqualificazione di Caivano Fabio Ciciliano (Applausi), un uomo e uno sportivo che conosce molto bene quel territorio e che un tempo in quella piscina che tra poco sarà donata nuovamente alla comunità di Caivano si allenava con i suoi ragazzi. (Applausi).
I capisaldi di questo decreto-legge possiamo riassumerli in tre punti: il contrasto al disagio giovanile e alla povertà educativa, il contrasto alla criminalità minorile e la tutela del minore in ambito digitale. Intanto voglio dire che non cambia l'imputabilità; ho sentito prima dire che sarebbe cambiata l'imputabilità del minore, ma resta ferma a quattordici anni, come è previsto dal nostro codice ormai dalla notte dei tempi. Ci sono dei provvedimenti che riguardano gli infraquattordicenni, come l'ammonimento, che serve solo a responsabilizzare i genitori e a far comprendere loro che non mandare i figli a scuola è un fatto illecito che nuoce alla salute dei loro figli. (Applausi).
Al contempo crescono i finanziamenti per le scuole delle zone a rischio e crescono anche gli incentivi per gli insegnanti che continuano a portare avanti la loro missione in quartieri così pericolosi. Su questo specifico punto voglio riportare le parole del ministro Nordio, il quale ha detto che viene rafforzata la sanzione nei confronti dei genitori che abbandonano i figli e non li fanno andare a scuola e che prima il reato di dispersione assoluta era punito solo con una sanzione platonica mentre oggi è elevato al rango di delitto con lo scopo precipuo di aiutare il minore, facendo comprendere al genitore il disvalore di quella condotta. (Applausi).
Il secondo punto è il contrasto alla criminalità minorile. Come ho detto, esiste una parte sanzionatoria in questo decreto-legge, ma c'è una parte ancor più delicata e importante che riguarda invece il fine rieducativo della norma. Sulla parte sanzionatoria è stato già ricordato il Daspo urbano per i minori ultraquattordicenni e il divieto di avvicinamento in locali pubblici, ma anche a scuola e università, che serve per contrastare lo spaccio di sostanze stupefacenti in quei territori e soprattutto in quelle zone. Non è un caso che don Patriciello abbia affermato solo qualche giorno fa che, da quando è intervenuto il Governo Meloni a Caivano, lo spaccio di droga si è azzerato. (Applausi). Il cosiddetto Daspo Willy contro la movida violenta può essere applicato anche per il reato di porto d'arma impropria, quello di violenza o minaccia a un pubblico ufficiale e il reato di resistenza a un pubblico ufficiale.
Come ho detto, questo decreto prevede però una importante fase rieducativa e il fulcro sono i lavori socialmente utili: nuove disposizioni sui percorsi rieducativi contenuti nell'articolo 8 per i reati fino a cinque anni, l'istanza di definizione anticipata del procedimento subordinata ad un percorso di reinserimento sociale del minore, con lo svolgimento di lavori socialmente utili o la collaborazione a titolo gratuito con enti non profit o lo svolgimento di altre attività a beneficio della comunità. Oggi dai banchi dell'opposizione ho sentito quella che viene definita una fake news, e cioè che noi vogliamo elidere il diritto alla messa alla prova per i minorenni. Non è così; o la norma non l'avete letta o, se l'avete letta, non l'avete compresa. (Applausi). Infatti, la messa alla prova viene elisa per chi ha commesso reati gravissimi come l'omicidio volontario aggravato, la violenza sessuale aggravata o l'estorsione aggravata. Siccome in questo Stato esiste un caposaldo del nostro sistema penale che è quello della proporzionalità della pena, è normale che non possiamo trattare allo stesso modo un ragazzo che ruba una mela rispetto a un altro che ha violentato una donna. (Applausi).
L'ultima parte è quella della tutela digitale: il decreto-legge prevede l'obbligo per i fornitori di servizi di comunicazione elettronica di assicurare la disponibilità delle applicazioni di controllo parentale, il cosiddetto parental control, nell'ambito dei contratti di fornitura. Si è intervenuti sulla pornografia, anche e soprattutto per difendere la dignità delle donne su un tema così delicato che sta impattando la nostra società. Sono state inserite norme sul parental control - come ho detto - poiché il tema del blocco dell'accesso e della certificazione dell'età dei minori è una materia che incide molto sulla privacy. In questo senso, il ministro Roccella ha chiarito che il Governo intende sollecitare e sostenere la responsabilità educativa in primo luogo attraverso la famiglia, implementando il parental control mediante app che già esistono ma non vengono utilizzate, creare in prospettiva un controllo automatico offerto in tutti i device con un'icona immediatamente riconoscibile, come i seggiolini che hanno l'allarme incorporato.
Com'è noto, il decreto aumenta anche le pene per lo spaccio di lieve entità. (Applausi). Ebbene, anche su questo punto è emersa da parte dei colleghi dell'opposizione l'ironica constatazione che finalmente il Governo si è accorto che in Italia c'è un problema di spaccio e di tossicodipendenza. Ma dite davvero? Voi che ci propinate ogni giorno il dogma della droga libera venite a dire a noi che abbiamo eretto a baluardo della nostra azione politica la lotta alle droghe una cosa del genere? (Applausi). Guardate che a vivere di paradossi si rischia grosso, perché il paradosso è come una bella cravatta che più la si stringe, più diventa un nodo scorsoio. (Applausi).
Mi avvio a conclusione: per noi che siamo da questa parte dell'emiciclo, l'amor patrio è una cosa seria, una sensazione fisica che sentiamo quando vediamo sventolare il tricolore o quando sentiamo l'Inno di Mameli. Mi auguro che sia così anche per voi che siete dall'altra parte dell'emiciclo, perché altrimenti sareste italiani per l'anagrafe e non per la Patria. (Applausi).