Legislatura 18ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 029 del 31/07/2018

DE PETRIS (Misto-LeU). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DE PETRIS (Misto-LeU). Signor Presidente, nel dichiarare il voto favorevole della componente Liberi e Uguali e di tutto il Gruppo Misto, vorrei qui ricordare alcuni dati, che sostanziano l'importanza di dar vita ancora una volta alla Commissione d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti. Proprio questi dati dimostrano quanto sia stato utile il lavoro svolto nella scorsa legislatura e quanto sia ancora assolutamente necessario procedere con l'istituzione di una nuova Commissione.

Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 12,42)

(Segue DE PETRIS). Nell'articolo 1 del disegno di legge, intitolato «Istituzione e compiti della Commissione», sono ben delineati non solo i campi su cui la Commissione deve continuare a svolgere il proprio ruolo di inchiesta, ma anche le questioni che troviamo ancora aperte nel nostro Paese e quelle connesse alla criticità

del sistema del ciclo dei rifiuti. Circa mezz'ora fa abbiamo approvato l'istituzione della Commissione d'inchiesta sul fenomeno delle mafie e, purtroppo, le due Commissioni, come è stato dimostrato in tutti questi anni, sono nei fatti strettamente connesse. La criminalità organizzata è presente in moltissime aree del Paese, ma occorre pensare anche alla rilevanza odierna dei traffici transfrontalieri dei rifiuti che sono ancora, di fatto, nella piena gestione della criminalità.

Bisogna dare atto e riconoscere il merito del lavoro svolto dalla Camera dei deputati e dal Senato per l'approvazione della legge che ha introdotto i reati ambientali, dopo tanti anni nel codice penale, nonché l'impegno profuso da tutte le forze politiche e il lavoro svolto dalla Commissione sul ciclo dei rifiuti in tal senso. Tale introduzione ha segnato in qualche modo una svolta. Nel 2016 abbiamo assistito infatti ad un'inversione di tendenza, perché già nel 2016 sono stati 25.889 i reati ambientali accertati su tutto il territorio e ancora di più nel 2017, in cui vi è stato un vero e proprio boom di arresti per crimini contro l'ambiente e di inchieste sui traffici illegali di rifiuti. Ovviamente esiste una classifica delle Regioni, che ci indica le zone dove dobbiamo continuare a lavorare: penso alla Campania, che è ancora una volta in testa per il numero dei reati, concentrati per il 44 per cento poi in altre Regioni a tradizionale presenza di criminalità organizzata.

Subito dopo i rifiuti vi è un'altra piaga, rappresentata dalle nuove costruzioni abusive, che è al secondo posto per il numero di reati contestati. Stiamo parlando di un grande business e di grandi risorse: pensate che soltanto il fatturato - chiamiamolo così - dell'ecomafia è salito in un anno del 9,4 per cento e ha raggiunto e superato la cifra di 14 miliardi di euro. Si tratta di una stima approssimativa, per difetto.

Torno a ripetere. Ho parlato di un boom di arresti, e mai nella storia del nostro Paese sono stati effettuati tanti arresti per crimini contro l'ambiente come nel 2017, che è anche l'anno del rilancio delle inchieste contro i trafficanti dei rifiuti e nel settore si concentra la percentuale più alta di illeciti.

Un altro 24 per cento riguarda i reati per i delitti contro gli animali. A questo bisognerebbe accompagnare anche la lettura dell'ultimo rapporto sulle zoomafie, che dice quanto siano forti gli interessi finanziari e quanto siano in aumento anche nei minori i reati contro gli animali.

Altra questione sono i delitti contro la fauna selvatica, gli incendi boschivi, il ciclo del cemento. A proposito di incendi boschivi, oltretutto, abbiamo avuto una recrudescenza, soprattutto negli ultimi due anni: strani incendi nei depositi di rifiuti che ci dicono che abbiamo la necessità che il lavoro della Commissione dovrà concentrarsi ancora su tutta l'attività illegale e criminale del ciclo dei rifiuti. È un segnale di come sia ancora grave e persistente il fenomeno dello smaltimento illegale in mano alla criminalità organizzata.

Penso a quanto bisogna ancora fare nella terra dei fuochi. Penso agli ultimi roghi di materiali tossici che si sono verificati a luglio a Caivano e a San Vitaliano -questo per dire che non bisogna mai abbassare la guardia - dove migliaia e migliaia cittadini sono ancora ostaggio di esalazioni pericolose e dannosissime per la salute. Sono tutti di origine dolosa. Abbiamo iniziato ormai lo scorso anno - pensate al rogo a Pomezia - e abbiamo visto una serie di episodi proseguire negli ultimi due anni.

Come dicevo, il 2017 è stato proprio l'anno del boom e questo si deve proprio a una forte inversione di tendenza rispetto agli anni passati e al combinato disposto del calo degli illeciti e dell'aumento degli arresti: calano gli illeciti e aumentano gli arresti; il che significa che quella legge è stata sacrosanta e sta producendo rapidamente i suoi effetti.

Certamente ancora rimane da fare moltissimo, anche dal punto di vista normativo. Bisogna accompagnare gli ecoreati, introdotti nel codice penale, con altri interventi sul piano normativo, e questo sarà compito sul quale ci aiuterà anche la Commissione sul ciclo dei rifiuti.

Penso sia necessaria una riflessione attenta sulla corretta applicazione della legge sugli ecoreati, che coinvolga tutti gli operatori del settore. Vanno definite le linee guida nazionali per garantire una uniforme applicazione in tutto il Paese, soprattutto nella parte che ha inaugurato il nuovo sistema di estinzione dei reati ambientali e contravvenzionali minori. Su questo il lavoro di monitoraggio e di inchiesta della Commissione sarà utilissimo.

Vi sono, poi, luoghi in cui la criticità del sistema è palese. Come lei sa, Presidente, sono stata eletta senatrice nella Capitale, nell'ambito della quale la situazione è molto difficile. L'assetto attuale è molto arretrato, orientato in gran parte attraverso i TMB, con un'impostazione a nostro avviso ancora vecchia e in ritardo: è in ritardo il sistema della raccolta differenziata. Cito la situazione di Roma perché è la mia città, ma, purtroppo - ahimè - ciò significa che il lavoro della Commissione deve ancora essere da stimolo per soluzioni molto più innovative per lo smaltimento dei rifiuti.

Rispetto alle proposte, l'Italia deve dimostrare con fatti concreti di voler investire e puntare davvero sull'economia circolare per contrastare quella ecocriminale e promuovere un'economia sostenibile e innovativa, fondata sul pieno rispetto della legalità. La legalità nel ciclo dei rifiuti deve essere il nostro mantra e deve essere legata ai princìpi di solidarietà, capace di creare lavoro e contribuire alla custodia del patrimonio immenso del nostro Paese. Accanto alla nuova normativa che ha introdotto gli ecoreati, bisogna completare al più presto l'iter di definizione dei decreti attuativi. Occorre inoltre mettere in campo una grande operazione di formazione del personale. Da questo punto di vista, il lavoro prezioso di inchiesta e di stimolo della Commissione sarà fondamentale.

Dico anche che la criminalità e il suo business sono ancora fortissimi. Abbiamo ancora tanti campi su cui indagare e costruire i presupposti per una gestione finalmente legale, sostenibile e ambientalmente innovativa del nostro ciclo dei rifiuti. (Applausi dei senatori De Petris ed Errani).