Legislatura 18ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 4-07071
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Atto n. 4-07071
Pubblicato il 24 maggio 2022, nella seduta n. 436
MONTEVECCHI Michela, DE LUCIA Danila, AIROLA, VANIN Orietta, CROATTI, ROMANO - Al Ministro della transizione ecologica. -
Premesso che:
il 20 maggio 2020 la Commissione europea ha adottato la nuova Strategia sulla biodiversità per il 2030 "Riportare la natura nella nostra vita" i cui obiettivi dovranno esser raggiunti dai Paesi membri attraverso l'implementazione di strategie nazionali;
come riportato in numerosi dossier, tra cui quello elaborato dal Comitato per il capitale naturale istituito presso il Ministero, gli obiettivi posti dall'ultima Strategia nazionale Biodiversità 2020 (SNB) non sono stati pienamente raggiunti, soprattutto in relazione al raggiungimento dello stato di conservazione soddisfacente per gli habitat e le specie di interesse comunitario. Infatti, le cinque principali cause dirette della perdita di biodiversità (cambiamenti dell'uso del suolo e del mare, sfruttamento eccessivo delle risorse, cambiamenti climatici, inquinamento e specie esotiche invasive), continuano ad impattare negativamente sull'ambiente naturale, a causa di attività umane che considerano il sistema economico e sociale estraneo a quello ecologico;
considerato che:
in occasione dell'anniversario trentennale della legge quadro sulle aree protette, legge 6 dicembre 1991, n. 394, diversi enti del terzo settore hanno comunemente esposto criticità e proposte in merito al bisogno di affrontare il tema della conservazione della natura nella sua interezza, ovverosia in materia di governance, pianificazione, tutela e gestione; autofinanziamento delle aree protette e sviluppo della tutela a mare;
in particolare, come è stato riportato nel report "Trentennale della legge quadro sulle aree protette. La sfida del 30x30 in Italia per difendere la natura più ricca d'Europa" pubblicato dal WWF Italia, risulta che il mancato raggiungimento degli obiettivi di conservazione della natura è dovuto anche a causa di un sistema della governance delle aree protette inadeguato rispetto agli obiettivi europei e internazionali e che non garantisce la piena indipendenza degli organi gestori;
considerato, inoltre, che:
nell'implementare politiche di conservazione della natura e tutela della biodiversità e degli ecosistemi, le aree protette svolgono non solo la funzione fondamentale di conservazione del patrimonio naturalistico, ma sono anche testimonianza di una storia che ha garantito il mantenimento di paesaggi e di beni archeologici, storici, architettonici e artistici straordinari, sperimentando inoltre modelli di gestione di sviluppo sostenibile fondati su di un rapporto armonioso tra natura ed esseri umani. Ma, ancora, la tutela della biodiversità è congiunta a livello internazionale con le azioni di promozione dei diritti umani, poiché direttamente interconnessa con il diritto alla vita, alla salute, all'acqua e al cibo e ai diritti dei bambini;
valutato che:
al fine di implementare politiche di conservazione della natura e tutela della biodiversità, un ruolo fondamentale è oggi svolto dai parchi nazionali la cui istituzione avviene a seguito di un lungo iter che non sempre conduce all'istituzione del Parco nazionale: è il caso del Parco nazionale del Delta del Po che ad oggi risulta essere ancora diviso in due enti regionali, in quanto l'intesa tra le due regioni, Emilia-Romagna e Veneto, non è stata raggiunta;
al termine dell'imminente chiusura della consultazione pubblica sulla Strategia nazionale Biodiversità 2030, sarà necessario implementare urgentemente politiche di conservazione della natura, anche a causa dei cambiamenti climatici che amplificano il fenomeno della perdita di biodiversità e habitat, in maniera più efficace ed efficiente rispetto al passato, garantendo dunque la trasmissione di un ambiente naturale sano e integro alle generazioni future,
si chiede di sapere:
se e come il Ministro in indirizzo intenda intervenire rispetto al tema della governance delle aree protette, anche al fine di consentire un efficace ed efficiente sistema di coordinamento nazionale;
come intenda rafforzare e innovare il sistema delle aree protette nazionali, anche al fine di contribuire al completamento di queste aree attraverso l'istituzione di quelle già previste per legge.