Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 118 del 26/10/2023

BUCALO (FdI). Signor Presidente, dopo i casi di Palermo e Caivano e dopo la tremenda vicenda dell'omicidio di Giovanbattista Cutolo a Napoli, era necessaria una risposta forte. Il Governo Meloni l'ha data e l'ha data in maniera efficace, con il decreto-legge che oggi è in discussione e che prevede misure che mirano a bilanciare la necessità di sanzionare la delinquenza giovanile con l'obiettivo di offrire una via rieducativa ai giovani coinvolti, puntando soprattutto sul ruolo educativo della scuola, che rappresenta il luogo primario in cui si forma la personalità dei ragazzi e dove, oltre alla famiglia, i ragazzi e le ragazze possono apprendere valori quali il rispetto, l'etica e la legalità.

L'immobilismo della politica in questi anni non ha prodotto nulla se non chiacchiere (Applausi), che hanno fatto incancrenire sempre più il degrado delle periferie e aumentare in maniera esponenziale i reati commessi dai minori, spesso utilizzati come manovalanza dalla criminalità organizzata e caratterizzati da una violenza inaudita. (Applausi).

Basta quindi con queste lezioni false ed ipocrite. Il degrado di queste periferie, di cui Caivano è l'esempio più forte, c'era ed è un fallimento. E nessuno ha fatto qualcosa di così concreto e diretto. (Applausi). Invece, la risposta di questo Governo per affrontare tale drammatico fenomeno è stata immediata, attraverso una forte azione sinergica da parte di tutte le istituzioni; un'azione che ha trovato, da subito, il suo fulcro nelle scuole e quindi nella formazione dei nostri giovani; una scuola baluardo di legalità, di lotta alla criminalità e di formazione delle coscienze e non soltanto luogo di apprendimento delle discipline.

Ancora falsità, quindi, quando qui si dice che questo decreto-legge non contiene nulla se non sanzioni. Con questo decreto si lancia invece un messaggio grande di legalità e di rispetto, che parte dalla scuola. È stato previsto infatti un piano importante contro la dispersione scolastica per tutte le istituzioni scolastiche di primo e di secondo ciclo delle Regioni previste nell'Agenda Sud. Il decreto-legge in questione, infatti, è un decreto pilota, per realizzare quanto previsto nell'Agenda Sud. (Applausi).

Parliamo di ingenti investimenti: 3,3 milioni di euro per l'anno 2023 e 10 milioni per l'anno 2024 per potenziare l'organico dei docenti, per accompagnare proprio il progetto Agenda Sud. E poi dite che non abbiamo investito nulla sulla scuola: 25 milioni a valere sulle risorse dei programmi operativi complementari (POC) con gli obiettivi di ridurre i divari territoriali, contrastare la dispersione scolastica e l'abbandono precoce, nonché prevenire processi di emarginazione sociale.

Si incrementa, a decorrere dall'anno scolastico 2023-2024, di 6 milioni di euro il Fondo per il miglioramento dell'offerta formativa. Questi non sono i soliti fatti di cui si è parlato negli ultimi anni. (Applausi). Questi sono i fondi assegnati, azioni concrete e reali di questo Governo.

È importante un emendamento di Fratelli d'Italia, a mia prima firma, che ha l'obiettivo di contrastare lo spopolamento delle aree interne, delle piccole isole, nonché delle aree geografiche abitate da minoranze linguistiche, situate sempre nelle Regioni del Mezzogiorno, così come previsto nell'Agenda Sud e soprattutto mantenere un presidio dello Stato su questi territori. Questo è un emendamento importantissimo per tutti i piccoli Comuni. (Applausi).

Altrettanto importante è stato l'intervento previsto per garantire l'obbligo d'istruzione, un dovere previsto dalla legge. Tanto si è detto, tante critiche; l'unica cosa che si doveva dire è che si tratta di un dovere previsto dalla legge. La contravvenzione è stata trasformata in reato, quindi in delitto, con conseguente inasprimento del trattamento sanzionatorio. E lo sa perché, Presidente? Per un unico motivo: perché i ragazzi hanno bisogno della scuola per non essere abbandonati. La mancata iscrizione del minore presso una scuola del sistema nazionale d'istruzione comporterà per persone responsabili dell'adempimento dell'obbligo prima l'ammonimento da parte del sindaco e, in mancanza di giustificazione dell'assenza con motivi di salute o con altri impedimenti gravi, si arriverà alla reclusione fino a due anni, ridotta ad un anno nel caso in cui ci siano assenze non giustificate.

Come ho già detto, questo non è un intervento sanzionatorio così per dire, ma serve ad aiutare i nostri figli realmente, non come le chiacchiere che ho sentito fino a questo momento, che vogliono tutelare i nostri ragazzi. (Applausi). Come? I ragazzi, come ho già detto, devono andare a scuola, perché all'interno dell'aula si deve fare prevenzione ed è importante capire che proprio in quelle aule, lavorando fianco a fianco con questi ragazzi e bambini che vivono in contesti violenti e hanno assunto la violenza stessa come principale e unica modalità comunicativa, si possono invece condividere regole giuste, ricostruire modelli di comportamento e relazioni positive e soprattutto far capire che restare a scuola è fondamentale per costruire il loro futuro. Ben vengano quindi queste sanzioni a tutela dei nostri figli e dei nostri giovani.

Certo, siamo di fronte a processi lunghi e complessi, che richiedono tempo e continuità. È proprio per questo che nel decreto-legge in esame si introducono alcune misure incentivanti di ordine economico e premiale ai fini della carriera scolastica in favore dei docenti a tempo indeterminato presenti nelle zone più disagiate per garantire la continuità didattica. Abbiamo pensato a 360 gradi in questo provvedimento: altro che non c'è niente in questo provvedimento, c'è tanto!

In conclusione, Presidente, pensare ad un piano così imponente, con interventi finalmente reali e concreti che si legano a un ingente impegno di spesa è segno di un Governo che vuole realmente costruire per i nostri giovani e dare la prospettiva di un futuro diverso da quello che vivono, anzi, subiscono negli ambienti degradati di alcune periferie, nelle quali sono nati e continuano a vivere.

Questo provvedimento è il segnale tangibile che lo Stato c'è e che non ci saranno più zone considerate terre di nessuno, abbandonate a loro stesse, in cui finora hanno prosperato, pressoché indisturbate, criminalità e violenza. Ed è solo l'inizio. Noi vinceremo questa sfida; lo faremo per i nostri figli e per questa grande Nazione. (Applausi).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Nave. Ne ha facoltà.