Legislatura 19ª - Disegno di legge n. 383
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Onorevoli Senatori. – L'epidemia da coronavirus ha messo a dura prova ogni ambito della nostra società, dalle istituzioni al privato cittadino. C'è stata, però, una categoria più esposta di altre all'emergenza, soprattutto a inizio pandemia, ossia quella dei medici, che sono stati costantemente sottoposti a una pressione straordinaria con livelli di tensione psicofisica inediti e soggetti consapevolmente a un rischio elevato di contrarre il virus SARS-CoV-2. Quindi molti medici, nello svolgimento delle loro attività di assistenza e cura, sono stati contagiati dal virus e tra di loro vi è chi è deceduto nell'espletamento della sua professione ovvero riportando danni da complicanze di tipo irreversibile. L'azione tempestiva e costellata da spirito di abnegazione di cui hanno dato prova molti fra di loro è stata dettata da una profonda umanità, che va ben oltre le competenze e le funzioni che spettano ai medici.
Da qui deve discendere un riconoscimento che a livello morale ha trovato riscontro nella legge 18 marzo 2021, n. 35, istituendo la Giornata nazionale in memoria delle vittime dell'epidemia da coronavirus. Nello stesso tempo si era deciso di impegnare il Governo a identificare misure di ristoro di tipo economico elettivamente per coloro che non hanno tutela assicurativa diretta. Permanendo a livello sostanziale detta carenza per i medici non a rapporto di lavoro dipendente, il Presidente dell'Ente nazionale di previdenza ed assistenza dei medici e degli odontoiatri – Fondazione ENPAM, in sede di audizione formale avanti alla Commissione parlamentare per il controllo sull'attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale dell'8 luglio 2021, si è detto disponibile ad anticipare detti ristori in presenza di norma autorizzatoria. L'opportunità ci sembra degna di nota e nel contempo si dà al Governo la possibilità di spalmare sui prossimi cinque anni l'impatto complessivo dei ristori.
Si interviene a declinare dette forme di indennizzo per motivi di solidarietà sociale a favore dei medici deceduti o danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa dell'infezione da SARS-CoV-2, riconoscendo un ristoro una tantum per chiunque abbia svolto una professione medica non in regime di rapporto di lavoro dipendente che abbia contratto l'infezione da SARS-CoV-2 e abbia riportato lesioni o infermità da cui sia derivata una menomazione permanente dell'integrità psicofisica, nonché un assegno una tantum in caso di morte del medico in favore dei soggetti a carico.
L'ENPAM eroga l'indennizzo in capitale per la menomazione psicofisica subita dal professionista. La prestazione è erogata, in un'unica soluzione e in funzione dell'età e del grado di menomazione accertato, sulla base della tabella B allegata alla legge 29 aprile 1976, n. 177.
Qualora la patologia cagionata dall'infezione abbia causato la morte del medico, l'ENPAM provvede ad erogare un assegno una tantum nella misura di 100.000 euro ai soggetti a carico.
L'indennizzo non intende essere una ricompensa, bensì rappresentare un sostegno concreto a coloro che hanno sacrificato la propria salute o addirittura la propria vita a vantaggio della vita e del benessere del prossimo e della comunità intera, grazie alla profonda dedizione al lavoro e allo spirito di sacrificio manifestato. Come tale verrà destinato alla vittima o ai soggetti a carico del medico, quali il coniuge, i figli minori, i genitori, i fratelli minori, inclusi i figli maggiorenni e i fratelli inabili al lavoro.