Legislatura 19ª - Dossier n. 182 DE
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Il Pacchetto “Difesa della democrazia del 2023” – Rappresentanza di interessi esercitata per conto dei Paesi terzi
Il Pacchetto comprende una serie di iniziative finalizzate a proteggere la sfera democratica dell'UE, promuovere la fiducia istituzionale e proteggere il dibattito pubblico da interferenze occulte.
Tra le iniziative legislative figura la proposta di direttiva, presentata dalla Commissione europea il 12 dicembre 2023, volta a stabilire requisiti armonizzati nel mercato interno sulla trasparenza della rappresentanza di interessi esercitata per conto di Paesi terzi.
La proposta stabilisce un quadro regolatorio delle attività volte ad influenzare per conto di Paesi terzi lo sviluppo, l'elaborazione o l'attuazione di politiche e normative ("attività di rappresentanza d'interessi"), con l’obiettivo di tutelare la trasparenza e l’integrità dei processi decisionali degli Stati membri e dell’UE.
Il 27 novembre 2025, l’Assemblea plenaria del Parlamento europeo ha adottato il mandato negoziale sulla proposta.
A complemento di tale iniziativa, la Commissione europea ha presentato una proposta di regolamento che modifica il regolamento (UE) n. 1024/2012, relativo alla cooperazione amministrativa attraverso il sistema di informazione del mercato interno e il regolamento (UE) n. 2018/1724 che istituisce uno sportello digitale unico per l'accesso a informazioni, procedure e servizi di assistenza e di risoluzione dei problemi.
Sulla proposta il Parlamento europeo ha approvato il mandato negoziale.
Le proposte sono state congiuntamente esaminate dalla Commissione Politiche dell’UE che, nell’ambito dell’esame di conformità al principio di sussidiarietà, il 13 marzo 2024 ha approvato un documento recante una valutazione conforme, precisando tuttavia che non appare adeguatamente motivata, sotto il profilo della necessità e del valore aggiunto, la scelta di procedere ad una armonizzazione completa, escludendo che gli Stati membri possano mantenere o introdurre obblighi di trasparenza ulteriori, neanche nel senso di un maggiore rigore. La XIV Commissione ha inoltre precisato che tale approccio, oltre a comprimere eccessivamente i margini di discrezionalità degli Stati membri in relazione alle specificità nazionali, potrebbe implicare una paradossale riduzione degli standard di trasparenza per gli Stati membri che hanno già adottato una disciplina più rigorosa in materia. Risulterebbe pertanto più coerente con il principio di sussidiarietà la definizione di standard minimi o, in alternativa, la creazione di un registro unico a livello europeo.
Il pacchetto “Difesa della democrazia” include, tra l’altro, due raccomandazioni, una relativa a processi elettorali inclusivi e resilienti, l’altra sulla promozione del coinvolgimento dei cittadini e delle organizzazioni della società̀ civile nei processi di elaborazione delle politiche pubbliche.