Legislatura 18ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 029 del 31/07/2018
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GIARRUSSO, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo, il testo approvato dalla Camera istituisce per la durata della XVIII legislatura una Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno delle mafie e delle altre associazioni criminali similari, anche straniere.
L'articolato, pur ricalcando l'impianto generale e in gran parte la formulazione della legge istitutiva della Commissione antimafia approvata nella XVII legislatura, introduce alcune modifiche che riprendono diverse proposte contenute nella relazione conclusiva approvata dalla precedente Commissione antimafia alla fine della scorsa legislatura.
Le principali innovazioni sono riconducibili in particolare all'individuazione di ulteriori ambiti d'indagine rispetto a quelli della legge n. 87 del 2013. Inoltre, riguardano il rafforzamento dei poteri della Commissione, anche in relazione alle attività di promozione della cultura della legalità e al superamento del rinnovo biennale della Commissione.
Per quanto riguarda il primo profilo, ossia i compiti della Commissione, la proposta di legge prevede l'ampliamento dell'oggetto dell'inchiesta a diversi nuovi argomenti, tra cui la tutela delle vittime di estorsione e di usura, la tutela dei familiari delle vittime delle mafie, il monitoraggio delle scarcerazioni, i sistemi informativi e le banche dati in uso agli uffici giudiziari e alle Forze di polizia, le modalità di azione delle associazioni mafiose e similari mediante condotte corruttive o collusive, l'infiltrazione all'interno di associazioni massoniche o comunque di carattere segreto o riservato, il traffico di stupefacenti e di armi, il commercio di opere d'arte, il rapporto tra le mafie e l'informazione, con riferimento in particolare alle diverse forme in cui si manifesta la violenza e l'intimidazione nei confronti dei giornalisti, il sistema dei giochi delle scommesse, il movimento antimafia, il monitoraggio della normativa sulla lotta contro il terrorismo ai fini del contrasto alle mafie.
Relativamente ai poteri della Commissione si dà facoltà di adottare iniziative volte ad aumentare la sensibilizzazione e la partecipazione della cittadinanza sui temi della lotta alla mafia e della cultura della legalità. Inoltre, si ridefiniscono i limiti posti in capo alla Commissione, superando la previsione della legge n. 87 del 2013, che non consentiva di adottare provvedimenti attinenti alla libertà e alla segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione. Restano fermi i limiti per la Commissione relativi ai provvedimenti attinenti alla libertà personale, fatto salvo l'accompagnamento coattivo dei testimoni. Infine - particolare importante - si supera l'obbligo di rinnovo biennale della Commissione.
L'articolo 1 del disegno di legge approvato alla Camera reca l'istituzione della Commissione e la definizione dell'oggetto dell'inchiesta, dei compiti e dei poteri della Commissione. Per quanto riguarda l'oggetto dell'inchiesta, la proposta di legge prevede che i compiti previsti siano attribuiti alla Commissione per indagare sul fenomeno delle mafie anche con riguardo alle altre associazioni criminali comunque denominate, alle mafie straniere, alle organizzazioni di natura transnazionale e a tutte le organizzazioni criminali di tipo mafioso.
Per quanto riguarda i compiti indicati all'articolo 1, molti coincidono con quelli della legge n. 87 del 2013. In particolare, la verifica dell'attuazione delle disposizioni di legge adottate contro la criminalità organizzata, l'accertamento della congruità della formulazione della legislazione vigente, la formulazione di proposte di carattere legislativo e amministrativo ritenute necessarie, l'accertamento e la valutazione delle tendenze dei mutamenti in atto nell'ambito della criminalità di tipo mafioso, anche con riferimento a processi di internazionalizzazione e al ruolo della criminalità nella promozione e nello sfruttamento dei flussi migratori illegali.
L'obiettivo è anche indagare sul rapporto tra mafia e politica, anche con riguardo alla sua articolazione territoriale, ai delitti e alle stragi di carattere politico mafioso.
L'indagine si estende, inoltre, alle forme di accumulazione di patrimoni illeciti e sul fenomeno del riciclaggio, in modo da accertare le modalità di difesa del sistema degli appalti pubblici e, nel contempo, esaminare la congruità della normativa vigente per la prevenzione e il contrasto di tali fenomeni.
La legge istitutiva si propone anche di esaminare l'impatto negativo derivante al sistema produttivo bancario e finanziario e alla trasparenza della gestione delle risorse pubbliche dalle attività delle mafie.
Tra i compiti della Commissione rientra anche il monitoraggio sui tentativi di condizionamento e di infiltrazione da parte della criminalità di tipo mafioso negli enti locali, in particolare con riguardo alla componente amministrativa, nonché riferire alle Camere al termine dei propri lavori, ovvero ogni volta che lo ritenga opportuno o comunque con una relazione annuale.
Il testo introduce inoltre nuove finalità, fra cui verificare l'attuazione e l'adeguatezza delle disposizioni in materia di tutela delle vittime di estorsione ed usura, verificare l'attuazione e l'adeguatezza delle disposizioni in materia di tutela dei familiari e delle vittime delle mafie, estendere l'attuazione dell'applicazione del regime carcerario anche con riferimento al monitoraggio delle scarcerazioni, verificare l'adeguatezza e la congruità della normativa vigente e della sua attuazione in materia di sistemi informativi e banche dati in uso agli uffici giudiziari e alle Forze di polizia. Tra le finalità della Commissione vi è anche quella di estendere l'indagine sul rapporto tra mafia e politica con riferimento alla selezione dei gruppi dirigenti e alle candidature per le assemblee elettive, anche in relazione al codice di autoregolamentazione sulla formazione delle liste elettorali proposto dalla Commissione antimafia nella XVII legislatura. Occorre inoltre estendere l'analisi delle nuove tendenze dei mutamenti in atto nell'ambito della criminalità di tipo mafioso anche ai seguenti ulteriori ambiti: condotte corruttive o collusive; infiltrazione all'interno di associazioni massoniche o a carattere segreto; traffico di stupefacenti e di armi e commercio di opere d'arte.
Tra i compiti della Commissione vi è anche quello di programmare un'attività volta a contrastare, monitorare e valutare il rapporto tra le mafie e l'informazione, con particolare riferimento alle diverse forme in cui si manifesta la violenza o l'intimidazione nei confronti dei giornalisti; estendere la valutazione della normativa in materia di riciclaggio anche in relazione all'intestazione fittizia dei beni e al sistema lecito e illecito del gioco d'azzardo e delle scommesse; esaminare la natura e le caratteristiche storiche del movimento civile antimafia, monitorarne l'attività svolta, procedere a una mappatura delle iniziative e delle pratiche educative in corso o da realizzare; esaminare inoltre la possibilità di impiegare istituti e strumenti previsti dalla normativa in materia di lotta contro il terrorismo ai fini del contrasto delle mafie.
Si tratta di compiti che riprendono in gran parte le indicazioni emerse nel corso dei lavori della Commissione antimafia della XVII legislatura, formalizzati nella relazione conclusiva, dove si auspicava che, in sede discussione della legge istitutiva, se ne valutasse l'introduzione.
Con riferimento ai poteri della Commissione si prevede altresì che la Commissione non possa adottare, ad eccezione dell'accompagnamento coattivo dei testimoni, provvedimenti attinenti alla libertà personale.
Sta scadendo il tempo, Presidente?
PRESIDENTE. Ha un minuto, senatore Giarrusso.
GIARRUSSO, relatore. Ci deve essere stato un equivoco, allora, Presidente, perché mi avevano detto che avevo 40 minuti per la relazione. (Commenti dal Gruppo PD).
PRESIDENTE. Sono dieci minuti per tutti, senatore Giarrusso.
GIARRUSSO, relatore. Mi scuso allora con i colleghi per l'equivoco; è la prima volta che affrontiamo, Presidente, questa formula di approvazione di un disegno di legge. Abbiamo appreso che non ci sarà alcuna discussione in Aula sul disegno di legge al nostro esame così importante, cosa che ritengo particolarmente grave.
Concludo, dato il ristretto tempo che mi è stato assegnato, ricordando soltanto un fatto Presidente, se me lo consente: ieri le Forze dell'ordine e la magistratura calabrese hanno effettuato un'operazione importante su un Comune piccolissimo, Roccabernarda. Colleghi, pensate: è un Comune di 3.344 abitanti, che era sotto il tallone della 'ndrangheta che opprimeva la vita dei cittadini. Si è giunti a commettere un omicidio soltanto perché un cittadino di quel Comune si era rivolto al sindaco per sistemare una strada e non al capo della 'ndrina. Ritengo che un omicidio siffatto, compiuto nel 2014, rappresenti la sconfitta dello Stato di diritto del nostro Paese. È un fatto su cui dobbiamo interrogarci e da cui dobbiamo ripartire per ripensare l'intera lotta alla mafia. (Applausi dal Gruppo M5S).