Legislatura 19ª - Dossier n. 182 DE

Sicurezza e difesa

Il programma intende affrontare la questione della sicurezza europea considerando tutte le sue dimensioni.

Alla luce del deterioramento della situazione di sicurezza internazionale, della guerra di aggressione in corso da parte della Russia contro l’Ucraina, delle crescenti tensioni geopolitiche e dei continui attacchi ibridi in tutto il continente, fattori che rappresentano un complesso contesto di minacce in continua evoluzione, la Presidenza irlandese dichiara di voler sostenere le politiche dell’UE, nel pieno rispetto delle politiche nazionali di sicurezza e difesa degli Stati membri.

Per affrontare tali sfide. nel programma si afferma l’intenzione di consolidare a livello globale partenariati solidi in materia di sicurezza e difesa, con Stati extra-UE che condividono gli stessi principi e di rinsaldare la stretta cooperazione con l’ONU, l’OSCE e la NATO.

La Presidenza intende proseguire i lavori per la presentazione di una nuova proposta di strategia europea di sicurezza, attesa entro il semestre, sulle misure delineate nel Libro bianco sulla prontezza alla difesa europea per il 2030, adottato dalla Commissione europea nel marzo 2025, nella successiva Tabella di marcia per la trasformazione dell’industria europea della difesa entro il 2030, nonché sugli appalti nel settore della difesa.

La Presidenza irlandese intende sostenere la collaborazione volta a colmare le lacune critiche in termini di capacità evidenziate nel Libro bianco - anche attraverso la Relazione annuale sulla prontezza alla difesa che sarà presentata alla riunione di ottobre del Consiglio europeo - e a rafforzare la resilienza, anche di fronte alle minacce ibride, proseguire i lavori sulla proposta di regolamento sulla mobilità militare e affrontare le sfide relative alla sicurezza marittima e alla sicurezza delle infrastrutture critiche.

La proposta sulla mobilità militare, accompagnata da una comunicazione in materia, è volta a favorire il trasporto di materiali, merci, e personale militare in tutto il territorio dell’UE. Il 17 giugno scorso il Consiglio ha approvato all'unanimità il mandato per i negoziati con il Parlamento europeo che deve ancora esaminarla in plenaria. Presso il Parlamento europeo la proposta è stata esaminata dalle due commissioni per la sicurezza e la difesa (SEDE), e per i trasporti e il turismo (TRAN), che si sono pronunciate il 23 giugno scorso. Nel programma della Presidenza irlandese si dichiara l’obiettivo di sostenere il raggiungimento entro il semestre di un accordo inter-istituzionale tra i co-legislatori.

Per approfondimenti si veda il dossier del Servizio RUE della Camera dei deputati.

Presso la Camera, la proposta di regolamento è stata esaminata, ai fini della verifica di conformità al principio di sussidiarietà, dalla Commissione Politiche dell’UE, che il 4 marzo 2026, ha adottato un documento recante una valutazione di conformità. Presso il Senato sulla proposta è stato avviato l’esame, per i profili di merito, dalla Commissione Affari esteri e difesa e, ai fini della verifica di conformità al principio di sussidiarietà, dalla Commissione Politiche dell’Unione europea.

La Presidenza intende quindi tra l’altro:

promuovere progetti europei di difesa di interesse comune, a beneficio di tutti gli Stati membri;

promuovere misure a sostegno dell’ecosistema dell’innovazione tecnologica a duplice uso o sviluppata in ambito civile per rispondere alle esigenze di difesa degli Stati membri;

promuovere lo sviluppo e l’evoluzione della Politica di sicurezza e difesa comune (PSDC) dell’UE, per garantire che continui a essere in grado di rispondere alle crisi in atto;

sostenere gli sforzi dell’UE volti ad affrontare le sfide in materia di sicurezza marittima - comprese le misure per contrastare la flotta ombra russa - e la revisione intermedia della Strategia di sicurezza marittima dell’UE, che dovrebbe essere avviata nella seconda metà del 2026;

sostenere le missioni e le operazioni nell’ambito della politica di sicurezza e difesa dell’UE.

Infine, intende sostenere il ruolo dell’UE nell’assistenza al Libano per migliorarne la sicurezza attraverso una possibile missione di politica di sicurezza e difesa comune (PSDC) e il sostegno tramite lo Strumento europeo per la pace (EPF).

La Presidenza intende inoltre sostenere i lavori relativi al rafforzamento della cibersicurezza e della sicurezza delle infrastrutture critiche, nonché quelli relativi al contrasto delle minacce ibride (v. infra) e alla lotta internazionale al terrorismo.

Recentemente la Commissione europea ha presentato un pacchetto legislativo in materia di cibersicurezza che intende, da un lato, semplificare e rendere più efficace il quadro normativo vigente, in particolare attraverso la revisione del mandato dell’Agenzia dell'UE per la cibersicurezza (ENISA) e dei meccanismi di certificazione; dall’altro, introdurre strumenti più incisivi per la gestione dei rischi sistemici, inclusi quelli di natura non tecnica connessi alle dipendenze strategiche da Paesi terzi.

Presso la Camera, le proposte sono state esaminate, ai fini della verifica di conformità al principio di sussidiarietà, dalla Commissione Politiche dell’UE che ha adottato, il 6 maggio 2026, un documento recante una valutazione conforme, pur ritenendo la proposta di regolamento sulla cibersicurezza 2 solo parzialmente conforme al principio di proporzionalità.

Presso il Senato, sulle proposte è stato avviato l’esame, ai fini della verifica di conformità al principio di sussidiarietà, dalla Commissione Politiche dell’Unione europea.

Per approfondimenti sulle proposte si rinvia al Dossier n. 149 a cura del Servizio per i Rapporti con l’Unione europea della Camera.

Con riferimento alla sicurezza ambientale particolare attenzione è dedicata all’accelerazione dell’azione per il clima, anche in ambito internazionale, e alla promozione e lo sviluppo dell’economia circolare.

Con riguardo alla sicurezza interna, uno degli obiettivi della Presidenza è facilitare una maggiore cooperazione transfrontaliera, anche per contrastare la criminalità organizzata grave, il traffico di migranti e il traffico d'armi da fuoco.

La Presidenza irlandese intende sostenere una cooperazione rafforzata per interrompere i modelli di finanziamento della criminalità organizzata, rafforzare la resilienza e la sicurezza dei porti europei e delle infrastrutture critiche, nonché migliorare la cooperazione operativa contro le reti criminali transnazionali.

Al fine di rafforzare l’efficacia dell’attività di contrasto alla criminalità organizzata e alle forme gravi di criminalità internazionale, la Commissione ha recentemente presentato un pacchetto di iniziative legislative che comprendono due proposte di regolamento volte a rafforzare il mandato di Europol ed Eurojust, una proposta di direttiva relativa alla revisione dell’ordine europeo di indagine e una proposta di regolamento recante modifiche alla disciplina sulla protezione dei dati per le istituzioni e gli organi dell’UE.

Tra le proposte finalizzate al contrasto dell’immigrazione irregolare, si segnala la proposta di direttiva che stabilisce regole minime per la prevenzione e il contrasto del favoreggiamento dell’ingresso, del transito e del soggiorno illegali nell’Unione.

Sulla proposta di direttiva il 13 dicembre 2024 il Consiglio ha adottato il proprio orientamento generale in vista dell’avvio dei negoziati interistituzionali con il Parlamento europeo al fine di adottare il testo giuridico definitivo (la proposta è assegnata alla Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni, che ha presentato un progetto di relazione il 26 marzo 2026).

La proposta di direttiva è stata oggetto di esame da parte della Commissione Politiche dell’Unione europea del Senato, la quale si è espressa in senso favorevole nel contesto della verifica del rispetto dei princìpi di sussidiarietà e proporzionalità. Si vedano le sedute n. 141 del 6 marzo 2024 e n. 159 dell’8 maggio 2024.

Alla Camera dei deputati, la proposta di direttiva è stata esaminata dalla Commissione Politiche dell’UE che l’ha ritenuta conforme al principio di sussidiarietà.

Si segnala, altresì, la proposta di direttiva volta a stabilire norme minime comuni per la definizione dei reati in materia di armi da fuoco, delle relative sanzioni e dei termini di prescrizione nonché disposizioni per istituire un insieme minimo di dati sui sequestri delle armi da fuoco.

Presso la Camera, la proposta è stata esaminata, ai fini della verifica di conformità al principio di sussidiarietà, dalla XIV Commissione, che il 6 maggio 2026 ha adottato un documento recante una valutazione conforme.

Presso il Senato, la proposta è stata esaminata, ai fini della verifica di conformità al principio di sussidiarietà, dalla Commissione Politiche dell’Unione europea che, nella seduta del 1° luglio 2026, ha concluso l’esame sottolineando come la proposta, pur armonizzando i reati legati all'uso di armi da fuoco, non incida su aspetti fondamentali dell'ordinamento giuridico penale e ha dunque espresso un orientamento favorevole circa il rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità.

Per approfondimenti si veda il dossier predisposto dal Servizio RUE della Camera.

Infine, la Presidenza si impegna a concentrare i lavori sulla piena attuazione del Patto sulla migrazione e asilo, dando priorità all'attuazione delle misure e all'avanzamento della legislazione per facilitare i rimpatri dei migranti e la digitalizzazione dei rimpatri.

Il patto sulla migrazione e l'asilo è un insieme di nuove norme per la gestione della migrazione volte a istituire un sistema comune di asilo a livello dell'Unione europea. La riforma è attuata attraverso un approccio globale che si pone l’obiettivo di rafforzare e integrare le principali politiche dell'UE in materia di migrazione, asilo e gestione delle frontiere, attraverso procedure più rapide e norme più chiare per quanto riguarda sia la ripartizione delle responsabilità che la solidarietà fra gli Stati membri.

Il 22 maggio 2024 sono stati pubblicati i testi legislativi relativi al ‘nuovo patto sulla migrazione e l’asilo’: 1. un regolamento sulla gestione dell’asilo e della migrazione, che sostituisce il c.d. regolamento di Dublino; 2. un regolamento concernente le situazioni di crisi e di forza maggiore nel settore della migrazione e dell’asilo; 3. il regolamento che istituisce l’“Eurodac” per il confronto dei dati biometrici; 4. il regolamento che introduce accertamenti nei confronti dei cittadini di Paesi terzi alle frontiere esterne (cd. screening); 5. il regolamento che stabilisce una unica procedura comune e semplificata di protezione internazionale.

Sono stati inoltre approvati altri atti legislativi inclusi nel patto sulla migrazione e l’asilo e che, presentati dalla Commissione europea nel 2016, erano stati già concordati da Consiglio e Parlamento europeo nel 2022: 1. la revisione della direttiva recante norme relative all’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale; 2. il regolamento recante norme sull’attribuzione a cittadini di Paesi terzi o apolidi della qualifica di beneficiario di protezione internazionale, su uno status uniforme per i rifugiati o per le persone aventi titolo a beneficiare della protezione sussidiaria e sul contenuto della protezione riconosciuta; 3. il regolamento che istituisce un quadro dell’Unione per il reinsediamento e l’ammissione umanitaria; 4. il regolamento che stabilisce una procedura di rimpatrio alla frontiera; 5. il regolamento (UE) 2021/2303 relativo all’Agenzia dell’UE per l’asilo (European Union Agency for Asylum – EUAA).

Nel suo programma di lavoro per il 2026, la Commissione europea ha dichiarato che si concentrerà “sulla messa in pratica del patto sulla migrazione e l'asilo, grazie al quale l'UE disporrà di un sistema per prevenire gli abusi, riducendo la pressione sui sistemi nazionali”, sottolineando inoltre che “grazie a un approccio equo e fermo il patto raggiunge un equilibrio tra le forti responsabilità e una significativa solidarietà”.

Nella Relazione programmatica sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea per l’anno 2026, trasmessa al Parlamento il 10 febbraio 2026, il Governo ha espresso fra l’altro la sua posizione in merito al nuovo patto sulla migrazione e l’asilo, affermando che “il lavoro di implementazione delle sue disposizioni, in vista dell’applicazione a partire da giugno 2026, nonché la riforma del Codice frontiere Schengen, stanno disegnando un nuovo quadro legislativo e operativo attraverso cui garantire la protezione delle frontiere esterne UE senza mettere in discussione il sistema di asilo e la libera circolazione delle persone tra gli Stati membri”. In particolare, ritiene che le riforme relative al sistema dei rimpatri e al concetto di Paese terzo sicuro potranno contribuire a rendere più sostenibili i sistemi di accoglienza, permettendo l’ingresso e la permanenza nel territorio UE solamente a chi ne ha diritto. Riferisce inoltre che, per quanto concerne l’attuazione delle procedure di frontiera, sia in materia di asilo sia di rimpatrio, si dovranno adottare le misure necessarie per garantire una capacità adeguata, che per l’Italia è fissata in 8.016 procedure, e che è in corso la valutazione di una revisione delle attuali zone di frontiera, come individuate dal decreto ministeriale 5 agosto 2019. Il Governo ritiene necessario rendere operativo un flusso di lavoro unico, assicurando l’interoperabilità dei sistemi utilizzati dalle amministrazioni coinvolte e il corretto inserimento dei dati rilevanti nel sistema Eurodac.

L’applicazione dei regolamenti è prevista per il 12 giugno 2026, dopo due anni dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale dell’UE (ad eccezione di singole disposizioni che recano un termine di applicazione diversa e fatta eccezione per il regolamento 2024/1350 che istituisce un quadro dell’Unione per il reinsediamento e l’ammissione umanitaria, il quale è immediatamente esecutivo)(1) . Per quanto riguarda la direttiva sulle condizioni di accoglienza, gli Stati membri hanno avuto due anni di tempo per introdurre le modifiche previste nelle loro leggi nazionali.

E’ attualmente all’esame del Parlamento il disegno di legge trasmesso dal Governo dal titolo “Disposizioni in materia di immigrazione e protezione internazionale, nonché disposizioni per l'attuazione del Patto dell'Unione europea sulla migrazione e l'asilo del 14 maggio 2024” (Atto Senato n. 1869), sul quale è stato predisposto il dossier di documentazione n. 698, a cura dei Servizi Studi del Senato e della Camera dei deputati.

Nell'ambito del monitoraggio in corso sull'attuazione del Patto su migrazione e asilo, la Commissione ha pubblicato una relazione sullo stato di avanzamento(2) , che evidenzia che gli Stati membri dell'UE hanno compiuto progressi significativi, ma sono tuttavia necessari sforzi costanti per completare tutti gli elementi costitutivi, in vista della piena entrata in vigore del patto.

In particolare, la Commissione rileva come l’attuazione di questo complesso insieme di riforme, che comprende dieci atti legislativi interconnessi, richieda un notevole lavoro giuridico e operativo. La maggior parte degli Stati membri è a buon punto per quanto riguarda l’adeguamento delle rispettive legislazioni nazionali, l’istituzione di procedure obbligatorie di screening e di controllo alle frontiere, anche con meccanismi indipendenti di monitoraggio dei diritti fondamentali, e nel raggiungimento di una capacità di accoglienza sufficiente. Gli Stati membri hanno inoltre compiuto progressi nel rafforzamento della loro capacità di gestire i trasferimenti verso lo Stato membro competente per la domanda di asilo e nella predisposizione degli impegni di solidarietà. Viene in proposito ricordato che, a livello dell’UE, la decisione di esecuzione (UE) 2025/2642 del Consiglio, del 22 dicembre 2025, ha istituito la prima riserva annuale di solidarietà per il 2026.

L’Italia è fra gli Stati membri soggetti a pressioni migratorie, a norma della decisione di esecuzione (UE) 2025/2323, e usufruirà di misure di solidarietà alternative per un valore di 54 milioni di euro.

Si ricorda, al riguardo, che anche la prima strategia europea sulla gestione dell’asilo e della migrazione, con cui la Commissione definisce il suo punto di vista strategico sulla politica in materia di migrazione e asilo per i prossimi cinque anni. Viene in particolare ribadita la determinazione dell'UE a istituire un quadro che consenta di gestire efficacemente la migrazione, insieme ai Paesi partner, fornendo soluzioni e rimanendo al tempo stesso aderente ai valori europei.

Per ulteriori approfondimenti sulla Strategia europea di gestione dell’asilo e della migrazione e sulla riserva annuale di solidarietà si rinvia alla sessione “Migrazione” contenuta nel dossier europeo n. 166/DE Consiglio europeo - Bruxelles, 19-20 marzo 2026, a cura dei Servizi del Senato e della Camera dei deputati.

Si segnala, infine, nell’ambito delle iniziative assunte in materia di gestione della migrazione e l’asilo la proposta di regolamento che stabilisce un sistema comune per il rimpatrio dei cittadini di Paesi terzi che soggiornano illegalmente nell'Unione.

La proposta, riformando la materia ad oggi regolata dalla direttiva 2008/115/CE, ha come obiettivo principale la semplificazione del processo di rimpatrio. A tal fine, la proposta introduce un ordine europeo di rimpatrio, ovvero un modello comune che integrerà le decisioni di rimpatrio degli Stati membri e che sarà disponibile attraverso il sistema di informazione Schengen, e istituisce un meccanismo di riconoscimento reciproco per l'esecuzione diretta di una decisione di rimpatrio emessa da un altro Stato membro.

Presso la Camera dei deputati, la proposta è stata esaminata, ai fini della verifica di conformità al principio di sussidiarietà, dalla XIV Commissione che, l’11 giugno 2025, ha adottato un documento recante una valutazione conforme. Il documento lamenta la mancata presentazione da parte della Commissione europea di una valutazione di impatto sulla proposta.

In relazione al documento approvato, la Commissione europea ha trasmesso la propria risposta, nell’ambito del dialogo politico, dichiarandosi tra l’altro disposta a discutere delle relative questioni nel contesto dei negoziati legislativi in corso. Sono pervenute inoltre le comunicazioni trasmesse ai sensi dell’art. 7 della Legge 234 del 2012 riguardanti i seguiti che il Governo intende dare al documento della XIV Commissione; in esse si sottolinea che la proposta introduce numerosi elementi di novità con un impatto significativo sotto il profilo normativo, organizzativo e operativo sui sistemi nazionali e si condivide la critica circa la mancata predisposizione di una valutazione di impatto.

La I^ Commissione "Affari costituzionali" ha avviato l’esame della proposta, ai sensi dell’art. 127 del Regolamento, il 30 settembre 2025.

Presso il Senato, la proposta di regolamento sui rimpatri è stata esaminata dalla 4a Commissione Politiche dell’UE che si è pronunciata il 25 giugno 2025 con la risoluzione doc. XVIII-bis, n. 25 in cui si ritiene che la proposta sia conforme al principio di sussidiarietà, ma non al principio di proporzionalità, “considerando l’esigenza di trovare il giusto equilibrio tra la necessità di assicurare un equo trattamento ai cittadini di Paesi terzi e al contempo un buon funzionamento del sistema comune di rimpatrio”. Vi si afferma in particolare che “taluni aspetti della proposta rischiano di comportare un aggravio procedurale tale da compromettere il suo obiettivo di migliorare le procedure di rimpatrio di cittadini di Paesi terzi che non hanno il diritto di soggiornare nell’UE, a fronte invece di un sistema nazionale di rimpatri comunque in grado di operare con buona efficienza”.

Sul piano dell’iter legislativo europeo, si segnala che il 17 giugno il Parlamento europeo ha adottato, nell’ambito della procedura legislativa ordinaria, la propria posizione in prima lettura sulla proposta.

Per approfondimenti si veda il dossier predisposto dal Servizio RUE della Camera.


1) Solo l’articolo 9, paragrafo 24, di tale regolamento si applicherà a decorrere dal 12 giugno 2026.

2) Il 12 giugno 2024 la Commissione europea aveva adottato una comunicazione recante il piano di attuazione comune del patto sulla migrazione e l’asilo, propedeutico alla predisposizione dei piani di attuazione nazionali. L’11 giugno 2025 ha inoltre pubblicato una comunicazione sul suo stato di attuazione, nel quale si evidenziava che a metà del periodo di transizione si registravano importanti progressi a livello sia dell'UE che degli Stati membri, ma che occorreva un maggiore impegno per affrontare le sfide rimanenti e per fare in modo che nel giugno 2026 sia pienamente operativo un nuovo sistema solido di gestione della migrazione.