Legislatura 18ª - 14ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 141 del 15/01/2020

 OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 138

 

La 14ª Commissione permanente, esaminato l’atto in titolo,

considerato che:

- lo schema di decreto legislativo in esame è volto ad apportare correzioni e integrazioni al decreto legislativo n. 183 del 2017, che aveva attuato la direttiva (UE) 2015/2193 in base alla delega conferita al Governo con l’articolo 17 della legge n. 170 del 2016 (legge di delegazione europea 2015);

- il decreto del 2017 ha quindi recepito la direttiva n. 2193 sulla limitazione delle emissioni in atmosfera dei medi impianti di combustione e ha provveduto anche al riordino della parte del codice dell’ambiente relativa agli impianti e alle attività che producono emissioni in atmosfera;

- con l’atto in esame si apportano alcune correzioni di forma e si mira a superare alcune criticità segnalate dagli operatori del settore, anche nell’ambito dello specifico tavolo di coordinamento settoriale previsto dal codice dell’ambiente. In particolare, le modifiche proposte sono finalizzate a razionalizzare le procedure autorizzative e ad aumentare le garanzie di certezza normativa in materia di procedure autorizzative, di controllo e di obblighi relativi alla gestione degli stabilimenti, nonché ad una ulteriore razionalizzazione del sistema delle sanzioni;

valutato che:

- nel complesso, lo schema di decreto in esame è coerente con i principi generali di semplificazione degli adempimenti, di razionalizzazione delle procedure autorizzative e di promozione di misure alternative alle sanzioni;

per quanto concerne i medi impianti di combustione, l’intervento in esame è in linea con la direttiva (UE) 2015/2193, come recepita con il decreto legislativo n. 183 del 2017;

per gli altri impianti e le altre attività che producono emissioni in atmosfera, se si eccettuano le installazioni soggette ad autorizzazione integrata ambientale, la materia non è ad oggi disciplinata a livello europeo, sussistendo così un’autonomia legislativa degli Stati nella scelta della disciplina;

l’Italia ha già da molti anni una completa disciplina sulla limitazione dell’impatto sull’atmosfera delle attività che producono emissioni, mentre la maggioranza dei paesi dell’Unione non ha previsto un puntuale sistema di autorizzazioni e valori limite di emissione per tali attività;

- il recepimento della direttiva (UE) 2015/2193 è avvenuto correttamente, poiché dalla consultazione dell'archivio informatico nazionale EUR-Infra non risultano pendenti procedure di infrazione,

valutato quindi che non sussistono profili di contrasto con l'ordinamento europeo,

formula, per quanto di competenza, osservazioni favorevoli con i seguenti rilievi.

Si assicuri il più efficace coordinamento tra le disposizioni del provvedimento in esame con quello relativo al Green New Deal e alla transizione ecologica del Paese, collegato alla decisione di bilancio.

Si auspica una maggiore armonizzazione complessiva della materia delle emissioni, che ricomprenda tutti gli impianti, ivi inclusi quelli che oggi non rientrano nell'ambito di applicazione della normativa europea, e che permetta di assicurare che le installazioni e gli interventi siano preceduti da una valutazione di impatto sul territorio di insediamento.