Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-05877
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Atto n. 4-05877
Pubblicato il 29 luglio 2021, nella seduta n. 353
PESCO , CORBETTA , LANZI , ROMANO , VANIN , GALLICCHIO , DELL'OLIO , MONTEVECCHI , ANASTASI , TRENTACOSTE , PAVANELLI , D'ANGELO , MAUTONE , CROATTI , PRESUTTO , CASTALDI - Al Ministro dell'interno. -
Premesso che:
nel corso dell'audizione presso la Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario del 20 luglio 2021 il direttore generale dell'IVASS dottor Stefano De Polis ha dichiarato che "il contrasto al fenomeno delle polizze dormienti a tutela dei diritti dei beneficiari si è fondato sino ad oggi su rilevazioni massive e incrocio di milioni di codici fiscali da parte di IVASS con l'Anagrafe tributaria, sulla conseguente messa a disposizione delle imprese delle relative risultanze, e la successiva, talvolta non semplice, individuazione e ricerca dei beneficiari";
il fenomeno delle polizze dormienti si verifica sia per il fatto che la compagnia di assicurazione può non essere informata del decesso dell'assicurato, sia perché i beneficiari possono non essere al corrente dell'esistenza della polizza vita;
considerato che:
l'articolo 3, comma 1-quinquies, del decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2007, n. 116, introdotto dall'articolo 20-quinquies del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, stabilisce che a seguito del completamento dell'anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR), di cui all'articolo 62 del codice dell'amministrazione digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, le imprese di assicurazione di cui all'articolo 1, comma 1, lettera a), numero 3), al fine di verificare l'intervenuto decesso degli assicurati di polizze vita e procedere al pagamento a favore dei beneficiari, accedono gratuitamente all'ANPR e la consultano obbligatoriamente almeno una volta all'anno;
al 21 luglio 2021 i Comuni che hanno completato il subentro all'ANPR sono 7.654 e ne mancano solo 205, per di più di piccole dimensioni, per il completamento del processo;
nel frattempo, le imprese di assicurazione trasmettono ad IVASS l'elenco dei codici fiscali degli assicurati; l'IVASS trasmette all'Agenzia delle entrate l'elenco dei codici fiscali per i quali viene verificata l'esistenza in vita mediante l'anagrafe tributaria; l'Agenzia delle entrate ritrasmette all'IVASS l'elenco dei deceduti, che viene trasmesso alle singole imprese di assicurazione, le quali provvedono ad individuare i beneficiari e a comunicare loro la procedura per la corresponsione della somma assicurata;
nonostante il procedimento sia particolarmente farraginoso e poco efficiente, il primo incrocio di dati, effettuato a gennaio 2018, ha riguardato 6,9 milioni di codici fiscali. Dall'esame sono emersi: 153.000 decessi non noti alle compagnie, cui è seguita la richiesta di "risvegliare" 208.863 polizze (ovvero pagarle ai relativi beneficiari), per un totale di 3,8 miliardi di euro;
considerato, altresì, che alla plusvalenza tra capitale maturato e premio versato si applica un'imposta sostitutiva del 26 per cento e lo Stato ha, pertanto, tutto l'interesse affinché le polizze non restino "dormienti" per anni,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali azioni intenda intraprendere per consentire alle compagnie assicuratrici di accedere direttamente e gratuitamente all'anagrafe nazionale della popolazione residente, in modo da attivare senza indugio, in caso di decesso dell'assicurato, le operazioni di rimborso delle polizze vita dormienti.