Legislatura 18ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 029 del 31/07/2018

Interrogazioni

BOLDRINI - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:

il disegno di legge di conversione del decreto-legge 10 luglio 2018, n. 84, recante disposizioni urgenti per la cessione di unità navali italiane a supporto della Guardia costiera del Ministero della difesa e degli organi per la sicurezza costiera del Ministero dell'interno libici (AS 624), dispone la cessione a titolo gratuito al Governo dello Stato della Libia, con contestuale cancellazione dai registri inventariali e dai ruoli speciali del naviglio militare dello Stato italiano, di un massimo di 10 unità navali CP classe 500, in dotazione al Corpo delle Capitanerie di porto - Guardia costiera e di un massimo di 2 unità navali in dotazione alla Guardia di finanza;

tra le navi in cessione figura l'unica motovedetta in servizio nella Sacca, destando la preoccupazione delle comunità di Goro e Gorino (Ferrara), dal momento che questo mezzo controlla un territorio molto vasto e di notevole importanza ambientale ed economica, con oltre 1.200 pescatori e circa 1.300 natanti registrati e numerosi problemi relativi ai furti di novellame;

in sede di esame del disegno di legge, è stato approvato l'ordine del giorno G1.101 che impegna il Governo a valutare l'adozione delle misure che dovessero rendersi necessarie per assicurare continuità ai compiti di vigilanza e controllo svolti dalle unità della Guardia costiera anche con l'eventuale sostituzione dell'unità navale in servizio nella Sacca con un mezzo adeguato dal punto di vista tecnologico, alla luce dell'essenziale lavoro svolto dalla motovedetta nella lotta al bracconaggio e nel mantenimento della sicurezza per l'intera comunità di Goro e Gorino;

il comandante della Guardia costiera di porto Garibaldi, Francesco Luciani, ha dichiarato che, per evitare che la zona costiera resti sguarnita, arriverà una motovedetta in sostituzione, più moderna e performante,

si chiede di sapere in quali i tempi si procederà alla sostituzione della motovedetta, visto che il tratto di costa interessata non può restare privo di un efficace presidio per la sicurezza, non potendo più fare affidamento sul servizio di vigilanza fornito ad oggi dalla Capitaneria di porto.

(3-00140)

BONINO - Al Ministro dell'interno - Premesso che:

a quanto si apprende da numerose fonti stampa, lunedì 11 giugno 2018, intorno alle 22, a Caserta due richiedenti asilo originari del Mali, Daby e Sekou, vengono avvicinati da una Fiat Panda, a bordo della quale viaggiavano tre giovani italiani, i quali sparano alcuni colpi con una pistola ad aria compressa, al grido "Salvini Salvini";

a tale episodio di stampo xenofobo nelle ultime settimane ne sono seguiti diversi, in tutta Italia: il 20 giugno a Napoli, Bouyangui Konate, cuoco maliano di 21 anni, rifugiato, viene colpito da due ragazzi con un fucile a piombini;

il 3 luglio, a Forlì, una donna nigeriana viene avvicinata da un motorino, con due persone a bordo, dal quale parte un colpo da una pistola ad aria compressa che la ferisce a un piede e il 5 luglio, sempre a Forlì, un uomo di 33 anni originario della Costa d'Avorio viene colpito all'addome con colpi esplosi da pistola ad aria compressa;

l'11 luglio, a Latina, due uomini di origine nigeriana vengono raggiunti da proiettili di gomma esplosi da un'Alfa 155 nei pressi della fermata dell'autobus;

il 17 luglio, a Roma, una bambina "rom" di poco più di un anno, viene raggiunta da un colpo di pistola ad aria compressa e rischia di rimanere paralizzata;

il 26 luglio, a Partinico, un richiedente asilo senegalese di 19 anni viene aggredito e picchiato, mentre sta lavorando al bar, da tre uomini che gli gridano: "Tornatene al tuo paese, sporco negro". Lo stesso giorno a Vicenza, un operaio di origine capoverdiana che lavorava su un ponteggio viene colpito alle spalle dai colpi di una carabina e ad Aversa, un richiedente asilo della Guinea viene avvicinato da due ragazzi in moto, che gli sparano con un'arma ad aria compressa, colpendolo al volto;

il 28 luglio, a Milano, un uomo di origine cingalese viene aggredito in un parco. L'aggressore pretendeva che parlasse in italiano al telefono e lo ha minacciato con un taglierino sulla gola davanti alla figlia terrorizzata;

il 29 luglio, ad Aprilia, un uomo di origine marocchina viene inseguito e aggredito da due uomini e viene ritrovato morto, abbandonato sulla strada e sempre il 29 luglio, Daisy Osakue, nazionale di atletica leggera, viene aggredita a Moncalieri mentre rincasava: da un'auto in corsa le sono state lanciate contro delle uova. L'atleta è stata colpita a un occhio ed è stata operata per una lesione alla cornea;

considerato che il Ministro in indirizzo, nel commentare pubblicamente i fatti gravi avvenuti negli ultimi giorni, ha dichiarato al "The Sunday Times", che "il razzismo è una invenzione della sinistra" e che il problema sia in realtà riconducibile alla criminalità degli immigrati: "Ricordo che i reati commessi ogni giorno in Italia da immigrati sono circa 700, quasi un terzo del totale, e questo è l'unico vero allarme reale contro cui da ministro sto combattendo", aggiungendo inoltre che "aggredire e picchiare è un reato, a prescindere dal colore della pelle di chi lo compie, e come tale va punito. Ma accusare di razzismo tutti gli italiani ed il governo in seguito ad alcuni limitati episodi è una follia",

si chiede di sapere:

a partire dalle denunce presentate alle Forze dell'ordine, quanti episodi di stampo xenofobo si siano verificati in Italia dall'inizio del 2018 ad oggi;

quali azioni il Ministro in indirizzo intenda intraprendere per prevenire e arginare il verificarsi di tali episodi ai danni di cittadini stranieri o di etnia rom, il cui numero, da quanto è stato riportato nelle ultime settimane dalla stampa, sembra aver subito un improvviso e preoccupante incremento nel giro di poche settimane.

(3-00142)

QUAGLIARIELLO - Ai Ministri delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo e per gli affari europei - Premesso che:

da fonti stampa è emerso che secondo l'associazione Coldiretti dall'inizio del 2018 l'importazione in Italia di olio d'oliva proveniente dalla Tunisia sarebbe aumentata del 260 per cento, facendo registrare una vera e propria impennata;

nel 2016 la Commissione europea aveva concesso alla Tunisia due contingenti temporanei a dazio zero per le esportazioni di olio dirette verso l'Unione europea, in particolare 35.000 tonnellate all'anno per il 2016 e il 2017 al fine di cercare di sostenere la difficile situazione socio-economica del Paese;

dalla relazione della Commissione europea risulta che il Paese non ne avrebbe usufruito quasi per nulla, avendo esportato verso l'Unione tra il 2016 e il 2017 solo 2.557 delle 70.000 tonnellate accordate;

sempre secondo fonti stampa, la Tunisia avrebbe chiesto all'Unione europea di rinnovare la concessione di nuove quote di export a dazio zero verso la stessa Unione, motivando la richiesta con il fatto che l'agricoltura tunisina si è riorganizzata tanto da prevedere un raddoppio della produzione di olio d'oliva per il 2018. Questo salto avrebbe permesso, già nel primo quadrimestre del 2018, alla Tunisia di esportare verso l'Italia ben 26.000 tonnellate di olio d'oliva;

preso atto che:

nel 2017 la produzione dell'Italia, che è il secondo produttore mondiale dopo la Spagna, è stata di 429.000 tonnellate, e il costo di produzione dell'olio in Tunisia risulta pari a circa 2 euro al litro, contro il corrispondente costo di produzione italiano pari a circa 7 euro al litro (fonte Coldiretti);

qualora si permettesse alla Tunisia di sfruttare le quote non utilizzate per gli anni passati, pari a poco meno di 70.000 tonnellate, e contemporaneamente, se ne aggiungessero altrettante per il 2018 e il 2019, ci si troverebbe di fronte a un'invasione di olio tunisino e la produzione italiana ne uscirebbe gravemente penalizzata;

considerato infine che l'olio importato, di bassa qualità rispetto a quello italiano, viene spesso commercializzato dalle multinazionali sotto la copertura di ex marchi nazionali ceduti all'estero per dare una parvenza di italianità da sfruttare sui mercati nazionali ed esteri, a danno di produttori e di consumatori,

si chiede di sapere:

di quali informazioni i Ministri in indirizzo dispongano in merito alle notizie riportate e se le stesse trovino conferma;

quali iniziative intendano assumere, anche in sede europea, volte alla tutela dei prodotti, degli agricoltori e dei consumatori italiani, oltre che dell'economia di alcune regioni italiane.

(3-00143)