Legislatura 18ª - 14ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 141 del 15/01/2020
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PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1378
La Commissione, esaminato il disegno di legge in titolo,
premesso che l’Italia, ai sensi della Convenzione intergovernativa fatta ad Amburgo il 30 novembre 2009, ratificata con legge n. 196 del 27 novembre 2017, partecipa ai costi di costruzione ed esercizio dell’impianto laser europeo a elettroni liberi a raggi X (European X-Ray free-electron laser «European XFEL»);
considerato che il disegno di legge in esame risulta necessario per la Ratifica del Protocollo di ingresso del Regno Unito nella sopracitata Convenzione;
ricordato che gli Stati firmatari della Convenzione sono, oltre all'Italia, la Danimarca, la Grecia, la Francia, la Germania, la Polonia, il Regno Unito, l'Irlanda del Nord, la Russia, la Slovacchia, la Spagna, la Svezia, la Svizzera e l'Ungheria;
chiarito che la Convenzione XFEL costituisce un Trattato internazionale stipulato tra Stati situati in Europa ma non necessariamente facenti parte dell’Unione europea e che conseguentemente la Brexit non impatta sulla ratifica del protocollo di adesione della Gran Bretagna in esame;
ricordato che l’infrastruttura European XFEL, indicata come uno dei progetti più importanti nelle roadmap prodotte dall’European strategy forum on research infrastructures (ESFRI), pone l'Europa all'avanguardia in campo internazionale, aprendo nuove strade per lo sviluppo delle conoscenze scientifiche fondamentali e per le loro applicazioni in campo biologico, medicale e dei nuovi materiali;
osservato che, all’entrata in vigore della legge di ratifica della Convenzione, il contributo italiano a XFEL era stabilito nella misura percentuale del 2,89 per cento del bilancio complessivo. Tale percentuale si ottiene considerando l’incidenza della contribuzione italiana (33 milioni di euro) rispetto al costo globale della fase di costruzione del progetto European XFEL, inizialmente identificato in 1.082 milioni di euro (nel 2005) e successivamente aggiornato a 1.141 milioni di euro. L’ingresso del Regno Unito, con una contribuzione ai costi di costituzione pari a circa 26.241 milioni di euro (valore 2005) farà variare la quota di partecipazione italiana dal 2,89 per cento al 2,83 per cento e di conseguenza il contributo alle spese subirà una riduzione;
valutato che non sussistono profili di criticità in ordine alla compatibilità del disegno di legge con l’ordinamento dell’Unione europea;
esprime, per quanto di competenza, parere favorevole.