Legislatura 18ª - 14ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 141 del 15/01/2020
Azioni disponibili
POLITICHE DELL'UNIONE EUROPEA (14ª)
MERCOLEDÌ 15 GENNAIO 2020
141ª Seduta
Presidenza del Presidente
La seduta inizia alle ore 10,15.
IN SEDE CONSULTIVA
(1378) Ratifica ed esecuzione del Protocollo alla Convenzione relativa alla costruzione e all'esercizio di un impianto laser europeo a elettroni liberi a raggi X riguardante l'adesione del Governo del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, con Allegati, fatto a Berlino il 19 marzo 2018
(Parere alla 3ª Commissione. Seguito e conclusione dell'esame. Parere favorevole)
Prosegue l'esame sospeso nella seduta dell'8 gennaio.
Il senatore LOREFICE (M5S) illustra uno schema di parere favorevole in cui viene chiarito che la Convenzione XFEL costituisce un Trattato internazionale stipulato tra Stati situati in Europa ma non necessariamente facenti parte dell’Unione europea e che conseguentemente la Brexit non impatta sulla ratifica del protocollo di adesione della Gran Bretagna in esame. Viene altresì chiarito che, all’entrata in vigore della legge di ratifica della Convenzione, il contributo italiano a XFEL era stabilito nella misura percentuale del 2,89 per cento del bilancio complessivo. L’ingresso del Regno Unito farà variare la quota di partecipazione italiana dal 2,89 per cento al 2,83 per cento e di conseguenza il contributo alle spese di gestione subirà una riduzione.
Il senatore Simone BOSSI (L-SP-PSd'Az) chiede delucidazioni in merito alla riduzione del contributo italiano.
La senatrice GINETTI (IV-PSI) condivide l'impostazione dello schema di parere e preannuncia il suo voto favorevole.
Si apre quindi una discussione incidentale sulla misura della riduzione del contributo italiano alle spese previste dal trattato, cui partecipano i senatori TARICCO (PD), CANDIANI (L-SP-PSd'Az), Simone BOSSI (L-SP-PSd'Az) e il PRESIDENTE.
Il senatore LOREFICE (M5S) riformula lo schema di parere espungendo le parole "di gestione".
Il PRESIDENTE, quindi, accertata la presenza del prescritto numero di senatori pone in votazione lo schema di parere, pubblicato in allegato, come riformulato in corso di seduta.
La Commissione approva.
Schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 15 novembre 2017, n. 183, di attuazione della direttiva (UE) 2015/2193 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2015, relativa alla limitazione delle emissioni nell'atmosfera di taluni inquinanti originati da impianti di combustione medi, nonché per il riordino del quadro normativo degli stabilimenti che producono emissioni nell'atmosfera (n. 138)
(Osservazioni alla 13a Commissione. Esame. Osservazioni favorevoli con rilievi)
La senatrice GINETTI (IV-PSI), relatrice, introduce l'esame dello schema di decreto legislativo in titolo, volto ad apportare correzioni e integrazioni al decreto legislativo n. 183 del 2017, che aveva attuato la direttiva (UE) 2015/2193 in base alla delega conferita al Governo con l’articolo 17 della legge n. 170 del 2016 (legge di delegazione europea 2015).
Il decreto del 2017 ha quindi recepito la direttiva n. 2193 sulla limitazione delle emissioni in atmosfera dei medi impianti di combustione e ha provveduto anche al riordino della parte del codice dell’ambiente relativa agli impianti e alle attività che producono emissioni in atmosfera.
Con l’atto in esame si apportano alcune correzioni di forma e si mira a superare alcune criticità segnalate dagli operatori del settore, anche nell’ambito dello specifico tavolo di coordinamento settoriale previsto dal codice dell’ambiente. In particolare, le modifiche proposte sono finalizzate a razionalizzare le procedure autorizzative e ad aumentare le garanzie di certezza normativa in materia di procedure autorizzative, di controllo e di obblighi relativi alla gestione degli stabilimenti, nonché ad una ulteriore razionalizzazione del sistema delle sanzioni.
Tecnicamente, è un nuovo decreto legislativo, che modifica il primo, sulla base della delega generale contenuta nell’articolo 31, comma 5, della legge n. 234 del 2012. In base ad essa, entro due anni dall’adozione di decreti legislativi che recepiscono direttive europee, possono essere adottati decreti integrativi e correttivi.
L’articolo 1 dello schema prevede specifiche modifiche alla parte quinta del codice dell’ambiente (norme in materia di tutela dell'aria e di riduzione delle emissioni in atmosfera), in relazione al Titolo I (impianti e attività produttivi), al Titolo II (impianti termici civili), all’allegato IV (impianti e attività in deroga), all’allegato VI (metodi di monitoraggio e controllo delle emissioni) e all’allegato IX (limiti di emissione degli impianti termici civili).
L’articolo 2 introduce norme che vanno a modificare un allegato al codice, l’articolo 3 reca disposizioni transitorie, mentre l’articolo 4 reca la clausola di invarianza finanziaria della spesa.
La relatrice osserva come, nel complesso, lo schema di decreto in esame sia coerente con i principi generali di semplificazione degli adempimenti, di razionalizzazione delle procedure autorizzative e di promozione di misure alternative alle sanzioni.
Per quanto concerne i medi impianti di combustione, l’intervento in esame è in linea con la direttiva (UE) 2015/2193, come recepita con il decreto legislativo n. 183 del 2017; per gli altri impianti e le altre attività che producono emissioni in atmosfera, se si eccettuano le installazioni soggette ad autorizzazione integrata ambientale, la materia non è ad oggi disciplinata a livello europeo, sussistendo così un’autonomia legislativa degli Stati nella scelta della disciplina. L’Italia ha già da molti anni una completa disciplina sulla limitazione dell’impatto sull’atmosfera delle attività che producono emissioni, mentre la maggioranza dei paesi dell’Unione non ha previsto un puntuale sistema di autorizzazioni e valori limite di emissione per tali attività.
Il recepimento della direttiva (UE) 2015/2193 è avvenuto correttamente, poiché dalla consultazione dell'archivio informatico nazionale EUR-Infra non risultano pendenti procedure di infrazione.
Illustra quindi uno schema di osservazioni favorevoli, in cui si rileva la necessità di assicurare il più efficace coordinamento tra le disposizioni del provvedimento in esame con quello relativo al Green New Deal e alla transizione ecologica del Paese, collegato alla decisione di bilancio. Si auspica altresì una maggiore armonizzazione complessiva della materia delle emissioni, che ricomprenda tutti gli impianti, ivi inclusi quelli che oggi non rientrano nell'ambito di applicazione della normativa europea, e che permetta di assicurare che le installazioni e gli interventi siano preceduti da una valutazione di impatto sul territorio di insediamento.
Nessun senatore chiedendo di intervenire, il PRESIDENTE, verificata la presenza del numero legale, pone in votazione lo schema di osservazioni favorevoli illustrato dalla relatrice, e pubblicato in allegato al resoconto.
La Commissione approva.
SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE
Comunicazioni sulla riunione dei Presidenti COSAC (Zagabria, 19-20 gennaio 2020)
Il PRESIDENTE comunica che la prossima settimana si svolgerà a Zagabria la riunione dei Presidenti della Conferenza degli organismi specializzati negli affari comunitari (COSAC), che è il primo incontro organizzato dalla presidenza croata del Consiglio dell'Unione.
Il primo punto all'ordine del giorno verterà sulle priorità della presidenza croata ispirate al suo motto: "Un'Europa forte in un mondo di sfide". Il programma della presidenza è incentrato su quattro settori principali: un'Europa che si sviluppa, per le questioni economiche e del lavoro; un'Europa che collega, per l'ammodernamento delle infrastrutture; un'Europa che protegge, per le questioni collegate alla sicurezza dei cittadini; un'Europa influente, al fine di rafforzare la posizione dell'Unione nel mondo. Per la Croazia sarà la prima presidenza del Consiglio dalla sua adesione all'UE nel 2013.
Il secondo punto all'ordine del giorno riguarderà il ruolo dei parlamenti nazionali e della COSAC nel prossimo quinquennio di operatività della nuova Commissione.
Sarà l'occasione per proseguire il dibattito iniziato alla COSAC di Helsinki, in cui si è parlato della proposta di una Conferenza sul futuro dell’Europa. La proposta nasce dall’esigenza di promuovere un ruolo attivo e determinante dei cittadini europei nella costruzione del futuro dell’Unione.
Insieme con altri parlamenti, è stata sostenuta la necessità di lanciare un dibattito europeo che si focalizzi sulle azioni concrete da intraprendere per rafforzare l’Unione europea, anche rafforzando il ruolo dei Parlamenti nazionali nell’ambito della procedura legislativa.
In seguito alla riunione COSAC, la Commissione affari europei del Parlamento danese ha già enucleato una serie di proposte: consultazioni pubbliche dedicate ai parlamenti nazionali, i cui contributi siano allegati alla proposta normativa; la trasparenza dei lavori del Consiglio; la necessità di riconsiderare la pratica dei triloghi; la disponibilità di agende, emendamenti, posizioni dei Governi e resoconti delle riunioni dei triloghi; la possibilità per i parlamenti nazionali di inviare alla Commissione europea interrogazioni su questioni prioritarie alle quali la Commissione dovrebbe fornire risposta entro sei settimane; la partecipazione del Commissario europeo competente alle riunioni settimanali dei rappresentanti permanenti dei parlamenti nazionali a Bruxelles.
SULL'AVVIO DI UNA INDAGINE CONOSCITIVA SULLA CONFERENZA SUL FUTURO DELL'EUROPA
Dopo aver dato conto del dibattito apertosi in sede COSAC, il PRESIDENTE ricorda che il Parlamento europeo ha già elaborato alcune proposte per la prossima Conferenza sul Futuro dell'Europa. Il Parlamento sottolinea come i cittadini di ogni estrazione sociale, i rappresentanti della società civile e le parti interessate a livello europeo, nazionale, regionale e locale debbano essere coinvolti nella definizione delle priorità dell'UE, con un approccio dal basso verso l'alto, inclusivo e partecipativo. Prevede, inoltre, che i parlamenti nazionali partecipino alla Conferenza con propri rappresentanti (da 2 a 4 per Stato membro). La Conferenza, che dovrebbe iniziare nel 2020 e durare due anni, potrebbe portare alla revisione dei trattati e all'istituzione di un meccanismo permanente di partecipazione cittadina.
La Commissione europea elaborerà il proprio contributo con una Comunicazione attesa il 22 gennaio e anche il Consiglio affari generali si esprimerà il 28 gennaio.
Al fine di seguire da vicino lo svolgimento del dibattito in corso in sede europea, il Presidente propone di procedere agli adempimenti, ai sensi dell'articolo 48 del Regolamento, per svolgere una apposita indagine conoscitiva sulla Conferenza sul Futuro dell'Europa. Da svolgere, eventualmente, congiuntamente con la omologa Commissione della Camera dei deputati.
La senatrice GINETTI (IV-PSI) sottolinea l'importanza del percorso di riflessione comune sui temi dell'Europa che si sta aprendo in queste settimane e rimarca come sia necessario che in tale processo vi sia un ampio e strutturato coinvolgimento dei parlamentari nazionali degli Stati membri, che a suo avviso non solo dovranno partecipare attivamente e con pluralità di visioni ai lavori della Conferenza, ma anche impegnarsi in paralleli luoghi di confronto permanenti, come può ad esempio essere la stessa COSAC. Rileva anche la necessità di funzionalizzare al meglio i lavori della Commissione per permettere di seguire, con la massima efficacia, i rilevanti temi di competenza. Conviene sulla proposta di aprire una apposita indagine conoscitiva sul tema.
Il senatore PITTELLA (PD) rileva preliminarmente come l'oggetto della Conferenza vada reso più chiaro, soprattutto se dovrà essere mirata anche a una possibile revisione dei trattati oppure se dovrà limitarsi a garantire i possibili avanzamenti nel processo di integrazione a trattati vigenti. A suo avviso, tra i tanti temi da trattare sottolinea quello relativo al rafforzamento del ruolo del Parlamento europeo, che rappresenta i cittadini dell'Unione. È necessario poi che la Conferenza abbia una dimensione aperta nella composizione, comprendendo tra i suoi membri anche esponenti dell'associazionismo e della società civile.
Quanto alla partecipazione dei parlamenti nazionali, ritiene necessario assicurare la più ampia rappresentatività delle diverse sensibilità politiche, che potrebbe essere assicurata da un numero di quattro rappresentanti per ciascuna Camera. Le modalità di individuazione degli stessi non potranno peraltro prescindere dal ruolo cruciale della 14ª Commissione, vocata naturalmente a dibattere delle questioni istituzionali dell'Unione europea.
Aderisce infine alla proposta del presidente volta ad aprire una indagine conoscitiva sul futuro dell'Europa.
Il senatore CANDIANI (L-SP-PSd'Az) rileva come in tale ambito la competenza della 14ª Commissione sia chiara e come attraverso l'indagine conoscitiva sarà possibile assicurare un patrimonio informativo utile a meglio orientare le attività dei commissari in seno alla Conferenza. Concorda altresì sulla necessità di garantire la più ampia partecipazione possibile dei parlamentari nazionali. Ritiene infine opportuno considerare anche la dimensione governativa nel processo che partirà con l'istituzione della Conferenza.
Il senatore Simone BOSSI (L-SP-PSd'Az) chiede delucidazioni in merito alla composizione della Conferenza.
Il PRESIDENTE, nel ringraziare i colleghi per gli interventi svolti, precisa come le modalità concrete di istituzione della Conferenza saranno chiarite una volta definite le posizioni delle tre maggiori istituzioni dell'Unione, ossia il Parlamento europeo, la Commissione europea e il Consiglio, che come detto, si pronunceranno entro il mese di gennaio.
Quanto alla proposta di avviare una indagine conoscitiva, relativamente alla quale ha registrato una generale condivisione, procederà quanto prima agli adempimenti previsti dal Regolamento per il suo svolgimento.
Procederà infine a rappresentare le posizioni della Commissione in seno alla prossima riunione dei presidenti COSAC di Zagabria, soprattutto per quanto concerne la più ampia partecipazione possibile dei parlamenti nazionali.
La Commissione conviene.
SCONVOCAZIONE DELLA SEDUTA POMERIDIANA DI OGGI E POSTICIPAZIONE DELLA SEDUTA DI DOMANI
Il PRESIDENTE comunica che la seduta già convocata per oggi, mercoledì 15 gennaio alle ore 15, non avrà luogo.
Comunica inoltre che la seduta della Commissione della giornata di domani, giovedì 16 gennaio, alle ore 12,30 è posticipata alle ore 12,45 o alla sospensione dei lavori dell'Assemblea.
La seduta termina alle ore 11,20.
PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1378
La Commissione, esaminato il disegno di legge in titolo,
premesso che l’Italia, ai sensi della Convenzione intergovernativa fatta ad Amburgo il 30 novembre 2009, ratificata con legge n. 196 del 27 novembre 2017, partecipa ai costi di costruzione ed esercizio dell’impianto laser europeo a elettroni liberi a raggi X (European X-Ray free-electron laser «European XFEL»);
considerato che il disegno di legge in esame risulta necessario per la Ratifica del Protocollo di ingresso del Regno Unito nella sopracitata Convenzione;
ricordato che gli Stati firmatari della Convenzione sono, oltre all'Italia, la Danimarca, la Grecia, la Francia, la Germania, la Polonia, il Regno Unito, l'Irlanda del Nord, la Russia, la Slovacchia, la Spagna, la Svezia, la Svizzera e l'Ungheria;
chiarito che la Convenzione XFEL costituisce un Trattato internazionale stipulato tra Stati situati in Europa ma non necessariamente facenti parte dell’Unione europea e che conseguentemente la Brexit non impatta sulla ratifica del protocollo di adesione della Gran Bretagna in esame;
ricordato che l’infrastruttura European XFEL, indicata come uno dei progetti più importanti nelle roadmap prodotte dall’European strategy forum on research infrastructures (ESFRI), pone l'Europa all'avanguardia in campo internazionale, aprendo nuove strade per lo sviluppo delle conoscenze scientifiche fondamentali e per le loro applicazioni in campo biologico, medicale e dei nuovi materiali;
osservato che, all’entrata in vigore della legge di ratifica della Convenzione, il contributo italiano a XFEL era stabilito nella misura percentuale del 2,89 per cento del bilancio complessivo. Tale percentuale si ottiene considerando l’incidenza della contribuzione italiana (33 milioni di euro) rispetto al costo globale della fase di costruzione del progetto European XFEL, inizialmente identificato in 1.082 milioni di euro (nel 2005) e successivamente aggiornato a 1.141 milioni di euro. L’ingresso del Regno Unito, con una contribuzione ai costi di costituzione pari a circa 26.241 milioni di euro (valore 2005) farà variare la quota di partecipazione italiana dal 2,89 per cento al 2,83 per cento e di conseguenza il contributo alle spese subirà una riduzione;
valutato che non sussistono profili di criticità in ordine alla compatibilità del disegno di legge con l’ordinamento dell’Unione europea;
esprime, per quanto di competenza, parere favorevole.
OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 138
La 14ª Commissione permanente, esaminato l’atto in titolo,
considerato che:
- lo schema di decreto legislativo in esame è volto ad apportare correzioni e integrazioni al decreto legislativo n. 183 del 2017, che aveva attuato la direttiva (UE) 2015/2193 in base alla delega conferita al Governo con l’articolo 17 della legge n. 170 del 2016 (legge di delegazione europea 2015);
- il decreto del 2017 ha quindi recepito la direttiva n. 2193 sulla limitazione delle emissioni in atmosfera dei medi impianti di combustione e ha provveduto anche al riordino della parte del codice dell’ambiente relativa agli impianti e alle attività che producono emissioni in atmosfera;
- con l’atto in esame si apportano alcune correzioni di forma e si mira a superare alcune criticità segnalate dagli operatori del settore, anche nell’ambito dello specifico tavolo di coordinamento settoriale previsto dal codice dell’ambiente. In particolare, le modifiche proposte sono finalizzate a razionalizzare le procedure autorizzative e ad aumentare le garanzie di certezza normativa in materia di procedure autorizzative, di controllo e di obblighi relativi alla gestione degli stabilimenti, nonché ad una ulteriore razionalizzazione del sistema delle sanzioni;
valutato che:
- nel complesso, lo schema di decreto in esame è coerente con i principi generali di semplificazione degli adempimenti, di razionalizzazione delle procedure autorizzative e di promozione di misure alternative alle sanzioni;
per quanto concerne i medi impianti di combustione, l’intervento in esame è in linea con la direttiva (UE) 2015/2193, come recepita con il decreto legislativo n. 183 del 2017;
per gli altri impianti e le altre attività che producono emissioni in atmosfera, se si eccettuano le installazioni soggette ad autorizzazione integrata ambientale, la materia non è ad oggi disciplinata a livello europeo, sussistendo così un’autonomia legislativa degli Stati nella scelta della disciplina;
l’Italia ha già da molti anni una completa disciplina sulla limitazione dell’impatto sull’atmosfera delle attività che producono emissioni, mentre la maggioranza dei paesi dell’Unione non ha previsto un puntuale sistema di autorizzazioni e valori limite di emissione per tali attività;
- il recepimento della direttiva (UE) 2015/2193 è avvenuto correttamente, poiché dalla consultazione dell'archivio informatico nazionale EUR-Infra non risultano pendenti procedure di infrazione,
valutato quindi che non sussistono profili di contrasto con l'ordinamento europeo,
formula, per quanto di competenza, osservazioni favorevoli con i seguenti rilievi.
Si assicuri il più efficace coordinamento tra le disposizioni del provvedimento in esame con quello relativo al Green New Deal e alla transizione ecologica del Paese, collegato alla decisione di bilancio.
Si auspica una maggiore armonizzazione complessiva della materia delle emissioni, che ricomprenda tutti gli impianti, ivi inclusi quelli che oggi non rientrano nell'ambito di applicazione della normativa europea, e che permetta di assicurare che le installazioni e gli interventi siano preceduti da una valutazione di impatto sul territorio di insediamento.