Legislatura 19ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 118 del 26/10/2023
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Interrogazione sul regime di detassazione per i lavoratori "impatriati"
(3-00758) (24 ottobre 2023)
Renzi, Enrico Borghi, Paita, Fregolent, Musolino, Sbrollini, Scalfarotto. - Al Ministro dell'economia e delle finanze -
Premesso che:
il decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 147, ha introdotto il regime speciale per i lavoratori "impatriati", il quale consiste nella detassazione del 70 per cento (elevato all'80 per cento per le regioni del Sud) degli emolumenti maturati da lavoratori italiani che sono stati almeno due anni all'estero e si impegnano a tornare e restare in Italia per almeno due anni;
la detassazione si applica per quattro anni (cinque se si ha un figlio), prorogabili di ulteriori cinque se il cittadino che rientra in Italia acquista un'immobile da adibire ad uso residenziale, anche se gli per gli ulteriori cinque anni si prevede una detassazione del 50 per cento (60 al Sud), elevata al 90 per cento se si hanno tre figli;
secondo organi di stampa e alla luce di alcuni approfondimenti, risulta agli interroganti che il Governo stia valutando di modificare il suddetto regime: a) riducendo la detassazione dal 70 al 50 per cento; b) prevedendo un tetto massimo pari a 600.000 euro; c) incrementando il periodo di permanenza minima all'estero da due a tre anni e quello di permanenza in Italia da due a cinque anni; d) riconoscendo il regime agevolativo esclusivamente ai lavoratori che, rientrati in Italia, avviino un rapporto di lavoro "nuovo" e con un soggetto diverso dal datore di lavoro presso il quale era impiegato all'estero; e) eliminando la proroga del regime agevolativo, che dunque si riduce, di fatto, da dieci a cinque anni;
tali modifiche appaiono del tutto incoerenti con la ratio e la finalità della misura, che si proponeva proprio di riportate nel Paese il prezioso "capitale umano" disperso nel corso dei decenni, con indubbi benefici per la finanza pubblica e l'economia grazie al "rientro" delle risorse finanziarie che questo accompagnano e che, altrimenti, sarebbe rimasto confinato a promuovere la crescita economica e sociale in Paesi esteri,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto riportato e se non ritenga utile confermare l'attuale disciplina del regime speciale per i lavoratori impatriati;
quali siano stati, nel corso degli anni, gli effetti del suddetto regime sulla finanza pubblica e sul sistema economico, sia in termini di gettito (diretto e indiretto), che in termini di impatto sulla crescita;
se, in subordine, non ritenga di differire l'efficacia delle nuove disposizioni in modo tale da non pregiudicare quei lavoratori che si trovano all'estero che, per effetto della repentina entrata in vigore delle modifiche, rischiano di vedere pregiudicate le proprie aspettative.