Legislatura 18ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 029 del 31/07/2018
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DE PETRIS (Misto-LeU). Signor Presidente, per la verità il decreto-legge cosiddetto mille proroghe è una cattiva tradizione che ha accompagnato tutti i Governi, ci sono le buone tradizioni e ci sono quelle pessime. Abbiamo sempre stigmatizzato, anche nei confronti dei passati Governi, la presentazione e il ricorso continuo e sistematico al cosiddetto decreto mille proroghe. A tal proposito voglio citare le varie sentenze della Corte costituzionale, tra cui vorrei segnalare in particolare la n. 22 del 2012, nella quale la Consulta rintraccia chiaramente l'illegittimità di un decreto-legge il cui contenuto non rispetti il vincolo dell'omogeneità.
In questo caso, di certo, tutto si può dire tranne che il decreto-legge in esame sia omogeneo. D'altronde, abbiamo appena sentito il collega senatore Morra esaltare, giustamente, la biodiversità: evidentemente la biodiversità è anche alla base del decreto-legge in esame, perché gli interventi in esso contenuti sono svariati e molto disomogenei.
Quindi siamo stati abituati, purtroppo, a questa cattiva tradizione, ma l'innovazione indubbiamente c'è stata e dobbiamo riconoscerlo al Governo. Abbiamo infatti l'innovazione di un decreto mille proroghe che, invece di essere esaminato a fine anno, è estivo. Quindi, stiamo effettivamente sperimentando fino in fondo il vento del cambiamento.
Chiediamoci quali sono le questioni da considerare, al di là dei singoli interventi contenuti nel provvedimento: ci troviamo di fronte a un provvedimento composto da 13 articoli, che contengono proroghe sugli argomenti più svariati, su alcuni dei quali probabilmente siamo anche d'accordo e presenteremo degli emendamenti. Il punto su cui ci sono tutti gli elementi per porre una pregiudiziale di costituzionalità e per ravvedere la palese incostituzionalità del decreto-legge è il fatto che si tratta, con tutta evidenza, di una serie di disposizioni, peraltro previste in modo anche molto confusionario, destinate a incidere su diversi settori. Vorrei citarne alcuni: dai trasferimenti erariali dello Stato a una sorta di election day per quanto riguarda le elezioni dei Presidenti e dei Consigli provinciali, delle intercettazioni, ad alcune deroghe molto strane operanti, per esempio, solo per Ischia e non magari per le altre isole. Si tratta, insomma, di un coacervo di norme che dimostrano ancora volta un uso improprio e arbitrario dello strumento della decretazione di urgenza e francamente non ci saremmo aspettati che venisse presentato d'estate: magari ne avremo un altro a fine anno e anche questo rappresenterà un'ulteriore novità.
Spesso e volentieri, nella scorsa legislatura, i 5 Stelle hanno presentato giustamente pregiudiziali di costituzionalità su moltissimi decreti-legge cosiddetti milleproroghe, a dimostrazione del fatto che il ricorso a un decreto-legge come questo di proroga termini, come noi ostinatamente, in questi anni, abbiamo sottolineato portando avanti il nostro ragionamento, è indice dell'incapacità degli Esecutivi, a questo punto dei vari Governi (e questo non fa eccezione, ahimè), di dirigere in modo efficace ed efficiente la macchina amministrativa dello Stato. È indice dell'incapacità di assicurare il buon andamento della pubblica amministrazione, nel rispetto di quanto previsto dall'articolo 97 della Costituzione.
Il ricorso sistematico non solo allo strumento dei decreti-legge - di cui abbiamo avuto svariati esempi in questi anni - ma a un decreto-legge cosiddetto milleproroghe, che riguarda una serie eterogenea di interventi che dovevano essere adottati già da tempo, è evidentemente una sorta di dichiarazione di colpevolezza della non capacità della pubblica amministrazione e della non capacità degli Esecutivi di dirigere la pubblica amministrazione e i singoli Ministeri. Abbiamo avuto casi - che spero non si verifichino nuovamente - addirittura di proroga di entrata in vigore di regolamenti che si sono susseguiti negli anni: qualcuno per dieci, undici o dodici anni. Il ricorso stesso a questo strumento, a nostro avviso denuncia una palese incapacità.
Non possiamo quindi che ravvisare una evidente incostituzionalità, che sta soprattutto nell'utilizzo reiterato dello strumento. Peraltro, questo Governo non solo non fa eccezione, ma addirittura rischia di raddoppiare perché ci troviamo un milleproroghe estivo. Reiterando continuamente si abusa non solo della decretazione di urgenza - e speriamo che su questo si ponga finalmente un freno - ma addirittura di uno strumento come quello del milleproroghe che, per l'eterogeneità dei contenuti, interviene denunciando se stesso, ovvero una palese incapacità di affrontare e risolvere una serie di problemi che spesso si trascinano da moltissimi anni, con uno sbilanciamento palese, una forzatura tra Parlamento ed Esecutivo, che costituisce di per sé un vulnus della Carta costituzionale.
Per tutti questi motivi, noi non ravvisiamo la possibilità di procedere oltre e chiediamo all'Assemblea di dare finalmente un segnale, per avere un'efficacia educativa, evitando magari, visto che è stato presentato d'estate, di ritrovarci un secondo decreto-legge milleproroghe, come da tradizione negativa, anche a fine anno.
Chiediamo pertanto di non procedere all'esame del disegno di legge n. 717, di conversione in legge di questo cosiddetto milleproroghe, per palese, accertato e reiterato utilizzo - certo, non in questo Governo, ma nello strumento sì - del decreto milleproroghe. (Applausi dal Gruppo Misto-LeU).
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il senatore Mallegni per illustrare la questione pregiudiziale QP3.