Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-06336

Atto n. 4-06336

Pubblicato il 1 dicembre 2021, nella seduta n. 384

PESCO , GALLICCHIO , TRENTACOSTE , NATURALE , FERRARA , CROATTI , ROMAGNOLI , PRESUTTO , COLTORTI , PAVANELLI , L'ABBATE , LOREFICE , MANTOVANI , CAMPAGNA , LUPO , PELLEGRINI Marco , MARINELLO , MAUTONE , AGOSTINELLI , DI PIAZZA , FEDE , ROMANO , RUSSO , AUDDINO , FENU , VACCARO , LOMUTI - Ai Ministri della giustizia e dell'economia e delle finanze. -

Premesso che:

in data 8 novembre 2021, la trasmissione "Report" di Sigfrido Ranucci ha mandato in onda il servizio di Giorgio Mottola, "Il riciclatore autonomo", che verte intorno alla figura di Roberto Recordare;

Francesco Creazzo, per "La Stampa", già il 27 novembre 2020 così lo descriveva in apertura del suo articolo: "è un imprenditore di Palmi, in provincia di Reggio Calabria. Gestisce la Golem, un'azienda che si occupa di software dedicato alle pubbliche amministrazioni con sede a Malta. È stato il main sponsor, tramite quest'azienda, della squadra di volley femminile della cittadina che si affaccia sul Tirreno. E riciclerebbe cifre record - parliamo di 500 miliardi (sic) di euro - per i clan di tutta Italia";

la trasmissione di RAI3 dunque ha ripreso una vicenda in buona parte già nota alla cronaca, arricchendo di dettagli interessanti un quadro di per sé già preoccupante: ha reso noto che la citata società maltese gestisce i servizi anagrafici e tributari di alcuni importanti Comuni italiani e che un uomo, trovato in possesso di 3 differenti passaporti, gestisce dati anagrafici pubblici;

il servizio televisivo, così come i primi articoli di stampa del 27 novembre 2020, vertono intorno a un'informativa del 2018 della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, depositata agli atti del processo "Euphemos". Un articolo della stessa data di "la Repubblica", a firma di Alessia Candito, ripercorreva i tratti salienti della vicenda: "Un'operazione di maxiriciclaggio da 136 miliardi di euro, di cui '36 miliardi già pronti, cash' (...) Per i magistrati è lui la mente economico-finanziaria di un cartello di clan calabresi, siciliani e campani, che grazie a lui avrebbe riciclato miliardi. (...) Ma le carte dell'inchiesta che Repubblica ha avuto modo di leggere vanno oltre, svelano che Recordare per i clan aveva gestito fondi per 500 miliardi e si poteva permettere il lusso di 'buttare nel cestino un bond da 100 miliardi'. Numeri da capogiro, superiori alla somma delle manovre finanziarie annuali degli Stati di mezza Unione Europea. (...) Ufficialmente imprenditore attivo nel settore dell'informatica, in realtà - spiegano le indagini - è un professionista che i soldi sa farli girare fino a far perdere qualsiasi traccia della loro reale origine, muovendosi con disinvoltura fra Germania, Turchia, Malesia, Afghanistan, Dubai, Tagikistan. E che si muove in un mondo di professionisti che fanno abitualmente la medesima cosa. Nel portafoglio clienti di Recordare, per quel che fino adesso è stato rivelato, non c'erano politici, ma un cartello mafioso che mette insieme il clan Parrello-Gagliostro di Palmi e lo storico casato degli Alvaro di Sinopoli, imprenditori catanesi in passato finiti tra le maglie di un'operazione antimafia e i camorristi del clan Iarunese di Casal di Principe, tutti rappresentati da 12 faccendieri, metà italiani e metà stranieri. Una rete finanziaria mondiale al servizio delle mafie, secondo gli investigatori, in grado di far fondi per 500 miliardi di euro, tutti nascosti su conti fantasma perché privi di iban, ma 'rientranti nel patrimonio degli istituti bancari', accessibili e monetizzabili tramite chiavi elettroniche in mano a Recordare e tutti intestati a prestanome, alcuni dei quali deceduti";

ritenuto, ad avviso degli interroganti, che, qualora dalle indagini giudiziarie fosse confermata la presenza di un'attività di riciclaggio internazionale di enormi dimensioni, questa stessa attività sarebbe tuttora in corso,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e della loro gravità;

se ritenga di acquisire le necessarie informazioni ed assumere le eventuali misure di propria competenza affinché si giunga ad una rapida definizione della vicenda processuale, in considerazione della fondata possibilità di reiterazione dei reati su cui si indaga.