Legislatura 18ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 029 del 31/07/2018

MARCUCCI (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARCUCCI (PD). Signor Presidente, ho chiesto di svolgere questo intervento perché durante la seduta di ieri il senatore Airola, tra l'altro più volte sollecitato credo dal suo Capogruppo (ma anche da me stesso), ha deciso di prendere la parola su una questione che va avanti da alcune settimane e che è stata già richiamata all'attenzione dell'Assemblea da parte del Partito Democratico. Si tratta di un episodio molto spiacevole, che non vorrei creasse un precedente e che, a mio modo di vedere, ha anche creato le condizioni per un difficile clima all'interno dell'Assemblea, durante il quale il senatore Airola ha avuto modo, proprio qui davanti a me, ai banchi dell'opposizione, non semplicemente di offendere dei colleghi durante un ragionamento o nell'enfasi dialettica, ma di minacciare - lo sottolineo: minacciare - un nostro collega del Partito Democratico.

Ieri il senatore Airola, al quale devo dire che è stata data la parola con ampio spazio temporale, ha fatto finta - mi permetta di dirlo, signor Presidente - di chiedere scusa al Partito Democratico e al collega Laus e, anzi, ha utilizzato molto più del tempo che aveva a disposizione per accentuare critiche e, se mi posso permettere, anche offese.

Il Partito Democratico è contrario a questo modo di procedere, con cui ci si approfitta delle regole dell'Assemblea e si cerca di creare meccanismi e malintesi, chiaramente sottolineati nella giornata di ieri. Quella di ieri era la giornata per le scuse: il senatore Airola non si è scusato, anzi, ha accentuato le sue posizioni e non ha espressamente fatto quello che avevamo concordato facesse, cioè chiedere scusa rispetto ad alcune minacce espresse in quest'Aula.

Signor Presidente, c'è la discussione, ci sono i toni alti, ci sono anche il clima, la confusione e la conflittualità politica nel Paese e in quest'Assemblea, però questa è l'Assemblea del confronto, del dibattito. Questo è il Parlamento.

Credo che nel momento in cui non si ha la forza, la determinazione, la volontà di punire offese, che vuol dire impedire di esprimere l'opinione a un collega liberamente all'interno di questa Assemblea, si va oltre.

Quindi, signor Presidente, le chiedo quello che ho già chiesto in passato con forza e che abbiamo rimandato in realtà tutti insieme, convinti che il senatore Airola avrebbe compreso il proprio atteggiamento e si sarebbe comportato di conseguenza. Non lo ha fatto, ragion per cui chiediamo la convocazione degli organi preposti affinché questa vicenda venga affrontata correttamente. Non si possono accettare minacce all'interno dell'Aula del Senato. È oggettivamente una vergogna. (Applausi dai Gruppi PD e FI-BP).

PRESIDENTE. La Presidenza valuterà tutti i comportamenti.