Legislatura 18ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 4-07119
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Atto n. 4-07119
Pubblicato il 14 giugno 2022, nella seduta n. 439
VANIN Orietta, RICCIARDI Sabrina, PAVANELLI Emma, ROMANO, CROATTI, MONTEVECCHI Michela - Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e della cultura. -
Premesso che:
si apprende da notizie di stampa dell'ampia diffusione e del proliferare, su tutto il territorio nazionale, dell'utilizzo del contratto di servizi cosiddetti "fiduciari" nei luoghi della cultura e in particolare nei musei;
la situazione appare davvero preoccupante per le inique e indegne retribuzioni offerte agli addetti del settore e ciò a fronte di eventi che garantiscono guadagni notevoli per gli organizzatori: i servizi di biglietteria, guardiania e accoglienza sono oggetto di esternalizzazione attraverso appalti di servizi che consentono comunque agli operatori economici partecipanti alla procedura ad evidenza pubblica di aggiudicarsi l'appalto offrendo ribassi notevoli;
in particolare, relativamente alla mostra inaugurata recentemente presso Palazzo della Gran Guardia a Verona, l'Associazione "Mi Riconosci", rilevando che all'interno del grande budget necessario per la realizzazione di tutta l'esposizione i soldi investiti sull'appalto di guardiania e accoglienza al pubblico sono poco più di 144.000 euro, ha denunciato che la società cooperativa "Rear", leader nel settore e già vincitrice di altri appalti nel comune scaligero, ha ottenuto un punteggio complessivo di 100 punti di cui 70 per l'offerta tecnica e 30 per l'offerta economica grazie a un ribasso del 29,50 per cento, ribasso che è apparso "anomalo" in sede di gara ma non abbastanza da evitare l'aggiudicazione ("Il Manifesto", 18 maggio 2022);
i lavoratori impiegati a seguito dell'aggiudicazione di tali servizi non vengono inquadrati con il contratto di settore, il cosiddetto Federculture (come peraltro è avvenuto in un primo momento), bensì con quello dei servizi fiduciari, cioè il contratto che si applica ai servizi di guardiola armata e non armata;
in questo modo il livello di retribuzione minimo dei lavoratori viene fissato in 5 euro lordi all'ora, mentre con la prima tipologia di contratto (Federculture) la retribuzione che verrebbe garantita ai lavoratori sarebbe di 8,50 euro netti all'ora, e ciò a fronte di competenze non certo basilari, in quanto viene richiesta all'addetto la conoscenza delle lingue straniere, ad esempio dell'inglese;
si tratta evidentemente di un contratto all'interno del quale viene peraltro spesso applicato a questi addetti, in maniera impropria, il livello retributivo più basso (ma era già capitato in occasione dell'affidamento dell'appalto dei servizi di biglietteria di tutti i musei civici) in quanto, ad esempio, gli stessi devono: svolgere servizi di sorveglianza delle sale dei musei, con ogni conseguente e ovvia responsabilità con riferimento alle opere che i musei custodiscono ed espongono; dare informazioni ai visitatori sia sul museo che sulla mostra allestita; svolgere servizi di biglietteria o servizi di bookshop con responsabilità per la gestione del denaro. In altri e più chiari termini questi operatori abbisognano di una formazione specifica e competenze non certo basilari, pertanto devono essere retribuiti in ragione delle competenze anche con specifiche indennità (ad esempio indennità di cassa spettanti a chi maneggia denaro);
Verona non è un caso isolato in Italia, questa prassi è tuttora in corso anche a Milano (Musei civici e Palazzo reale, ove gli addetti sono in stato di agitazione e prossimi allo sciopero), a Torino (Museo del cinema e al Museo Egizio), a Roma presso il museo Maxxi e Palazzo Barberini, nonché a Firenze presso il Museo degli Innocenti e presso i Musei civici di Trieste, in agitazione dal mese di aprile 2022, ma anche a Cagliari, Monza e Forlì;
considerato che:
la scelta del contratto collettivo da applicare rientra nelle prerogative di organizzazione dell'imprenditore e nella libertà negoziale delle parti, con il limite però che esso debba risultare coerente con l'oggetto dell'appalto. In assenza evidente di tale coerenza, l'aggiudicazione dell'appalto è da ritenersi illegittima. Così si è pronunciato il TAR Lombardia - Milano con la sentenza n. 02075 dell'1 ottobre 2019 affermando, pertanto, che un contratto di lavoro deve essere onorato dall'impresa aggiudicataria nel rispetto del servizio messo in gara. In tal senso vanno anche le sentenze T.A.R. Veneto, n. 704/2018 e n. 706/2018, Consiglio di Stato, sez. V, n. 932/2017, id. n. 1901/2016, Consiglio di Stato, sez. III, n. 589/2016;
la situazione appare allarmante ed è necessario attivarsi fin da subito per invertire la prassi in un settore, qual è quello della cultura, che rappresenta uno dei perni principali della ripresa economica del nostro Paese soprattutto in momenti di crisi come quella in atto che segue, come noto, l'emergenza pandemica e che convive con l'attuale conflitto bellico ucraino in corso,
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti;
se non si ritenga necessario avviare una indagine per avere definitiva contezza di quante esternalizzazioni vi siano nel settore museale e quale sia la tipologia di contratto applicato;
quali iniziative si intenda assumere al fine di porre in essere le opportune e necessarie verifiche per porre rimedio al proliferare di una situazione di dubbia legalità che sempre più frequentemente viene messa in discussione anche dalla giurisprudenza.