Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-02941

Atto n. 3-02941 (in Commissione)

Pubblicato il 16 novembre 2021, nella seduta n. 379

MONTEVECCHI , DE LUCIA - Al Ministro della cultura. -

Premesso che:

in un recente articolo de "L'Espresso", dal titolo "Paradosso Italia: è record di siti dell'Unesco ma gli archeologi non possono lavorare", viene evidenziata la nota situazione di carenza di personale del Ministero della cultura con le evidenti conseguenze negative sul lavoro degli enti periferici;

in particolare, l'articolo sottolinea come in Italia sia presente il maggior numero di siti UNESCO tra quelli distribuiti nei 167 Paesi e nonostante ciò vi sia una persistente e grave insufficienza di personale per la loro tutela e più in generale per la salvaguardia di tutto il patrimonio culturale del Paese;

considerato che:

quest'anno il Consiglio superiore dei beni culturali, a fronte di una crescita delle posizioni apicali, ha denunciato l'aumentare della carenza di personale nelle soprintendenze del 10 per cento rispetto a 5 anni fa;

gli addetti ai lavori hanno sempre sottolineato la gravità di una tale carenza e del ricorso a forme di volontariato anche per attività di tutela delicate che per loro natura dovrebbero essere eseguite solo da professionisti;

per la figura dell'archeologo, in particolare, sono note le problematiche relative agli esigui numeri del personale assunto dal Ministero, al frequente ricorso a contratti a termine con paghe sottostimate e all'impossibilità materiale per gli stessi di svolgere le innumerevoli attività a cui sono destinati (si pensi solo alla necessità di partecipare alle attività di archeologia preventiva);

valutato che:

il decreto-legge n. 77 del 2021, recante "Governance del PNRR e prime misure di rafforzamento delle strutture amministrative e di accelerazione e snellimento delle procedure", convertito con modificazioni dalla legge n. 108 del 2021, ha previsto, nel solco della transizione ecologica, un'ulteriore riduzione dei termini procedurali autorizzativi comportando inevitabilmente un aumento del carico di lavoro del personale preposto (si cita, ad esempio, la riduzione dei termini prevista dall'articolo 44 in materia di verifica preventiva dell'interesse archeologico);

ad opinione delle interroganti, un'estrema accelerazione procedurale potrebbe configurarsi non rispettosa del dettato costituzionale di tutela del patrimonio culturale laddove oggettivamente impossibile da effettuarsi a causa di una nota e persistente carenza di personale qualificato presso gli organismi preposti,

si chiede di sapere:

quali misure il Ministro in indirizzo stia adottando per dotare gli organi ministeriali preposti al rilascio di autorizzazioni e alle operazioni di indagine di "archeologia preventiva" di un adeguato contingente di personale e, più in generale, per porre rimedio alla grave carenza di organico che affligge i settori dedicati alla tutela e alla conservazione del patrimonio culturale;

in che modo intenda declinare, all'interno dei progetti di competenza previsti nel PNRR, azioni per la valorizzazione delle figure professionali dei beni culturali e per attuare un piano di manutenzione preventiva programmata.