Legislatura 18ª - 12ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 66 del 26/03/2019
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(1018-B) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni, approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati
(Parere alla 11a Commissione. Esame. Parere favorevole)
Il PRESIDENTE dà atto che il disegno di legge n.1018-B, già approvato dal Senato, è stato modificato durante l'esame dell'altro ramo del Parlamento.
Fa inoltre presente che il disegno di legge è già in una fase avanzata dell'iter in sede referente, presso la 11a Commissione, e figura nel calendario dell'Assemblea a partire dalla seduta pomeridiana odierna.
Ciò posto, invita il relatore a illustrare le modifiche attinenti a profili di competenza della Commissione.
Il relatore ENDRIZZI (M5S) dà conto, anzitutto, delle modifiche agli articoli da 1 a 13 del decreto-legge in conversione, relative al reddito di cittadinanza.
Si prevede (articolo 1) che il summenzionato istituto assuma la denominazione di Pensione di cittadinanza, oltre che nel caso di nuclei familiari composti esclusivamente da uno o più componenti di età pari o superiore a 67 anni - come previsto anche nel testo precedente -, nelle ipotesi in cui uno o più componenti del nucleo possiedano il suddetto requisito anagrafico e convivano esclusivamente con una o più persone in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza.
Nell'ambito della disciplina dei requisiti per il reddito di cittadinanza (articolo 2), sono stati elevati i limiti massimi del valore del patrimonio mobiliare, con riferimento ai nuclei in cui siano presenti soggetti in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza. Inoltre, è stato introdotto uno specifico elevamento del parametro della scala di equivalenza (di cui al comma 4 dell'articolo 2) - rilevante sia ai fini della determinazione del limite massimo del patrimonio mobiliare sia ai fini del calcolo dell'importo del reddito di cittadinanza - per l'ipotesi in cui nel nucleo familiare siano presenti membri in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza.
Inoltre, con l'inserimento nell'articolo 13 del comma 1-ter, si incrementa la quota del Fondo per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale che può essere utilizzata, da parte dei comuni, per assunzioni a tempo determinato di assistenti sociali.
Il relatore passa quindi a riferire sulle modifiche ed integrazioni apportate al Capo II del decreto-legge in conversione.
Con riferimento alle materie di interesse della Commissione, segnala l'introduzione del comma 2 nell'articolo 14-bis. Tale comma, al fine di far fronte alle esigenze di sostituzione del personale, derivanti dall'ampliamento delle possibilità di pensionamento operato dal decreto, consente che gli enti ed aziende del Servizio sanitario nazionale procedano alle assunzioni - entro i limiti stabiliti dalla disciplina vigente - anche tenendo conto delle cessazioni di personale che intervengano in corso d'anno, fermo restando il rispetto della programmazione regionale e dei piani triennali dei fabbisogni di personale approvati dalle regioni di appartenenza.
In conclusione, il relatore propone di esprimere un parere favorevole.
Si apre la discussione generale.
La senatrice BINETTI (FI-BP), malgrado il relatore abbia già avanzato la proposta di esprimere un parere favorevole, ritiene che vi sarebbero in realtà diverse osservazioni ancora da formulare sul provvedimento in esame, ma comprende che, in questa fase dell'iter, l'esercizio della funzione consultiva sia di fatto limitato alla presa d'atto di un testo non più modificabile, pena la decadenza del decreto in conversione. Si tratta, a suo giudizio, di una forma di ipocrisia di sistema.
Nel merito - pur mostrando apprezzamento per alcuni miglioramenti apportati dalla Camera, sulla scorta di proposte già avanzate in Senato dai Gruppi di opposizione -, esprime rammarico per la mancanza di modificazioni volte ad estendere il reddito di cittadinanza alle persone maggiormente bisognose, quali sono a suo avviso i senza fissa dimora: sarebbe stato sufficiente prevedere la possibilità, da parte di questi ultimi, di stabilire la propria residenza, ai fini dell'ottenimento del beneficio, presso la sede di un ente di assistenza. Reputa che, in mancanza della predetta modifica, il provvedimento sia inidoneo a perseguire l'obiettivo annunciato del superamento della povertà.
Non essendovi altre richieste di intervento, il PRESIDENTE dichiara conclusa la discussione generale.
Il relatore ENDRIZZI (M5S), in sede di replica, rimarca che il decreto-legge in conversione è volto a sollevare da una condizione di miseria tante persone meritevoli di aiuto, che i precedenti Governi hanno completamente dimenticato. Invita a considerare che, sotto tale prospettiva, il provvedimento in esame rappresenta un innegabile progresso. Sottolinea, inoltre, che il testo, già convincente nella sua formulazione originaria, è stato migliorato nel corso dell'esame parlamentare.
In conclusione, ribadita la proposta di esprimere un parere favorevole, osserva che nel caso di specie non è dato rinvenire alcuna forma di ipocrisia, almeno nella condotta delle forze di maggioranza e del Governo.
Si passa alle dichiarazioni di voto.
Il senatore SICLARI (FI-BP) dichiara che il proprio Gruppo esprimerà un voto convintamente contrario.
La senatrice FREGOLENT (L-SP-PSd'Az), nell'annunciare il voto favorevole del suo Gruppo, esprime particolare apprezzamento per le modificazioni, introdotte durante l'esame della Camera, che hanno recepito la particolare sensibilità della Lega nei confronti delle famiglie con persone disabili e non autosufficienti.
La senatrice CASTELLONE (M5S), dichiarato il voto favorevole del proprio Gruppo, ribadisce quanto già fatto rilevare nel corso dell'esame in prima lettura, cioè che il provvedimento in esame rappresenta uno strumento di giustizia sociale e non già un intervento di carattere assistenzialistico.
Il senatore COLLINA (PD) conferma il giudizio complessivamente critico del proprio Gruppo sul provvedimento in esame. Pur dando atto che nel corso dell'iter parlamentare la discussione ha portato alcuni frutti, osserva che il decreto in conversione appare ancora molto problematico, specie se inquadrato in una prospettiva ampia, tale da abbracciare sia i profili di equilibrio di bilancio e di uso oculato delle risorse disponibili, sia le esigenze di equilibrio e giustizia intergenerazionale. Soggiunge che la natura ibrida del reddito di cittadinanza ne renderà difficile l'attuazione, con il rischio di smantellare il sistema messo in piedi dai precedenti Governi senza sostituirlo con un sistema alternativo realmente funzionante. Fa rilevare, in proposito, che il tema della lotta alla povertà è certamente avvertito da tutti come centrale, ma è sul come declinare gli interventi in materia che si registrano le differenze tra le forze politiche. Quindi, dopo essersi ricollegato alle considerazioni della senatrice Binetti, quanto alla mancanza di misure specifiche per i senza fissa dimora, si sofferma sulle criticità che, a suo giudizio, deriveranno dalle misure in materia pensionistica note come "quota 100". Ritiene che le predette misure siano state adottate in assenza di una doverosa analisi costi-benefici e di qualsiasi valutazione di impatto: ne conseguiranno effetti pregiudizievoli per la tenuta della Pubblica amministrazione, specie nel settore sanitario, nel quale si acuirà la situazione di sotto organico sia a livello di medici specialisti che di operatori paramedici.
Tutto ciò premesso, annuncia il voto contrario del suo Gruppo.
Non essendovi altre richieste di intervento, previa verifica del numero legale, la proposta di parere favorevole avanzata dal relatore è posta in votazione e risulta approvata.