Legislatura 19ª - Dossier n. 182 DE

Politiche dell’UE per il contrasto delle minacce ibride

Quadro generale e lotta alla disinformazione

A seguito dell'adozione della bussola strategica per la sicurezza e la difesa nel marzo 2022, l'UE ha introdotto un pacchetto di strumenti contro le minacce ibride che comprende le misure preventive, di cooperazione, di stabilità, restrittive e di sostegno delineate nelle conclusioni del Consiglio del 21 giugno 2022. Fungendo da quadro generale, il pacchetto introduce altri meccanismi e strumenti di risposta pertinenti, quali il pacchetto di strumenti contro la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri (FIMI Toolbox). Inoltre, l'UE ha elaborato il pacchetto di strumenti della diplomazia informatica per rispondere a minacce e attacchi informatici.

Nel maggio 2024 il Consiglio ha approvato il quadro di riferimento per l'istituzione pratica dei gruppi di risposta rapida dell'UE alle minacce ibride.

Nello stesso periodo, prima delle elezioni del Parlamento europeo, il Consiglio ha approvato conclusioni sulla protezione dei processi elettorali dalle ingerenze straniere. Nelle conclusioni, tra l’altro, si invitavano le istituzioni dell'UE e gli Stati membri a intensificare l'azione volta a monitorare i tentativi di ingerenza nel processo democratico dell'UE da parte di attori stranieri e a utilizzare tutti i meccanismi, le reti e gli strumenti dell'UE per proteggere l'integrità delle elezioni, senza ostacolare un dibattito democratico aperto.

La determinazione dell'UE a utilizzare tutti gli strumenti disponibili per prevenire e scoraggiare le campagne ibride è stata da ultimo ribadita con le conclusioni del Consiglio del 16 marzo 2026.

Resilienza delle infrastrutture critiche

A partire dal 2022 l'UE ha intensificato gli sforzi per proteggere le infrastrutture critiche. L'8 dicembre 2022 il Consiglio ha adottato un nuova direttiva per garantire che settori critici quali l'energia, le acque, i trasporti e la sanità siano in grado di prevenire, proteggersi, rispondere, adattarsi e ripristinare le proprie capacità operative in caso, tra l'altro, di attacchi ibridi (direttiva sulla resilienza dei soggetti critici). Inoltre nel dicembre 2022, a seguito degli atti di sabotaggio a danno del gasdotto Nord Stream, il Consiglio ha adottato una raccomandazione sulla resilienza delle infrastrutture critiche, articolata su tre settori prioritari: la preparazione, la risposta e la cooperazione internazionale.

Infine, nel giugno 2024, il Consiglio ha adottato una nuova raccomandazione relativa a un programma per coordinare una risposta a livello dell'UE alle perturbazioni delle infrastrutture critiche con significativa rilevanza transfrontaliera.

Sicurezza delle reti e dei sistemi informativi

Il 28 novembre 2022 il Consiglio ha adottato la direttiva relativa a misure per un livello comune elevato di cibersicurezza nell'Unione. La nuova direttiva, denominata "NIS 2", ha sostituito le norme precedentemente in vigore sulla sicurezza delle reti e dei sistemi informativi (direttiva NIS).

La Commissione europea ha recentemente presentato un pacchetto legislativo in materia di cibersicurezza che include una proposta di modifica della direttiva NIS2 che intende semplificare il rispetto degli obblighi di cibersicurezza in modo da garantire un’attuazione razionalizzata e coerente del quadro giuridico, semplificando la conformità alle norme (v. supra).

Recenti orientamenti del Parlamento in materia di disinformazione e minacce ibride

Al tema delle minacce ibride fanno riferimento risoluzioni approvate dall’Assemblea di Camera e Senato in occasione delle Comunicazioni del Presidente del Consiglio prima delle riunioni del Consiglio europeo. Alcune di queste presentano identica formulazione nei due rami del Parlamento.

Il 22 ottobre 2025 (Comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 23 e 24 ottobre successivi) entrambe le Camere hanno rivolto l’impegno al Governo a “promuovere una reazione coordinata in sede europea alle minacce ibride e al pericolo che esse rappresentano per il funzionamento delle istituzioni democratiche nonché dei servizi di interesse pubblico e delle infrastrutture critiche” (risoluzione n. 6-00211 Camera, risoluzione 6-00182 Senato).

Il 17 dicembre 2025, alla vigilia del Consiglio europeo del 18 e 19 dicembre, in Senato è stata approvata la risoluzione 6-00185, che impegna il Governo a “condannare fermamente le persistenti attività ibride dannose e le iniziative di disinformazione, a partire da quelle messe in atto dalla Russia, e contrastare e prevenire tali minacce”.

L’11 marzo 2026 (Comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 19-20 marzo) entrambe le Camere hanno ribadito l'importanza di combattere la disinformazione, la guerra ibrida e le ingerenze esterne come strumenti utilizzati da attori esterni per influenzare i processi democratici degli Stati membri, sensibilizzando in particolare le giovani generazioni e tenendo conto dei possibili rischi dei fenomeni di interferenza mediante l'utilizzo dell'intelligenza artificiale generativa (risoluzione 6-00242 Camera, risoluzione 6-00214 del Senato).

Si ricorda infine la risoluzione n. 6- 00250 approvata dall’Assemblea della Camera il 28 maggio 2026 sul Programma di lavoro della Commissione per il 2026 e sulla Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nell'anno 2026, che, tra l’altro, al punto 53) richiede che sia potenziata la resilienza dell'UE contro minacce ibride, cyber, spaziali e sottomarine.

Presso la Commissione Politiche dell’Unione europea del Senato è in corso l’esame dell’affare assegnato relativo a “Ingerenze straniere nei processi democratici degli Stati membri dell'Unione europea e nei Paesi candidati”. Hanno avuto luogo audizioni di esperti e portatori di interessi. A conclusione di una prima fase dei lavori il 15 ottobre 2025 è stata approvata una risoluzione che impegna il governo a considerare tra l’altro: adeguati strumenti di prevenzione per giovani e studenti; il rischio accresciuto dei fenomeni di interferenza con l’utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa; iniziative strutturate per mappare le migliori pratiche internazionali; l’istituzione di un organismo di coordinamento interistituzionale con specifico mandato operativo; l’adozione di un modello di riferimento per la protezione dalle interferenze esterne; un accresciuto coinvolgimento dei servizi di informazione e sicurezza; la registrazione, in base a una legge, degli agenti stranieri; l’individuazione dell’utilizzatore dei social media al momento della registrazione sulle piattaforme; il rafforzamento delle strutture ministeriali dedicate al monitoraggio e all’analisi delle campagne di manipolazione dell’informazione e interferenza straniere; il sostegno a iniziative di verifica dei fatti.