Legislatura 18ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 029 del 31/07/2018
Azioni disponibili
Passiamo alla votazione finale.
DE PETRIS (Misto-LeU). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE PETRIS (Misto-LeU). Signor Presidente, nel dichiarare il voto favorevole della componente Liberi e Uguali e di tutto il Gruppo Misto, vorrei qui ricordare alcuni dati, che sostanziano l'importanza di dar vita ancora una volta alla Commissione d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti. Proprio questi dati dimostrano quanto sia stato utile il lavoro svolto nella scorsa legislatura e quanto sia ancora assolutamente necessario procedere con l'istituzione di una nuova Commissione.
Presidenza del vice presidente TAVERNA (ore 12,42)
(Segue DE PETRIS). Nell'articolo 1 del disegno di legge, intitolato «Istituzione e compiti della Commissione», sono ben delineati non solo i campi su cui la Commissione deve continuare a svolgere il proprio ruolo di inchiesta, ma anche le questioni che troviamo ancora aperte nel nostro Paese e quelle connesse alla criticità
del sistema del ciclo dei rifiuti. Circa mezz'ora fa abbiamo approvato l'istituzione della Commissione d'inchiesta sul fenomeno delle mafie e, purtroppo, le due Commissioni, come è stato dimostrato in tutti questi anni, sono nei fatti strettamente connesse. La criminalità organizzata è presente in moltissime aree del Paese, ma occorre pensare anche alla rilevanza odierna dei traffici transfrontalieri dei rifiuti che sono ancora, di fatto, nella piena gestione della criminalità.
Bisogna dare atto e riconoscere il merito del lavoro svolto dalla Camera dei deputati e dal Senato per l'approvazione della legge che ha introdotto i reati ambientali, dopo tanti anni nel codice penale, nonché l'impegno profuso da tutte le forze politiche e il lavoro svolto dalla Commissione sul ciclo dei rifiuti in tal senso. Tale introduzione ha segnato in qualche modo una svolta. Nel 2016 abbiamo assistito infatti ad un'inversione di tendenza, perché già nel 2016 sono stati 25.889 i reati ambientali accertati su tutto il territorio e ancora di più nel 2017, in cui vi è stato un vero e proprio boom di arresti per crimini contro l'ambiente e di inchieste sui traffici illegali di rifiuti. Ovviamente esiste una classifica delle Regioni, che ci indica le zone dove dobbiamo continuare a lavorare: penso alla Campania, che è ancora una volta in testa per il numero dei reati, concentrati per il 44 per cento poi in altre Regioni a tradizionale presenza di criminalità organizzata.
Subito dopo i rifiuti vi è un'altra piaga, rappresentata dalle nuove costruzioni abusive, che è al secondo posto per il numero di reati contestati. Stiamo parlando di un grande business e di grandi risorse: pensate che soltanto il fatturato - chiamiamolo così - dell'ecomafia è salito in un anno del 9,4 per cento e ha raggiunto e superato la cifra di 14 miliardi di euro. Si tratta di una stima approssimativa, per difetto.
Torno a ripetere. Ho parlato di un boom di arresti, e mai nella storia del nostro Paese sono stati effettuati tanti arresti per crimini contro l'ambiente come nel 2017, che è anche l'anno del rilancio delle inchieste contro i trafficanti dei rifiuti e nel settore si concentra la percentuale più alta di illeciti.
Un altro 24 per cento riguarda i reati per i delitti contro gli animali. A questo bisognerebbe accompagnare anche la lettura dell'ultimo rapporto sulle zoomafie, che dice quanto siano forti gli interessi finanziari e quanto siano in aumento anche nei minori i reati contro gli animali.
Altra questione sono i delitti contro la fauna selvatica, gli incendi boschivi, il ciclo del cemento. A proposito di incendi boschivi, oltretutto, abbiamo avuto una recrudescenza, soprattutto negli ultimi due anni: strani incendi nei depositi di rifiuti che ci dicono che abbiamo la necessità che il lavoro della Commissione dovrà concentrarsi ancora su tutta l'attività illegale e criminale del ciclo dei rifiuti. È un segnale di come sia ancora grave e persistente il fenomeno dello smaltimento illegale in mano alla criminalità organizzata.
Penso a quanto bisogna ancora fare nella terra dei fuochi. Penso agli ultimi roghi di materiali tossici che si sono verificati a luglio a Caivano e a San Vitaliano -questo per dire che non bisogna mai abbassare la guardia - dove migliaia e migliaia cittadini sono ancora ostaggio di esalazioni pericolose e dannosissime per la salute. Sono tutti di origine dolosa. Abbiamo iniziato ormai lo scorso anno - pensate al rogo a Pomezia - e abbiamo visto una serie di episodi proseguire negli ultimi due anni.
Come dicevo, il 2017 è stato proprio l'anno del boom e questo si deve proprio a una forte inversione di tendenza rispetto agli anni passati e al combinato disposto del calo degli illeciti e dell'aumento degli arresti: calano gli illeciti e aumentano gli arresti; il che significa che quella legge è stata sacrosanta e sta producendo rapidamente i suoi effetti.
Certamente ancora rimane da fare moltissimo, anche dal punto di vista normativo. Bisogna accompagnare gli ecoreati, introdotti nel codice penale, con altri interventi sul piano normativo, e questo sarà compito sul quale ci aiuterà anche la Commissione sul ciclo dei rifiuti.
Penso sia necessaria una riflessione attenta sulla corretta applicazione della legge sugli ecoreati, che coinvolga tutti gli operatori del settore. Vanno definite le linee guida nazionali per garantire una uniforme applicazione in tutto il Paese, soprattutto nella parte che ha inaugurato il nuovo sistema di estinzione dei reati ambientali e contravvenzionali minori. Su questo il lavoro di monitoraggio e di inchiesta della Commissione sarà utilissimo.
Vi sono, poi, luoghi in cui la criticità del sistema è palese. Come lei sa, Presidente, sono stata eletta senatrice nella Capitale, nell'ambito della quale la situazione è molto difficile. L'assetto attuale è molto arretrato, orientato in gran parte attraverso i TMB, con un'impostazione a nostro avviso ancora vecchia e in ritardo: è in ritardo il sistema della raccolta differenziata. Cito la situazione di Roma perché è la mia città, ma, purtroppo - ahimè - ciò significa che il lavoro della Commissione deve ancora essere da stimolo per soluzioni molto più innovative per lo smaltimento dei rifiuti.
Rispetto alle proposte, l'Italia deve dimostrare con fatti concreti di voler investire e puntare davvero sull'economia circolare per contrastare quella ecocriminale e promuovere un'economia sostenibile e innovativa, fondata sul pieno rispetto della legalità. La legalità nel ciclo dei rifiuti deve essere il nostro mantra e deve essere legata ai princìpi di solidarietà, capace di creare lavoro e contribuire alla custodia del patrimonio immenso del nostro Paese. Accanto alla nuova normativa che ha introdotto gli ecoreati, bisogna completare al più presto l'iter di definizione dei decreti attuativi. Occorre inoltre mettere in campo una grande operazione di formazione del personale. Da questo punto di vista, il lavoro prezioso di inchiesta e di stimolo della Commissione sarà fondamentale.
Dico anche che la criminalità e il suo business sono ancora fortissimi. Abbiamo ancora tanti campi su cui indagare e costruire i presupposti per una gestione finalmente legale, sostenibile e ambientalmente innovativa del nostro ciclo dei rifiuti. (Applausi dei senatori De Petris ed Errani).
IANNONE (FdI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
IANNONE (FdI). Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo, preannuncio il voto favorevole del Gruppo Fratelli d'Italia sul disegno di legge per l'istituzione della Commissione d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti.
I temi che venivano riepilogati in maniera completa dal relatore del provvedimento sono di grande attualità sull'intero territorio nazionale e, quindi, noi esprimeremo convintamente voto favorevole anche perché - come è stato già detto - ci sono lavori pregressi, ma c'è ancora tanto da fare per giungere a una definizione dei processi del trattamento dei rifiuti in generale che qualifichi il nostro Paese all'altezza e al livello di altre realtà europee.
Naturalmente da campano vorrei anche io richiamare quanto è avvenuto e sta ancora accadendo in questa martoriata Regione. È stato accennato dalla senatrice De Petris e io rischierò di incorrere nell'ira funesta del governatore De Luca, che non vuole più sentir parlare di terra dei fuochi, sostenendo che questo causa un danno agli agricoltori, agli allevatori, ai produttori di enogastronomie di eccellenza. È vero, ma credo che i danni siano stati praticati dalle scelte della politica che in questi anni hanno creato condizioni disastrose fino a rendere ipotecato il futuro delle nuove generazioni. Quello della terra dei fuochi, infatti, non è un problema risolto e superato: le ecoballe sono ancora lì, nonostante le risorse ci siano.
Vi è poi il tema inerente alla bonifica dei siti. Penso innanzitutto alla questione delle discariche post mortem, così come a quella dei roghi. Prima è stato citato il caso di Caivano, dove il 25 giugno scorso c'è stato uno spaventoso incendio, con una colonna di fumo alta oltre 50 metri e con l'aria diventata irrespirabile e acre. Allo stesso modo, pochi giorni dopo si è verificato un fatto meno conosciuto perché avvenuto all'esterno del perimetro individuato come terra dei fuochi: a Battipaglia, la seconda città della provincia di Salerno, in meno di una settimana ci sono stati due roghi gravissimi, il primo dei quali ha riguardato l'azienda privata Nappi Sud e l'altro lo stabilimento di tritovagliatura e imballaggio rifiuti (STIR) di Battipaglia; e tutto ciò è avvenuto in un'area della provincia di Salerno particolarmente penalizzata dalle scelte della politica del passato, perché nella piana del Sele sono presenti oltre 24 siti per il trattamento dei rifiuti.
Tutto ciò, insieme a tantissime altre vicende, che certamente riguardano molte aree del Paese dove non ci sono comportamenti più virtuosi, ma dove forse non ci sono personalità del mondo della cultura che hanno tribune mediatiche importanti e accendono un riflettore, dimostra come sia compito della politica di questa legislatura continuare un lavoro che faccia emergere, in maniera piena e completa, le responsabilità del passato e di quegli ambienti conniventi con il malaffare. E non si tratta soltanto di comportamenti spregiudicati della politica, ma anche di comportamenti di funzionari della pubblica amministrazione non sempre ortodossi, o di imprenditori del settore privato che, sacrificati al dio unico del guadagno, non hanno esitato ad avvelenare le nostre terre e a mettere sotto una lente di ingrandimento, certamente non positiva, la nostra Nazione.
Concludo il mio intervento rivolgendo un «in bocca al lupo» a coloro che animeranno i lavori della Commissione d'inchiesta e raccomandando loro di mettersi all'opera immediatamente. Se la politica non vuole che la coscienza seppellita sotto le ecoballe della terra dei fuochi marcisca, bisogna dare immediatamente un segnale di cambiamento, un segnale di presenza dello Stato, che deve essere lo stimolo migliore per tutti quei cittadini onesti che ogni giorno, nonostante tutto, fanno il loro dovere. (Applausi dal Gruppo FdI. Congratulazioni).
FERRAZZI (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FERRAZZI (PD). Signor Presidente, colleghi senatori, come è già stato spiegato dal relatore del provvedimento in esame, la Commissione in oggetto è operante dalla XIII legislatura. Questo fatto contiene in sé molte cose, tra cui la conseguenza positiva che il Parlamento vuole mantenere un'attenzione costante nei confronti dei vergognosi reati di cui stiamo parlando.
Naturalmente, in questa necessità si intravede anche la pervicace presenza di malavitosi che hanno organizzato il loro stesso impero economico in attività criminose di dimensioni via, via crescenti.
Presidenza del vice presidente CALDEROLI (ore 12,59)
(Segue FERRAZZI). È certamente un fatto positivo che questo provvedimento sia stato votato all'unanimità alla Camera e intravediamo, anche dagli interventi dei colleghi, la possibilità di fare lo stesso al Senato. Per noi questo fatto è molto positivo ed esprimiamo, con convinto supporto, il nostro voto favorevole al provvedimento.
È un convinto voto positivo perché il business relativo alle ecomafie sta via, via crescendo nel corso degli anni. È stato depositato da poco il rapporto di Legambiente per il 2018, dal quale si evince, in maniera drammaticamente plastica, che il business riguarda ormai settori trasversali nella nostra Nazione e tutto il suo territorio, indistintamente o quasi.
Dal punto di vista economico, vi è stato un fatturato - chiamiamolo così - che ha visto, rispetto al 2016, un incremento di oltre 10 punti percentuali. Il business, complessivamente calcolato, ammonterebbe a più di 14 miliardi di euro. I settori sono trasversali: più di 3 miliardi di euro riguardano la gestione dei rifiuti speciali; analogamente, più di 3 miliardi di euro riguardano gli animali e le piante protette; 2 miliardi di euro riguardano l'abusivismo edilizio; un miliardo e 300 milioni l'inquinamento ambientale; un miliardo di euro riguarda tutto quello che afferisce all'agroalimentare; 300 milioni riguardano l'archeomafia e 200 milioni gli incendi boschivi.
Presidente, proprio per questi motivi, è del tutto evidente che accogliamo con grande soddisfazione il fatto che la Commissione d'inchiesta all'interno non solamente confermi tutti i campi di indagine precedentemente acquisiti, ma - come ha giustamente specificato il relatore nella presentazione del provvedimento - intenda anche estenderli. Infatti non c'è un aumento solo quantitativo degli ecoreati, ma vi è anche un elemento qualitativo ed estensivo nel territorio e anche nei settori all'interno dei quali, purtroppo, esso si è insediato ormai da tempo.
Ora, non si parte da zero, colleghi e colleghe. La scorsa legislatura ha fatto dei passi importanti nella direzione di colpire gli ecoreati. Nel maggio del 2015 la legge n. 68 è stata un passo di straordinaria importanza per la nostra Nazione, perché ha introdotto nel codice penale i delitti ambientali di inquinamento, di disastro ambientale, di omessa bonifica. I numeri delle Forze dell'ordine, del Ministero della giustizia e delle attività delle procure dei tribunali riconoscono già il successo derivante da questa legge. Sempre facendo il dato comparato 2016-2017, le ordinanze cautelari sono aumentate da 225 a 538; i reati accertati da 26.889 a 30.692; le persone denunciate da 28.618 a 39.211; i sequestri da 7.277 a 11.027. Certo, non dobbiamo beatificarci rispetto a questi numeri, perché purtroppo sono anche lo specchio - come dicevo poc'anzi - della vastità del fenomeno, ma racconta anche che, quando un Parlamento fa delle cose utili per il territorio, i risultati si vedono, ed eccome si vedono.
Altre leggi importanti sono state approvate. Mi riferisco - per esempio - alla legge che istituisce il sistema nazionale di protezione dell'ambiente. Mi riferisco all'inizio di una normativa contro l'abuso edilizio assolutamente non sufficiente, ma che ha compiuto passi importanti nella scorsa legislatura. L'istituzione della banca dati nazionale e il fondo per gli abbattimenti ne sono sicuramente un esempio importante.
Ora, certo, in conclusione, Presidente, tutto questo non è sufficiente. Bisogna accelerare l'azione contro l'abusivismo edilizio, quello in se stesso plasticamente visibile, ma anche quello nascosto dietro il consumo del suolo. È ferma, appunto, una legge contro il consumo del suolo. Un impegno preciso che l'Unione europea chiede agli Stati membri è ridurre a zero il consumo del suolo entro il 2050. Noi dobbiamo anticipare questi tempi.
Dobbiamo fare anche un ragionamento tutti insieme su quello che a livello nazionale, nella legislazione regionale, si chiama Piano casa; piani che a volte, o perlopiù, nascondono invece vere e proprie speculazioni, perché l'ambito di applicazione non riguarda tanto le case delle famiglie che, giustamente, hanno il diritto a un giusto riconoscimento, ma ha riguardato un vero e proprio boom speculativo nell'edilizia, nel direzionale, nel produttivo con la costruzione di capannoni, nel ricettivo, nel commerciale. Giustamente qualcuno prima di me in questa sede oggi ha parlato di speculazione dei centri commerciali cresciuti al di fuori dei centri storici, dei centri urbani delle nostre città, comportando gravi danni all'interno della città di natura ambientale ma anche sociologica. È del tutto evidente, infatti, che lo sprawl che ne deriva ha una ricaduta diretta dal punto di vista culturale e sociale, perché a città che sono appunto "spaparanzate", città deliranti etimologicamente, corrispondono delle società, delle comunità spaventate, disperse, che hanno perso i punti di riferimento e di riconoscimento simbolico dello stare insieme. E da questo punto di vista la paura crescente delle nostre città ha un collegamento, c'è un nesso. L'urbanistica deve ormai avere una visione olistica e non solamente da addetti ai lavori.
Oltre a questo, Presidente, c'è da approvare una serie di norme non ancora presenti nel nostro ordinamento. Mi riferisco a un approfondimento sulla questione della fauna e della flora protetta, alle agromafie, al traffico - anch'esso indecente - di beni culturali e di reperti archeologici.
Il relatore nella presentazione del provvedimento ha correttamente inserito due questioni che abbiamo posto in Commissione: l'allargamento della Commissione e la sottolineatura della questione della governance dei controlli e dei rifiuti a mare.
Presidente, accanto a siffatta operazione c'è da fare nel nostro Paese - e questa è la vera discriminante - un grande lavoro sulla cultura della legalità nei territori. Sono nato nel territorio di Venezia, che ha visto la crescita del più grande sito produttivo d'Italia, secondo in Europa, e la presenza a Porto Marghera di impianti industriali anche molto inquinanti su 2.200 ettari. All'interno di un ragionamento di crescita di posti di lavoro c'è stato anche il dramma di un inquinamento devastante per tutto il territorio.
Ho visto sulla mia pelle che bisogna andare oltre le chiacchiere; che la vera riqualificazione dei terreni si fa quando ci sono gli investimenti; che abbandonare gli investimenti produttivi di riconversione vuol dire creare le condizioni perché, anche dal punto di vista ambientale, le cose si aggravino. Per questo spingiamo il Governo a fare altrettanto anche in altre aree del nostro territorio, e pensiamo all'Ilva di Taranto.
Auspichiamo soprattutto che la compattezza di questo voto sia davvero tale e non solo di facciata. (Applausi dal Gruppo PD).
ARRIGONI (L-SP-PSd'Az). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARRIGONI (L-SP-PSd'Az). Signor Presidente, colleghi, membri del Governo, con l'istituzione della Commissione d'inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esso correlati, comunemente chiamata Commissione ecoreati o sulle ecomafie, si vogliono garantire una sede stabile e la continua operatività della Commissione bicamerale già operante dalla XIII legislatura.
Considerata l'importanza di questa Commissione, il cui fine ultimo è la tutela dell'ambiente, della salute dei cittadini e delle imprese sane, come Gruppi di maggioranza abbiamo con responsabilità convenuto di non modificare il testo giunto dalla Camera, rinunciando a introdurre modifiche di un certo interesse che caratterizzavano - ad esempio - il progetto di legge depositato dal Gruppo della Lega.
I compiti che si prevede di assegnare alla Commissione di inchiesta non riprendono solo quelli tradizionali indicati nella legge istitutiva dello stesso organismo nella scorsa legislatura, che sono i seguenti: indagare su attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti sulle discariche abusive, sulle organizzazioni coinvolte e sul ruolo svolto dalla criminalità organizzata, le cosiddette ecomafie, che trovano terreno fertile proprio nella criticità del sistema; indagare il traffico illecito transfrontaliero dei rifiuti anche pericolosi, dove è importante individuare e scardinare le attività che immettano nel mercato nazionale beni e prodotti destinati alle nostre famiglie e ai nostri figli, realizzati attraverso processi di riciclo di materie prime e secondarie, ottenute dai rifiuti che non rispondono alle caratteristiche merceologiche e sanitarie previste dalla normativa nazionale; verificare la presenza di comportamenti illeciti nella pubblica amministrazione anche con fenomeni corruttivi di soggetti pubblici o di privati; verificare le attività illecite relative ai siti inquinati, in particolare le attività di messa in sicurezza e bonifica dei 39 siti di interesse nazionale; verificare la gestione dei rifiuti radioattivi, inclusi i processi di smantellamento delle vecchie centrali nucleari a opera di Sogin, i cui costi da troppo tempo gravano con la componente A3 sulle bollette elettriche troppo pesanti per famiglie e imprese, nonché l'iter importante di individuazione e realizzazione del deposito unico nazionale di rifiuti radioattivi; indagare ancora con più incisività sulle attività illecite nella gestione del servizio idrico integrato e dello smaltimento dei fanghi di depurazione. Pensate, colleghi, che i soli reati rinvenuti nei mari e sulle coste italiane legati all'inquinamento delle acque derivanti da scarichi fognari fuorilegge o per depuratori assenti o malfunzionanti corrispondono per il 2017 a ben 17.000 infrazioni, con un aumento sull'anno precedente del 8,5 per cento: tutto questo a discapito anche del turismo e di una sana economia, tenuto conto che chi va al mare e trova spesso acqua torbida in quel luogo turistico non ci ritorna più.
Oltre ai predetti compiti tradizionali, considerate le inchieste avviate nella precedente Commissione, l'attuale progetto di legge che ci apprestiamo a votare aggiunge anche gli ulteriori seguenti compiti: verificare le attività illecite relative alla gestione e allo smaltimento dei materiali contenenti amianto, ancora una piaga per il Paese; indagare sulle attività illecite legate agli incendi presso gli impianti di deposito e gestione dei rifiuti, un fenomeno in preoccupante aumento soprattutto dal 2014 ad oggi, con 300 casi di incendio in tutto il Paese; verificare l'applicazione della legge n. 68 del 22 maggio 2015 sugli ecoreati, figlia proprio delle varie Commissioni di inchiesta, una legge che ha introdotto nel codice penale il Titolo VI-bis «Dei delitti contro l'ambiente». La legge sugli ecoreati, che ha introdotto per la magistratura, le Forze dell'ordine e il Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente nuovi mezzi di contrasto e repressione alle ecomafie dei crimini, certamente sta segnando un punto di svolta per la salvaguardia dell'ambiente.
Che la Commissione ecomafie sia utile al Paese lo attestano i numeri - ahimè - allarmanti registrati nel 2017: lo scorso anno, infatti, si sono registrati tanti arresti per crimini contro l'ambiente e tante richieste su traffici illeciti di rifiuti. Crescono gli illeciti ambientali: quasi 31.000, il più 19 per cento, 84 reati al giorno. E pensate che il 44 per cento di questi, a confermare la morsa dell'ecomafia nel Mezzogiorno, si registrano in Campania, che ha la maglia nera, e poi in Sicilia, in Puglia e in Calabria; quattro Regioni dove operano clan, cosche e imprese mafiose, capaci persino di determinare le scelte politiche delle amministrazioni comunali, che anche per questo motivo vengono commissariate. Anche su questo il ministro dell'interno Salvini non farà assolutamente sconti. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S).
Crescono le persone denunciate (quasi 40.000, più 36 per cento); crescono i rifiuti illegali sequestrati (4,4 milioni di tonnellate contro le poco più di 500.000 tonnellate del 2016, il più 800 per cento) e cresce soprattutto il fatturato dell'ecomafia (14,1 miliardi, quasi più del 10 per cento rispetto al 2016); risorse queste sottratte all'economia sana.
E come non ricordare poi come in molte Regioni del Paese, per incapacità e logiche clientelari, e dunque per precise responsabilità politiche e amministrative locali, il ciclo rifiuti segna una carenza del servizio della raccolta differenziata e la mancanza, in taluni casi totale, di impiantistica che spesso porta all'emergenza. Non esistono termovalorizzatori, non esistono impianti di recupero, di compostaggio e di pretrattamento dei rifiuti. La gestione dei rifiuti è invece, in quelle parti del Paese, fortemente dipendente da discariche, spesso abusive, che oggi si trovano in esaurimento, e dal sistematico e dispendioso conferimento dei rifiuti fuori Regione, spesso nel Nord Italia.
Presidente, mi avvio alle conclusioni.
Riassumendo, la Commissione di inchiesta è, dunque, uno strumento potente che può certamente contribuire a rispondere alle richieste di giustizia in merito agli eco reati. La Commissione avrà un importante ruolo nel riferire alle Camere con delle relazioni territoriali o su temi specifici quando giungerà al termine delle inchieste avviate oppure ogniqualvolta ne ravvisi la necessità. Le relazioni, presentate al Parlamento, che metteranno in evidenza sicuramente problematiche, criticità e patologie, con delle risoluzioni dovranno costituire uno stimolo sia per il Parlamento, per innovare adeguatamente le nuove leggi e modificare quelle esistenti, sia per il Governo, per risolvere le gravi questioni evidenziate e per procedere ad azioni più efficaci, come - ad esempio - per la gestione delle operazioni di bonifica dei siti di interesse nazionale inquinati, fondamentali ai fini della riconversione industriale delle aree contaminate del Paese, fondamentali anche per ridurre il consumo di suolo vergine.
Sottolineo, però, come il Parlamento e il Governo abbiano il dovere non solo di tutelare l'ambiente e la salute dei cittadini, ma anche di garantire il diritto delle imprese sane e rispettoso della legge, che sono l'assoluta maggior parte, di poter fare impresa in un mercato senza la concorrenza sleale.
La Lega in questa battaglia non farà mancare il proprio deciso contributo. Nell'augurare il buon lavoro ai commissari che faranno parte della Commissione di inchiesta, il Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione voterà a favore di questo disegno di legge. (Applausi dai Gruppi L-SP-PSd'Az e M5S).
GALLONE (FI-BP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GALLONE (FI-BP). Signor Presidente, rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, la Commissione parlamentare d'inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e sugli illeciti ambientali ad esso correlati svolge, fin dalla sua originaria istituzione nella XIII legislatura - come è stato ricordato - un ruolo fondamentale di verifica, di indagine e di controllo sugli affari illeciti che ruotano intorno alle attività di gestione, di raccolta, di stoccaggio e di smaltimento dei rifiuti che, se non individuate e fermate, potrebbero creare - come già hanno creato e stanno continuando a creare - pericolosissime conseguenze in termini sanitari e ambientali, con pesantissime ripercussioni sulla salute dei cittadini e sul patrimonio ambientale del Paese intero.
La ricostituzione della Commissione bicamerale d'inchiesta, anche nell'attuale legislatura, rappresenta, quindi, un momento davvero importante della vita del nostro Parlamento, perché il compito di vigilare e intervenire è una delle prerogative fondamentali del ruolo di noi tutti chiamati a lavorare per il bene comune.
Il rapporto sulle ecomafie 2018, recentemente presentato da Legambiente - come è stato ricordato nel corso degli interventi - fotografa la situazione del nostro Paese e mette in luce in maniera chiarissima quanto il settore dei rifiuti sia quello dove si concentra di più la piaga degli illeciti. Il rapporto - ahimè - ci ricorda che il fatturato delle ecomafie è arrivato a crescere del 9,4 per cento, raggiungendo la cifra iperbolica di 14 miliardi di euro, derivanti principalmente dal ciclo dei rifiuti nelle filiere agroalimentari e nel racket animale. Questo business, ovviamente, oltre a causare danni economici, ambientali e sanitari, rallenta e compromette - questa è il dispiacere più grande - la realizzazione di economie virtuose per il nostro Paese, che sono presenti e che vanno, per contro, valorizzate e sostenute. Ecco perché, a tal proposito, Forza Italia - e spero anche altri Gruppi che ci sosterranno - ha presentato un emendamento per consentire alle aziende che si occupano di end of waste, oggi bloccate, di ricevere le autorizzazioni necessarie a far funzionare i loro impianti di riciclo in un momento di passaggio legislativo e normativo rispetto alle attribuzioni di chi è preposto a concederle.
Tornando alla nostra Commissione d'inchiesta, questi dati confermano ancora di più quanto sia importante averne in essere una che operi in maniera concreta per verificare e contrastare il fenomeno. Sappiamo bene purtroppo che il Mezzogiorno è l'area in cui maggiormente si innestano le mafie connesse agli illeciti sulla gestione dei rifiuti, pur rimanendo però il fenomeno diffuso su tutto il territorio nazionale.
Una cosa è certa, com'è stato ricordato: la necessità di tenere alta, altissima la guardia su un tema tanto delicato e d'investire sempre di più nella cultura della legalità. È per questo che, come Gruppo Forza Italia, stiamo predisponendo un disegno di legge sull'istituzione delle ore di educazione ambientale nelle scuole e un altro sulle gite scolastiche dedicate all'ambiente da parte degli studenti.
Una novità presente nel testo, che lo rende differente dalla legge della scorsa legislatura, è quella che prevede che la Commissione verifichi anche lo stato di attuazione delle operazioni di bonifica dei siti inquinati, esercitando il potere d'inchiesta anche sull'attuazione delle normative vigenti in materia ambientale.
Un'importantissima novità nel testo, che denota l'attenzione di Forza Italia sui temi ambientali, è stata l'approvazione alla Camera dell'emendamento dell'onorevole Labriola, del Gruppo di Forza Italia, riguardante il rilevantissimo tema dell'amianto. Si tratta di un articolo fondamentale che Forza Italia ha fortemente voluto e che consentirà di avviare un'azione incisiva nei confronti di un'emergenza spesso colpevolmente trascurata. Infatti, sottolineo che, a ventisei anni di distanza dalla messa al bando dell'amianto in Italia, la pericolosissima fibra continua a minacciare l'ambiente in cui viviamo e la nostra salute: sono oltre 370.000 le strutture del Paese in cui è ancora presente, 20.000 delle quali sono siti industriali non ancora bonificati, 50.000 edifici pubblici e oltre 210.000 quelli privati. È inconcepibile.
Tra i filoni d'inchiesta legati ai compiti della Commissione, particolare attenzione dovrà avere il fenomeno degli incendi dei depositi di stoccaggio. Si stima che negli ultimi due anni gli episodi siano stati quasi 300, mettendo a rischio la vita degli abitanti e compromettendo l'ambiente. Si tratta di un fenomeno che sta assumendo dimensioni sempre più allarmanti e contro il quale è urgente intervenire, con l'auspicio che questa Commissione d'inchiesta, una volta istituita, dia subito un forte segnale in tal senso.
I rifiuti, e maggiormente quelli pericolosi, sono una mina inesplosa, che rischia ogni giorno di più di compromettere lo sviluppo e la crescita di un contesto sociale già oltremodo fragile.
La Commissione bicamerale, la cui natura è al tempo stesso ispettiva e conoscitiva, è uno strumento fondamentale d'indagine, che dovremo usare nel miglior modo possibile, attento, fermo e massimamente condiviso, come soggetto attivo e propositivo, per proporre e trovare soluzioni, nonché combattere un'illegalità che definire assassina è poco.
L'inchiesta parlamentare è il mezzo che più di ogni altro può aiutare a capire e intervenire, fornendo tutti gli elementi utili e necessari all'attività legislativa. L'inchiesta, infatti, è lo strumento più incisivo del quale le Camere possono fare uso.
È doveroso infine ricordare che la Commissione detiene - e conserverà sicuramente - il patrimonio di conoscenza documentale di primaria importanza nel contrasto dell'ecomafia a partire dai rapporti con le procure della Repubblica e dai dossier raccolti in lunghi anni d'indagine e di lavoro. Non si sottovaluti, quindi, la portata epocale di questo tema.
Lasciatemi fare un brevissimo accenno all'overshoot day. Proprio domani, il 1º agosto, avremo esaurito tutte le risorse naturali che la Terra ci mette a disposizione: vivremo, cioè, a credito delle prossime generazioni. Mi viene la pelle d'oca. L'associazione internazionale Global Footprint Network calcola ogni anno il giorno in cui il consumo umano delle risorse del pianeta supera la rigenerabilità dei nostri ecosistemi. Quest'anno, con il 1º agosto, battiamo tutti i record, perché, con il passare del tempo, l'overshoot day viene sempre anticipato: mentre negli anni '70 si verificava generalmente a novembre, nel 2018 abbiamo addirittura sfiorato il mese di luglio.
Tutto questo è strettamente collegato al ciclo dei rifiuti e alle attività illecite a esso connesse. Inquinare, demolire e sfruttare l'ambiente indebolisce, come ovvio, tutto l'ecosistema, che non può rigenerarsi, fornendoci ciò di cui abbiamo bisogno. Questa Commissione deve vedere la luce, deve essere istituita, deve lavorare sodo, deve lavorare più di tutte le altre, perché riveste un'importanza fondamentale per la nazione.
Consentitemi, prima di concludere, una piccola chiosa. Molto spesso la politica tende a dare la colpa a chi ha governato precedentemente. Oggi la vecchia opposizione è diventata maggioranza e mi auguro con tutto il cuore, nell'esclusivo interesse del Paese e dei suoi cittadini, che temi quali le mancate bonifiche, l'ILVA, la cosiddetta Terra dei Fuochi, la Val d'Agri, lo sversamento del petrolio e della plastica e tante altre situazioni, grandi e piccole del nostro Paese, possano essere affrontati non con la scusa che non abbiamo governato prima, ma con la prontezza di chi vuole risolvere veramente, responsabilmente e definitivamente le questioni. In questo contate sul nostro aiuto.
Dichiaro che il voto del Gruppo Forza Italia sarà convintamente favorevole. (Applausi dal Gruppo FI-BP).
MORONESE (M5S). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MORONESE (M5S). Signor Presidente, abbiamo da poco votato in quest'Aula il disegno di legge per l'istituzione della Commissione di inchiesta sul fenomeno delle mafie e ora ci apprestiamo a votare un altro provvedimento per l'istituzione della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali a esse correlati.
Si tratta di due Commissioni di inchiesta - sulle ecomafie e sulle mafie - che personalmente ritengo estremamente importanti, in quanto sono due strumenti per il contrasto ai fenomeni gravissimi dell'illegalità e della criminalità, che, seppur in ambiti diversi, indagano su illeciti che non sono privi di legami e connessioni, perché spesso oggetto di un unico disegno criminale.
Non credo che la loro importanza sia minimamente in discussione. Anzi, la volontà di istituire in tempi celeri la Commissione cosiddetta ecomafie è stata dimostrata da tutti i Gruppi parlamentari e, per questo, in qualità di Presidente della Commissione territorio, ambiente, beni ambientali, desidero ringraziare tutte le forze politiche che, in Commissione, hanno votato all'unanimità a favore del testo in esame, senza voler rallentare in alcun modo l'iter parlamentare.
Oggi, nella mia dichiarazione di voto, è a voi colleghi che mi rivolgo, perché molti di voi saranno chiamati a farne parte e dipenderà dal vostro lavoro se i risultati della Commissione ecomafie potranno essere ancor più significativi di quelli registrati nelle precedenti legislature. Le inchieste che la Commissione dovrà effettuare riguarderanno le attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, le organizzazioni in esse coinvolte o a esse comunque collegate; le connessioni tra le attività illecite nel settore dei rifiuti e altre attività economiche, con particolare riguardo al traffico dei rifiuti all'interno dei territori comunali e provinciali, tra le diverse Regioni del territorio nazionale e verso Stati esteri; l'eventuale sussistenza di comportamenti illeciti nell'ambito della pubblica amministrazione centrale e periferica e dei soggetti pubblici o privati operanti nella gestione del ciclo dei rifiuti, con riferimento alle modalità di gestione dei servizi di smaltimento da parte degli enti locali e ai relativi sistemi di affidamento; l'eventuale sussistenza di attività illecite relative ai siti inquinati, alle bonifiche e alla gestione di rifiuti radioattivi; gli illeciti sulla gestione degli impianti di depurazione delle acque, dello smaltimento dei fanghi e dei reflui e anche su quelli del sistema idrico integrato.
Grazie al lavoro svolto in passato e avendo fatto di esso tesoro, si è deciso giustamente di introdurre ulteriori tre questioni su cui la Commissione dovrà lavorare e porre attenzione: verificare la corretta attuazione della normativa vigente in materia ambientale, per quanto di propria competenza, nonché l'efficacia dell'attuazione della legge 22 maggio 2015, n. 68, sugli ecoreati; verificare l'eventuale sussistenza di attività illecite relative alla gestione e allo smaltimento dei materiali contenenti amianto; indagare sulle attività illecite legate al fenomeno degli incendi di impianti di deposito, trattamento e smaltimento dei rifiuti.
Negli ultimi anni tali incendi si ripetono con una frequenza allarmante in tutta Italia: stiamo parlando di oltre 300 roghi nei siti di stoccaggio di rifiuti negli ultimi due anni. L'ultimo, in ordine di tempo, è avvenuto a Caivano, in Campania, appena sei giorni fa, dove è bruciata la piattaforma di recupero più grande del Sud. Credo che le immagini di questo incendio siano ancora nella memoria di tutti.
Una richiesta però sento di avanzarla, e di farlo a chi farà parte della Commissione: occorre dare massima attenzione anche e soprattutto alle problematiche locali, che spesso però si ripetono in maniera identica su tutto il territorio nazionale.
Nel corso della precedente legislatura ho sottoposto a entrambe le Commissioni, ecomafie e antimafia, una questione che riguarda una cava di estrazione nel casertano, precisamente la cava Cesque sita nel Comune di Falciano del Massico. Dalla documentazione che riuscì a produrre, era chiara la presenza di criticità molto rilevanti sia in materia ambientale che in termini di legalità, trattandosi di una cava che aveva avviato le sue attività in assenza della certificazione antimafia, che non possedeva tutte le certificazioni ambientali necessarie e la cui attività era stata dichiarata insalubre dalla ASL di Caserta e aveva ricevuto parere negativo dal genio civile. Mi fu risposto che vi erano tutti gli elementi per avviare un'istruttoria congiunta delle due Commissioni. Eppure le Commissioni ecomafie e antimafia, nonostante l'impegno detto, non sono riuscite a dare la giusta attenzione alla vicenda.
Studiando un caso del genere, si può comprendere dove si innesca quel meccanismo perverso dell'illegalità, che spesso deve la sua florida attività grazie anche alla complicità di funzionari pubblici conniventi. Come è possibile, infatti, avviare un'attività così delicata di tipo insalubre senza le autorizzazioni previste per legge e senza la dovuta certificazione antimafia? Quanti occhi sono stati chiusi per far partire questa cava? Come mai nessun controllo è stato effettuato? Come mai, nonostante i numerosi sequestri avvenuti ai danni dell'azienda e del proprietario (che, guarda caso, risulta essere coinvolto anche in una famosa inchiesta sui Casalesi), nulla è cambiato e nessuno è stato punito? Gli unici a essere puniti, giorno dopo giorno, sono i cittadini falcianesi, che subiscono inevitabilmente l'inquinamento di questa attività tutt'ora in atto.
Ritengo che situazioni locali gravi come questa che vi ho appena esposto debbano essere obbligatoriamente messe sotto la lente di ingrandimento della Commissione, perché fanno comprendere come il sistema criminale che ruota attorno a questi disastri sia sempre lo stesso. Questo serve a farci capire dove è necessario agire a livello normativo e giudiziario per porre fine a quello che risulta essere il cuore pulsante dell'economia criminale.
Con l'auspicio quindi che il lavoro di questa Commissione possa essere quanto più produttivo possibile, a nome del Gruppo del MoVimento 5 Stelle dichiaro il nostro voto favorevole. (Applausi dai Gruppi M5S e L-SP-PSd'Az. Congratulazioni).
PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo del disegno di legge n. 627, nel suo complesso.
(Segue la votazione).
Il Senato approva. (v. Allegato B).
Risultano pertanto assorbiti i disegni di legge nn. 218 e 570.