Legislatura 18ª - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 29 del 11/06/2019

(1178) Deputati PEREGO DI CREMNAGO ed altri.  -  Avvio di un progetto sperimentale per la realizzazione di percorsi formativi in ambito militare per i cittadini di età compresa tra diciotto e ventidue anni, approvato dalla Camera dei deputati

(Discussione e rinvio)

 

Introduce l'esame il relatore MININNO (M5S), rilevando che il disegno di legge, di iniziativa parlamentare istituisce un progetto sperimentale finalizzato a valutare la possibilità di svolgere percorsi formativi volontari in ambito militare rivolti a cittadini italiani di età compresa tra i 18 e i 22 anni. L'iniziativa, come precisato nella relazione illustrativa allegata al testo presentato alla Camera dei deputati, si propone di offrire alle giovani generazioni l'opportunità di conoscere direttamente, attraverso un periodo di permanenza di almeno sei mesi nelle Forze armate, i valori, la disciplina e la specificità dell'ordinamento militare, non solo ai fini di un arricchimento personale ma anche in vista del conseguimento di particolari benefici che la medesima proposta di legge collega allo svolgimento, con esito positivo, del percorso formativo.

Ricorda quindi che l'esame presso la Camera era iniziato - in Commissione Difesa - il 17 ottobre 2018, per concludersi, con l'approvazione a larghissima maggioranza, in Assemblea del testo attualmente all'esame, lo scorso 27 marzo. Durante l'esame presso la Commissione difesa della Camera si erano inoltre svolte diverse audizioni informali (tra cui il Presidente del Centro Alti Studi per la Difesa, rappresentanti del MIUR, il Comandante della Formazione dell'Esercito, il Comandante delle Scuole della Marina, il Comandante delle Scuole dell'Aeronautica e il Capo del Reparto-Personale del Comando della Guardia di finanza)

Procede quindi alla disamina dell'articolato, osservando innanzitutto che l'articolo 1, definisce le finalità del provvedimento, mentre il successivo articolo 2, individua le caratteristiche del progetto sperimentale. In particolare, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore dell'articolato, il Presidente del Centro Alti studi per la Difesa, sentiti i direttori del Centro militare di studi strategici, delle scuole e delle accademie militari, del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, dell'Agenzia informazioni e sicurezza esterna e dell'Agenzia informazioni e sicurezza interna, presenta al Capo di stato maggiore della difesa uno studio concernente la possibilità di avviare un progetto sperimentale di formazione.

Il predetto progetto di formazione, sempre ai sensi dell'articolo 2, ha durata semestrale, non prevede retribuzioni (ma solo i benefici di cui si dirà più avanti) ed è rivolto a cittadini italiani di età compresa tra i 18 e i 22 anni. La formazione è divisa tra corsi in modalità telematica, permanenza presso le strutture formative e addestrative delle Forze armate e dei Carabinieri e periodi di apprendimento pratico. Il progetto dovrà inoltre favorire, nei partecipanti, la comprensione del valore civico della difesa della patria (sancito dall'articolo 52 della Costituzione), e l'approfondimento dei princìpi fondamentali che regolano l'ordinamento militare e la specificità della condizione militare. I corsi hanno come obiettivo la conoscenza delle principali minacce alla sicurezza interna e internazionale e lo studio dell'organizzazione istituzionale preposta alla protezione cibernetica nazionale, con particolare riferimento ai ruoli e alle competenze dei soggetti incaricati di garantire l'autenticità, l'integrità, la disponibilità e la riservatezza dei dati e dei servizi gestiti nello spazio cibernetico.

Con riferimento, poi, all'approfondimento delle tematiche relative alla sicurezza cibernetica, l'articolato 2 prevede anche la possibilità di partecipare a corsi svolti presso la Scuola delle telecomunicazioni delle Forze armate di Chiavari (ossia dell'istituzione responsabile della formazione specialistica, dell'aggiornamento ed dell'addestramento del personale civile e militare del Ministero della difesa in questi ambiti), nonché, in qualità di osservatori e sotto la direzione e il coordinamento del Comando interforze per le operazioni cibernetiche, ad esercitazioni relative alla sicurezza cibernetica; diacquisire di conoscenze in tema di cooperazione strutturata permanente nell'ambito della difesa europea (PESCO), e di effettuare incontri con le diverse realtà economico-sociali del Paese utili ai fini della conoscenza delle diverse articolazioni del sistema produttivo nazionale e dell'eccellenza del comparto industriale connesso ai settori della difesa e della sicurezza.

L'articolo 3 definisce le modalità di esecuzione del progetto. In particolare, il Capo di Stato maggiore della Difesa, esaminato lo studio presentato dal Presidente del CASD, sentiti i Capi di Stato maggiore di Forza armata e il Comandante generale dei carabinieri, dovrà individuare le strutture operative, formative e addestrative (comprese le scuole e le accademie militari), distribuite sull'intero territorio nazionale, da utilizzare per la realizzazione del progetto sperimentale. Il progetto formativo deve essere svolto nel corso del 2020, con un budget di un milione di euro per il medesimo anno. Al termine di questo primo progetto formativo, con decreto del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, è prevista la possibilità di definire un secondo ciclo (sempre semestrale), di sperimentazione da svolgere nell'anno successivo, rivolto ad un numero di candidati individuati nell'ambito di quelli risultati idonei ai fini della partecipazione al primo progetto formativo, con conseguente autorizzazione di spesa di 500.000 euro per l'anno 2021.

L'articolo 4 individua quindi i requisiti per la partecipazione ai progetti sperimentali di formazione, mentre il successivo articolo 5 prevede che, al termine del progetto di formazione la Difesa rilasci un attestato che certifichi l'esito positivo del percorso svolto. Tale attestato potrà essere utilizzato, all'atto della collocazione sul mercato del lavoro, quale titolo attestante le specifiche esperienze maturate, consentirà, ai sensi della normativa vigente, l'acquisizione di crediti formativi universitari (in misura non superiore a dodici), e costituirà, altresì, titolo valutabile ai fini della nomina ad ufficiale di complemento.

L'articolo 6 prevede che, al termine del progetto, il Governo presenti una relazione alle Camere dando conto degli esiti conseguiti e della eventuale possibilità di svolgere, in via permanente, percorsi formativi con le stesse finalità.

L'articolo 7, da ultimo, reca la copertura finanziaria del provvedimento

 

Si apre la discussione generale.

 

Il senatore ROMANO (M5S) osserva problematicamente che lo status dei frequentatori dei corsi non appare sufficientemente definito dall'articolato.

 

Il sottosegretario TOFALO precisa innanzitutto che il Governo, in linea con l'orientamento assunto in sede di esame in prima lettura, si rimetterà - in linea di principio - alle determinazioni del Parlamento, mantenendo un atteggiamento improntato al confronto e al dialogo.

Osserva inoltre che, sempre nel corso dell'esame in prima lettura, sono state apportate importanti modifiche al testo originario, che hanno opportunamente previsto la natura sperimentale dei corsi e l'introduzione di limiti di spesa.

Restano tuttavia alcuni profili problematici su cui il Senato potrebbe positivamente intervenire, relativi al collocamento dei corsi all'interno del percorso formativo già definito all'interno delle Forze armate e a una più efficace disciplina dei crediti formativi.

 

La presidente TESEI osserva incidentalmente che le problematiche poc'anzi evidenziate potrebbero essere approfondite in un ciclo di audizioni.

 

Sull'opportunità di effettuare un ciclo di audizioni concorda il relatore MININNO (M5S), osservando che, ancorché la ratio sottesa all'articolato sia pienamente condivisibile, appare necessario effettuare degli approfondimenti su alcuni profili, come innanzitutto lo status posseduto dai frequentatori del corso (che nel caso fosse quello militare comporterebbe l'assoggettamento alle norme contenute nel Codice dell'ordinamento militare, con rilevanti conseguenze dal punto di vista giuridico).

Inoltre, i benefici previsti in favore dei frequentatori non sembrano rendere i corsi particolarmente appetibili ed anche la previsione che l'attestato rilasciato alla fine del corso costituisca titolo valutabile ai fini della nomina ad ufficiale di complemento suscita perplessità.

Da ultimo, si potrebbe valutare di ampliare ulteriormente il requisito di cui alla lettera i) dell'articolo 4.

 

La presidente TESEI invita quindi i Gruppi a far pervenire alla Presidenza eventuali proposte di audizione.

 

Il seguito della discussione è quindi rinviato.