Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-05875
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Atto n. 4-05875
Pubblicato il 29 luglio 2021, nella seduta n. 353
TRENTACOSTE , CROATTI , DI GIROLAMO , FERRARA , LOREFICE , MAUTONE , MONTEVECCHI , PRESUTTO , VACCARO , VANIN - Al Ministro della cultura. -
Premesso che:
nella Sicilia interna, a circa 10 chilometri a nord-ovest di Piazza Armerina, in provincia di Enna, si trova la località Montagna di Marzo. Sulla porzione sommitale del rilievo, un altopiano che si estende per circa 15 ettari, si trovano i considerevoli resti di un abitato databile, dai frammenti ceramici e dalle monete ivi rinvenuti, tra l'età protostorica e l'età tardo antica;
dagli anni '70 del Novecento ad oggi, il sito è oggetto di scavi clandestini che alimentano il mercato nero dei reperti archeologici di valore artistico, sottraendo questi materiali agli studi scientifici e alla pubblica fruizione;
alcune aree archeologiche della provincia di Enna, come altre della Sicilia interna, sono spesso oggetto di razzia da parte di scavatori clandestini e di vandalismo, nei confronti di recinzioni e sistemi di sorveglianza, anche a causa dell'assenza di vigilanza sui luoghi, spesso inaccessibili per carenza di viabilità adeguata;
considerato che:
già nel mese di marzo 2021, a seguito di una visita guidata presso il sito, il locale circolo di "Legambiente" ha presentato all'Amministrazione regionale, Dipartimento dei beni culturali, Direzione del Parco Archeologico di Morgantina e Villa del Casale, la documentazione fotografica attestante diversi e recenti scavi clandestini effettuati in piena area di competenza regionale;
lo scorso 8 maggio, nel corso di una visita organizzata dall'associazione "SiciliAntica" per una troupe della RAI, impegnata nella realizzazione di un servizio giornalistico sul sito archeologico, sono state rinvenute diverse buche, scavate di recente nell'area della necropoli;
detti scavi clandestini, nel corso dei decenni, hanno causato un enorme danno al patrimonio storico e artistico e se le condizioni dei luoghi dovessero rimanere tali, la situazione non potrebbe che peggiorare, con la perdita irrimediabile del sito archeologico;
i recenti provvedimenti di depotenziamento delle Soprintendenze, organo preposto alla tutela delle aree archeologiche, da parte dell'Amministrazione regionale, vanno nella direzione opposta alle richieste di incremento di tecnici e archeologi più volte avanzate, da storici e archeologi, e dai tecnici dipendenti degli stessi organi di tutela;
a causa di queste attività illecite, spesso collegate a una rete internazionale di trafficanti, tesori di inestimabile valore hanno lasciato la Sicilia, depauperando l'identità e il patrimonio culturale regionale, sottraendo risorse essenziali per l'incremento turistico dell'Isola, motore economico che andrebbe salvaguardato;
considerato, infine, che:
a seguito di quanto riscontrato dal servizio della RAI, andato in onda lo scorso 13 maggio 2021, è stato presentato dall'Associazione "SiciliAntica" un formale esposto-denuncia alla Procura della Repubblica di Enna;
tutto ciò, oltre a danneggiare il patrimonio storico-artistico siciliano, porta con sé un messaggio negativo per le Istituzioni preposte alla vigilanza e alla tutela delle aree archeologiche, evidenziando la totale inerzia della Regione Siciliana che, nonostante sia dotata di autonomia in materia di tutela, gestione e valorizzazione dei beni culturali, ha depotenziato gli Istituti regionali preposti al patrimonio culturale, che versano in grave difficoltà nell'esercizio dei compiti di sorveglianza e tutela,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e se intenda richiedere interventi mirati alla conservazione e alla tutela dell'area archeologica di Montagna di Marzo;
se intenda richiedere all'Amministrazione regionale siciliana maggiori chiarimenti sulla vicenda, nonché proporre azioni di tutela, indagine archeologica e valorizzazione del sito in questione.