Legislatura 18ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 029 del 31/07/2018
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GRASSO (Misto-LeU). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO (Misto-LeU). Signor Presidente, colleghi, Governo, l'articolo 2 definisce la composizione della Commissione e le modalità di elezione dell'Ufficio di Presidenza. Crediamo fosse opportuno prevedere diversi e più ragionevoli criteri di composizione della Commissione rispetto a quelli attualmente proposti. In primo luogo, proponevamo una composizione più snella della Commissione limitandola, a non più di 20 senatori e 20 deputati, in luogo dei 25 proposti dal testo attuale. Un numero inferiore avrebbe facilitato lo svolgimento dei lavori, reso più agevole l'azione della Commissione. La riduzione dei componenti dovrebbe essere innanzitutto valutata alla luce della possibile contrazione del numero dei Gruppi parlamentari per effetto della nuova legge elettorale, ai fini del rispetto dei principi di cui all'articolo 82 della Costituzione sull'applicazione del principio di ripartizione proporzionale dei parlamentari in relazione alla consistenza numerica dei rispettivi Gruppi, garantendo al contempo un'adeguata rappresentanza dei Gruppi minori.
Un altro aspetto importantissimo riguarda la composizione dell'Ufficio di Presidenza, attualmente disciplinato dai commi 3, 4 e 5 dell'articolo 2. Ancora una volta, noi di Liberi e Uguali avevamo recepito integralmente gli auspici della relazione conclusiva della Commissione antimafia della XVII legislatura presieduta dall'onorevole Bindi, e ricordo ancora una volta che la relazione fu votata all'unanimità; devo purtroppo constatare che i colleghi del MoVimento 5 Stelle e della Lega hanno frattanto cambiato opinione. Non vorrei che applicassero, come purtroppo sembra, due pesi e due misure. Le idee, soprattutto quando si tratta di battaglie che dovrebbero vederci tutti uniti, non dovrebbero cambiare, sia che si stia all'opposizione che nella maggioranza.
Noi credevamo - e crediamo - che il Presidente della Commissione dovesse essere espresso da un'intesa tra i Presidenti delle due Camere, mentre l'elezione dei due Vice Presidenti e dei due Segretari potesse scaturire da un voto a scrutinio segreto in seno alla Commissione stessa. Questa nostra proposta l'abbiamo depositata il primo giorno della legislatura, cioè prima che l'Assemblea eleggesse i propri Presidenti e in questo modo volevamo sottolineare come tale orientamento avesse natura totalmente istituzionale e non fosse assolutamente soggetto a valutazioni politiche. La ragione, ancora una volta, è da ricercarsi in quella relazione conclusiva approvata non più di qualche mese fa. Cito: «Considerando che la nuova legge elettorale ha un impianto prevalentemente proporzionale, si potrebbe prendere in considerazione, in alternativa all'elezione in seno alla Commissione, il ritorno al sistema di nomina del Presidente della Commissione già adottato nelle legislature X, XI e XII, allorquando il sistema elettorale era su base proporzionale. In quel tempo, la scelta era affidata ai Presidenti delle Camere ai quali competeva la designazione, d'intesa fra loro, del Presidente tra i parlamentari di Camera e Senato, al di fuori dei componenti la Commissione».
I nostri emendamenti e i nostri suggerimenti sono stati ignorati sia dal Governo sia dalla maggioranza, che ha votato contro se stessa e contro il buon senso. Comunque, nonostante queste perplessità, con spirito di collaborazione ai fini del rapido funzionamento della Commissione, sperando che non ci sia un rischio di stallo legato a difficoltà che di tanto in tanto si intromettono nel trovare un accordo tra le forze politiche ai fini dell'elezione del Presidente, annuncio il voto favorevole del Gruppo Liberi e Uguali all'articolo 2. (Applausi dei senatori De Petris ed Errani).