Legislatura 18ª - 14ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 140 del 08/01/2020

(1378) Ratifica ed esecuzione del Protocollo alla Convenzione relativa alla costruzione e all'esercizio di un impianto laser europeo a elettroni liberi a raggi X riguardante l'adesione del Governo del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, con Allegati, fatto a Berlino il 19 marzo 2018

(Parere alla 3ª Commissione. Esame e rinvio)

 

Il senatore LOREFICE (M5S), relatore, illustra il disegno di legge in titolo, di Ratifica ed esecuzione del Protocollo alla Convenzione relativa alla costruzione e all'esercizio di un impianto laser europeo a elettroni liberi a raggi X riguardante l'adesione del Governo del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, fatto a Berlino il 19 marzo 2018.

L’Italia, ai sensi della Convenzione intergovernativa fatta ad Amburgo il 30 novembre 2009, ratificata con legge n. 196 del 27 novembre 2017, partecipa ai costi di costruzione ed esercizio dell’impianto laser europeo a elettroni liberi a raggi X (European X-Ray free-electron laser « European XFEL »).

Il disegno di legge in esame risulta necessario per la Ratifica del Protocollo di ingresso del Regno Unito nella sopracitata Convenzione.

Il progetto European X-Ray free-electron laser (« European XFEL ») ha lo scopo di realizzare una grande infrastruttura europea di ricerca per la produzione di raggi X coerenti, ad altissima brillanza, e per il loro utilizzo come sorgente di luce per fotografare e filmare, con risoluzione atomica, i processi biologici, chimici e della materia sia condensata che nello stato di plasma.

Con tale infrastruttura, avviata nel 2005, in esercizio dal luglio 2017 e destinata ad aprire nuove possibilità di ricerca negli ambiti della fisica dello stato solido, della scienza dei materiali, delle nanotecnologie, della medicina e della microbiologia strutturale, l’Europa si pone in ambito internazionale all’avanguardia nel campo della ricerca.

Gli Stati firmatari della Convenzione sono, oltre all'Italia, la Danimarca, la Grecia, la Francia, la Germania, la Polonia, il Regno Unito, l'Irlanda del Nord, la Russia, la Slovacchia, la Spagna, la Svezia, la Svizzera e l'Ungheria.

Firmando la Convenzione, le Parti contraenti si sono impegnate a contribuire ai costi di costruzione, con importi variabili dai 4 milioni di euro per la Grecia, ai 580 milioni di euro per la Germania. Il contributo italiano al progetto XFEL, stabilito nella misura percentuale di 2,89 per cento del bilancio complessivo, è pari a 33 milioni di euro, poi rivalutati per effetto delle correzioni inflattive sino a 41,6 milioni di euro.

La Gran Bretagna, che ha partecipato alla fase preparatoria dell’European XFEL, al momento della firma ha deciso di non partecipare alla Convenzione reputando in quel momento di non essere in grado di offrire una partecipazione in-kind di alto livello tecnico e scientifico. Alla fine del 2014, tuttavia, in prossimità della conclusione della fase di costruzione dell’European XFEL, la Gran Bretagna ha riavviato le procedure negoziali per poter diventare, a tutti gli effetti, socio dell'infrastruttura di ricerca, mettendo a disposizione una cifra pari a 30 milioni di sterline, in linea con quella prevista nella fase di preparazione del progetto. Nella relazione introduttiva al disegno di legge di ratifica si evidenzia come la partecipazione della Gran Bretagna arricchirà notevolmente il valore e le potenzialità scientifiche dell’European XFEL, apportando un innegabile vantaggio al progetto. L'ingresso del Regno Unito nel progetto, unito alla variazione di costo della struttura, produrrà peraltro effetti positivi anche per l'Italia, posto che essa vedrà ridursi la propria quota di partecipazione fino al 2,83 per cento, con conseguente riduzione del numero di azioni da sottoscrivere e della quota di contribuzione ai costi di esercizio dell’infrastruttura.

Il Protocollo, composto da un preambolo, 4 articoli e alcune dichiarazioni allegate, disciplina le modalità di accesso del Regno Unito alla Convenzione (articolo 1), quantifica in oltre 26 milioni euro il contributo del Regno Unito ai costi di costruzione dell'impianto (articolo 2), e dispone in ordine alla sua entrata in vigore (articolo 3). Il comma secondo dell'articolo 3, in particolare, stabilisce una clausola di provvisoria applicazione per l'accesso della Gran Bretagna alla Convenzione, in attesa che il Protocollo entri in vigore nelle more del completamento delle relative procedure costituzionali da parte di tutti gli Stati firmatari.

Al riguardo, tenuto conto che l'ordinamento interno italiano non contempla, in principio, la provvisoria applicazione di accordi sottoposti a ratifica, interpretabile come contraria agli articoli 80 e 87 della Costituzione, in alternativa all'espunzione della clausola di applicazione provvisoria, il Governo italiano ha proceduto con la parafatura del Protocollo di adesione formulando una specifica dichiarazione interpretativa unilaterale incondizionata in cui si specifica che i governi  citati nel Preambolo possono convenire che il Protocollo venga applicato a titolo provvisorio.

 

La senatrice BONINO (Misto-PEcEB) chiede delucidazioni in merito alla contribuzione che il Regno Unito dovrebbe versare in seguito alla partecipazione alla Convenzione e in merito all'impatto dei negoziati sulla Brexit sull'atto in esame.

 

Il presidente Simone BOSSI (L-SP-PSd'Az) osserva come, a un primo esame, l'accordo sembri porsi al di fuori dalle dinamiche proprie dell'Unione europea.

 

Il seguito dell’esame è, quindi, rinviato.

 

 

La seduta termina alle ore 16,10.