Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-06231
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Atto n. 4-06231
Pubblicato il 4 novembre 2021, nella seduta n. 375
RUFA , FREGOLENT , CANTU' , LUNESU , MARIN , DORIA , CANDIANI , SIRI , DE VECCHIS - Al Ministro della salute. -
Premesso che:
Oxfam e Emergency, membri della People's vaccine alliance (PVA) con UNAIDS e quasi altre 70 organizzazioni, in un recente rapporto, hanno rivelato come solo Pfizer Biontech e Moderna nel 2021 potrebbero far pagare agli Stati 41 miliardi di dollari in più, rispetto al costo di produzione stimato dei vaccini a tecnologia mRNA. Nonostante per il loro sviluppo le stesse aziende abbiano ricevuto oltre 8,25 miliardi di euro di finanziamenti pubblici;
i costi dei farmaci anti COVID sono informazioni strettamente riservate e la Commissione europea non ha mai confermato né smentito le cifre in circolazione. Tuttavia, a fine 2020 il segretario di Stato al bilancio del Governo belga, Eva De Bleeker, ha pubblicato su "Twitter" il prezzo di ogni dose applicato ai Paesi UE, salvo poi cancellare il post pochi minuti dopo (quando ormai era stato già riportato da numerose testate). Il vaccino più economico sembrerebbe essere AstraZeneca, che costa 1,78 euro a dose, poi 12 euro a dose per il vaccino sviluppato da Pfizer e Biontech e 18 dollari a dose per quello di Moderna. Per Curevac sono 10 euro a dose, per Sanofi Gsk 7,56 euro a dose, per Johnson & Johnson 8,5 dollari a dose;
sulla base di nuove analisi delle tecniche di produzione dei vaccini di tipo rMNA messi in commercio da Pfizer e Moderna, realizzate da "Public citizen" con ingegneri dell'Imperial college e pubblicate in un recente rapporto, la "People's vaccine alliance" ha stimato che i due vaccini potrebbero essere realizzati, in media, con un costo che varia da appena 1,18 a 2,85 dollari a dose;
anche il COVAX, l'iniziativa che dovrebbe consentire ai Paesi in via di sviluppo l'accesso ai vaccini, ha pagato le dosi di Pfizer in media 5 volte di più del loro potenziale costo di produzione, faticando per avere le forniture necessarie in tempi brevi perché i Paesi più ricchi, disposti a pagare prezzi molto più alti, hanno avuto di fatto la precedenza nell'acquisto e nella contrattazione con le case farmaceutiche produttrici;
considerato che:
le prove raccolte e analizzate dalla PVA indicano chiaramente che i prezzi dei vaccini contro il COVID-19 sono ingiustificatamente alti, e la mancanza di trasparenza dei regimi impedisce un controllo adeguato;
il programma COVAX, secondo le stime iniziali dell'OMS, avrebbe dovuto distribuire due miliardi di dosi entro la fine del 2021, un obiettivo lontano visti i ritmi attuali: al momento sono state distribuite meno di 300 milioni di dosi ai Paesi più poveri di tutto il mondo. L'Italia, che si era impegnata a donare 15 milioni di dosi entro la fine del 2021, per ora è a quota 2,4 milioni,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno predisporre gli opportuni accertamenti in ordine alla reale situazione, al fine di fare chiarezza riguardo al costo dei vaccini acquistati per il fabbisogno nazionale e quelli per cui è stata prevista la donazione ai Paesi più poveri, nonché il prezzo pagato da COVAX per l'acquisto delle dosi, ed in particolare fornire informazioni in ordine al reale andamento, alla struttura organizzativa e alla pianificazione del programma COVAX.