Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-05879

Atto n. 4-05879

Pubblicato il 29 luglio 2021, nella seduta n. 353

PESCO , CORBETTA , LANZI , ROMANO , VANIN , GALLICCHIO , DELL'OLIO , MONTEVECCHI , ANASTASI , TRENTACOSTE , PAVANELLI , D'ANGELO , MAUTONE , CROATTI , PRESUTTO , CASTALDI - Al Ministro dell'economia e delle finanze. -

Premesso che:

nel corso dell'audizione presso la Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario del 20 luglio 2021, il direttore generale dell'IVASS, dottor Stefano De Polis, ha dichiarato che "il contrasto al fenomeno delle polizze dormienti a tutela dei diritti dei beneficiari si è fondato sino ad oggi su rilevazioni massive e incrocio di milioni di codici fiscali da parte di IVASS con l'Anagrafe tributaria, sulla conseguente messa a disposizione delle imprese delle relative risultanze, e la successiva, talvolta non semplice, individuazione e ricerca dei beneficiari";

il fenomeno delle polizze dormienti si verifica sia per il fatto che la compagnia di assicurazione può non essere informata del decesso dell'assicurato, sia perché i beneficiari possono non essere al corrente dell'esistenza della polizza vita;

considerato che:

l'articolo 3, comma 1-bis del decreto del Presidente della Repubblica del 22 giugno 2007, n. 116, introdotto dall'articolo 20-quinquies del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119 stabilisce che le imprese di assicurazione verificano, entro il 31 dicembre di ciascun anno, tramite servizio di cooperazione informatica con l'Agenzia delle entrate, esclusivamente per i dati strettamente necessari, l'esistenza in vita degli assicurati delle polizze vita, contro gli infortuni e titolari di prodotti di investimento assicurativo di cui all'articolo 1, comma 1, lettera ss-bis), del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209;

non essendo ancora attivata la convenzione informatica con l'Agenzia delle entrate, le imprese di assicurazione trasmettono ad IVASS l'elenco dei codici fiscali degli assicurati; l'IVASS trasmette all'Agenzia delle entrate l'elenco dei codici fiscali per i quali viene verificata l'esistenza in vita mediante l'Anagrafe tributaria; l'Agenzia delle entrate ritrasmette all'IVASS l'elenco dei deceduti, che viene trasmesso alle singole imprese di assicurazione, le quali provvedono ad individuare i beneficiari e a comunicare loro la procedura per la corresponsione della somma assicurata;

nonostante il procedimento sia particolarmente farraginoso e poco efficiente, il primo incrocio di dati, effettuato a gennaio 2018, ha riguardato 6,9 milioni di codici fiscali. Dall'esame sono emersi: 153.000 decessi non noti alle compagnie, cui è seguita la richiesta di "risvegliare" 208.863 polizze (ovvero pagarle ai relativi beneficiari), per un totale di 3,8 miliardi di euro;

considerato, altresì, che alla plusvalenza tra capitale maturato e premio versato si applica un'imposta sostitutiva del 26 per cento e lo Stato ha, pertanto, tutto l'interesse affinché le polizze non restino "dormienti" per anni,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali azioni intenda intraprendere per attivare il servizio di cooperazione informatica con l'Agenzia delle entrate, che permetterebbe alle compagnie assicuratrici di accedere direttamente e tempestivamente ai dati anagrafici dei loro clienti, per accertarne l'esistenza in vita e, in caso di decesso, attivare senza indugio le operazioni di rimborso delle polizze vita dormienti;

se, senza ledere la competenza e le prerogative dell'IVASS, non intenda attivare verifiche, anche per il tramite della Guardia di finanza, sull'effettiva esecuzione dei versamenti, da parte delle compagnie, verso i beneficiari delle polizze risvegliate o in alternativa al fondo pubblico CONSAP per le polizze prescritte e per le quali i beneficiari non sono stati rintracciati.