Legislatura 19ª - Dossier n. 182 DE

Sessione I: Le priorità della Presidenza Irlandese del Consiglio dell’Unione europea

L’Irlanda esercita la Presidenza del Consiglio dell'UE nel secondo semestre 2026 (1° luglio - 31 dicembre) nell’ambito del trio costituito insieme a Lituania e Grecia.

L’Irlanda è uno Stato membro dell'UE dal 1º gennaio 1973 e dell’Eurozona dal 1° gennaio 1999. Ha negoziato una clausola di non partecipazione allo spazio Schengen.

L’Irlanda ha già esercitato la Presidenza del Consiglio dell’UE sette volte in precedenza e conta 14 rappresentanti al Parlamento europeo.

Il Commissario europeo irlandese è Michael McGrath, responsabile per democrazia, giustizia, Stato di diritto e tutela dei consumatori.

Eurostat pubblica e aggiorna le principali statistiche riguardanti l’Irlanda.

Il programma della Presidenza irlandese, con il titolo “Strength with unity”, intende guidare l’azione dell’Unione, in un contesto globale instabile e complicato, nel quale insistono una serie di fattori esterni che non possono essere controllati, mediante il principio della forza nell’unità.

Il programma si inserisce nel contesto del programma di 18 mesi del trio di Presidenza del Consiglio dell'UE (1° luglio 2026 - 31 dicembre 2027), che si concentra sui seguenti temi: Un’Europa libera e democratica, salvaguardando i valori europei all'interno dell'Unione; un’Europa forte e sicura, impegnandosi per un processo di allargamento ambizioso, un’azione esterna coerente e influente, un’azione strategica in materia di sicurezza e difesa, un approccio globale alla migrazione e il rafforzamento della sicurezza e la protezione dei cittadini europei; un’Europa prospera e competitiva, portando a termine i lavori sul quadro finanziario pluriennale 2028-2034, rafforzando la competitività europea, portando a buon fine le transizioni verde e digitale, promuovendo un ambiente favorevole alla scienza, all'innovazione e alle imprese e promuovendo il progresso comune, per tutti, senza lasciare indietro nessuno.

Le priorità della Presidenza irlandese

Il programma è articolato intorno a tre priorità fondamentali:

  1. competitività;
  2. valori;
  3. sicurezza.

L’altra priorità, trasversale, del programma è quella di facilitare il conseguimento di un accordo tempestivo sul quadro finanziario pluriennale (QFP) dell’UE per il periodo 2028-2034 che consenta all'UE di affrontare le sfide del futuro, sostenendo al contempo le principali politiche esistenti, come la politica agricola comune e la politica di coesione.

Il programma illustra nel dettaglio anche le priorità nell’ambito delle singole formazioni del Consiglio.

1. Competitività

Il programma ritiene che l’Unione debba agire con urgenza per rafforzare la propria competitività e produttività. A tale scopo, la Presidenza irlandese considera fondamentale conseguire un accordo sui dossier considerati prioritari, in linea con gli obiettivi temporali stabiliti nella tabella di marcia "Un'Europa, un mercato" concordata dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione a margine della riunione informale dei Capi di Stato o di Governo dell'UE che si è tenuta a Cipro il 24 aprile 2026.

Cinque i pilastri strategici che guideranno il lavoro per rafforzare la competitività europea.

Semplificazione

La Presidenza si impegna a ridurre gli oneri amministrativi mediante l’approvazione dei pacchetti omnibus di semplificazione per favorire, tra le altre cose, lo sviluppo delle infrastrutture critiche, di una energia pulita e accessibile, di alloggi a prezzi accessibili e dell’innovazione digitale.

Nell’ambito dell’Omnibus IV sono ancora in corso di approvazione le proposte in materia di estensione alle piccole imprese a media capitalizzazione (small mid-caps o SMC) di determinate misure di attenuazione disponibili per le PMI e le proposte relative alla digitalizzazione e alle specifiche comuni, su cui il Consiglio e il Parlamento europeo, nell'ambito della procedura legislativa ordinaria, hanno raggiunto un accordo provvisorio lo scorso 9 giugno.

Presso la Camera, le proposte sono state esaminate ai fini della verifica di conformità al principio di sussidiarietà dalla Commissione Politiche dell’UE che ha adottato, rispettivamente il 10 e il 18 settembre 2025, documenti recanti una valutazione conforme. Esse sono state oggetto inoltre di esame congiunto presso la Commissione Politiche dell’Unione europea del Senato, che le ha ritenute conformi al principio di sussidiarietà in data 1° ottobre e 19 novembre 2025.

Per approfondimenti sulle singole proposte si rinvia ai Dossier n. 107 e n. 108 a cura del Servizio per i Rapporti con l’UE della Camera.

L’Omnibus V è relativo al settore della difesa e mira ad agevolare e promuovere gli investimenti e le condizioni per l'industria della difesa, come pure semplificare gli appalti nel settore della sicurezza. Comprende:

  • una proposta di regolamento sull'accelerazione del rilascio delle autorizzazioni per i progetti per la prontezza alla difesa;
  • una proposta di regolamento sulla prontezza alla difesa e l'agevolazione degli investimenti nella difesa e delle condizioni per l'industria della difesa;
  • una proposta di direttiva che riguarda la semplificazione dei trasferimenti intra-UE di prodotti per la difesa e la semplificazione degli appalti nel settore della sicurezza e della difesa.

Il Consiglio e il Parlamento europeo hanno raggiunto, nel mese di giugno, nell'ambito della procedura legislativa ordinaria, un accordo provvisorio sulle proposte.

Nell’ambito dell’Omnibus VI relativo alle sostanze chimiche è ancora in corso di approvazione la proposta di regolamento che prospetta modifiche mirate alla semplificazione del quadro normativo, su cui il Consiglio e il Parlamento europeo, all’interno della procedura legislativa ordinaria, hanno raggiunto un accordo provvisorio lo scorso 17 giugno.

Presso la Camera, la proposta è stata esaminata ai fini della verifica di conformità al principio di sussidiarietà dalla Commissione Politiche dell’UE che ha adottato, l’8 ottobre 2025, un documento recante una valutazione conforme.

Per approfondimenti sulla proposta si rinvia al Dossier n. 112 a cura del Servizio per i Rapporti con l’Unione europea della Camera.

L’Omnibus VII è relativo al quadro legislativo digitale e si compone di due iniziative legislative:

  • una proposta di regolamento che semplifica l’attuazione delle regole armonizzate sull’IA, che il Consiglio, convenendo con la posizione del Parlamento europeo in prima lettura nell’ambito della procedura legislativa ordinaria, ha definitivamente adottato il 29 giugno 2026;
  • una proposta di regolamento che semplifica il quadro legislativo modificando molteplici atti, tra cui il regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) e il regolamento sui dati (c.d. Data Act).

Presso la Camera, le proposte sono state esaminate, ai fini della verifica di conformità al principio di sussidiarietà, dalla Commissione Politiche dell’UE che ha adottato, il 24 febbraio 2026, un documento recante una valutazione conforme. La proposta che interviene, tra gli altri, sul GDPR, è inoltre attualmente in esame, ai sensi dell’articolo 127 del Regolamento della Camera, presso la Commissione Trasporti.

La proposta di regolamento che semplifica l’attuazione delle regole armonizzate sull’IA è stata oggetto di esame ad opera della Commissione Politiche dell’Unione europea del Senato, che la ha ritenuta conforme al principio di sussidiarietà in data 24 giugno 2026.

Per approfondimenti sulle proposte si rinvia al Dossier n. 129 a cura del Servizio per i Rapporti con l’Unione europea della Camera.

L’Omnibus VIII contiene proposte legislative mirate a semplificare la legislazione ambientale nei settori delle emissioni industriali, dell'economia circolare, delle valutazioni ambientali e dei dati geospaziali, mantenendo al contempo standard elevati di protezione dell’ambiente. Ne fanno parte:

  • una proposta di regolamento che modifica il regolamento relativo alle batterie e ai rifiuti di batterie e il regolamento relativo alla comunicazione dei dati ambientali delle installazioni industriali e al portale sulle emissioni industriali, su cui il Consiglio ha adottato, nell’ambito della procedura legislativa ordinaria, il proprio mandato negoziale in vista dell’avvio dei negoziati interistituzionali lo scorso 24 giugno;
  • una proposta di regolamento che sospende l’applicazione delle norme relative alla designazione del rappresentante autorizzato per la responsabilità estesa del produttore per le batterie e i rifiuti di batterie e per gli imballaggi e i rifiuti di imballaggio;
  • una proposta di direttiva che sospende l’applicazione delle norme relative alla designazione dei rappresentanti autorizzati per la responsabilità estesa del produttore per i rifiuti, i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche e i rifiuti di plastica monouso;
  • una proposta di regolamento per sveltire le valutazioni ambientali;
  • una proposta di direttiva che modifica la direttiva Inspire per quanto riguarda la semplificazione di talune prescrizioni per l'istituzione dell'infrastruttura per l'informazione territoriale nell'Unione, su cui il Consiglio ha adottato il proprio mandato negoziale lo scorso 24 giugno;
  • una proposta di direttiva che modifica molteplici atti legislativi in relazione alla semplificazione di alcune prescrizioni e la riduzione degli oneri amministrativi, su cui il Consiglio ha adottato il proprio mandato negoziale lo scorso 24 giugno.

Presso la Camera, le proposte sono state esaminate, ai fini della verifica di conformità al principio di sussidiarietà, dalla Commissione Politiche dell’UE che ha adottato, il 25 giugno 2026, un documento con cui ha ritenuto le proposte complessivamente conformi al principio di sussidiarietà, ad eccezione della proposta di modifica della direttiva Inspire, rispetto alla quale, lo stesso giorno, ha adottato un parere motivato.

Presso il Senato la Commissione Politiche dell’Unione europea ha esaminato:

  • la proposta di regolamento che sospende l’applicazione delle norme relative alla designazione del rappresentante autorizzato per la responsabilità estesa del produttore per le batterie e i rifiuti di batterie e per gli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, ritenendola conforme al principio di sussidiarietà il 22 aprile 2026;
  • la proposta di direttiva che sospende l’applicazione delle norme relative alla designazione dei rappresentanti autorizzati per la responsabilità estesa del produttore per i rifiuti, i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche e i rifiuti di plastica monouso. Il 22 aprile 2026 è stata approvata una risoluzione, in cui la proposta è stata ritenuta non pienamente in linea con il principio di proporzionalità;
  • la proposta di regolamento per sveltire le valutazioni ambientali, approvando il 15 aprile 2026 una risoluzione in cui si argomenta che la proposta sia suscettibile di una maggiore conformità al principio di proporzionalità.

Per approfondimenti sulle proposte si rinvia al Dossier n. 144 a cura del Servizio per i Rapporti con l’Unione europea della Camera.

L’Omnibus IX è invece relativo al settore automobilistico e mira ad alleggerire gli oneri amministrativi e ridurre i costi per i produttori europei, aumentando la loro competitività globale e liberando risorse a sostegno del processo di decarbonizzazione. Comprende:

  • una proposta di regolamento che modifica molteplici atti legislativi per quanto riguarda la semplificazione delle prescrizioni tecniche e delle procedure di prova per i veicoli a motore;
  • una proposta di direttiva che modifica la direttiva concernente il montaggio e l'impiego di limitatori di velocità per esentare taluni veicoli elettrici della categoria N2 dall'obbligo di montaggio e impiego di dispositivi di limitazione della velocità.

Presso la Camera, le proposte sono state esaminate, ai fini della verifica di conformità al principio di sussidiarietà, dalla Commissione Politiche dell’UE che ha adottato, il 25 marzo 2026, un documento recante una valutazione conforme, pur rilevando che esse non risultano interamente conformi al principio di proporzionalità.

Per approfondimenti sulle proposte si rinvia al Dossier n. 136 a cura del Servizio per i Rapporti con l’Unione europea della Camera.

Nell’ambito, invece, del pacchetto di semplificazione delle norme in materia di sicurezza alimentare, ai prodotti fitosanitari e biocidi, ai mangimi, ai controlli ufficiali, alla salute e al benessere degli animali (Omnibus X) sono ancora in corso di approvazione la proposta di direttiva e di regolamento volte a semplificare e rafforzare i requisiti in materia di sicurezza di alimenti e mangimi.

Il 27 maggio 2026 il Consiglio ha adottato il suo mandato negoziale sulla proposta di direttiva in vista dell’avvio dei negoziati interistituzionali con il Parlamento europeo.

Presso la Camera, le proposte sono state esaminate, ai fini della verifica di conformità al principio di sussidiarietà, dalla Commissione Politiche dell’UE che ha adottato, rispettivamente il 25 marzo e il 6 maggio 2026, documenti recanti una valutazione conforme. Tuttavia, la proposta di regolamento è stata ritenuta solo in parte conforme al principio di proporzionalità.

Presso il Senato le proposte sono state esaminate dalla Commissione Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare, che ha approvato due distinte risoluzioni sul merito dell’atto in data 25 marzo 2026 e 14 maggio 2026.

Per approfondimenti sulle proposte si rinvia al Dossier n. 146 a cura del Servizio per i Rapporti con l’Unione europea della Camera.

Il 24 giugno 2026 la Commissione europea ha presentato due ulteriori pacchetti omnibus:

  • il pacchetto sulla fiscalità (Omnibus XI) finalizzato a semplificare le norme e a ridurre gli oneri di conformità per le imprese mediante la semplificazione delle ritenute alla fonte intra-UE, l’eliminazione delle duplicazioni, la razionalizzazione delle procedure e l’incentivo per gli investimenti in R&S;
  • una proposta di regolamento sui prodotti energetici (Omnibus XII) che intende favorire un migliore utilizzo delle opzioni digitali per l'etichettatura energetica e degli pneumatici, facilitando il rispetto delle norme.

Un mercato unico più integrato

La Presidenza intende rafforzare il mercato unico mediante l’eliminazione delle barriere, il potenziamento degli scambi commerciali tra i Paesi dell’UE, la promozione della trasformazione digitale, nonché garantendo condizioni di parità tra le imprese europee. Afferma pertanto che si impegnerà per agevolare le imprese ad avviare ed espandere la propria attività in tutta l’Unione e per far progredire l'Unione dei risparmi e degli investimenti (SIU), in modo che i risparmi privati siano convogliati più efficacemente verso investimenti produttivi in tutta l'Unione.

La proposta di regolamento relativa al quadro di diritto societario riguardante il 28° regime - “EU Inc.”, presentata dalla Commissione a marzo, introduce un insieme unico e armonizzato di norme societarie che comprende una nuova forma giuridica societaria da introdurre nell'ordinamento di ciascuno Stato membro.

Presso la Camera, la proposta è stata esaminata ai fini della verifica di conformità al principio di sussidiarietà dalla Commissione Politiche dell’UE che ha adottato, il 4 giugno 2026, un documento recante una valutazione conforme, pur ritenendola solo parzialmente conforme al principio di proporzionalità.

Presso il Senato, la proposta è all’esame della Commissione Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare.

Per approfondimenti sulla proposta si rinvia al Dossier n. 153 a cura del Servizio per i Rapporti con l’Unione europea della Camera.

In relazione alla SIU, invece, sono in corso di esame presso le Istituzioni dell’UE diverse proposte legislative, tra cui, in particolare:

  • il pacchetto per gli investimenti al dettaglio, che ha l’obiettivo di consentire agli investitori di prendere decisioni di investimento consapevoli e aumentare il loro livello di partecipazione ai mercati finanziari e comprende, su cui il Consiglio e il Parlamento europeo, nell'ambito della procedura legislativa ordinaria, hanno raggiunto un accordo provvisorio il 18 dicembre 2025;
  • le misure volte ad agevolare l'attività di cartolarizzazione nell'UE, sulle quali sono in corso i negoziati interistituzionali, dopo che il Consiglio e il Parlamento europeo hanno adottato, rispettivamente il 19 dicembre 2025 e il 21 maggio 2026, i mandati negoziali, nell’ambito della procedura legislativa ordinaria. Presso la Camera, le proposte sono state esaminate, ai fini della verifica di conformità al principio di sussidiarietà, dalla Commissione Politiche dell’UE che ha adottato, il 24 settembre 2025, un documento recante una valutazione conforme;

Per approfondimenti sulle proposte si rinvia al Dossier n. 109 a cura del Servizio per i Rapporti con l’Unione europea della Camera.

  • la proposta di regolamento volta a modificare il regolamento relativo all'informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari (c.d. regolamento SFDR), su cui il Consiglio ha adottato, nell’ambito della procedura legislativa ordinaria, il proprio mandato negoziale in vista dell’avvio dei negoziati interistituzionali. Presso la Camera, le proposte sono state esaminate, ai fini della verifica di conformità al principio di sussidiarietà, dalla Commissione Politiche dell’UE che ha adottato, l’11 marzo 2026, un documento recante una valutazione conforme;

Per approfondimenti sulla proposta si rinvia al Dossier n. 139 a cura del Servizio per i Rapporti con l’Unione europea della Camera.

  • il pacchetto di misure volte a promuovere le pensioni integrative e assicurare un reddito pensionistico adeguato, mediante la modifica, tra gli altri, del regolamento sul prodotto pensionistico individuale paneuropeo (c.d. regolamento PEPP) e della direttiva relativa alle attività e alla vigilanza degli enti pensionistici aziendali o professionali (c.d. direttiva EPAP), su cui il Consiglio ha adottato, nell’ambito della procedura legislativa ordinaria, il proprio mandato negoziale in vista dell’avvio dei negoziati interistituzionali. Presso la Camera, le proposte sono state esaminate, ai fini della verifica di conformità al principio di sussidiarietà, dalla Commissione Politiche dell’UE che ha adottato, il 25 marzo 2026, un documento recante una valutazione conforme, pur ritenendo la proposta di regolamento solo parzialmente conforme al principio di proporzionalità;

Per approfondimenti sulle proposte si rinvia al Dossier n. 137 a cura del Servizio per i Rapporti con l’Unione europea della Camera.

  • il pacchetto di proposte che mira alla piena integrazione dei mercati finanziari dell’UE (c.d. pacchetto MISP) mediante una semplificazione del relativo quadro normativo e di vigilanza. Presso la Camera, le proposte sono state esaminate, ai fini della verifica di conformità al principio di sussidiarietà, dalla Commissione Politiche dell’UE che ha adottato, l’11 marzo 2026, un parere motivato sulle proposte relative all’ulteriore sviluppo dell’integrazione dei mercati dei capitali e della vigilanza dell’Unione in quanto ritenuti solo parzialmente conformi al principio di sussidiarietà e non coerenti con il principio di proporzionalità. Presso il Senato la Commissione politiche dell’Unione europea ha approvato una risoluzione individuando condizioni per assicurare che alcuni aspetti critici delle proposte siano meglio affrontati e precisati durante l’esame presso le istituzioni europee per permettere la piena rispondenza ai principi di sussidiarietà e proporzionalità.

Per approfondimenti sulle proposte si rinvia al Dossier n. 134 a cura del Servizio per i Rapporti con l’Unione europea della Camera.

Sostenere un commercio forte

La Presidenza irlandese intende perseguire un programma di politica commerciale ambizioso, aperto e basato su regole e valori, volto a promuovere le priorità di diversificazione dell’Europa e a sostenere la competitività, la resilienza e la sicurezza economica europee, nonché una crescita economica e un commercio inclusivi.

Nel programma, la Presidenza dichiara di volersi adoperare per costruire un rapporto più ambizioso e reciprocamente vantaggioso tra l’UE e gli Stati Uniti d’America in materia di commercio e investimenti, coerentemente con l’attuazione in corso della dichiarazione congiunta UE-USA siglata il 21 agosto 2025 e rafforzare la cooperazione in ambiti relativi alle catene di approvvigionamento e ai settori e alle tecnologie critici.

La dichiarazione congiunta UE-USA è stata seguita il 25 giugno scorso dall’adozione di due regolamenti (già entrati in vigore) che danno attuazione alle riduzioni tariffarie dell'UE. I regolamenti eliminano i rimanenti dazi doganali sulle merci industriali statunitensi, concedono un accesso preferenziale a determinati prodotti agricoli e prorogano la sospensione dei dazi sulle importazioni di astici (provenienti da tutti i paesi, non solo dagli Stati Uniti). Sono accompagnati da misure di protezione a tutela dei produttori, delle imprese e dei lavoratori dell'UE. I regolamenti prevedono un meccanismo di salvaguardia, un meccanismo di sospensione che consente all'UE di reagire nel caso in cui gli Stati Uniti non rispettino i loro impegni, e una clausola di temporaneità in base alla quale il regolamento principale si applicherà fino alla fine del 2029 e il regolamento sugli astici scadrà nel luglio 2030, a meno che non siano adottate ulteriori misure.

Nell’attuale contesto geopolitico, la Presidenza afferma di voler collaborare con la Commissione per approfondire le relazioni commerciali e di investimento avvalendoci di accordi commerciali tradizionali, nonché di accordi settoriali e partenariati digitali adoperandosi per sfruttare al massimo le opportunità sottoutilizzate di aumento degli scambi all’interno del mercato unico e, a livello globale, a rafforzare e diversificare gli scambi con partner globali affidabili.

Il programma attribuisce priorità:

alle relazioni commerciali con i partner strategici in Asia e in Medio Oriente e in Africa, e alla prosecuzione dei negoziati con la Malesia, le Filippine, la Thailandia e gli Emirati Arabi;

alla ratifica e all’attuazione di accordi conclusi, tra cui l’Accordo economico e commerciale globale, tra l’UE e il Canada (CETA), di cui nel 2026 ricorrono i dieci anni dalla firma;

alle procedure necessarie a dare applicazione agli accordi con l’India e l’Indonesia;

a promuovere a livello mondiale la cooperazione con partner che condividono gli stessi principi per sostenere il sistema commerciale e progredire nell’agenda di riforma dell’Organizzazione mondiale del Commercio.

L’accordo CETA, applicato in via provvisoria dal settembre 2017, ha consentito tra l’altro l’abolizione del 98% delle tariffe doganali tra UE e Canada.

Il 27 gennaio 2026, al vertice UE-India di Nuova Delhi, UE e India hanno concluso i negoziati sull'accordo di libero scambio avviati nel giugno 2022.

Il 25 settembre 2025 si sono conclusi i negoziati tra Ue e Indonesia su due distinti accordi: un accordo di partenariato economico globale e un accordo per la protezione degli investimenti, attualmente oggetto di revisione giuridica e di traduzione nelle lingue ufficiali dell’UE.

Transizione energetica

Il programma attribuisce priorità alle misure volte a:

far fronte alla crisi energetica;

rafforzare la sicurezza dell’approvvigionamento energetico;

sviluppare sistemi energetici sostenibili, accessibili e sicuri;

garantire la protezione e la resilienza delle infrastrutture energetiche;

accelerare la transizione verso l’energia pulita e l’eliminazione graduale della dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili.

In tale ambito la Presidenza intende portare a termine il pacchetto sulle reti energetiche e promuovere il pacchetto sulla sicurezza energetica di futura adozione.

Sul pacchetto reti, composto da una proposta di regolamento sulla rete TEN-E e da una proposta di direttiva sul rilascio delle autorizzazioni, il Consiglio ha adottato, il 26 giugno 2026, il proprio mandato negoziale, nell’ambito della procedura legislativa ordinaria, in vista dell’avvio dei negoziati interistituzionali.

Presso la Camera, la proposta di direttiva è stata esaminata, ai fini della verifica di conformità al principio di sussidiarietà, dalla Commissione Politiche dell’UE, che il 25 marzo 2026, ha adottato un documento recante una valutazione conforme, pur ritenendola solo parzialmente conforme al principio di proporzionalità. Nello stesso giorno ha inoltre approvato un parere motivato sulla proposta TEN-E poiché non conforme ai principi di sussidiarietà e proporzionalità.

Presso il Senato la Commissione Politiche dell’Unione europea ha approvato sulla proposta di regolamento una risoluzione in cui ritiene che la proposta non sia pienamente in linea con il principio di proporzionalità; la proposta di direttiva è stata anch’essa oggetto di esame, ad esito del quale è stata ritenuta conforme ai principi di sussidiarietà e proporzionalità.

Per approfondimenti sulle proposte si rinvia al Dossier n. 147 a cura del Servizio per i Rapporti con l’Unione europea della Camera.

Digitale/Intelligenza artificiale

Il programma della Presidenza prevede di rafforzare le capacità europee nel campo dell’IA e del cloud computing, promuovendo il ruolo dell’Unione nella governance digitale.

La Commissione europea ha presentato il 3 giugno scorso un pacchetto sulla sovranità digitale che contiene misure volte a rafforzare la capacità dell'Unione in materia di semiconduttori, IA, cloud e open source. Il pacchetto contiene:

  • una proposta di regolamento sullo sviluppo del cloud e dell’IA (c.d. CADA);
  • una proposta di regolamento (c.d. Chips Act 2.0) di revisione del regolamento sui semiconduttori.

La Presidenza, oltre a ricordare che ospiterà a Dublino, il prossimo 14 ottobre, il vertice internazionale sull’IA, comunica che intende prodigarsi per far avanzare il dossier relativo alla connettività e alle reti digitali.

La proposta di regolamento (c.d. Digital Networks Act, DNA) riguarda settori strategici connessi allo sviluppo di reti e servizi di comunicazione elettronica e intende razionalizzare ed unificare il quadro normativo europeo delle comunicazioni elettroniche, adeguandolo all’evoluzione tecnologica e alle esigenze del mercato unico.

Presso la Camera, la proposta è stata esaminata, ai fini della verifica di conformità al principio di sussidiarietà, dalla Commissione Politiche dell’UE che ha adottato, il 4 giugno 2026, un documento recante una valutazione conforme, pur rilevando alcune criticità sia sotto il profilo della sussidiarietà che della proporzionalità.

Presso il Senato, la proposta è stata esaminata, ai fini della verifica di conformità al principio di sussidiarietà, dalla Commissione Politiche dell’UE che ha adottato la risoluzione Doc XVIII-bis n. 38 il 24 giugno 2026, in cui si ritiene la proposta conforme al principio di sussidiarietà, in considerazione della dimensione transfrontaliera del settore delle comunicazioni elettroniche, ma suscettibile di una maggiore conformità al principio di proporzionalità.

Per approfondimenti sulle proposte si rinvia al Dossier n. 154 a cura del Servizio per i Rapporti con l’Unione europea della Camera.

La Presidenza irlandese darà priorità inoltre:

alle iniziative settoriali in materia di agricoltura e pesca;

alla creazione di un contesto normativo favorevole all’innovazione;

alla promozione della mobilità nel campo dell’istruzione mediante Erasmus+;

a favorire gli investimenti e al rafforzamento della resilienza in settori strategici tra cui l’IA e i semiconduttori.

Infine, il programma si concentra sui futuri sforzi in relazione alla legislazione in materia di biotecnologie e dispositivi medici.

Il pacchetto di iniziative legislative volto a rafforzare il settore della biotecnologia e della bio-manifattura nell’Unione europea, nonché a modificare la disciplina dei dispositivi medici e medico-diagnostici in vitro, è composto da:

  • la proposta di regolamento, anche definita “Legge europea sulle biotecnologie”, che ha come obiettivo generale il rafforzamento della competitività del settore delle biotecnologie sanitarie, dalla ricerca alla produzione, per lo sviluppo e l’immissione tempestiva nel mercato di innovazioni, prodotti e servizi biotecnologici;
  • la proposta di regolamento relativa alla semplificazione e alla riduzione delle norme sui dispositivi medici e sui dispositivi medico-diagnostici in vitro.

Presso la Camera, le proposte sono state esaminate, ai fini della verifica di conformità al principio di sussidiarietà, dalla Commissione Politiche dell’UE che ha adottato, rispettivamente, il 17 giugno e il 22 aprile 2026, documenti recanti una valutazione conforme.

Presso il Senato, la proposta di regolamento sulle biotecnologie è attualmente all’esame della Commissione Politiche dell’Unione europea. La proposta di regolamento relativa alla semplificazione e alla riduzione delle norme sui dispositivi medici e sui dispositivi medico-diagnostici in vitro è stata esaminata, per i profili di merito, dalla Commissione Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale, che si è pronunciata con la risoluzione Doc. XVIII n. 33 del 16 giugno 2026, esprimendo parere favorevole con osservazioni; è stata inoltre esaminata ai fini della verifica di conformità al principio di sussidiarietà dalla Commissione Politiche dell’Unione europea che, nella risoluzione Doc. XVIII-bis n. 37 dell’11 giugno 2026, ritiene che la proposta rispetti il principio di sussidiarietà, ma che non sia pienamente in linea con il principio di proporzionalità, in ragione delle osservazioni espresse.

Per approfondimenti sulle proposte si rinvia al Dossier n. 148 a cura del Servizio per i Rapporti con l’Unione europea della Camera.

2. Valori

La Presidenza intende difendere e promuovere, in Europa e a livello globale, i valori su cui si fonda l’Unione: rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze.

Medio Oriente

La Presidenza irlandese colloca in cima alle proprie priorità gli avvenimenti in tutta la regione del Medio Oriente. Con riguardo al conflitto israelo-palestinese, continuerà a ribadire l’impegno dell’UE a favore di una pace globale, giusta e duratura in Medio Oriente, basata sulla soluzione dei due Stati, che garantisca sia agli israeliani che ai palestinesi il diritto all’autodeterminazione e a vivere in pace e sicurezza entro confini sicuri. La Presidenza intende continuare ad accordare la massima attenzione ai bisogni umanitari a Gaza e sulla situazione in Cisgiordania, dove azioni unilaterali che minacciano la fattibilità della soluzione dei due Stati sono causa di ulteriore instabilità.

In merito al conflitto nel Golfo, la Presidenza irlandese sosterrà gli sforzi dell’UE volti a contribuire al raggiungimento della pace e della sicurezza nella regione, a difendere il diritto internazionale e la libertà di navigazione, ad affrontare le questioni relative alla sicurezza e a rafforzare le relazioni tra l’UE e il Consiglio di cooperazione del Golfo (GCC), anche attraverso il vertice UE-GCC che si terrà a Riyadh nell’ottobre 2026.

Priorità è attribuita anche alle iniziative volte a sostenere il ripristino della pace e della sicurezza in Libano e a sostegno della sua sovranità territoriale ed economica e alla transizione in atto in Siria.

Allargamento

La Presidenza irlandese nutre l’ambizione di avviare la concreta realizzazione del processo di allargamento dell’UE - ritenuto fondamentale per la sicurezza e la prosperità dell’UE - preparando il terreno per la prima adesione di nuovi Stati membri dal 2013.

A tal fine annuncia di voler sostenere tutti i paesi candidati e potenzialmente candidati nel loro percorso verso l’adesione all’UE, in linea con il processo basato sul merito.

In particolare, nel programma si dichiara che verrà attribuita priorità al completamento dei negoziati di adesione con il Montenegro e alla stesura del trattato di adesione del Montenegro, paese più avanzato nel cammino verso l’ingresso nell’UE.

Ulteriore obiettivo dichiarato è quello di compiere rapidi progressi nei negoziati con l’Ucraina, la Moldova e l’Albania.

Infine, la Presidenza guarda con attenzione al referendum previsto in Islanda alla fine di agosto sulla decisione di riprendere i negoziati per entrare nell’UE.

Le Commissioni permanenti III (Affari esteri e comunitari) e XIV (Politiche dell’Unione europea) della Camera dei Deputati hanno avviato l’esame congiunto dei più recenti documenti della Commissione europea sul tema: la comunicazione sulla politica di allargamento dell'UE del 2023, la comunicazione sulle riforme e sulle revisioni strategiche pre-allargamento, la comunicazione sulla politica di allargamento dell'UE del 2024 e la comunicazione della sulla politica di allargamento dell’UE del 2025.

Presso le medesime commissioni sono state svolte audizioni nell’ambito dell’esame delle risoluzioni 7-00123 Onori, 7-00130 Rosato7-00139 Orsini e 7-00161 Caiata sull’allargamento dell’UE ai paesi dei Balcani occidentali.

Rafforzamento della resilienza democratica e protezione dei minori online

La Presidenza intende promuovere lo Stato di diritto sia all’interno dell’Unione che nei paesi candidati, nonché rafforzare la resilienza democratica dell’UE, attraverso la cooperazione nella lotta alla disinformazione e alla criminalità online e sostenendo iniziative come lo Scudo europeo per la democrazia (v. infra) e la Strategia dell’UE per la società civile.

Afferma inoltre che si impegnerà in una applicazione efficace ed equilibrata del regolamento sui servizi digitali (DSA - v. infra) e per il rafforzamento della sicurezza online, in particolare a tutela dei bambini, mediante la promozione di una decisione a livello di Unione in merito ad una età minima per accedere ai servizi digitali, nonché dando priorità ai dossier relativi al contrasto dell’abuso sessuale sui minori online.

Da fonti informali si apprende che la Presidente von der Leyen ha recentemente affermato, a margine della conferenza stampa tenutasi 3 luglio in occasione dell’avvio del semestre di Presidenza irlandese, che la Commissione europea presenterà una proposta legislativa volta a ritardare l’accesso dei minori ai social media. Il prossimo 13 luglio il Panel speciale sulla sicurezza dei minori online, presenterà le sue raccomandazioni alla Commissione su come rafforzare il quadro innovativo dell'UE per la protezione dei minori online.

La proposta di direttiva presentata dalla Commissione nel febbraio del 2024 reca una revisione mirata (secondo la tecnica della rifusione) della direttiva relativa alla lotta contro l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile al fine di rafforzare gli strumenti di contrasto previsti nei confronti di tutti i fenomeni correlati all’abuso e allo sfruttamento sessuale di minori. Sulla proposta sono in corso i negoziati interistituzionali tra il Consiglio e il Parlamento europeo.

Presso la Camera la proposta è stata esaminata, ai fini della verifica di conformità al principio di sussidiarietà, dalla Commissione Politiche dell’UE che ha adottato, il 23 maggio 2024, un documento recante una valutazione conforme.

Per approfondimenti sulla proposta si rinvia al Dossier n. 66 a cura del Servizio per i Rapporti con l’Unione europea della Camera.

Nelle more dell’approvazione della proposta di direttiva di cui sopra è stata presentata una proposta di regolamento che mira a consentire ai fornitori di servizi di comunicazione interpersonale di continuare ad utilizzare, su base volontaria, tecnologie specifiche per il trattamento di dati personali e di altro tipo per individuare gli abusi sessuali online sui minori sui propri servizi, segnalarli e rimuovere il relativo materiale pedopornografico. In particolare, propone la proroga, fino al 3 aprile 2028, del periodo di applicazione delle deroghe alla direttiva e-privacy, già previste nel regolamento (UE) 2021/1232 (“regolamento provvisorio”).

Sull’iter legislativo europeo, si segnala che il 2 luglio 2026 il Consiglio ha adottato, nell’ambito della procedura legislativa ordinaria, la sua posizione in prima lettura sulla proposta.

Presso la Camera, la proposta è stata esaminata, ai fini della verifica di conformità al principio di sussidiarietà, dalla Commissione Politiche dell’UE che ha adottato, il 24 febbraio 2026, un documento recante una valutazione conforme.

Presso il Senato la proposta è stata oggetto di esame da parte della Commissione Politiche dell’Unione europea, che la ha ritenuta conforme ai principi di sussidiarietà e proporzionalità il 1° aprile 2026.

Per approfondimenti sulla proposta si rinvia al Dossier n. 130 a cura del Servizio per i Rapporti con l’Unione europea della Camera.

Uguaglianza

Il programma dedica specifica attenzione al rafforzamento dell’approccio dell’UE in materia di uguaglianza, inclusione sociale, non discriminazione e tutela dei diritti delle minoranze, in linea con le strategie rinnovate dell’Unione dell’Uguaglianza.

Inclusione, coesione sociale, occupazione

La Presidenza si impegna, nel sostenere il modello socio-economico europeo, a portare avanti iniziative in materia di occupazione, a favore della creazione di posti di lavoro di qualità all'interno di mercati del lavoro moderni.

Salute

Altra priorità è il miglioramento della salute della popolazione europea attraverso la prevenzione e l'innovazione in ambito sanitario.

Si segnala, al riguardo, la proposta di direttiva volta ad introdurre sia una disciplina specifica per l’immissione in commercio di microrganismi geneticamente modificati (MGM), sia disposizioni volte a disciplinare l’attività di trattamento per il mantenimento o il miglioramento dello stato funzionale degli organi prima di un trapianto.

La proposta è stata esaminata, ai fini della verifica di conformità al principio di sussidiarietà, dalla XIV Commissione che ha approvato un documento recante una valutazione conforme.

Per approfondimenti in merito alla proposta di regolamento sulle biotecnologie sanitaria e alla proposta di regolamento sui dispositivi medici e medico diagnostici in vitro v. supra.

Cultura

La Presidenza intende dare risalto al valore della cultura e del patrimonio sportivo, concentrandosi sulla promozione degli sport tradizionali.

3. Sicurezza

Il programma intende promuovere misure che contribuiscano al rafforzamento della sicurezza e della difesa europea in particolare affrontando le sfide rappresentate dalla guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina, dai conflitti in Medio Oriente e nel Golfo e dalle nuove minacce e nuove forme di guerra.

Ucraina

La piena solidarietà e il sostegno attivo all’Ucraina rappresentano una priorità fondamentale per la Presidenza.

La Presidenza irlandese assicura in primo luogo continuità alle politiche di sostegno fin qui adottate dall’UE, Intende pertanto impegnarsi per garantire che l’Ucraina abbia i mezzi per difendersi dall’aggressione russa, sostenere il paese l’Ucraina nel potenziamento delle proprie capacità, rafforzare il coordinamento con l’UE, e la cooperazione con i paesi partner.

Per approfondimenti sulle politiche dell’UE in favore dell’Ucraina, si veda il dossier curato dai servizi di documentazione di Camera e Senato.

Auspicando un accordo di pace sostenibile, la Presidenza irlandese intende dare prosecuzione al sostegno militare offerto al paese, e adoperarsi per garantire la rapida erogazione del prestito 2026-2027, per assicurarle le risorse necessarie a difendersi dall’aggressione russa.

Nelle conclusioni del 18 dicembre 2025, il Consiglio europeo ha approvato la concessione di un prestito di 90 miliardi di euro a favore dell’Ucraina per il biennio 2026-2027, coperto dal bilancio UE, 30 miliardi dovrebbero essere destinati come assistenza macro-finanziaria a sostegno del bilancio e 60 miliardi per potenziare le sue capacità di difesa. Il 25 giugno scorso la Commissione europea ha annunciato l’erogazione di una prima rata di 3,2 miliardi di euro.

Dichiara inoltre di volersi impegnare a favore della piena integrazione dell’Ucraina nelle iniziative di difesa dell’UE, alle stesse condizioni degli Stati membri dell’UE, e sostenere la revisione strategica del mandato della missione di assistenza militare dell’UE a sostegno dell’Ucraina (EUMAM).

La missione, finanziata con 409 milioni di euro e prorogata fino al 15 novembre 2026, allo scorso giugno ha addestrato 90.000 soldati ucraini. Vi partecipano 24 Stati membri, tra cui l’Italia.

Sicurezza e difesa

Il programma intende affrontare la questione della sicurezza europea considerando tutte le sue dimensioni.

Alla luce del deterioramento della situazione di sicurezza internazionale, della guerra di aggressione in corso da parte della Russia contro l’Ucraina, delle crescenti tensioni geopolitiche e dei continui attacchi ibridi in tutto il continente, fattori che rappresentano un complesso contesto di minacce in continua evoluzione, la Presidenza irlandese dichiara di voler sostenere le politiche dell’UE, nel pieno rispetto delle politiche nazionali di sicurezza e difesa degli Stati membri.

Per affrontare tali sfide. nel programma si afferma l’intenzione di consolidare a livello globale partenariati solidi in materia di sicurezza e difesa, con Stati extra-UE che condividono gli stessi principi e di rinsaldare la stretta cooperazione con l’ONU, l’OSCE e la NATO.

La Presidenza intende proseguire i lavori per la presentazione di una nuova proposta di strategia europea di sicurezza, attesa entro il semestre, sulle misure delineate nel Libro bianco sulla prontezza alla difesa europea per il 2030, adottato dalla Commissione europea nel marzo 2025, nella successiva Tabella di marcia per la trasformazione dell’industria europea della difesa entro il 2030, nonché sugli appalti nel settore della difesa.

La Presidenza irlandese intende sostenere la collaborazione volta a colmare le lacune critiche in termini di capacità evidenziate nel Libro bianco - anche attraverso la Relazione annuale sulla prontezza alla difesa che sarà presentata alla riunione di ottobre del Consiglio europeo - e a rafforzare la resilienza, anche di fronte alle minacce ibride, proseguire i lavori sulla proposta di regolamento sulla mobilità militare e affrontare le sfide relative alla sicurezza marittima e alla sicurezza delle infrastrutture critiche.

La proposta sulla mobilità militare, accompagnata da una comunicazione in materia, è volta a favorire il trasporto di materiali, merci, e personale militare in tutto il territorio dell’UE. Il 17 giugno scorso il Consiglio ha approvato all'unanimità il mandato per i negoziati con il Parlamento europeo che deve ancora esaminarla in plenaria. Presso il Parlamento europeo la proposta è stata esaminata dalle due commissioni per la sicurezza e la difesa (SEDE), e per i trasporti e il turismo (TRAN), che si sono pronunciate il 23 giugno scorso. Nel programma della Presidenza irlandese si dichiara l’obiettivo di sostenere il raggiungimento entro il semestre di un accordo inter-istituzionale tra i co-legislatori.

Per approfondimenti si veda il dossier del Servizio RUE della Camera dei deputati.

Presso la Camera, la proposta di regolamento è stata esaminata, ai fini della verifica di conformità al principio di sussidiarietà, dalla Commissione Politiche dell’UE, che il 4 marzo 2026, ha adottato un documento recante una valutazione di conformità. Presso il Senato sulla proposta è stato avviato l’esame, per i profili di merito, dalla Commissione Affari esteri e difesa e, ai fini della verifica di conformità al principio di sussidiarietà, dalla Commissione Politiche dell’Unione europea.

La Presidenza intende quindi tra l’altro:

promuovere progetti europei di difesa di interesse comune, a beneficio di tutti gli Stati membri;

promuovere misure a sostegno dell’ecosistema dell’innovazione tecnologica a duplice uso o sviluppata in ambito civile per rispondere alle esigenze di difesa degli Stati membri;

promuovere lo sviluppo e l’evoluzione della Politica di sicurezza e difesa comune (PSDC) dell’UE, per garantire che continui a essere in grado di rispondere alle crisi in atto;

sostenere gli sforzi dell’UE volti ad affrontare le sfide in materia di sicurezza marittima - comprese le misure per contrastare la flotta ombra russa - e la revisione intermedia della Strategia di sicurezza marittima dell’UE, che dovrebbe essere avviata nella seconda metà del 2026;

sostenere le missioni e le operazioni nell’ambito della politica di sicurezza e difesa dell’UE.

Infine, intende sostenere il ruolo dell’UE nell’assistenza al Libano per migliorarne la sicurezza attraverso una possibile missione di politica di sicurezza e difesa comune (PSDC) e il sostegno tramite lo Strumento europeo per la pace (EPF).

La Presidenza intende inoltre sostenere i lavori relativi al rafforzamento della cibersicurezza e della sicurezza delle infrastrutture critiche, nonché quelli relativi al contrasto delle minacce ibride (v. infra) e alla lotta internazionale al terrorismo.

Recentemente la Commissione europea ha presentato un pacchetto legislativo in materia di cibersicurezza che intende, da un lato, semplificare e rendere più efficace il quadro normativo vigente, in particolare attraverso la revisione del mandato dell’Agenzia dell'UE per la cibersicurezza (ENISA) e dei meccanismi di certificazione; dall’altro, introdurre strumenti più incisivi per la gestione dei rischi sistemici, inclusi quelli di natura non tecnica connessi alle dipendenze strategiche da Paesi terzi.

Presso la Camera, le proposte sono state esaminate, ai fini della verifica di conformità al principio di sussidiarietà, dalla Commissione Politiche dell’UE che ha adottato, il 6 maggio 2026, un documento recante una valutazione conforme, pur ritenendo la proposta di regolamento sulla cibersicurezza 2 solo parzialmente conforme al principio di proporzionalità.

Presso il Senato, sulle proposte è stato avviato l’esame, ai fini della verifica di conformità al principio di sussidiarietà, dalla Commissione Politiche dell’Unione europea.

Per approfondimenti sulle proposte si rinvia al Dossier n. 149 a cura del Servizio per i Rapporti con l’Unione europea della Camera.

Con riferimento alla sicurezza ambientale particolare attenzione è dedicata all’accelerazione dell’azione per il clima, anche in ambito internazionale, e alla promozione e lo sviluppo dell’economia circolare.

Con riguardo alla sicurezza interna, uno degli obiettivi della Presidenza è facilitare una maggiore cooperazione transfrontaliera, anche per contrastare la criminalità organizzata grave, il traffico di migranti e il traffico d'armi da fuoco.

La Presidenza irlandese intende sostenere una cooperazione rafforzata per interrompere i modelli di finanziamento della criminalità organizzata, rafforzare la resilienza e la sicurezza dei porti europei e delle infrastrutture critiche, nonché migliorare la cooperazione operativa contro le reti criminali transnazionali.

Al fine di rafforzare l’efficacia dell’attività di contrasto alla criminalità organizzata e alle forme gravi di criminalità internazionale, la Commissione ha recentemente presentato un pacchetto di iniziative legislative che comprendono due proposte di regolamento volte a rafforzare il mandato di Europol ed Eurojust, una proposta di direttiva relativa alla revisione dell’ordine europeo di indagine e una proposta di regolamento recante modifiche alla disciplina sulla protezione dei dati per le istituzioni e gli organi dell’UE.

Tra le proposte finalizzate al contrasto dell’immigrazione irregolare, si segnala la proposta di direttiva che stabilisce regole minime per la prevenzione e il contrasto del favoreggiamento dell’ingresso, del transito e del soggiorno illegali nell’Unione.

Sulla proposta di direttiva il 13 dicembre 2024 il Consiglio ha adottato il proprio orientamento generale in vista dell’avvio dei negoziati interistituzionali con il Parlamento europeo al fine di adottare il testo giuridico definitivo (la proposta è assegnata alla Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni, che ha presentato un progetto di relazione il 26 marzo 2026).

La proposta di direttiva è stata oggetto di esame da parte della Commissione Politiche dell’Unione europea del Senato, la quale si è espressa in senso favorevole nel contesto della verifica del rispetto dei princìpi di sussidiarietà e proporzionalità. Si vedano le sedute n. 141 del 6 marzo 2024 e n. 159 dell’8 maggio 2024.

Alla Camera dei deputati, la proposta di direttiva è stata esaminata dalla Commissione Politiche dell’UE che l’ha ritenuta conforme al principio di sussidiarietà.

Si segnala, altresì, la proposta di direttiva volta a stabilire norme minime comuni per la definizione dei reati in materia di armi da fuoco, delle relative sanzioni e dei termini di prescrizione nonché disposizioni per istituire un insieme minimo di dati sui sequestri delle armi da fuoco.

Presso la Camera, la proposta è stata esaminata, ai fini della verifica di conformità al principio di sussidiarietà, dalla XIV Commissione, che il 6 maggio 2026 ha adottato un documento recante una valutazione conforme.

Presso il Senato, la proposta è stata esaminata, ai fini della verifica di conformità al principio di sussidiarietà, dalla Commissione Politiche dell’Unione europea che, nella seduta del 1° luglio 2026, ha concluso l’esame sottolineando come la proposta, pur armonizzando i reati legati all'uso di armi da fuoco, non incida su aspetti fondamentali dell'ordinamento giuridico penale e ha dunque espresso un orientamento favorevole circa il rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità.

Per approfondimenti si veda il dossier predisposto dal Servizio RUE della Camera.

Infine, la Presidenza si impegna a concentrare i lavori sulla piena attuazione del Patto sulla migrazione e asilo, dando priorità all'attuazione delle misure e all'avanzamento della legislazione per facilitare i rimpatri dei migranti e la digitalizzazione dei rimpatri.

Il patto sulla migrazione e l'asilo è un insieme di nuove norme per la gestione della migrazione volte a istituire un sistema comune di asilo a livello dell'Unione europea. La riforma è attuata attraverso un approccio globale che si pone l’obiettivo di rafforzare e integrare le principali politiche dell'UE in materia di migrazione, asilo e gestione delle frontiere, attraverso procedure più rapide e norme più chiare per quanto riguarda sia la ripartizione delle responsabilità che la solidarietà fra gli Stati membri.

Il 22 maggio 2024 sono stati pubblicati i testi legislativi relativi al ‘nuovo patto sulla migrazione e l’asilo’: 1. un regolamento sulla gestione dell’asilo e della migrazione, che sostituisce il c.d. regolamento di Dublino; 2. un regolamento concernente le situazioni di crisi e di forza maggiore nel settore della migrazione e dell’asilo; 3. il regolamento che istituisce l’“Eurodac” per il confronto dei dati biometrici; 4. il regolamento che introduce accertamenti nei confronti dei cittadini di Paesi terzi alle frontiere esterne (cd. screening); 5. il regolamento che stabilisce una unica procedura comune e semplificata di protezione internazionale.

Sono stati inoltre approvati altri atti legislativi inclusi nel patto sulla migrazione e l’asilo e che, presentati dalla Commissione europea nel 2016, erano stati già concordati da Consiglio e Parlamento europeo nel 2022: 1. la revisione della direttiva recante norme relative all’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale; 2. il regolamento recante norme sull’attribuzione a cittadini di Paesi terzi o apolidi della qualifica di beneficiario di protezione internazionale, su uno status uniforme per i rifugiati o per le persone aventi titolo a beneficiare della protezione sussidiaria e sul contenuto della protezione riconosciuta; 3. il regolamento che istituisce un quadro dell’Unione per il reinsediamento e l’ammissione umanitaria; 4. il regolamento che stabilisce una procedura di rimpatrio alla frontiera; 5. il regolamento (UE) 2021/2303 relativo all’Agenzia dell’UE per l’asilo (European Union Agency for Asylum – EUAA).

Nel suo programma di lavoro per il 2026, la Commissione europea ha dichiarato che si concentrerà “sulla messa in pratica del patto sulla migrazione e l'asilo, grazie al quale l'UE disporrà di un sistema per prevenire gli abusi, riducendo la pressione sui sistemi nazionali”, sottolineando inoltre che “grazie a un approccio equo e fermo il patto raggiunge un equilibrio tra le forti responsabilità e una significativa solidarietà”.

Nella Relazione programmatica sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea per l’anno 2026, trasmessa al Parlamento il 10 febbraio 2026, il Governo ha espresso fra l’altro la sua posizione in merito al nuovo patto sulla migrazione e l’asilo, affermando che “il lavoro di implementazione delle sue disposizioni, in vista dell’applicazione a partire da giugno 2026, nonché la riforma del Codice frontiere Schengen, stanno disegnando un nuovo quadro legislativo e operativo attraverso cui garantire la protezione delle frontiere esterne UE senza mettere in discussione il sistema di asilo e la libera circolazione delle persone tra gli Stati membri”. In particolare, ritiene che le riforme relative al sistema dei rimpatri e al concetto di Paese terzo sicuro potranno contribuire a rendere più sostenibili i sistemi di accoglienza, permettendo l’ingresso e la permanenza nel territorio UE solamente a chi ne ha diritto. Riferisce inoltre che, per quanto concerne l’attuazione delle procedure di frontiera, sia in materia di asilo sia di rimpatrio, si dovranno adottare le misure necessarie per garantire una capacità adeguata, che per l’Italia è fissata in 8.016 procedure, e che è in corso la valutazione di una revisione delle attuali zone di frontiera, come individuate dal decreto ministeriale 5 agosto 2019. Il Governo ritiene necessario rendere operativo un flusso di lavoro unico, assicurando l’interoperabilità dei sistemi utilizzati dalle amministrazioni coinvolte e il corretto inserimento dei dati rilevanti nel sistema Eurodac.

L’applicazione dei regolamenti è prevista per il 12 giugno 2026, dopo due anni dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale dell’UE (ad eccezione di singole disposizioni che recano un termine di applicazione diversa e fatta eccezione per il regolamento 2024/1350 che istituisce un quadro dell’Unione per il reinsediamento e l’ammissione umanitaria, il quale è immediatamente esecutivo)(1) . Per quanto riguarda la direttiva sulle condizioni di accoglienza, gli Stati membri hanno avuto due anni di tempo per introdurre le modifiche previste nelle loro leggi nazionali.

E’ attualmente all’esame del Parlamento il disegno di legge trasmesso dal Governo dal titolo “Disposizioni in materia di immigrazione e protezione internazionale, nonché disposizioni per l'attuazione del Patto dell'Unione europea sulla migrazione e l'asilo del 14 maggio 2024” (Atto Senato n. 1869), sul quale è stato predisposto il dossier di documentazione n. 698, a cura dei Servizi Studi del Senato e della Camera dei deputati.

Nell'ambito del monitoraggio in corso sull'attuazione del Patto su migrazione e asilo, la Commissione ha pubblicato una relazione sullo stato di avanzamento(2) , che evidenzia che gli Stati membri dell'UE hanno compiuto progressi significativi, ma sono tuttavia necessari sforzi costanti per completare tutti gli elementi costitutivi, in vista della piena entrata in vigore del patto.

In particolare, la Commissione rileva come l’attuazione di questo complesso insieme di riforme, che comprende dieci atti legislativi interconnessi, richieda un notevole lavoro giuridico e operativo. La maggior parte degli Stati membri è a buon punto per quanto riguarda l’adeguamento delle rispettive legislazioni nazionali, l’istituzione di procedure obbligatorie di screening e di controllo alle frontiere, anche con meccanismi indipendenti di monitoraggio dei diritti fondamentali, e nel raggiungimento di una capacità di accoglienza sufficiente. Gli Stati membri hanno inoltre compiuto progressi nel rafforzamento della loro capacità di gestire i trasferimenti verso lo Stato membro competente per la domanda di asilo e nella predisposizione degli impegni di solidarietà. Viene in proposito ricordato che, a livello dell’UE, la decisione di esecuzione (UE) 2025/2642 del Consiglio, del 22 dicembre 2025, ha istituito la prima riserva annuale di solidarietà per il 2026.

L’Italia è fra gli Stati membri soggetti a pressioni migratorie, a norma della decisione di esecuzione (UE) 2025/2323, e usufruirà di misure di solidarietà alternative per un valore di 54 milioni di euro.

Si ricorda, al riguardo, che anche la prima strategia europea sulla gestione dell’asilo e della migrazione, con cui la Commissione definisce il suo punto di vista strategico sulla politica in materia di migrazione e asilo per i prossimi cinque anni. Viene in particolare ribadita la determinazione dell'UE a istituire un quadro che consenta di gestire efficacemente la migrazione, insieme ai Paesi partner, fornendo soluzioni e rimanendo al tempo stesso aderente ai valori europei.

Per ulteriori approfondimenti sulla Strategia europea di gestione dell’asilo e della migrazione e sulla riserva annuale di solidarietà si rinvia alla sessione “Migrazione” contenuta nel dossier europeo n. 166/DE Consiglio europeo - Bruxelles, 19-20 marzo 2026, a cura dei Servizi del Senato e della Camera dei deputati.

Si segnala, infine, nell’ambito delle iniziative assunte in materia di gestione della migrazione e l’asilo la proposta di regolamento che stabilisce un sistema comune per il rimpatrio dei cittadini di Paesi terzi che soggiornano illegalmente nell'Unione.

La proposta, riformando la materia ad oggi regolata dalla direttiva 2008/115/CE, ha come obiettivo principale la semplificazione del processo di rimpatrio. A tal fine, la proposta introduce un ordine europeo di rimpatrio, ovvero un modello comune che integrerà le decisioni di rimpatrio degli Stati membri e che sarà disponibile attraverso il sistema di informazione Schengen, e istituisce un meccanismo di riconoscimento reciproco per l'esecuzione diretta di una decisione di rimpatrio emessa da un altro Stato membro.

Presso la Camera dei deputati, la proposta è stata esaminata, ai fini della verifica di conformità al principio di sussidiarietà, dalla XIV Commissione che, l’11 giugno 2025, ha adottato un documento recante una valutazione conforme. Il documento lamenta la mancata presentazione da parte della Commissione europea di una valutazione di impatto sulla proposta.

In relazione al documento approvato, la Commissione europea ha trasmesso la propria risposta, nell’ambito del dialogo politico, dichiarandosi tra l’altro disposta a discutere delle relative questioni nel contesto dei negoziati legislativi in corso. Sono pervenute inoltre le comunicazioni trasmesse ai sensi dell’art. 7 della Legge 234 del 2012 riguardanti i seguiti che il Governo intende dare al documento della XIV Commissione; in esse si sottolinea che la proposta introduce numerosi elementi di novità con un impatto significativo sotto il profilo normativo, organizzativo e operativo sui sistemi nazionali e si condivide la critica circa la mancata predisposizione di una valutazione di impatto.

La I^ Commissione "Affari costituzionali" ha avviato l’esame della proposta, ai sensi dell’art. 127 del Regolamento, il 30 settembre 2025.

Presso il Senato, la proposta di regolamento sui rimpatri è stata esaminata dalla 4a Commissione Politiche dell’UE che si è pronunciata il 25 giugno 2025 con la risoluzione doc. XVIII-bis, n. 25 in cui si ritiene che la proposta sia conforme al principio di sussidiarietà, ma non al principio di proporzionalità, “considerando l’esigenza di trovare il giusto equilibrio tra la necessità di assicurare un equo trattamento ai cittadini di Paesi terzi e al contempo un buon funzionamento del sistema comune di rimpatrio”. Vi si afferma in particolare che “taluni aspetti della proposta rischiano di comportare un aggravio procedurale tale da compromettere il suo obiettivo di migliorare le procedure di rimpatrio di cittadini di Paesi terzi che non hanno il diritto di soggiornare nell’UE, a fronte invece di un sistema nazionale di rimpatri comunque in grado di operare con buona efficienza”.

Sul piano dell’iter legislativo europeo, si segnala che il 17 giugno il Parlamento europeo ha adottato, nell’ambito della procedura legislativa ordinaria, la propria posizione in prima lettura sulla proposta.

Per approfondimenti si veda il dossier predisposto dal Servizio RUE della Camera.


1) Solo l’articolo 9, paragrafo 24, di tale regolamento si applicherà a decorrere dal 12 giugno 2026.

2) Il 12 giugno 2024 la Commissione europea aveva adottato una comunicazione recante il piano di attuazione comune del patto sulla migrazione e l’asilo, propedeutico alla predisposizione dei piani di attuazione nazionali. L’11 giugno 2025 ha inoltre pubblicato una comunicazione sul suo stato di attuazione, nel quale si evidenziava che a metà del periodo di transizione si registravano importanti progressi a livello sia dell'UE che degli Stati membri, ma che occorreva un maggiore impegno per affrontare le sfide rimanenti e per fare in modo che nel giugno 2026 sia pienamente operativo un nuovo sistema solido di gestione della migrazione.

Il Quadro finanziario pluriennale 2028-2034

La presidenza irlandese intende impegnarsi per raggiungere un accordo sul QFP 2028-2034 che permetta ai leader dell'UE di prendere le decisioni necessarie in merito al futuro finanziamento dell'Unione nel 2026. Annuncia che lavorerà con spirito di apertura, determinazione e trasparenza per garantire che l'Unione disponga di un bilancio equilibrato e solido per raggiungere i propri obiettivi, a beneficio dei cittadini e delle comunità, garantendo al contempo la competitività, la sicurezza e i valori dell'Unione. Si adopererà affinché il QFP continui a promuovere e proteggere i valori sanciti dai Trattati e dalla Carta dei diritti fondamentali dell'UE.

I negoziati sul futuro Quadro finanziario pluriennale (QFP) dell’UE 2028-2034 sono in corso di svolgimento.

La Commissione ha presentato le sue proposte tra luglio e settembre 2025 (v. dossier curato dai servizi di documentazione di Camera e Senato).

Il Parlamento europeo ha definito la sua posizione negoziale il 28 aprile 2026 (v. dossier curato dai servizi di documentazione di Camera e Senato) mentre in sede di Consiglio gli Stati membri non hanno ancora raggiunto un accordo su una posizione comune (l’11 giugno la presidenza cipriota ha presentato uno schema di negoziato completo di cifre volto a favorire il raggiungimento di possibili intese, v. dossier curato dai servizi di documentazione di Camera e Senato).

Il Consiglio europeo del 18-19 giugno 2026 (v. dossier curato dai servizi di documentazione di Camera e Senato) ha invitato (nuovamente) le istituzioni e gli Stati membri a lavorare per conseguire un accordo entro la fine del 2026, che consentirebbe l'adozione degli atti legislativi nel 2027, necessari per garantire che i finanziamenti dell'UE raggiungano i beneficiari senza interruzioni a gennaio 2028.

Presso la Camera dei deputati le proposte sono attualmente all’esame congiunto delle Commissioni V bilancio e XIV politiche dell’UE. Presso il Senato, sono all’esame della 5ª Commissione bilancio. Sono in corso audizioni.

Rinviando per approfondimenti e dettagli ai dossier di documentazione testé citati, si riporta, di seguito, soltanto un sintetico confronto sulla dimensione complessiva del bilancio proposta da Commissione, Parlamento europeo e Presidenza cipriota del Consiglio dell’UE.

Commissione europea (che ha presentato il bilancio sia a prezzi costanti 2025 che a prezzi correnti, con questi ultimi che tengono conto dell’inflazione): propone stanziamenti pari a circa 1.763,05 miliardi di euro a prezzi 2025 (1.984,89 miliardi a prezzi correnti) in termini di impegni, pari all'1,26% del Reddito nazionale lordo dell'UE-27 (RNL). Di questi, 149,29 miliardi a prezzi 2025 (168 miliardi a prezzi correnti), pari allo 0,11% dell'RNL, sono tuttavia da destinarsi al rimborso del debito contratto per finanziare le sovvenzioni di NextGenerationEU (NGEU). Depurato da tale importo, il QFP proposto equivale all’1,15% dell’RNL.

Parlamento europeo: propone stanziamenti pari a 1.788,86 miliardi a prezzi 2025 (2.014,19 miliardi a prezzi correnti), pari all’1,27% dell'RNL dell'UE, escluso il rimborso del debito di NGEU, che, invece, sarebbe fissato al di sopra dei massimali, portando il QFP totale all’1,38% dell’RNL. Si tratta di un aumento del 10% rispetto alla proposta della Commissione: +175,11 miliardi a prezzi 2025; +197,3 miliardi a prezzi correnti.

Presidenza cipriota: propone stanziamenti pari a 1.730,23 miliardi a prezzi 2025 (1947,74 miliardi a prezzi correnti). Come nella proposta della Commissione, 149,29 miliardi a prezzi 2025 (168 miliardi a prezzi correnti), sono tuttavia da destinarsi al rimborso di NGEU. Si tratta di un leggero ridimensionamento rispetto alla proposta della Commissione: -32,8 miliardi a prezzi 2025; -37,2 miliardi a prezzi correnti.

Di seguito un grafico riassuntivo elaborato dal Servizio RUE della Camera. dei deputati.