Legislatura 18ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 029 del 31/07/2018

FERRAZZI (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FERRAZZI (PD). Signor Presidente, colleghi senatori, come è già stato spiegato dal relatore del provvedimento in esame, la Commissione in oggetto è operante dalla XIII legislatura. Questo fatto contiene in sé molte cose, tra cui la conseguenza positiva che il Parlamento vuole mantenere un'attenzione costante nei confronti dei vergognosi reati di cui stiamo parlando.

Naturalmente, in questa necessità si intravede anche la pervicace presenza di malavitosi che hanno organizzato il loro stesso impero economico in attività criminose di dimensioni via, via crescenti.

Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 12,59)

(Segue FERRAZZI). È certamente un fatto positivo che questo provvedimento sia stato votato all'unanimità alla Camera e intravediamo, anche dagli interventi dei colleghi, la possibilità di fare lo stesso al Senato. Per noi questo fatto è molto positivo ed esprimiamo, con convinto supporto, il nostro voto favorevole al provvedimento.

È un convinto voto positivo perché il business relativo alle ecomafie sta via, via crescendo nel corso degli anni. È stato depositato da poco il rapporto di Legambiente per il 2018, dal quale si evince, in maniera drammaticamente plastica, che il business riguarda ormai settori trasversali nella nostra Nazione e tutto il suo territorio, indistintamente o quasi.

Dal punto di vista economico, vi è stato un fatturato - chiamiamolo così - che ha visto, rispetto al 2016, un incremento di oltre 10 punti percentuali. Il business, complessivamente calcolato, ammonterebbe a più di 14 miliardi di euro. I settori sono trasversali: più di 3 miliardi di euro riguardano la gestione dei rifiuti speciali; analogamente, più di 3 miliardi di euro riguardano gli animali e le piante protette; 2 miliardi di euro riguardano l'abusivismo edilizio; un miliardo e 300 milioni l'inquinamento ambientale; un miliardo di euro riguarda tutto quello che afferisce all'agroalimentare; 300 milioni riguardano l'archeomafia e 200 milioni gli incendi boschivi.

Presidente, proprio per questi motivi, è del tutto evidente che accogliamo con grande soddisfazione il fatto che la Commissione d'inchiesta all'interno non solamente confermi tutti i campi di indagine precedentemente acquisiti, ma - come ha giustamente specificato il relatore nella presentazione del provvedimento - intenda anche estenderli. Infatti non c'è un aumento solo quantitativo degli ecoreati, ma vi è anche un elemento qualitativo ed estensivo nel territorio e anche nei settori all'interno dei quali, purtroppo, esso si è insediato ormai da tempo.

Ora, non si parte da zero, colleghi e colleghe. La scorsa legislatura ha fatto dei passi importanti nella direzione di colpire gli ecoreati. Nel maggio del 2015 la legge n. 68 è stata un passo di straordinaria importanza per la nostra Nazione, perché ha introdotto nel codice penale i delitti ambientali di inquinamento, di disastro ambientale, di omessa bonifica. I numeri delle Forze dell'ordine, del Ministero della giustizia e delle attività delle procure dei tribunali riconoscono già il successo derivante da questa legge. Sempre facendo il dato comparato 2016-2017, le ordinanze cautelari sono aumentate da 225 a 538; i reati accertati da 26.889 a 30.692; le persone denunciate da 28.618 a 39.211; i sequestri da 7.277 a 11.027. Certo, non dobbiamo beatificarci rispetto a questi numeri, perché purtroppo sono anche lo specchio - come dicevo poc'anzi - della vastità del fenomeno, ma racconta anche che, quando un Parlamento fa delle cose utili per il territorio, i risultati si vedono, ed eccome si vedono.

Altre leggi importanti sono state approvate. Mi riferisco - per esempio - alla legge che istituisce il sistema nazionale di protezione dell'ambiente. Mi riferisco all'inizio di una normativa contro l'abuso edilizio assolutamente non sufficiente, ma che ha compiuto passi importanti nella scorsa legislatura. L'istituzione della banca dati nazionale e il fondo per gli abbattimenti ne sono sicuramente un esempio importante.

Ora, certo, in conclusione, Presidente, tutto questo non è sufficiente. Bisogna accelerare l'azione contro l'abusivismo edilizio, quello in se stesso plasticamente visibile, ma anche quello nascosto dietro il consumo del suolo. È ferma, appunto, una legge contro il consumo del suolo. Un impegno preciso che l'Unione europea chiede agli Stati membri è ridurre a zero il consumo del suolo entro il 2050. Noi dobbiamo anticipare questi tempi.

Dobbiamo fare anche un ragionamento tutti insieme su quello che a livello nazionale, nella legislazione regionale, si chiama Piano casa; piani che a volte, o perlopiù, nascondono invece vere e proprie speculazioni, perché l'ambito di applicazione non riguarda tanto le case delle famiglie che, giustamente, hanno il diritto a un giusto riconoscimento, ma ha riguardato un vero e proprio boom speculativo nell'edilizia, nel direzionale, nel produttivo con la costruzione di capannoni, nel ricettivo, nel commerciale. Giustamente qualcuno prima di me in questa sede oggi ha parlato di speculazione dei centri commerciali cresciuti al di fuori dei centri storici, dei centri urbani delle nostre città, comportando gravi danni all'interno della città di natura ambientale ma anche sociologica. È del tutto evidente, infatti, che lo sprawl che ne deriva ha una ricaduta diretta dal punto di vista culturale e sociale, perché a città che sono appunto "spaparanzate", città deliranti etimologicamente, corrispondono delle società, delle comunità spaventate, disperse, che hanno perso i punti di riferimento e di riconoscimento simbolico dello stare insieme. E da questo punto di vista la paura crescente delle nostre città ha un collegamento, c'è un nesso. L'urbanistica deve ormai avere una visione olistica e non solamente da addetti ai lavori.

Oltre a questo, Presidente, c'è da approvare una serie di norme non ancora presenti nel nostro ordinamento. Mi riferisco a un approfondimento sulla questione della fauna e della flora protetta, alle agromafie, al traffico - anch'esso indecente - di beni culturali e di reperti archeologici.

Il relatore nella presentazione del provvedimento ha correttamente inserito due questioni che abbiamo posto in Commissione: l'allargamento della Commissione e la sottolineatura della questione della governance dei controlli e dei rifiuti a mare.

Presidente, accanto a siffatta operazione c'è da fare nel nostro Paese - e questa è la vera discriminante - un grande lavoro sulla cultura della legalità nei territori. Sono nato nel territorio di Venezia, che ha visto la crescita del più grande sito produttivo d'Italia, secondo in Europa, e la presenza a Porto Marghera di impianti industriali anche molto inquinanti su 2.200 ettari. All'interno di un ragionamento di crescita di posti di lavoro c'è stato anche il dramma di un inquinamento devastante per tutto il territorio.

Ho visto sulla mia pelle che bisogna andare oltre le chiacchiere; che la vera riqualificazione dei terreni si fa quando ci sono gli investimenti; che abbandonare gli investimenti produttivi di riconversione vuol dire creare le condizioni perché, anche dal punto di vista ambientale, le cose si aggravino. Per questo spingiamo il Governo a fare altrettanto anche in altre aree del nostro territorio, e pensiamo all'Ilva di Taranto.

Auspichiamo soprattutto che la compattezza di questo voto sia davvero tale e non solo di facciata. (Applausi dal Gruppo PD).