Legislatura 19ª - Dossier n. 182 DE
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Lo Scudo democratico europeo: le iniziative della Commissione europea
In risposta alle crescenti pressioni sui sistemi democratici europei, il 12 novembre 2025, la Commissione e l'Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza hanno pubblicato una comunicazione congiunta sullo "Scudo democratico europeo: rafforzare le democrazie forti e resilienti" (EDS), in linea con gli orientamenti politici del luglio 2024. L'EDS mira a proteggere la democrazia da rischi complessi, tra cui interferenze e distorsioni nello spazio informativo, nonché minacce ibride, volte a influenzare le elezioni e a minare la fiducia nei processi democratici.
La comunicazione prefigura una serie di azioni da attuare entro il 2027, articolate in quattro pilastri fondamentali:
un nuovo Centro europeo per la resilienza democratica;
In occasione del Consiglio Affari generali del 26 febbraio 2026, il Centro ha avviato le sue attività volte a: migliorare la capacità di individuare e anticipare le minacce alla democrazia; sviluppare l'allerta precoce e la capacità di risposta rapida; responsabilizzare i cittadini, la società civile e le istituzioni, costruendo un’ampia resilienza democratica dell'intera società. Sostenuto da una piattaforma di condivisione di competenze e ricerche per portatori di interesse indipendenti (organizzazioni della società civile, ricercatori e accademici, etc.), il Centro vede la partecipazione del Parlamento europeo, della Commissione e del Servizio di azione esterna dell’UE, non ché quella degli Stati membri (EEAS);
la salvaguardia dell'integrità dello spazio informativo;
il rafforzamento delle nostre istituzioni, di elezioni libere ed eque e di media liberi e indipendenti;
il potenziamento della resilienza sociale e del coinvolgimento dei cittadini.
Lo Scudo democratico europeo si basa sul lavoro dell'UE per contrastare la manipolazione e l'interferenza straniera nell'informazione e sul quadro normativo dell'UE in materia di minacce alla democrazia.
In tale contesto, il Consiglio europeo del 18 dicembre 2025 ha adottato una serie di conclusioni, con le quali ha, tra l’altro:
- ricordato, a seguito della citata comunicazione congiunta, l'importanza di rafforzare la resilienza democratica dell'Europa;
- rilevato la necessità di contrastare la disinformazione e la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri e di proteggere la libertà e il pluralismo dei media;
- evidenziato la responsabilità giuridica delle piattaforme nella lotta alla diffusione della disinformazione e dei contenuti illegali;
- ribadito l'autonomia normativa dell'UE nella sfera digitale.
Lo Scudo democratico: attività del Parlamento europeo
Nel corso delle ultime due legislature, il Parlamento ha predisposto una serie di strumenti per contrastare le citate minacce alla democrazia, in particolare la manipolazione e l'interferenza che incidono sull’ordinato svolgimento del servizio di informazione.
In particolare, il 3 febbraio 2025, basandosi sulle precedenti esperienze relative alle Commissioni speciali sulle interferenze straniere (INGE e ING2). Il Parlamento europeo ha istituito una Commissione speciale sullo Scudo europeo per la democrazia (EUDS), prorogata con voto della Conferenza dei Presidenti dello scorso 9 settembre.
Il mandato dell’EUSD include, tra l’altro:
- la valutazione della legislazione e delle politiche pertinenti, esistenti e previste, a fine di individuare ulteriori eventuali scappatoie, lacune e sovrapposizioni che potrebbero essere sfruttate per ingerenze malevole nei processi democratici;
- l’elaborazione in cooperazione con le Commissioni permanenti competenti, di proposte su come colmare ulteriormente tali lacune, al fine di promuovere la resilienza dell'Unione nei confronti delle minacce e degli attacchi ibridi, comprese la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri, e su come migliorare il quadro giuridico e istituzionale dell'Unione;
- la valutazione delle attività della Commissione e del Servizio europeo per l'azione esterna relative alla lotta contro la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri e le minacce e gli attacchi ibridi;
- il contrasto alle campagne di informazione e la comunicazione strategica di paesi terzi malevoli, anche attraverso attori e organizzazioni nazionali dell'Unione, che ledono gli obiettivi dell'Unione e mirano a influenzare l'opinione pubblica dell'Unione;
- il contributo alla resilienza istituzionale generale contro le ingerenze straniere, le minacce ibride, gli attacchi e la disinformazione;
- relazioni con le altre istituzioni e organi dell'Unione, le autorità degli Stati membri, altre organizzazioni internazionali e assemblee interparlamentari, la società civile nonché i partner statali e non statali nei paesi terzi pertinenti per le questioni che rientrano nelle sue competenze;
- il dialogo con i partner statali e non statali in Ucraina e Moldova e con i partner filoeuropei in Georgia nonché con i paesi dei Balcani occidentali;
- il contrasto alle narrazioni manipolate provenienti dalla Russia.
Il 23 giugno 2026 la Commissione speciale ha approvato una relazione articolata in vari settori di intervento.
Essa contiene una serie di proposte volte a dotare l'UE di strumenti più efficaci per contrastare le interferenze straniere, le minacce ibride e la disinformazione.
Inoltre, con riferimento alla Russia, ritenuta minaccia primaria per l’integrità della democrazia europea, la relazione suggerisce il rafforzamento delle capacità delle agenzie UE competenti per l’azione contro le attività ibride e gli atti di sabotaggio, tra l’altro, includendo le minacce ibride nel mandato di Europol. Il Parlamento europeo chiede quindi di ampliare le sanzioni contro chi favorisce la disinformazione russa e contro le entità extra-UE, in particolare quelle cinesi, che contribuiscono a eludere le sanzioni e a facilitare le operazioni russe. Infine nella relazione si chiede di adottare una risposta coordinata all'inserimento nella "lista nera" da parte della Russia di cittadini, giornalisti e eurodeputati dell'UE.
In base alla relazione, è urgente che l'UE riduca la sua dipendenza dalla tecnologia controllata dall'estero nei settori critici, in particolare dalle aziende tecnologiche statunitensi e dall'hardware cinese, anche attraverso una strategia equilibrata di "acquisto europeo" negli investimenti in infrastrutture critiche e la diversificazione verso partner più affidabili per l'approvvigionamento di materie prime critiche. La relazione sottolinea la necessità di dare attuazione alle norme digitali vigenti in materia di piattaforme, anziché introdurre una nuova legislazione, nonché il diritto dell'UE di regolamentare il proprio mercato.
La relazione contempla infine misure per rafforzare la resilienza elettorale e la libertà dei media e della società civile.
La relazione sarà oggetto di votazione da parte dell'Assemblea Plenaria, orientativamente, nella sessione del prossimo settembre.