Ordine del Giorno n. G/1689/38/5 al DDL n. 1689
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G/1689/38/5
Murelli, Cantù, Minasi, Dreosto, Testor
Il Senato,
in sede d'esame del disegno di legge 1689, recante Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028.
premesso che:
la logistica farmaceutica, comprendente le attività di trasporto, stoccaggio, conservazione, tracciabilità e distribuzione di farmaci a uso umano e veterinario, dispositivi medici, cosmetici e integratori, costituisce un pilastro fondamentale del sistema sanitario nazionale, assicurando la tempestiva disponibilità dei prodotti sanitari in ogni parte del territorio;
essa rappresenta il cuore operativo della filiera della salute, un segmento ad altissimo valore tecnologico e regolatorio che unisce l'industria farmaceutica, le strutture sanitarie, le farmacie e i pazienti, garantendo la continuità delle cure e la sicurezza dei trattamenti;
la logistica healthcare italiana è composta da oltre 250 imprese specializzate, che impiegano circa 20.000 lavoratori diretti, cui si aggiunge un significativo indotto; un sistema diffuso, capillare e complesso, in cui ogni anello - dal magazzino al trasporto - è soggetto a stringenti requisiti di qualità, tracciabilità e sicurezza previsti dalle "Good Distribution Practice" europee;
la distribuzione dei prodotti sanitari costituisce un servizio pubblico essenziale, come riconosciuto da numerose autorità sanitarie e da iniziative regionali, poiché la sua efficienza influisce direttamente sulla qualità e tempestività dell'assistenza ai cittadini;
negli ultimi anni il settore ha dovuto fronteggiare sfide straordinarie derivanti dall'instabilità geopolitica, dall'interruzione delle catene globali di approvvigionamento, dalle crisi sanitarie e dagli eventi climatici estremi, che hanno messo in evidenza la vulnerabilità dei sistemi logistici internazionali e la necessità di rafforzare la resilienza logistica nazionale;
in tale scenario, la logistica farmaceutica italiana ha garantito, con continuità e competenza, la distribuzione capillare dei medicinali e dei dispositivi medici, svolgendo un ruolo cruciale anche nelle emergenze pandemiche, dimostrando di essere una rete vitale per la tutela della salute pubblica;
l'attività logistica del farmaco è oggi oggetto di profonda trasformazione tecnologica: le terapie avanzate e i prodotti biotech richiedono processi di precisione ("precision logistics"), sistemi digitali di monitoraggio in tempo reale, formazione specialistica e investimenti continui in infrastrutture e sostenibilità;
tale evoluzione comporta costi strutturali elevati, aggravati da una compressione dei margini economici e da un eccesso di complessità burocratica e normativa, con il rischio di indebolire un comparto che, pur essendo ad alto valore sociale, non gode di un adeguato riconoscimento istituzionale ed economico;
in prospettiva europea, la logistica farmaceutica rappresenta un fattore chiave per il re-shoring produttivo e distributivo, indispensabile per ridurre la dipendenza da paesi terzi e per garantire la sicurezza dell'approvvigionamento di farmaci e dispositivi medici, in linea con le strategie dell'Unione europea in materia di autonomia strategica e sicurezza sanitaria;
risulta pertanto necessario che la Repubblica Italiana riconosca formalmente la logistica farmaceutica come attività essenziale, strategica e di interesse nazionale, equiparandola, sotto il profilo di rilevanza pubblica, alle attività di produzione dei medicinali, inserendola nel quadro delle infrastrutture critiche per la salute e la sicurezza del Paese;
la valorizzazione del comparto rappresenterebbe inoltre un volano di sviluppo industriale e occupazionale, favorendo la modernizzazione della filiera healthcare, l'adozione di tecnologie digitali e green e la competitività del sistema Italia nel contesto europeo;
impegna il Governo:
a riconoscere formalmente la logistica farmaceutica quale attività essenziale, strategica e di interesse nazionale, parte integrante e indispensabile del sistema sanitario e produttivo, assicurando il suo pieno inserimento nelle politiche pubbliche in materia di salute, industria e sicurezza, anche in un'ottica di re-shoring farmaceutico e di autonomia strategica nazionale.