Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 118 del 26/10/2023
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COSENZA (FdI). Signor Presidente, colleghi, oggi discutiamo di un provvedimento importante, perché tratta una vicenda tragica, di grande dolore e malessere, e di un fenomeno preoccupante che riguarda la realtà del disagio e della criminalità minorile.
Penso che ognuno di noi stia provando un sentire particolare in questo momento, perché vengono toccate delle tragedie umane immense. Le abbiamo apprese dalle cronache, le abbiamo ascoltate dalle persone del luogo e dalle audizioni in Commissione. Emergono fatti veramente impressionanti dalle testimonianze di don Patriciello e da quelle degli operatori tutti, di chi si adopera da tempo per questi luoghi. Per fortuna ci troviamo di fronte a un Governo che ha deciso di intervenire, di non stare a guardare (Applausi), né di subire gli eventi, perché quando esiste un problema per noi si interviene, ancor più quando ci sono in gioco le vite umane e le vite dei minori. Per affrontare le cose correttamente bisogna avere innanzitutto l'onestà mentale per dire chiaramente ciò che succede e cosa serve per affrontarlo.
Se dopo dieci anni dalla sconvolgente storia della piccola Fortuna Loffredo, di sei anni, che volò dal balcone dopo essere stata violentata, seguita l'anno dopo dal piccolo Antonio, la storia si è ripetuta ancora con la barbara violenza dello stupro di gruppo sulle due cuginette ed è purtroppo verosimile che non siano soltanto questi gli eventi, ma siano solo quelli emersi, se in Italia c'è un aumento esponenziale della criminalità minorile, un aumento di delitti commessi dalle baby gang, crimini efferati, commessi anche con grande leggerezza e superficialità, è evidente che c'è la straordinaria necessità ed urgenza di intervenire ed è evidente che si è consumato un fallimento. È impensabile come per un decennio queste vicende si siano consumate nell'opacità generale e nella confusione generata dallo sfumare il confine tra il lecito e l'illecito. Ci sono troppe responsabilità di chi è rimasto inerte di fronte ai morti, di chi si è girato dall'altra parte, di chi ha voltato le spalle a ragazzi violentati, terrorizzati, bullizzati. È per questo motivo che bisogna essere grati alla presidente Meloni. (Applausi).
Quando si governa si fanno delle scelte. Per governare bisogna fare delle scelte, bisogna assumersi la responsabilità di governare un Paese, guardando la realtà per quella che è e per affrontarla con le misure adeguate, con le norme adatte ad affrontare e risolvere i problemi. Io capisco che l'opposizione voglia avere una posizione critica, ma, colleghi, di fronte a tragedie simili ci vuole serietà. In Italia forse non si è abituati a Governi che intervengono celermente per risolvere, ma questa si chiama efficienza. Le opposizioni devono farsene una ragione. Questo è lo stile di questo Governo: bisogna smettere di opporre una critica strumentale dietro alla quale si nasconde l'incapacità di operare.
La presidente Meloni è scesa in campo personalmente, fronteggiando le minacce e le intimidazioni della criminalità, affermando la forza e l'autorevolezza delle istituzioni. Ha fatto sentire ai cittadini e agli uomini delle Forze dell'ordine che non sono più soli (Applausi) e che il Governo è con loro. Finalmente è apparso lo Stato coraggioso, quello che mette la faccia sulle cose che sembrano difficili da risolvere, assumendosene ogni responsabilità e soprattutto stabilendo che in Italia non possono esistere zone franche dove imperversa la delinquenza.
Colleghi, per la prima volta lo Stato ha parlato con serietà alle periferie, a quelle persone che fino ad oggi hanno visto solo passerelle e che vogliono risposte. (Applausi).
È per questo motivo che questo provvedimento interviene innanzitutto sulla inadeguatezza normativa, perché le leggi in vigore non sono state adeguate a fronteggiare i fenomeni e l'evoluzione degli stessi. Serve la prevenzione ed il contrasto. Le norme sono state rimodulate a fronte dell'impatto con la realtà, che richiede che chi commette reati, soprattutto di omicidio, debba permanere in istituto il tempo necessario per essere consapevole del reato commesso. Non è una disposizione contro il minore; è una disposizione per richiamare il loro senso di responsabilità e va inserita in un quadro d'insieme.
Ciò è stato fatto in questo provvedimento, che è intervenuto a 360 gradi, non solo per affermare la fermezza dello Stato contro criminalità, illegalità e droga, per una bonifica radicale del territorio, ma soprattutto fornendo i servizi attesi da tempo dai cittadini: puntando su sport, scuola, formazione e lavoro; lanciando la sfida contro la cultura della criminalità e della morte, veicolata attraverso i media e i social, che propongono messaggi distorsivi ed emulativi del crimine, della malavita, dello sballo.
Infatti, il cuore del provvedimento è dedicato all'intervento sul centro sportivo, questa enorme area dove si è consumato lo stupro. Il centro verrà aperto entro giugno. È stato coinvolto il genio militare, in primis, e le Fiamme oro della Polizia per la gestione successiva. Il ministro Sangiuliano è intervenuto per finanziare la biblioteca, con sale lettura e multimediali, rendendolo un centro polifunzionale. Le quattro scuole di Caivano verranno potenziate e rientreranno nelle misure previste da Agenda Sud, che investe oltre 260 milioni nelle scuole del Mezzogiorno. Resteranno aperte anche il pomeriggio, proprio per dare una concreta alternativa alla strada. Sono previste sanzioni per i genitori che non mandano i figli a scuola. Questa è la vera soluzione, la prima soluzione, contro la dispersione scolastica in quei luoghi. (Applausi).
Con questo provvedimento, si realizza un modello ed un prototipo normativo ed operativo da replicare in altre zone d'Italia. In particolare, quest'azione viene attivata in una Regione governata da chi, non solo è rimasto inerte di fronte a questo scempio, ma l'ha relegata agli ultimi posti per l'utilizzo di fondi europei per la sanità, i trasporti e le infrastrutture. (Applausi).
Una Regione che ha tra i peggiori indici di disoccupazione, qualità della vita e criminalità. Ed è proprio lì che questo Governo sta trasformando un monumento al degrado in un modello per la trasformazione delle periferie degradate in tutta Italia. (Applausi). E proprio mentre noi ancora ne discutiamo, è già stato presentato il progetto del centro polifunzionale, che sarà un centro innovativo, anche dal punto di vista ambientale: sarà alimentato totalmente da pannelli solari, che forniranno energia anche a trentacinque famiglie di Caivano. Attraverso queste azioni, che parlano di una straordinaria capacità di intrapresa di questo Governo, si afferma dunque concretamente un modello di rigenerazione urbana che è innanzitutto una rigenerazione umana.
Tutte le iniziative poste in essere con questo decreto diventano automaticamente una opportunità di lavoro per chi abita a Caivano, per chi vuole lavorare e costruire una vita sana, per gli ex percettori di reddito di cittadinanza, per chi vuole iniziare corsi di formazione retribuiti e servizio civile. Ed una volta messe in campo le misure, è previsto anche il controllo della concretizzazione dell'obiettivo. È per questo motivo che il Governo ha messo al centro della propria agenda proprio questo tema.
Colleghi, è evidente che questa è tutta un'altra politica. È finito il tempo di chi si gira dall'altra parte, di chi vuole riflettere, di chi attende e resta a guardare. È il tempo di un'Italia più libera, che vuole essere più sicura, che combatte l'illegalità, che costruisce opportunità. Ed è questa l'Italia che noi vogliamo. (Applausi).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Verini. Ne ha facoltà.